Caserma Park

Playground community Main court in east Florence

01/08/2019
14/07/2019

The finals #ASG2019
21.30 @ Pazzale Michelangelo

🏀 Stasera al Piazzale Michelangelo tutti a vedere la finalissima di basket dell’All Star Game Firenze. Azzurri contro i Verdi 💚 dei nostri ragazzi della Promozione PVM Niccolò Calamai e Daniele Mariotti 🏀

#asg2k19 #PVM #basket #firenze #piazzaleMichelangelo #verdi

05/06/2019
13/08/2018
02/08/2018
02/08/2018
23/07/2018
17/07/2018

💚💚💚 Firenze è VERDE!! 💚💚💚

Al piazzale Michelangelo i ragazzi di parte verde hanno dato tutto quello che avevano per portare a casa la vittoria e colorare di verde il cielo di Firenze fino al prossimo ASG2K19.

Orgogliosi di voi!! Il nostro playground è la vostra casa. 🤜🏼

Vogliamo anche ringraziare tutti i ragazzi e ragazze che hanno lasciato il campo per far allenare la squadra dei Verdi nelle scorse settimane. Grazie. ☘️🌵🍏🥦

05/07/2018

L’allenamento in programma per oggi (Giovedi 5 Luglio) è stato posticipato a lunedì 9 Luglio. Ultimo giorno in cui il campo sarà occupato per gli allenamenti. Grazie a tutti per la disponibilità.

Forza Verdi! 💚

La squadra dei Verdi, che difenderà i colori del nostro quartiere al prossimo All Star Game al Piazzale Michelangelo dal 12 al 15 Luglio, ha diramato le date degli allenamenti che si svolgeranno sul nostro campo non appena sarà reso agibile. Ecco le date:

Martedì 19 Giugno
Mercoledì 20 Giugno
Martedì 26 Giugno
Giovedì 28 Giugno
Martedì 2 Luglio
Giovedì 7 Luglio

Vi chiediamo la disponibilità di lasciare il campo libero in queste date per permettere il regolare svolgimento degli allenamenti.

Grazie per la comprensione.
Forza Verdi 💚💚💚

28/06/2018

Sono state lasciate delle chiavi, sono appese al cancello. All’altezza dell’ultimo tavolino.

[06/18/18]   Hai provato i nuovi canestri? Come giudichi il risultato finale?

15/06/2018

La regola dice: I tabelloni sono montati rigidamente in un piano perpendicolare al campo, paralleli alle linee di fondo, e a m. 1,20 all'interno di queste.

Chi lo misura?

15/06/2018

Pare che siano tornati i canestri.. ci vediamo per un collaudo??

11/06/2018

La squadra dei Verdi, che difenderà i colori del nostro quartiere al prossimo All Star Game al Piazzale Michelangelo dal 12 al 15 Luglio, ha diramato le date degli allenamenti che si svolgeranno sul nostro campo non appena sarà reso agibile. Ecco le date:

Martedì 19 Giugno
Mercoledì 20 Giugno
Martedì 26 Giugno
Giovedì 28 Giugno
Martedì 2 Luglio
Giovedì 7 Luglio

Vi chiediamo la disponibilità di lasciare il campo libero in queste date per permettere il regolare svolgimento degli allenamenti.

Grazie per la comprensione.
Forza Verdi 💚💚💚

05/06/2018

Situazione alle 19.00

05/06/2018

Aggiornamenti sulla ristrutturazione del campino

03/06/2018

In settimana avremo i canestri nuovi? 🤔🤞🏻

31/05/2018

Situazione alle 19.00
C’è una grossa buca sotto alla ruspa.

31/05/2018

Lavori in corso

31/05/2018

Sono in corso i lavori per la sostituzione dei canestri. Speriamo bene 🤞🏻🏀

09/04/2018

La Giornata Tipo

Questo non si è rotto... :D

Non ha nessun senso. Ma è bellissimo.

(l'autore è il circense René Casselly)

07/04/2018

neanche un mese son durati... Andrea Vannucci qui inizia la stagione e siam senza un canestro, come si puó fare? ce la facciamo ad intervenire rapido?

13/07/2017

All Star Game Firenze

I nostri ragazzi hanno vinto la semifinale. Domenica la finale al Piazzale Michelangelo.
💚 #picchiaverde #ASG2K17

#Semifinale - La prima finalista dell'All Star Game 2017 sono i #Verdi che superano gli Azzurri 71-62. 💚⚜️
#cisaràdadivertirsi #ASG2K17

28/05/2017

C'è livello?!?

