Centro Storico Lebowski

Centro Storico Lebowski

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Martedì 21 Luglio Dalle 17:00 in poi Walk in day Save the date In occasione della festa Estate a Tavarnuzze il nostro studio rimarrà aperto per tatuarvi fino alle 24:00 in modalità Walk in, ovvero tatuaggi senza appuntamento. Tatuatori presenti in studio: @agnesecapaccioli @michelevodola @giuliogaraffini @endriuzendriu @la.deha @alicemorellitattoo Gli sketch disponibili saranno esposti in studio con prezzi prestabiliti nelle seguenti fasce di prezzo: 50€/100€/150€ Ogni cliente dovrà presentarsi munito della propria mascherina e potranno essere accompagnati all’interno delle postazioni soltanto i minorenni. I tatuaggi scelti saranno eseguiti in ordine temporale, dal primo fino a esaurimento (vale la regola chi prima arriva meglio alloggia). Protranno essere prenotati dalle 17:00 in poi lasciando un piccolo acconto che poi verrà scalato dalla prestazione.
Un bellissimo video da Liverpool....
Per chi sa l'olandese, qui si parla del Lebowski:
Please visit the page documenting current activity and history of left wing ultra groups worldwide. https://www.facebook.com/Left-Wing-Ultras-109254007358016
Manca poco per conquistare questa "collina virtuale"!!! 💛🖤
Castorina oggi sarà contento!!!! Wiva il c. S. L.
Grandissimi
Oggi per lavoro a Livorno, Grande Lebowski !!
Ma l'appuntamento della rubrica sulla trasferta??
...abbiamo perso contro il Galluzzo...però mi sento di dire buona la prima!!Abbiamo espresso un buon gioco ed una buona organizzazione. BRAVI RAGAZZI AVANTI COSÌ

Il Centro Storico Lebowski è una Società Cooperativa Sportiva Dilettantistica che nasce come emanazione della propria tifoseria

Normali funzionamento

In un momento come questo è facile che succeda di fermarsi a ripensare a quanta strada si è fatto. Sforzi, sacrifici, successi, errori. E la determinazione, che fa sempre la differenza.
Sarà la nostalgia, sarà il desiderio di evadere dalla realtà.

Qui siamo a tre anni fa, nemmeno troppo lontano, campionato di Prima Categoria. Non eravamo ancora Cooperativa. Andare in trasferta in provincia di Arezzo era ancora un viaggio lungo, da fare in pullman. Pini e Ferravante, ancora oggi colonne della nostra rosa, ci portavano alla vittoria per 3-2. La merenda con pane e mortadella a offerta libera, oltre a evitare una decina di soste nel tragitto, serviva da autofinanziamento. Ne venne su, a malapena, un centinaio di euro, vedi a volte le coincidenze. Quella volta finirono nella cassa del gruppo, ma lo sanno tutti, il Lebowski è la squadra degli ultras. Non c’era cassa migliore. Come terminò poi quella stagione, ce lo ha da poco raccontato Federico Buffa.

Ma c’è anche tanto altro, cose che non sono solo di quel giorno, ma di tutti quei giorni che in assoluto preferiamo.

L’aria frizzantina della tarda mattinata d’autunno. Le facce che iniziano ad arrivare al ritrovo, quelle coi postumi del sabato, e quelle più riposate che le sfottono. Il bar del campo, la Manola, il Baccio, la Raffa. Il dubbio se chiedere l’ennesimo caffè o andargli a pagare la prima birra. Uno striscione da fare, il materiale da sistemare. Un pullman che aspetta già acceso, la fatica immane di riuscire a partire non dico puntuali, ma con un ritardo accettabile. Un nuovo avversario, un nuovo luogo da segnare sulla mappa.

La domenica mattina.

#vogliamochesiaNostra
#800x100

Con la campagna che abbiamo iniziato poco più di un mese fa abbiamo detto di voler lanciare una sfida grossa. Una sfida al mondo del calcio per come lo conosciamo oggi, perché sogniamo e vogliamo contribuire a costruire un futuro in cui sul campo si affronteranno squadre che rappresentano la propria comunità e utilizzino nient’altro che le risorse che questa riesce a mettere a loro disposizione. Campionati in cui a misurarsi è la passione delle aggregazioni umane, invece che la capacità dei portafogli di un manipolo di imprenditori.

