Federcaccia Sezione Provinciale Firenze

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18/07/2022

RECINZIONI INDISCRIMINATE SUL TERRITORIO: QUALI SOLUZIONI AD UN PROBLEMA SEMPRE PIÙ PREOCCUPANTE

Il territorio toscano, le nostre campagne e i più suggestivi paesaggi che rendono unica al mondo la nostra regione, sono anche il frutto del lavoro dell’uomo e della capacità dello stesso di plasmare con le proprie attività, un bene comune con rispetto, armonia, cura e conservazione dell’ambiente naturale.
Il Chianti, le sue colline, i boschi misti a vigne oliveti e cereali, rappresentano certamente una testimonianza di come da secoli, l’agricoltura ha saputo convivere ed adattarsi ad un territorio con la capacità di coniugare le giuste esigenze produttive con la bellezza dei luoghi.

Per queste ed altre ragioni, non saremo certamente noi cacciatori a voler aprire inutili polemiche o pretestuose conflittualità con il mondo agricolo sulla necessità, in taluni casi assolutamente legittima di difesa da parte dell’agricoltore delle proprie coltivazioni e dei redditi che da esse derivano. Da sempre la caccia è parte di un sistema di relazioni fortemente innervato con la ruralità e la buona gestione faunistica, può trarre forti benefici dall’operato dei cacciatori anche in tema di prevenzione e controllo delle popolazioni selvatiche e del loro impatto sui danni provocati all’agricoltura.

Oggi però, assistiamo ad un fenomeno che non sempre trova giustificazioni in questa complicata ricerca di un equilibrio tra ragioni diverse ma anzi al contrario, si nutre di presunte necessità per originare scempio del paesaggio e impraticabilità di fruizione non solo venatoria del territorio agro silvo pastorale.

Ci riferiamo al proliferare indiscriminato di recinzioni, piccole e grandi che sempre di più stanno “strangolando” larga parte del nostro Chianti e che presentano la faccia brutale di un “reticolato” difforme ed amorfo che appare più il frutto di una innaturale difesa verso gli “umani” e la loro presenza che non per quelle che potrebbero essere le giuste esigenze di prevenzione dei danni da parte della fauna selvatica.

Recinzioni di molti ettari, senza possibilità di attraversamento per la mancanza di cancelli o altri accessi, si susseguono nel territorio rimanendo fissi e perenni nel tempo anche in assenza di agricoltura attiva o frutto pendente.
Un grido di dolore ma anche un forte richiamo alle istituzioni è stato lanciato nelle scorse settimane dal Circolo ARCT/CCT di S.Casciano Val di Pesa(FI) con una lettera aperta inviata alle istituzioni locali, alla regione Toscana ed a tutti i soggetti interessati.
Un appello che nasce con lo scopo di sensibilizzare la politica e le istituzioni a farsi carico della gestione di un problema che oggi impedisce nei fatti lo svolgimento dell’attività venatoria ma che a sua volta genera sicuramente ricadute negative sul paesaggio, sulla bellezza dei luoghi e sulla cultura di chi vi abita.

Nell’articolato documento i cacciatori chiedono di valutare l’esigenza di una più puntuale e specifica normativa che garantisca le esigenze agricole ma anche quelle della fruizione venatoria e di tutti coloro che nel rispetto delle regole, vogliono godere dell’ambiente e del territorio.
Si richiede inoltre una maggiore rilevanza del ruolo dei Comuni e delle procedure autorizzative per evitare una proliferazione indiscriminata e ingiustificata di recinzioni più o meno grandi avendo estrema attenzione che anche le tipologie di recinzione e della stessa rete, consentano l’attraversamento della piccola selvaggina oltre a garantire idonei punti di accesso ai fondi interessati soprattutto in assenza di colture in atto e soggette a danneggiamento.

08/07/2022

CONDANNATO CHI OFFENDE I CACCIATORI!

Una Importante sentenza del Tribunale di Roma, condanna il Leader dell'associazione x 100x100 animalisti, per le affermazioni ingiuriose rivolte ai cacciatori.

Di seguito riportiamo il comunicato ufficiale congiunto di Federcaccia Nazionale, Enalcaccia ed Anuu Migratoristi.