13/05/2017

Game time

13/05/2017

Game time

13/07/2016

La squadra di parte verde è uscita sconfitta alla partita delle stelle che si è svolta ieri sera al piazzale. Dobbiamo sudare di più sull'asfalto della caserma per dimostrare il nostro valore il prossimo anno. #picchiaverde #sangiovanni 💚

12/06/2016

Andrea Zerini

Team dinner... Rookie time watch out.. Le matricole si preparino

15/01/2016

Degno di nota!!!

#TheProphetsCorner #RomanticTales

La Danimarca è un paese splendido. Non del tutto teutonico, non ancora scandinavo.

Pulito, efficiente, ordinato, con poche leggi chiare e sempre rispettate. Un esempio a livello mondiale. Sempre ai primi posti per qualità della vita. Copenaghen, la capitale, è il suo fiore all'occhiello. Una città che rispecchia in pieno la perfezione del paese. Un modello.

Nel 1971, nel cuore di Copenaghen, il movimento hippie raggiunge una delle vette più alte della sua storia. Un gruppo di capelloni occupa una vecchia base navale e alcuni edifici militari.

Il quartiere di Christiania si dichiara stato indipendente.
Si autolegifera, si auto governa. La polizia non può entrare.
Un paradiso di arte, droga e amore libero. Una repubblica del caos dentro una monarchia dell'ordine.

Nell'ormai lontano 2006 sono partito per un viaggio in solitaria a Copenaghen.

Non potevo certo esimermi dal visitare Christiania.
Gli hippie ci sono ancora, ho passato anche un paio di splendide serate con degli strani personaggi a parlare di filosofia,arte e vita.
Mi hanno offerto anche un po'di quella colla che ho usato per scrivere il pezzo su Nowitzki.

L'eco della contestazione però si è decisamente affievolito negli anni. Il popolo del quartiere si è imborghesito e la rivoluzione non è mai arrivata al traguardo. Oggi Christiania è principalmente un'attrazione turistica. Cosa c'entra tutto questo con la nostra storia?

Niente, o forse no.

Andiamo in Argentina, decisamente agli antipodi rispetto alla Danimarca.

Andiamo a Bahia Blanca, città natale di Emanuel David Ginobili Maccari, il più grande giocatore di basket argentino di sempre.

Mancino e argentino come Diego Maradona, Leo Messi e Diego Dominguez. Padrone e virtuoso della propria arte come e più di loro.

C’è anche un po’ d'Italia nelle sue origini. La famiglia discende da immigrati marchigiani.

Al Gennaio 2016 il palmarès di questo signore recita:

4 Titoli NBA
1 EUROLEGA
1 Campionato italiano
2 coppe Italia
1 Olimpiade
2 Titoli Sudamericani

Un Animale.
Un Animale programmato per uccidere. Un Animale programmato per vincere.

Gregg Popovich, uno che verosimilmente in bagno ha la carta igienica con sopra l'effigie di De Coubertin, ha candidamente ammesso che Ginobili è “la persona più competitiva che abbia mai conosciuto(!!)”. Un’investitura.

Come se George Best vi dicesse che bevete più di lui o come se Ted Bundy vi accusasse di essere degli erotomani.

Queste le parole precise del Pop: “He has a willingness to do what it takes to win, and to do it at the highest possible level of intensity, every single minute he steps on the court”.

Dopo i primi anni in Argentina, Ginobili sbarca in Italia per assaggiare un inizio di basket che conta. Firma per la Viola Reggio Calabria, in serie A2. Il primo anno centra la promozione in serie A1(avevate dubbi ?). Già dopo queste prime interessanti prestazioni gli americani gli mettono gli occhi addosso e San Antonio lo sceglie al numero 57, il penultimo.

Dopo di lui fu scelto solo tale Eddie Lucas, poi Stern chiuse il teatro e mandò tutti a casa. Prima di lui tanti mestieranti di cui mi vergogno pure di scrivere i nomi.

Uno dei più grandi steal of the Draft di tutti i tempi.

La carriera italiana prosegue nella grande Virtus di fine anni '90 primi 2000. Ginobili viene scelto per sostituire Sasha Danilovic, un’istituzione. Se volete capire cosa significhi arrivare in una nuova squadra per sostituire un’icona provate a chiedere lumi a Marino Magrin, primo “10” della Juve dopo Platinì o a Nani, portoghese ex Sporting, che nel Manchester si trovò a coprire la posizione di Cristiano Ronaldo, portoghese (di Marte) ex Sporting pure lui.