Ma in prima battuta, la campagna 800x100 è una grande sfida a noi stessi, a chi sente il grigionero nel cuore, che sia già socio/a o sia in procinto di diventarlo. Perché sappiamo benissimo che 100 euro non sono pochi, specie in periodi difficili come questo. Di fatto, ci potrebbe venir fatta l’obiezione che, tra 100 euro di sottoscrizione e i 50 di abbonamento che si pagano nelle stagioni “normali”, per veder giocare il Lebowski in Promozione si paga quanto per vedere una squadra di Serie A. E, portafoglio alla mano, non sarebbe nemmeno un’obiezione sbagliata.

La differenza sta tutta nel concetto, nell’essenza profonda di quella cifra che si va a tirare fuori di tasca. In Serie A quei soldi li tiriamo fuori per assistere a uno spettacolo da spettatori paganti. Cosa fare con quei soldi lo deciderà il proprietario del club insieme al suo staff, e tra l’altro i nostri soldi, che magari nel nostro bilancio personale pesano, per il club non sono nemmeno così importanti, tanto ormai i “soldi veri” arrivano dalle tv. Si paga, si assiste allo spettacolo (oltretutto con le sue regole sempre più strette) e ci si leva di torno.

Quello che vogliamo fare noi, come sapete, è ben diverso. Vogliamo investire sulla nostra squadra, e “nostra” è una parola che assume un significato ben più forte di quello che si dà di solito a una squadra di calcio. Vogliamo dotare i nostri sogni di una struttura fisica tale da permettergli veramente il volo. I soldi che stiamo chiedendo non sono una cifra da “pagare”, ma da poggiare come un mattone nella costruzione della nostra squadra del cuore. Quella che ci rende felici 30 domeniche all’anno, che si vinca o si perda. Quella che, fanculo, adesso ci manca da morire e ci fa rendere conto di cosa sarebbe la vita se il Lebowski non ci fosse.

Diciamo spesso di voler cambiare non solo il calcio, ma il mondo. Bene, se quando diciamo questo diciamo la verità, è il momento di un salto di maturità: dalle parole dobbiamo passare ai fatti.

#vogliamochesianostra
#ilfuturonellenostremani

In una diretta Instagram sul profilo di Bobo Vieri, Lele Adani ha fatto un intervento su cui vale la pena di riflettere.
Ha proposto una redistribuzione delle ricchezze dall’alto verso il basso, dal calcio professionistico al calcio dilettantistico.
Non una tantum, come un’elemosina per lavarsi la coscienza, ma come una misura strutturale, una sorta di patrimoniale ripetuta nel tempo, in cui vengano aumentate le tasse sugli stipendi dei giocatori per far arrivare risorse al dilettantismo e all’attività di base.
Allo stesso modo si potrebbe intervenire sulla redistribuzione dei diritti televisivi, che ancora non prevedono risorse per il calcio femminile e che destinano briciole ai dilettanti.

Le parole di Adani riconoscono il carattere decisivo per la nostra socialità del calcio dilettantistico, con oltre un milione di tesserati tra Prime Squadre e Settore Giovanile e Scolastico. Si tratta della terza agenzia formativa del Paese e, drammaticamente, condivide con la scuola il taglio indiscriminato di risorse.

Ecco alcune parole di Adani:
“Dobbiamo rispettare e dare un abbraccio al calcio dilettantistico. Perché l’anno scorso ‘i nostri colleghi’, perché tutti abbiamo iniziato da lì, erano 365.034 nelle varie categorie dilettantistiche mentre 680.531 erano i giovani delle scuole calcio o settori giovanili dilettantistici. Quindi, per la stagione 2019/2020 il totale di iscritti è stato di 1.045.565, oltre un milione di persone che fa parte di questo grande ed importante mondo.