"Il diritto di critica non equivale a diritto di offesa. È quanto ha stabilito il Tribunale di Roma nei confronti di Paolo Mocavero, leader 100×100 Animalisti, nella causa civile promossa dai presidenti di Federcaccia, Enalcaccia e ANUUMigratoristi a seguito delle sue espressioni ingiuriose nei confronti dei cacciatori

Roma, 8 luglio 2022 – Con l’ordinanza resa ieri dal Tribunale di Roma, il noto leader animalista Paolo Mocavero è stato condannato al risarcimento dei danni per le affermazioni ingiuriose e lesive da lui rivolte ai cacciatori nel corso della trasmissione radiofonica “La Zanzara” trasmessa da Radio 24 nel marzo del 2020. Nei suoi confronti avevano promosso causa civile i presidenti di Federcaccia Massimo Buconi, di Enalcaccia Lamberto Cardia e di ANUUMigratoristi Marco Castellani, patrocinati dall’avvocato Alberto M. Bruni

L’ordinanza è assai articolata e, pur riconoscendo il diritto di informazione e di critica (anche con toni coloriti), tuttavia afferma che mai possono tollerarsi aggressioni verbali che si trasformano in veri e propri attacchi che travalicano il tema controverso e assumono la forma del turpiloquio nei confronti di singoli cittadini ovvero di categorie quali i cacciatori, il cui profilo morale è tutelato dalle Associazioni Venatorie.

L’ordinanza del Tribunale civile di Roma assume molta importanza perché – finalmente – perviene a riconoscere la tutela della dignità di chi legittimamente esercita l’attività venatoria e, insieme, delle Associazioni Venatorie che si adoperano in ogni sede in tal senso.

Oltre a questo assume anche la valenza di un vero e proprio monito nei confronti di tutti coloro che denigrano i cacciatori travalicando i limiti della corretta informazione e del diritto di critica permettendosi non consentite aggressioni verbali accompagnate da offese e volgarità.

E questo vale anche per i responsabili di testate giornalistiche e di trasmissioni televisive e radiofoniche che ospitano i più accesi denigratori della caccia ai quali vengono consentite – senza oltretutto contraddittorio – aberranti e lesive esternazioni.

Forti di questo precedente d’ora in avanti le Associazioni Venatorie potranno agire in giudizio a tutela dell’immagine dei propri associati ogni qual volta – e capita purtroppo sempre più spesso – la caccia e chi la pratica vengano fatti oggetto di commenti offensivi.

Comunicato congiunto Uffici Stampa FIdC – Enalcaccia – ANUUMigratoristi

30/06/2022

CCT: ARRIVA IL SERVIZIO WHATSAPP DEDICATO AI CACCIATORI TOSCANI!

E’ davvero con grande piacere che vi comunichiamo che da oggi è attivo il numero whatsapp della Confederazione Cacciatori Toscani, al servizio di tutti i soci delle associazioni aderenti alla CCT.

Un’offerta comunicativa che in questo modo si allarga ancora, andando ad aggiungere alla Pagina Facebook CCT ed al al Sito internet www.confederazionecacciatoritoscani.it, un ulteriore ed importante canale di comunicazione, che costituirà un vero e proprio filo diretto tra i cacciatori e la struttura Regionale della CCT.

Ricevere in tempo reale i link delle ultime notizie, le comunicazioni inerenti le ultime novità sulla caccia, la cinofilia, la formazione e non solo; dare anche la possibilità ai soci che ne avranno necessità di porre domande al nostro staff comunicativo in maniera rapida e diretta.