Un peso psicologico che potrebbe schiacciarti senza alcuna pietà prima ancora di scendere in campo.

Ginobili entra nel ruolo come nessun altro avrebbe potuto. Nel 2001 vince Campionato, Coppa Italia ed Eurolega. MVP di qualsiasi manifestazione alla quale abbia partecipato. Un Animale.
I tempi sono ormai maturi per il salto oltreoceano.

Stagione 2002/2003.

L'inizio del numero 20 è decisamente timido. L'ambientamento non è semplice e i minuti per esprimere il suo talento non sono tantissimi. Il suo stile di gioco non viene subito capito, soprattutto dagli arbitri.

In particolare il suo accentuare eccessivamente i contatti (non dimentichiamoci il sangue italiano che scorre nelle vene) fa di lui uno dei primi, se non il supremo, floppers della lega.

Ma questo è un giocatore speciale. Ha una tecnica sopraffina che mista all'estro sudamericano ne fanno subito un idolo per i texani.

Ginobili sa entrare, sa ti**re e sa passare. Ginobili la palla la dà via come pochi, e in tutti i modi.

Ho visto un campionario tra i più variegati. No look, behind the back, tunnel agli avversari...di tutto.

Poesia cestistica unita a lucida visione di gioco, il tutto nella testa e nelle mani di un f***e.

Nella seconda parte della stagione le cose migliorano e alla fine Gino viene incluso nel secondo quintetto dei rookie. Nei playoff Popovich capisce che può dare più fiducia all'argentino, ed infatti minutaggio e contributo salgono. Gioca un ruolo importante, anche se non ancora fondamentale, in tutta la postseason, comprese le finali vinte contro i Nets.

Mvp per il superbo Duncan e meraviglioso canto del cigno per the Admiral David Robinson. Per entrambi secondo anello, per Manu bingo al primo anno.

Un caso? Forse.

Per me in questo sport, come nella vita, tutto avviene per un motivo preciso, e credo sia così anche per Popovich.

A 25 anni Ginobili ha già vinto tutto quello che un giocatore può sognare di vincere a livello di club, in Europa e in America.
Già, a livello di club. E la nazionale?

Nel 2001 vince con l'Argentina i campionati panamericani e nel 2002 perde in finale con la Jugoslavia i Mondiali.
E non è un caso nemmeno questo, visto che in finale il Gino gioca solo 12 minuti causa infortunio.

C'è da giurare che quell'argento gli bruci ancora tutt'oggi. Ma questo, come vi ho detto, è un animale. Infatti, alla prima occasione, Olimpiadi di Atene del 2004, si prende il mondo. L’Argentina è una grande squadra, con Scola, Nocioni, Sconocchini, Delfino, Oberto…

Ginobili li guida con maestria fin dall’inizio della competizione.
Buzzer be**er per silurare gli slavi nel match d'apertura e poi un crescendo pazzesco fino in cima all'Olimpo, passando attraverso una semifinale contro team U.S.A (composto tra gli altri da James, Wade, Carmelo, Duncan e Iverson), al quale rifila 29 punti, e proseguendo con le sculacciate alla nostra nazionale nella finale.

Fate MVP delle Olimpiadi.

Ormai lo spessore di Ginobili è quello di una star anche nella NBA.

La stagione 2004/2005 è quella della consacrazione definitiva.
Sull'onda dell'estate olimpica il Gino è titolare fisso, gioca in quintetto tutte le partite della regular. Porta i suoi punti di media a 16 e gioca l'All Star Game, primo sudamericano di sempre a riuscire nell'impresa. Gli Spurs ormai sono un'armata alla ricerca del loro terzo titolo.

Gioca dei playoff superlativi a 20 pts di media.

In finale coi campioni in carica dei Pistons si va alla settima, in una delle migliori finali di sempre, tra due delle squadre meglio organizzate che si siano mai viste.

Trai i lunghi, i due Wallace contro Duncan e big shot Horry, altro animale plurianellato.

Tra i piccoli Hamilton, Prince e un grande Chauncey Billups.

Squadra meravigliosa e meravigliosamente allenata.

Alla fine vincono gli Spurs. Duncan è MVP delle finali per la terza volta, e un premio a Duncan non sarà mai regalato, ma sono in molti a pensare che sia proprio Ginobili a meritare quell'onoreficenza, risultando il secondo miglior marcatore della squadra, il miglior stealer ed assist man.