L’unico modo per salvare il calcio dilettantistico è che i giocatori di Serie A vanno a tassare il loro stipendio del 5% e lo donano ‘con grande gioia’ al Mondo Dilettanti, perché nessuno lo aiuta. Facendo quel gesto, loro salvano sé stessi, perché tutti sono partiti da lì e tanti ci tornano. Quando il calcio a certi livelli finisce, molti tornano nel paese, facendo da esempio per gli altri, creando scuole calcio ed accademie, selezionando allenatori e svolgendo tanti altri ruoli. Se non sostieni il calcio che è territorio, finisce tutto. I calciatori sono i protagonisti. Lo spettacolo passa da loro, loro devono dare voce a chi non ha voce. Devono creare un sistema che aiuti il calcio in città, in provincia, in oratorio. A certi livelli non è un 5% che fa la differenza, però per il calcio dilettantistico un 5% è tanto. Il calcio è di tutti, sosteniamolo insieme”.

È un principio che dovrebbe valere per tutta la società: la ricchezza deve essere redistribuita.
Noi, da parte nostra, ci stiamo organizzando con la campagna “800x100” per fare l'altra metà del lavoro, ovvero costruire una società dilettantistica con una struttura granitica che si basa sulla partecipazione della comunità.

Noi pensiamo che lo sport non dovrebbe mai fermarsi. O se è proprio costretto, che debba farlo per il minor tempo possibile, perché è un fondamentale aspetto dell’educazione e della salute delle persone, così come lo è la scuola. Pensiamo che lo Stato e tutte le istituzioni pubbliche abbiano il compito primario di investire risorse per garantire la salute, l’istruzione e l’attività sportiva come parti integranti di una vita dignitosa, e che sia molto grave doversi fermare, con tutti i danni e i disagi che ne derivano, a causa di mancanze che sono figlie di precise scelte politiche fatte negli anni. Per organizzare questi aspetti della vita collettiva in modo efficace, e senza incorrere nel rischio di doversi fermare di fronte agli imprevisti, serve investire soldi pubblici, che vuol dire redistribuire la ricchezza, sia all’interno del mondo dello sport che della società tutta.

Lo scorso sabato la Regione Toscana ha deciso di sospendere per un mese tutti i campionati dilettantistici, decisione peraltro confermata dal governo nazionale il giorno successivo.
È una decisione inevitabile e con cui concordiamo, perché adesso il danno di non aver fatto niente per prevenire è stato fatto. Anzi, se non si fossero mosse in questo senso le autorità, durante questa settimana ci saremmo mossi per chiederla noi stessi. Sappiamo bene quanto possa essere doloroso questo passaggio per le atlete e gli atleti, persone abituate ad allenarsi con passione e serietà e a sfidarsi ogni domenica, e a cui un nuovo stop forzato porta sicuramente un disagio non indifferente. Capiremo adesso almeno come proseguire con gli allenamenti, per limitare i danni causati dalla situazione.

Ma come soci e socie del Centro Storico Lebowski ci stavamo già interrogando in profondità sul senso di proseguire dei campionati dilettantistici a porte chiuse, o con percentuali di capienza che permettevano l’ingresso di 10, 20, massimo 30 persone. Se nel calcio professionistico, che la cosa piaccia o meno, si gioca anche per un pubblico televisivo, con tutto il ritorno economico che questo comporta, nelle serie minori, una volta escluso il pubblico dagli spalti, si fatica davvero a capire perché, e per chi, si dovesse giocare. Specialmente una realtà come la nostra che si basa interamente sul protagonismo attivo della comunità e della tifoseria si domandava il senso di tutto questo, ma il nostro non vuole essere un discorso egoistico: pensiamo che su tutti i campi del dilettantismo la passione trasmessa dal pubblico sia un elemento fondamentale; troviamo assurdo pensare a una partita delle giovanili in cui i genitori non possano nemmeno vedere i figli giocare, ma siano costretti ad aspettarli nel parcheggio.