Iscriversi è molto semplice:

1 🤳 Aggiungi in rubrica il numero mobile della CCT 350 907 27 44;

2 📨📱mandaci un messaggio whatsapp contenente Nome e Cognome per poter essere registrato;

3 👌👏 Hai fatto! da quel momento sarai abilitato a ricevere le notizie più rilevanti ed a chattare direttamente con noi;

22/06/2022

CCT: LA REGIONE TOSCANA AUTORIZZA IL PRELIEVO IN DEROGA DELLA SPECIE PICCIONE (Columba livia forma domestica)

Lo scorso lunedì 20 giugno 2022 la Giunta Regionale Toscana ha approvato la delibera n° 695 di autorizzare, il prelievo in deroga da appostamento della specie piccione (Columba livia forma domestica) ai sensi della direttiva 2009/147/CE, art. 9, comma 1, lettera a) al fine di prevenire gravi danni alle coltivazioni agricole locali, su tutto il territorio regionale in presenza di colture ed attività agricole, nei giorni di apertura anticipata della caccia autorizzati dalla Giunta regionale e nel periodo compreso tra il 18 settembre 2022 e il 30 gennaio 2023 compreso;

Inoltre si stabilisce:

- che il prelievo della specie Piccione può essere effettuato esclusivamente nei terreni ove sono state seminate o sono presenti coltivazioni di cereali autunno vernini, cereali a semina primaverile o oleoproteaginose (girasole, soia, colza, fava, favino, pi***lo, cece, cartamo, lino), nonchè in prossimità degli stessi per un raggio di 100 metri, nel periodo compreso dalla semina alla raccolta del prodotto;

- di stabilire in 20.000 il numero di capi di piccione (Columba livia forma domestica) complessivamente prelevabili in Toscana nel 2022/23 in attuazione del presente provvedimento;

- di consentire il prelievo da appostamento del piccione (Columba livia forma domestica) esclusivamente ai cacciatori residenti in Toscana rispettivamente per un massimo di venti capi giornalieri e duecento capi complessivi stagionali per cacciatore per l'intero periodo (1 settembre 2022 – 30 gennaio 2023) con l’uso di fucile con canna ad anima liscia fino a due colpi o a ripetizione semiautomatica, con caricatore contenente non più di due cartucce di calibro non superiore al dodici;

- di consentire l’uso di richiami vivi di piccione esclusivamente durante il periodo di cacciabilità del colombaccio. Nel caso venga autorizzata la pre-apertura potranno essere utilizzati esclusivamente stampi di piccione;

- di vietare la vendita dei capi prelevati;

- di stabilire che tutti i capi prelevati devono essere segnati subito dopo il recupero nell’apposita sezione dedicata ai prelievi in deroga del tesserino venatorio regionale digitale (App Toscaccia);

Un provvedimento importante proposto dalla vice presidente Stefania Saccardi e in più occasioni da noi sollecitato che viene incontro alle esigenze legate alla prevenzione dei danni alle produzioni agricole.

17/06/2022

TELEMETRIA SATELLITARE: CONTINUA L’IMPEGNO PER LA RICERCA.

Bilancio positivo sui risultati ottenuti dal primo anno di sperimentazione sull’utilizzazione dei nuovi trasmettitori satellitari installati su soggetti di tordo bottaccio ai fini della determinazione delle date di inizio della migrazione pre nunziale.

Sono stati infatti “marcati” quattro soggetti di tordo bottaccio a cura dell’Ufficio Studi e Ricerche di Federcaccia Nazionale in collaborazione con l’Università di Milano.

I soggetti hanno consentito di ottenere informazioni utili sulla migrazione ed il ritorno verso i luoghi di riproduzione.

Anche quest’anno il progetto continua. Il buon funzionamento dei trasmettitori e l’importanza dei dati che risulteranno fondamentali anche per il supporto ai calendari venatori e per la difesa dei tempi di prelievo della specie, incoraggiano nel proseguire un progetto qualificato ed innovativo sotto il profilo tecnico scientifico.

Sulla base di queste considerazioni e per consentire un concreto sostegno alla ricerca, anche la Confederazione Cacciatori Toscani congiuntamente alla presidenza di Federcaccia Toscana, ha provveduto a deliberare un contributo economico finalizzato all’acquisto di ulteriori trasmettitori per incrementare il numero di soggetti monitorati.

Photos from CCT - Confederazione Cacciatori Toscani's post 15/06/2022

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09/06/2022

CALENDARIO VENATORIO 2022/2023: AL VIA IL CONFRONTO PER UNA RAPIDA APPROVAZIONE

La discussione di merito sul Calendario Venatorio 2022/2023 ha formalmente preso il via. Questa mattina infatti si è tenuto presso gli uffici regionali, il tavolo di confronto promosso dall’assessorato con i rappresentanti delle Associazioni Venatorie Toscane e il Coordinamento ATC..