In gara 7 mette 23 punti. Perfetto dall’arco e dalla lunetta.

Ginobili è uno che nel clutch time non si tira mai indietro. Nel bene e nel male.

L'anno dopo, ad esempio, l'eliminazione in finale di Conference è per buona parte imputabile a lui e al suo inutile fallo su Nowitzki che frutta quattro punti al tedesco e l'overtime agli avversari, che sfrutteranno al meglio il regalo dell'argentino. O come nel 2013, quando in gara 5 sbaglia un libero sanguinoso nel convulso finale che rimette in gioco Miami.

Ginobili è anche questo.

Prendere o lasciare.

Gli Spurs però, si rialzano sempre e comunque da ogni sconfitta. Negli anni verranno dati per morti più e più volte, ma rinasceranno sempre, più vecchi ed infinitamente più forti.

Gli Spurs sono LA SQUADRA. Il sistema Popovich diventa una Bibbia del basket. Una macchina praticamente perfetta costruita per il titolo, con leader e regole precise.

Un esempio? A San Antonio non si fanno gli alley hoop. Frega niente se in televisione tirano di brutto, chi li prova finisce in panchina. Firmato Gregg Charles Popovich.

Schemi, orari, interviste con la stampa...Il Pop controlla e legifera su tutto. L'intero roster è compatto ed allineato attorno al coach e ai Big Three: Duncan, Parker e Ginobili.

C'è un qualcosa nell'alchimia che si crea tra questi quattro uomini che trascende i confini dello sport. E' un legame esclusivo a noi sconosciuto, che forse nasconde dentro di sè il senso stesso della vita. Ci sono momenti dove, durante i timeout, Popovich rimane in disparte e sono i tre a compattare la squadra e a decidere i giochi che scaturiranno dalla rimessa.

Se Pop scrive la Bibbia, Duncan è il suo profeta, e lo è da sempre. Tim è il basket di Popovich (scusate...Tim è il basket e basta). Per capirsi gli serve solo uno sguardo, anche perchè nessuno può dire con certezza assoluta che Duncan parli.

Tutti gli altri giocatori hanno un ruolo preciso e a quello si devono attenere. Pop catechizza tutti:

Green oggi, così come Bowen ieri, sa che deve prendere il piccolo più forte degli altri ed annientarlo. Farsi trovare sugli scarichi e mettere la tripla.

Bonner sa che nel minuto che giocherà dovrà fare uno su uno da tre, e se incrocia uno tra Shaq, Dwight Howard o De Andre Jordan deve mandarlo in lunetta. Poi di nuovo seduto in panca.

Parker ha più libertà, ma sa che deve andare fino in fondo finchè ne ha, e limitare i tiri da fuori.

Tutti sanno esattamente cosa fare e quando farlo, e lo fanno da Dio.

Un sistema perfetto. La Danimarca.

Ginobili conosce a memoria tutti gli schemi del libro di Popovich, perchè conosce Popovich e conosce il basket. Li sa a memoria, ma non ne segue nessuno.

Mai.

Ginobili è Christiania, la repubblica del caos dentro la monarchia dell'ordine.

Ormai parte sempre dalla panchina. E' un sesto uomo di lusso al quale basta una parola, a volte un cenno, a volte neanche quello, per entrare in campo e scatenare l'inferno.

Pop lo usa quando la squadra è nei guai, quando serve qualcuno che tolga le castagne dal fuoco, quando i suoi schemi non bastano e quando il sistema non è sufficiente per portare a casa la pelle del leone. Entra per ricucire uno svantaggio, per completare una rimonta, per chiudere un match in anticipo, per un tiro della vittoria.

Gino è il leader emozionale della squadra, quello che infiamma l'ambiente e i compagni nei momenti caldi del match.
Il Dionisiaco, imprevedibile, caotico e orgiastico, dentro l'Apollineo, razionale, calmo ed ordinato come racconta in maniera superba Nietzsche nella sua "Nascita della Tragedia".

Magia degli opposti che convivono nella stessa creatura.
E la creatura perfetta sono gli Spurs 2006/2007.
Altra cavalcata trionfale verso il quarto anello, terzo per Ginobili, conclusa con un cappotto in finale contro i Cavaliers di un giovane James.

Non tutti saranno d'accordo, ma io non ho memoria di altre shooting guard bianche del livello dell'argentino (per la verità nemmeno di tantissime nere).

