CSD - Centro Subacqueo Didattico

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La voglia di tornare in acqua aumenta sempre di più🏊‍♀️
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[12/22/20]   Un vostro commento potrebbe incuriosire altre persone ed avvicinarle alla straordinaria scoperta del mondo sommerso.... Altri appassionati, come noi, che potranno allargare la famiglia del CSD Firenze.
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Ringraziamo tutti, staff, allievi e simpatizzanti che hanno reso possibile concludere con successo questa stagione molto particolare!

#csd #diving #sub #subacquea #fipsas #cmas #dan #firenze #happiness #auguri #online #complimenti

Le buone abitudini vanno mantenute...
Serata dei brevetti virtuale!
Complimenti a tutti i nuovi subacquei e un grande ringraziamento a tutto lo staff che hanno permesso tutti questi bei risultati anche in una situazione così particolare!

Complimenti al nuovo membro dello staff !!!

Se avete partecipato a un corso durante questa stagione o se semplicemente avete voglia di collegarvi per un brindisi con amici e "colleghi-subacquei", questo è il momento giusto!

📌 Vi diamo appuntamento stasera giovedì 10/12/2020 alle ore 21.00 attraverso la piattaforma Zoom che potrete raggiungere a questo link!

https://zoom.us/j/96098531623?pwd=RzNEamlhM2RzVERFN0xRVzFQbm1jZz09

Domani 10/12 h21 vi aspettiamo su zoom per un brindisi virtuale
🤩

repubblica.it

Fabien Cousteau: "Ecco la mia città in fondo al mare"

https://www.repubblica.it/green-and-blue/2020/12/02/news/fabien_cousteau_ecco_la_mia_citta_in_fondo_al_mare_-275573598/?ref=RHVS-VS-I271182744-P1-S4-T1

repubblica.it Fabien Cousteau, nipote del celebre oceanografo francese, vuole costruire una base sottomarina per studiare il mondo sommerso. Sarà ispirata alla modula…

Cerchiamo di continuare le attività anche se per ora solo online💪

[10/26/20]   In base alle disposizioni del DPCM del 25/10/2020, le attività in piscina del Centro Subacqueo Didattico saranno sospese fino al 24/11/2020.
Per ogni problema o domande ci potete contattare a [email protected]

Teoria subacquea

Aggiornamenti sulle soste profonde - Parte 2

https://youtu.be/DjOx1kcIrTc

Dal minuto 28:30

Siamo finalmente arrivati a dei test condotti nella Y 40 (PD) su dei subacquei tecnici.
Mentre nei precedenti trial IL GF (Gradient Factor) veniva misurato ex post ed era una risultante determinata da soste e velocità di risalita, stavolta il GF è un parametro fissato ex ante, funzionale al confronto tra soste fonde e soste superficiali.
Per una trattazione di cosa sia il GF rimando alla sintesi dell'istruttore Yme Carsana, secondo me davvero ben fatta (link nel primo commento)

Nella slide del video si distinguono i differenti profili decompressivi generati dai GF impostati. In ordine crescente di tempo di risalita (a parità di tutti gli altri fattori):

1) 100/100 Buhlmann senza fattore conservativo
2) 36/95
3) 10/90
4) 30/85
5) 20/70

I parametri del test sono:

A) Profondità massima=42mt
B) BT (Bottom time)=40'
C) RT (Run Time)=77'
D) Deco profilo superficiale (shallow stop): 5'/9mt 26'/6mt 3'/3mt
E) Deco profilo profondo (deep stop): 4'/21mt 3'/18mt 3'/15mt 3'/12mt 4'/9mt 12'/6mt 6'/3mt
F) entrambi i profili prevedono come gas di fondo l'aria ed un cambio a 21mt con EAN50
G) Campione di 18 sub (17 maschi ed 1 femmina) per 36 tuffi
H) Stesso GF di superficie (indica la % di sovrasaturazione del tessuto principale)

Prima di sapere i risultati, su quale scommettereste?
Vediamo come è andata.