Nello stesso, sono stati evidenziati i principali contenuti della proposta di Calendario Venatorio elaborata dagli uffici regionali e sottoposta al parere Ispra che anche in questa occasione è tornato a ribadire, su taluni aspetti, valutazioni e considerazioni che presentano a nostro parere una connotazione più ideologica che tecnico scientifica, soprattutto nella parte riguardante l’applicazione dei Key Concepts su specie e tempi di caccia e per le date di apertura e chiusura sulla stanziale.

Fermo restando quanto sopra, occorre comunque evidenziare come la proposta della Regione Toscana, riconfermi nella sostanza l’impianto degli scorsi anni, ormai consolidato nel tempo.

Le istanze e osservazioni elaborate in seno alla Confederazione Cacciatori Toscani, sono state esposte dal Presidente Regionale di Federcaccia Toscana - Marco Salvadori presente ai lavori assieme al delegato del Consiglio regionale ANUU Migratoristi - Terfiro Innocenti.

Entrambi hanno avuto modo di rimarcare la positività della proposta complessiva sul nuovo calendario ed in particolare su aspetti rilevanti come l’indicazione delle date di chiusura al 30 gennaio per i turdidi (con esclusione del Merlo), per la Beccaccia, gli anatidi, rallidi e trampolieri, sia per quanto concerne la riconferma del prelievo venatorio sulle specie Moriglione e Pavoncella con successive apposite delibere.

Mantenute le date 1 ottobre - 31 dicembre per il prelievo della specie Allodola, 18 settembre - 31 ottobre per il Combattente e 18 settembre - 30 gennaio per il Colombaccio.

Invariata la data di apertura alla terza domenica di settembre (18 settembre) la caccia alla nobile stanziale con chiusura al 30 dicembre per il Fagiano (salvo le AFV e AAVV) e la chiusura della caccia alla Lepre all’8 dicembre.

Riconfermati alcuni limiti di carniere annuale massimo per la specie Allodola (20 capi annui e 5 giornalieri, 100 capi annui e 20 giornalieri per i cacciatori specialisti in possesso di richiami vivi della specie), Tortora selvatica 15 capi annui e 5 giornalieri, Beccaccia 20 capi complessivi e massimo 3 giornalieri, etc.

E’ stata inoltre sottolineata la possibilità di consentire per la nuova stagione venatoria e più specificatamente nella pre-apertura, il prelievo della specie Tortora selvatica, grazie all’impegno politico profuso anche direttamente dalla Vice presidente Saccardi, nei mesi scorsi che ha consentito di giungere all’approvazione del Piano nazionale di gestione della specie.

Importante novità sarà la possibilità di consentire il prelievo a contingenti limitati del Piccione torraiolo e della specie Storno.

Tali aspetti saranno meglio definiti per i tempi, limiti di carniere e modalità di prelievo dall’apposita delibera della Giunta regionale.

Invariato l’arco temporale per la caccia al Cinghiale (1 ottobre - 30 Gennaio) nel rispetto dei 3 mesi massimi consecutivi a discrezione delle singole realtà provinciali e articolato nelle varie forme di prelievo (braccata, girata e singolo).

A seguito di queste valutazioni generali, seguirà già nei prossimi giorni di un ulteriore documento che i nostri uffici invieranno alla competente struttura della giunta ed alla Vice presidente Stefania Saccardi, contenente alcune dettagliate osservazioni e ulteriori contributi riguardanti dati e studi scientifici recenti a supporto delle motivazioni per il prelievo di alcune specie cacciabili.

La Segreteria CCT

Photos from CCT - Confederazione Cacciatori Toscani's post 07/06/2022

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Photos from CCT - Confederazione Cacciatori Toscani's post 31/05/2022

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Photos from CCT - Confederazione Cacciatori Toscani's post 27/05/2022

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05/05/2022

FLASH NEWS CCT: CARCASSA DI CINGHIALE POSITIVA ALLA P.S.A. RINVENUTA A ROMA!