Ginobili ha un fisico normale, ammesso che in questa lega si possa parlare di fisici normali, e forse anche un tantino al di sotto della media. Decisamente propenso all’infortunio, tanto che proprio per via di questa fragilità il suo compagno Brent Barry, figlio del grande Rick, lo soprannominò “Contusion”.

Io però questo argentino l'ho visto andare al ferro una marea di volte. Io l'ho visto sparare dei passaggi con quel sinistro degni di un quarterback. Proiettili ad alta precisione.

Chi ha giocato a basket sa quanta forza ci voglia per un passaggio ad una sola mano che tagli tutta l'area da parte a parte per una bomba comoda di Danny Green, Leonard o Patty Mills.

Restiamo comunque al fisico, che come dicevamo è normale.
La regular season è basata principalmente su quest'ultimo, e le stagioni regolari di Ginobili sono effettivamente "regolari".

Di decisamente anormale c'è la sua intelligenza cestistica.
Di enormemente superiore alla media c'è la sua forza mentale che nella postseason, un altro sport, è la dote più importante, e che lo porta per me a salire tra i primi cinque giocatori della sua generazione.

Guardate questo video. Il cavallo pazzo che corre per il campo è Manu Ginobili. In quel momento ha 37 anni e sta giocando la sua quinta finale NBA. Ora potrei stare qua a raccontarvi del leone con la testa di aquila che spiega le ali per volare in cielo e conficcare il becco adunco nelle carni del nemico, o altre storie del genere...ma che ve le racconto a fare?

Guardatevi in religioso silenzio questo video e se potete sparate il volume al massimo...non serve altro

https://www.youtube.com/watch?v=1mVV9hsDkO0

Bene, se chiedete ai giudici di sedia quanto valgono quei canestri vi risponderanno rispettivamente 2 e 3 punti. Totale 5.
Ecco, provate a fare la stessa domanda a James, Wade e soprattutto Bosh.

Oppure fatela tranquillamente anche a Pop o Duncan, anzi a Parker, visto che Tim non vi risponderà.

Tutti e cinque gli interpellati vi risponderanno “Valgono il match”.

Questo è Manu Ginobili.

I suoi canestri, tutti i suoi canestri, esulano dal mero valore numerico che aggiungono al risultato. I suoi assist non sono mai il penultimo tocco prima di un canestro, se mai sono l’unico (im)possibile tocco che ha fatto in modo che quel canestro nascesse. La sua difesa è sempre un po’ più sporca del consentito. Lo sfondamento subito è sempre un po’ più teatrale del dovuto.

Se una palla sta vagando rasoterra lui sarà il primo a tuffarsi nella mischia per prenderla, anche senza una scarpa se serve, e andrà a giocarsi una palla a due dopo il fischio dell'arbitro.

Per dirla in breve:

He has a willingness to do what it takes to win, and to do it at the highest possible level of intensity, every single minute he steps on the court.

Questo è Manu Ginobili.

Prendere o lasciare.

Io prendo.

Riguardate bene quel video. Poteva ritirarsi al termine di quella partita, aveva appena vinto il quarto anello, gli esperti avevano giudicato la sua schiacciata come "la giocata delle finali".

Poteva mollare,ma non lo ha fatto.

Ginobili ha fame.
Ginobili soffre di una sorta di bulimia da trofeo.
Appena ne vince uno lo vomita e ne vuole subito un altro.
Ginobili HA(LL OF)FAME.
Ginobili ha sempre fame.

L’anno scorso si è beccato una bruciante eliminazione al primo turno dai Clippers. Ovviamente quest’anno è ripartito più arrabbiato che mai.

E se dovesse fallire la rincorsa al quinto anello?

Siete sicuri che voglia veramente ritirarsi con un dito di una mano privo di un pezzo di metallo? E se invece dovesse vincere quest’anno sarebbe l’ultimo? E l’altra mano? La lasciamo senza anelli? Siete veramente sicuri che in quel caso sarebbe sazio?

Per me no.

La repubblica del caos dentro la monarchia dell’ordine.

Può piacervi o meno, vi chiedo solo una cosa al termine del pezzo.

Se non urlate insieme a me, lasciate perdere il basket a qualsiasi livello, perché non siete degni nemmeno dei joystick della playstation.

GINOBILI AL FERRO…GINOBILI AL FERROOOOOOOOO

Video (vedi tutte)

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Game time
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S'è visto di meglio..

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Martedì 18:00 - 21:00
Mercoledì 18:00 - 21:00
Giovedì 18:00 - 21:00
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