Ci sono poi gli aspetti più materiali della questione. Proseguire le competizioni in assenza di pubblico comporta che le spese per le società restino di fatto invariate, mentre non ci sarebbero più le entrate del botteghino e quelle accessorie come ad esempio l’incasso dei bar, senza che le istituzioni abbiano previsto nessuna forma sostanziale di aiuto. Il “disastro” economico probabilmente sarebbe ben peggiore proseguendo in questo modo, in assenza di investimenti pubblici a fondo perduto. Ricordiamo che finora l’unica proposta che andasse sul concreto per alleviare la situazione economica delle società dilettantistiche è stata quella di poter accedere in forma facilitata al credito sportivo, ovvero indebitarsi.

E, ultima ma non certo in ordine di importanza, la questione della salute degli atleti e delle atlete, a cui è impossibile riservare un monitoraggio simile a quello dei professionisti (dove comunque i problemi non mancano). Al campo sportivo possiamo anche applicare alla lettera tutti i protocolli, ma le persone che ci transitano non vivono di calcio, hanno una vita quotidiana ognuno diversa. È quasi impensabile che non emergano problemi di contagio nelle rose delle squadre, anzi è già successo. Se non fosse arrivato lo stop della Regione, lo scorso fine settimana solo in Toscana sarebbero state rinviate oltre 50 partite. Questo vuol dire anche, oltre a esporre le persone a un rischio, falsare molto i campionati, rovinarne anche gli sviluppi successivi.

Insomma, fermare temporaneamente i campionati è una decisione terribile, che colpisce al cuore chiunque ami il calcio. Ma vista la situazione dei contagi, non esiste una soluzione alternativa che possa soddisfare tutti. Non si può certo pretendere di tornare a giocare con gli spalti pieni, adesso. Abbiamo un jolly da giocare, perché con una saggia decisione quest’anno sono stati formati gironi più ridotti, per avere meno giornate da disputare ed avere eventualmente tempo per recuperare degli stop forzati. Era già arrivato il momento di giocarselo, questo jolly. Tanto, le prossime sono settimane in cui siamo sicuri che la situazione sarà questa, che non potrà prevedere allentamenti delle misure.

Chiaramente vogliamo che questa stagione venga proseguita e conclusa il più regolarmente possibile. Sappiamo che per fare ciò bisognerà riprendere a giocare già durante l’inverno, e probabilmente ancora a porte chiuse, e siamo pronti a onorare ogni impegno. Ma rispetto al novembre totalmente inutile che ci si profilava davanti, meglio tentare di affrontare un aprile-maggio in cui, forse, ci potremo vivere almeno in parte le emozioni del finale di campionato, oltre a realizzare degli incassi che per le società che giocano a questi livelli sono ossigeno puro.

Se non vorremo più correre il rischio di fermarci, una sola è la via che le istituzioni devono intraprendere: investire in modo strutturale, duraturo e massiccio sul potenziamento della sanità, della scuola sia a livello edilizio che di organico, e delle strutture per lo sport di base. Altrimenti ogni imprevisto continuerà a essere scaricato verso il basso, e i sacrifici dovremo sempre continuare a farli noi.

La Regione Toscana poche ore fa ha decretato lo stop a tutti i campionati dilettantistici per un mese.

Una decisione inevitabile, ampiamente prevedibile e che ci trova totalmente d'accordo.

Direte voi, che c'entra la foto? Potremmo rispondere che dava bene il senso di sospensione, o del caos di questo periodo. La verità è che semplicemente ci piaceva un sacco.

Domenica 25, ore 14.30, terza giornata di campionato

GALLIANESE - C.S. LEBOWSKI

Purtroppo, la capienza massima del 15% rispetto a quella ufficiale prevista dai protocolli anti-Covid non consentirà a nessun sostenitore grigionero di accedere all'impianto sportivo, come i padroni di casa ci hanno comunicato con sincero rammarico.

Stiamo lavorando alla possibilità di trasmettere il match in streaming, visto che in questa situazione eccezionale è concessa questa possibilità alle società. Dovremo però verificare direttamente sul posto la fattibilità tecnica, a causa di una connessione internet che ci dicono essere non tra le migliori, quindi scopriremo abbastanza all'ultimo se ci sarà questa possibilità o meno. Restate sintonizzati/e.