È di poche ore fa' la notizia del rinvenimento di una carcassa di cinghiale, risultata poi positiva alla P.S.A. (Peste Suina Africana), a Roma, nei pressi dell'area urbana della Capitale.

Ad ora non si ha idea di come la malattia possa essere arrivata sino a Roma ma in più occasioni, anche nei recenti webinar organizzati dalla CCT su questo tema, abbiamo appreso di come possa essere trasmessa con estrema facilità, ad esempio anche semplicemente attraverso residiui di cibo infetti tra i rifiuti.

Torniamo a sollecitare la necessità impellente di attuare il massimo delle misure preventive al fine di prevenire l'eventuale diffusione della malattia anche nella nostra Regione.

Come più volte anche da noi espresso un'idea potrebbe appunto essere quella di chiudere, mediante delle recinzioni, gli eventuali "punti" di transito della fauna dalle aree interessate dal contagio.

Occorre agire subito al fine di tutelare l'ambiente, la fauna ed anche l'economia della nostra Regione. Le conseguenze in caso di "blocchi"causati dal rinvenimento di capi infetti sarebbero infatti estremamente gravi per numerose realta' economico produttive.

Monitoreremo con attenzione la situazione dando notizia di eventuali ulteriori sviluppi tramite i nostri canali.

La Segreteria CCT

Photos from CCT - Confederazione Cacciatori Toscani's post 28/04/2022

Photos from CCT - Confederazione Cacciatori Toscani's post

22/04/2022

CACCIA ALLA TORTORA: CONTINUA IL CONFRONTO

La delicata questione riguardante il prelievo venatorio della Tortora selvatica (Streptopelia turtur), animano da tempo il dibattito tra i cacciatori e più in generale le rappresentanze scientifiche ed istituzionali a livello Europeo. In previsione della definizione del nuovo testo di Calendario Venatorio che ci vedrà impegnati nelle prossime settimane e dopo gli aggiornamenti che abbiamo avuto modo di esaminare anche nelle recenti iniziative promosse dalla CCT sui nuovi Key Concepts, riportiamo oggi gli esiti di alcuni importanti incontri svolti nei giorni scorsi e che danno il segno di una discussione ancora in corso.

Il 18 marzo 2022 ha avuto luogo la prima riunione della task force dell’UE sul recupero degli uccelli in declino. La discussione si è incentrata principalmente sugli aggiornamenti in merito al trend delle popolazioni della specie Tortora selvatica e sulle raccomandazioni per la stagione venatoria 2022. Le determinazioni sono state poi discusse al gruppo NADEG della Commissione Europea (CE) il 6 aprile scorso.

In detta riunione, alcuni stati membri dell’areale centro-orientale hanno assunto una posizione non rigida, nonostante le raccomandazioni della Commissione fossero quelle di fermare la caccia della specie nell’area occidentale (Francia, Spagna, Portogallo e Italia per le regioni Liguria e Piemonte) e di applicare una riduzione del prelievo del 50% in quello centro orientale (Austria, Bulgaria, Grecia e le restanti regioni italiane). Da notare nel contempo che per quanto riguarda l’Italia è intervenuta l’approvazione del Piano Nazionale di Gestione della specie. Durante la riunione del NADEG del 6 aprile, è emersa una comune volontà di diversi stati membri di non esercitare forme di moratoria e di incentrare le azioni verso eventuali forme di riduzione del prelievo, di concedere più tempo per la raccolta dei dati demografici finalizzati alla conservazione e corretta gestione della specie. Grazie anche alle pressioni di una parte del mondo venatorio, il Ministero Italiano della transizione Ecologica ha condiviso questa impostazione valorizzando il Piano di Gestione recentemente approvato.

Occorre dunque prendere atto di questo importante elemento per continuare, anche a livello Nazionale, il lavoro sul monitoraggio già in corso portando elementi scientifici nella discussione sul Calendario Venatorio.

La posizione del Ministero in realtà sembra rafforzare le posizioni del mondo venatorio ed anche in Toscana, occorrerà riprendere questi ed altri aspetti per consentire il reinserimento del prelievo della Tortora selvatica già dalle date di pre-apertura, come previsto anche nel Piano Nazionale di Gestione della specie.

A tal riguardo l’iter di confronto della proposta di calendario è stato attivato nei giorni scorsi dall’assessorato e rimaniamo in attesa di conoscere quali saranno le valutazioni di Ispra sui singoli aspetti.

07/04/2022

CENTRI ASSISTENZA VENATORIA: AVANTI CON I LAVORI!

E’ di queste ore la notizia che il Tribunale Amministrativo Regionale per la Toscana, Sezione Seconda, ha respinto la domanda incidentale di sospensione in merito al ricorso presentato da una associazione venatoria sul decreto dirigenziale della regione Toscana n° 714 del 18 gennaio 2022 inerente il progetto istitutivo dei C.A.V. (Centri di Assistenza Venatoria) Toscani.

Una battaglia questa a nostro avviso futile ed autolesionista, che ha rallentato un progetto che ad oggi rappresenta uno dei veri punti di svolta per tutto il mondo venatorio toscano. Attraverso l’istituzione di questi poli organizzati di assistenza ai cacciatori infatti, il nostro mondo si vedrebbe riconosciuti ruolo e funzionalità da quello istituzionale, dando respiro e prospettiva a numerose nuove opportunità.

La creazione di questi "centri" infatti andrebbe a semplificare e snellire molti degli adempimenti burocratici a cui i cacciatori toscani annualmente devono ottemperare per praticare l’attività venatoria, permettendo alle strutture territoriali delle Associazioni venatorie, di svolgere un vero e proprio servizio di “sportello al Cittadino” semplificando non poco la vita a tutti i cacciatori Toscani.

Il nostro impegno pertanto continua per proseguire la strada intrapresa a fianco di tutti i cacciatori Toscani!

06/04/2022

CCT: APPROVATO IL NUOVO REGOLAMENTO APPLICATIVO DELLE L.R. 3/94 SULLA CACCIA

E’ stato approvato questo pomeriggio dalla Giunta Regionale su proposta della Vicepresidente Regionale della Toscana con delega all'agricoltura agroalimentare e caccia Stefania Saccardi, il testo del nuovo regolamento applicativo della legge regionale 3/94 sulla caccia, che da tempo era in gestazione e sul quale erano emerse proposte e valutazioni da parte delle varie componenti interessate.

Il nuovo regolamento introduce alcune importanti novità sul funzionamento degli ATC Toscani, sulle regole per la gestione degli istituti faunistici sia pubblici che privati, ma anche rispetto all'organizzazione della caccia agli ungulati e sull'utilizzo dei richiami vivi.

Ci riserviamo di valutare con attenzione il testo definitivo ché ora passerà all'esame della competente commissione consiliare anche se dalle prime notizie raccolte, sembrerebbero essere state superate alcune criticità che erano state rilevate nei tavoli di concertazione preliminare.

Finalmente si conclude un lungo lavoro preparatorio ché potrà essere sicuramente affinato nel proseguo dei lavori, ma ché rappresenta una tappa molto importante per la caccia in Toscana, in attesa di poter affrontare da subito altri fondamentali aspetti come il nuovo calendario venatorio e soprattutto il nuovo Piano Faunistico Venatorio Regionale.

Obiettivi questi che come sempre ci vedranno attivi e propositivi verso la Regione, data anche la quantità e qualità del lavoro prodotto nelle scorse settimane su questi ed altri temi all'ordine del giorno sia dai nostri dirigenti che dalla nostra struttura.

La Segreteria CCT

Photos from CCT - Confederazione Cacciatori Toscani's post 28/03/2022

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15/03/2022

PSA: IL PRESIDENTE ATC MS 13 CHIEDE UN RIPENSAMENTO SULLE LIMITAZIONI

In merito alle disposizioni intraprese dalla Regione Toscana attraverso l’ordinanza n.5 del 02.02.2021 per i comprensori di Massa 13 riguardanti la PSA (Peste Suina Africana) vogliamo evidenziare le puntuali considerazioni espresse nei giorni scorsi, dal Presidente ATC MS 13 dott. Filippo Merlini.