FORZA LEBOWSKI

Il video uscito qualche giorno fa intende alzare una questione: è possibile fare sport a buoni livelli senza che i tifosi deleghino a qualche facoltoso imprenditore (quando va bene) la gestione del Club?
È possibile avere un’organizzazione che faccia rimanere collettivo quello che è un simbolo di una comunità?

Tra i tanti problemi nel rispondere a queste domande c’è sicuramente la questione economica.
Quest’anno, con tanti sacrifici, abbiamo stimato che possiamo fare il campionato di Promozione raccogliendo 80.000 euro tra i soci.
Il metodo allora è questo: sarà il numero e l’intervento dei soci a determinare le ambizioni sportive che ci possiamo porre davanti. Con 30.000 soci pensiamo che sarebbe possibile giocare tra i professionisti, per esempio.

Ma è chiaro che questo modello non antepone il valore economico ad altre cose. La cosa più importante della partecipazione collettiva ha a che fare con la magia che riesce a creare: lo stadio pieno, la voglia di essere presente, l’impossibilità di mancare, la creatività e l’entusiasmo che si generano, la sensazione di essere a casa. Queste cose producono anche risultati sportivi.

https://www.cslmembership.it/campagna-800x100/

SOSTIENI IL LEBOWSKI

Ci piace credere che essere parte di una storia collettiva, fatta in ultima istanza di amicizie vecchie e nuove, ci porti oltre noi stessi, dando più senso al mondo.
Oggi è così difficile aggrapparsi a questa pretesa, perché dobbiamo fare la cosa più atroce del mondo.
Dobbiamo salutare un nostro giocatore, Nico Minello, che ci è stato strappato da uno schifoso incidente stradale due notti fa.
Lo chiamiamo “nostro giocatore” perché pensiamo davvero che “se la indossi una volta, la indossi per sempre”.

Abbiamo scelto questa foto di gioia, stupenda, dove Nico fa capolino con il suo ciuffo biondo, perché sappiamo che i suoi cari ci seguono e vogliamo che sappiano che fanno parte della nostra famiglia.

Il nostro è stato un incontro fortunato. Anche il suo sorriso fa parte della nostra storia collettiva. Questo senso di calore che ci ha lasciato, anche se ora fa un male cane, ci piacerebbe tanto che possa aiutare a ritrovare le energie a chi oggi le sente mancare.

Ciao Nico, dalla tua squadra e dai tuoi amici.

C.S. Lebowski - Lanciotto Campi 1-2

"Ma gli dèi del calcio sanno essere i più bizzosi di tutti"

FORZA RAGAZZI

C.S. Lebowski - Lanciotto Campi 1-2 (Calbi)

Stavolta ha girato tutto storto

Carica ragazzi!

C.S. Lebowski - Lanciotto Campi

Iniziata

Aggiornamenti live nei commenti

CARICA

Per la partita di domenica alle 15.30 contro la Lanciotto Campi, le regole per l'afflusso del pubblico prevedono che possa essere al massimo del 15% della capienza ufficiale, che nel nostro caso vuol dire 29,7 persone. Chiaramente, gli Ultimi Rimasti non entreranno, così come purtroppo non potrà entrare praticamente nessuno, visto che i posti bastano a malapena per i tesserati delle due squadre. Se qualcuno vuole tentare la sorte e vedere se gli tocca un posto è libero di farlo, ma la partita, di fatto, è come se fosse a porte chiuse.

Oggi abbiamo spiegato alla squadra la situazione, e i motivi per cui il nostro sostegno dovrà per forza di cose mancare. La situazione, come ben sappiamo, evolve di giorno in giorno, le cose potranno cambiare ancora.

Ai ragazzi che domenica indosseranno la nostra maglia, c'era da dire una sola cosa: combattete come sempre, come se ci fossimo anche noi.

AVANTI LEBOWSKI

Siamo una Società Cooperativa Sportiva Dilettantistica

DIVENTA SOCIO, ACQUISTA UN’AZIONE: http://www.cslmembership.it

Giovedi 27 settembre 2018 il nostro Club è diventato una SOCIETA’ COOPERATIVA SPORTIVA DILETTANTISTICA (vedi ATTO COSTITUTIVO e STATUTO) ed è possibile diventare socio e dunque proprietario del Club.