Una disamina puntuale sui provvedimenti messi in atto anche nelle regioni confinanti, dove tra l’altro si sono riscontrati alcuni focolai e casi positivi su carcasse di cinghiale, che evidenzia alcune macroscopiche difformità di approccio da parte degli Enti preposti, sulla gestione della problematica.

In una lettera inviata agli assessori regionali della Toscana Stefania Saccardi e Simone Bezzini (integralmente scaricabile dal nostro sito www.confederazionecacciatoritoscani.it) a seguito delle specifiche richieste avanzate dal mondo venatorio, il Presidente Merlini scrive quanto segue:

OGGETTO: Peste Suina Africana – richiesta di rimodulazione attività venatoria sul Comprensorio Massa.



Egregi Signori,



in qualità di Presidente dell’Ambito Territoriale di Caccia “Massa – 13” con la presente sono a richiedere, anche dietro sollecitazioni provenienti dal mondo venatorio, una rimodulazione del regime di limitazioni imposte da Regione Toscana per il comprensorio della Provincia di Massa Carrara.

Le Regioni confinanti (Liguria ed Emilia Romagna) ed anche quelle più lontane interessate dalla problematica sanitaria PSA (Lombardia) hanno modificato il regime di limitazioni –soprattutto in materia di attività cinofile- e, pertanto, stante l’attuale situazione il mantenimento di un regime più restrittivo per la Provincia di Massa Carrara, rispetto a quello adottato per zone assai più vicine alle aree infette, non appare giustificato.

I cacciatori dell’ATC Massa 13, hanno dimostrato con la loro massima disponibilità alla raccolta dei dati e la partecipazione alla ricerca delle carcasse, un grande senso di responsabilità a fronte dell’evidenziarsi dell’emergenza; ora però – anche mancando un riscontro sulla presenza della malattia sul territorio provinciale- si chiedono, a ragione, per quale motivo debbano essere stati penalizzati, prima, sul finire della stagione di caccia con il divieto dell’utilizzo dei cani, quando, invece, la regione Liguria - dalla quale poteva provenire il contagio- ha consentito l’utilizzo dei cani segugi per la caccia al cinghiale in braccata fino al termine della stagione venatoria, ed ora con limitazioni alle attività cinofile, difficilmente giustificabili.



Rispetto a quanto sopra affermato, da ricerca sul web ad oggi risulta che:



- La Regione Liguria, che confina con noi con la Provincia di La Spezia (peraltro mai limitata nelle attività venatorie), attualmente prevede limitazioni solamente per la Zona Infetta in quanto i provvedimenti emanati (Ordinanza del Presidente n. 4 del 19.01.2022 e n. 5 del 25.02.2022) hanno posto limitazioni alle attività nei Comuni contermini alla zona infetta solamente per un periodo di 30 giorni a far data dal 19.01.2022;

- La Regione Emilia Romagna, che confina con noi con le Provincia di Parma e Reggio Emilia, attualmente prevede limitazioni oltre che per la Zona Infetta solo per quei territori della Provincia di Piacenza che ricadono nell’area di 10 Km dai confini della zona infetta in quanto con la Delibera n. 3620 del 28.02.2022, le limitazioni delle attività nei Comuni della Provincia di Piacenza esterni dall’area buffer e nella Provincia di Parma – la Provincia di Reggio Emilia non è mai stata assoggetta a limitazioni- disposti con gli atti precedente (da ultimo con la Del. GR n. 1735 del 01.02.2022) non sono stati reiterati.



Guardando ancor più lontano dalla nostra Regione anche la Lombardia – che per quanto riportato nella Del. G.R. Emilia-Romagna n. 3620 del 28.02.2022 avrebbe partecipato alla riunione di coordinamento del 21.02.2022 tra le Regioni Emilia-Romagna, Lombardia e Toscana finalizzata alla rimodulazione delle prescrizioni relative alle zone confinati con l’area infetta - attualmente prevede limitazioni di attività oltre che per la Zona Infetta solo per quei territori della Provincia di Pavia che ricadono nell’area di 10 Km dai confini della zona infetta in quanto con Ordinanza del Presidente n. 2.522 del 28.02.2022, le limitazioni delle attività nei Comuni della Provincia di Pavia esterni dall’area buffer disposti con il precedente Decreto del Presidente n. 859 del 21.02.2022, non sono stati replicati. L’attenzione, la prudenza e le precauzioni adottate dalla Regione Toscana per affrontare l’emergenza PSA hanno trovato accoglimento serio e responsabile del mondo venatorio della Provincia di Massa Carrara, ampiamente dimostrato dalla partecipazione che la base del mondo venatorio ha messo in campo a vantaggio di tutta la collettività.



L’esperienza, la conoscenza del territorio e in ultimo - ma non per importanza- il proprio tempo libero profusi dai cacciatori per la ricerca attiva delle carcasse di cinghiale, oggi merita la dovuta attenzione nel senso di una valutazione aggiornata della situazione sanitaria per giungere ad un alleggerimento delle restrizioni vigenti, peraltro alla stregua di quanto già fatto dalle regioni confinanti con la provincia di Massa Carrara. La rimodulazione, in alleggerimento, delle attuali restrizioni, potrebbe trasmettere un senso di fiducia e positività assai utile per il futuro; infatti, non è possibile pensare ad una gestione della PSA- se mai dovesse affrontarsi- senza una partecipazione attiva e convinta dei cacciatori che devono sentirsi parte di un meccanismo di gestione funzionante ma non penalizzante.

14/03/2022

IL CINGHIALE: MOLTO PIÙ ITALIANO DI QUANTO SI PENSI

Sui temi relativi alla gestione degli ungulati ed in particolar modo sul cinghiale, siamo abituati a discussioni continue e non sempre suffragate da elementi tecnico scientifici corretti. Non sempre però, la scienza o almeno determinati studi specifici, sembrano confermare alcune presunte certezze che spesso vengono evidenziate per dare giustificazione all’aumento esponenziale del cinghiale sul territorio.

Uno di questi esempi è sicuramente quello dell’ibridazione della specie. Ibridazione ed aumento demografico andrebbero di pari passo.

Il dott. Francesco Santilli, noto Tecnico faunistico che da anni collabora con la nostra struttura tecnica, ha messo in evidenza attraverso un post pubblicato sulla pagina “Gestione faunistica”, di seguito integralmente, riportato, un recente studio - Scandura M. et al. Resilience to historical human manipulations in the genomic variation of Italian wild boar populations. Frontiers in Ecology and Evolution: 2022, 69. - che sembra smentire questa convinzione.

“Per anni ci siamo sentiti ripetere che il problema dell’esplosione demografica del cinghiale fosse dovuto in buona parte alla sostituzione e/o ibridazione dei cinghiali maremmani con soggetti importati dal nord Europa più grossi e prolifici e all’ibridazione con i maiali domestici.



Una studio di genetica molecolare ha però enormemente ridimensionato questa convinzione. L’analisi del genoma di 134 capi abbattuti in 6 aree della pen*sola e in Sardegna, ha evidenziato che le popolazioni italiane, sebbene molto eterogenee, sono ben differenziate da quelle europee e presentano anche un minore variabilità genetica. Inoltre i segni di introgressione (incoroprazione di geni da specie, sottospecie o varietà diverse)” sia da cinghiali non italiani che da suini domestici sono apparsi molto limitati.



Sembra quindi che la componente nativa della variabilità genetica di buona parte delle popolazioni italiane di cinghiale, sia nettamente prevalente rispetto a quella di carattere esogeno e che la manipolazioni di carattere antropico (immissioni, incroci e ripopolamenti) abbiano avuto un effetto molto inferiore rispetto a quanto finora ritenuto.



L’enorme crescita delle popolazioni di cinghiale è pertanto da ricercarsi principalmente nelle trasformazioni ambientali che hanno caratterizzato il nostro paese, mentre le manipolazioni e i cambiamenti genetici subiti da questa specie hanno avuto un ruolo quasi insignificante.”

Video (vedi tutte)

Finalmente si può tornare nel bosco!!

Ubicazione

Indirizzo


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50127

Orario di apertura

Lunedì 09:00 - 17:00
Martedì 09:00 - 17:00
Mercoledì 09:00 - 17:00
Giovedì 09:00 - 17:00
Venerdì 09:00 - 17:00

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