Quella che era l’U.S.D Centro Storico Lebowski è adesso il Centro Storico Lebowski S.C.S.D, ossia Società Cooperativa Sportiva Dilettantistica per Azioni. In breve, solo per suggerire l’importanza di questo passaggio, possiamo dire che grazie allo strumento cooperativo adesso il Lebowski è davvero una proprietà collettiva dei suoi tifosi, indifferente a ogni tentativo di scalata, di accentramento, a ogni invadenza del mercato. La nostra idea è che un Club debba rappresentare un territorio, una comunità, e vivere del coinvolgimento del territorio stesso. Di regola, un club dovrebbe investire nel suo progetto sportivo non un euro in più di quanto la mobilitazione del territorio a suo sostegno gli permette. Se in tanti danno poco, il club ha un futuro garantito e una base solida su cui programmare. Perché questo avvenga è necessario che il Club si dimostri un punto di riferimento simbolico e materiale per la comunità. Quello che non fanno più nel professionismo e, purtroppo, sempre meno anche tra i dilettanti. Un Club deve occuparsi di educazione, di solidarietà, di lavoro, di aggregazione, della salute, di arte, di musica, di poesia; deve essere consapevole di avere le risorse per occuparsi dei temi che sono maggiormente sentiti dalla popolazione. Questo è quello che cerchiamo di fare con il Centro Storico Lebowski. Ogni decisione è rimessa alla discussione e all’approvazione dei soci secondo la formula “una testa un voto”. Da questo momento, non ci sono più scuse per quanto riguarda il ruolo dell’autofinanziamento, e dunque dell’indipendenza, del Club: sarà possibile sostenere tutti gli obiettivi che ci daremo (sportivi e politici) con l’acquisto di azioni. “Tutti, poco” e non “uno, tutto”. Sarà quindi la partecipazione della nostra comunità a determinare il futuro del Lebowski.

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Video (vedi tutte)

C.S. Lebowski - Lanciotto Campi 1-2
Lebowski feat Federico Buffa - 800x100 il futuro nelle nostre mani
L'abbiamo fatta grossa
Montespertoli - C.S. Lebowski 1-1
Audace Galluzzo - C.S. Lebowski 1-2
Coppa Italia Promozione, 1° Turno: C.S. Lebowski - Rondinella Marzocco
#acasacoldrugo (43)
#acasacoldrugo (29)
E insieme a te, torneremo a vincere!

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Centro Sportivo Tavarnuzze
Florence
Altro Squadra sportiva dilettantistica Florence (vedi tutte)
Tennis in Rosa - Fight Breast Cancer with Sport Tennis in Rosa - Fight Breast Cancer with Sport
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L'A.S.D Tennis in Rosa Onlus si propone di aggregare le donne operate di tumore al seno affinché inizino la loro nuova vita all'insegna dello sport.

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Squadra di Pallavolo Femminile

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Accademia di Basket Giovanile di Alta Specializzazione. Un centro tecnico sportivo d'eccellenza dove si cura in ogni dettaglio la salute e la crescita tecnica, atletica e culturale dei giovani cestisti... perchè siano campioni di vita e di sport

VBA Firenze Pallavolo Maschile VBA Firenze Pallavolo Maschile
Via Dino Del Garbo 10
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Squadra di Pallavolo Maschile di Firenze

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ORARI DELLE LEZIONI: - Lunedì, Mercoledì e Venerdì dalle 20.30 alle 22.30 corsi per adulti - Martedì e Giovedì dalle 17.00 alle 18.00 corsi per bambini (da 8 a 13 anni)

Settore 8, Sezione Giovanile della ASD Scout Firenze Softair Settore 8, Sezione Giovanile della ASD Scout Firenze Softair
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Real Marangoni Real Marangoni
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UPD Isolotto UPD Isolotto
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www.upisolotto.com

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Rooster Rugby Galluzzo ASD Rooster Rugby Galluzzo ASD
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Lo scopo della nostra società è portare avanti un movimento che riesca a coinvolgere ed avvicinare a questo splendido sport chiunque ne abbia interesse