Entrambi i profili (Shallow e Deep) hanno impatto sulle cellule ematiche, sull'emoglobina, ma non sull'idratazione, che rimane stabile.
Le differenze si riscontrano in termini di bolle visualizzate nelle cardioecografie. Nello specifico: il profilo Deep non supera mai il livello 2, quello Shallow è sempre superiore a questo valore. Il sistema predittivo porta a risultati simili. 600 bolle/frame stimate per lo Shallow e 440 bolle/frame per il deep.
Pertanto il profilo con Deep stops sembra essere meno pericoloso.

L'esperimento della piscina Y 40 è stato ripetuto in Inghilterra.
Parametri e campione d'indagine:
A) 50mt/25' con RT di 60'
B) Utilizzati Rebreather
C) Comparato GF 20/85 Vs GF 50/75
D) 7 subacquei per 14 immersioni

La produzione di bolle è stata pressoché identica nei due profili. Quello che li ha differenziati è stata la Bubble wave (il flusso di bolle), ovvero il livello delle bolle ad intervalli post immersione di 15' (30'/45'/60'/75'/90').

Con un GFL (GFLow) minore, profilo deep, la produzione immediata di bolle è minore. Quindi BDeep30'BShallow45',
BDeep60'>BShallow60',
BDeep75'>BShallow75',
BDeep90'>BShallow90'.

Il test condotto in Inghilterra ha fornito risultati più contraddittori rispetto alle prove nella Y40. Il Prof Marroni però sottolinea che, considerata la permanenza di bolle come un fattore infiammatorio, il profilo più superficiale dovrebbe garantire una maggiore sicurezza.

A differenza del Prof. Simon Mitchell, il Prof. Marroni è un po' più cauto nello sminuire il ruolo delle soste profonde. Nonostante la DAN abbia raggiunto un database di 100.000 tuffi, sui profili tecnici la numerosità è nettamente inferiore (l'ordine è delle centinaia di immersioni), per cui il paper sulle immersioni più estreme è ancora in fase di progettazione.

Alla prossima.

Da leggere...

Il Dr Mitchell e la decompressione ottimale.

https://youtu.be/nIO9qI5XODw

Un amico, subacqueo professionista, qualche giorno fa mi gira questo video del Dr. Simon Mitchell. Lo guardo con crescente interesse sia per la chiarezza espositiva, che per il livello di approfondimento. Il metodo è quello scientifico: si citano paper validati secondo peer review e si analizzano dati ed evidenze statisticamente significative.
La domanda alla base di tutta la lezione: qual è il profilo migliore (in termini relativi) fissato il tempo della decompressione?
Semplificando: sono preferibili le tappe fonde a discapito di quelle più superficiali o viceversa?
Per chi è più avvezzo ai modelli decompressivi: meglio VPM-B (soste fonde) o Buhlmann ZHL16C?

Due sono le grandi categorie di modelli decompressivi: Haldaniani (Buhlmann su tutti, nella variante ZHL16C) e a bolle (Varying Permeability Model - VPM - B).
Il VPM è più recente e si concentra sul raggio limite delle bolle di inerte nei tessuti. I profili decompressivi che ne derivano prediligono le soste più fonde. Buhlmann lavora sulla massima sovrasaturazione ammissibile per tipologia di tessuto (lo ZHL16C ne contempla 16).
Il VPM è sempre più utilizzato, anche in tuffi tecnici (uno dei software più diffusi per pianificare è appunto il V-planner), in ambito ricreativo molti adottano il RGBM (tipico di Mares e Suunto), parente stretto del VPM.
Dal confronto di questi due modelli emergono considerazioni interessanti.
L'inglese del video è semplice, anche perchè viene tradotto in tempo reale in polacco per la platea del seminario. Non è utilizzata matematica (e la cosa mi scoccia un po'), ma tanti grafici abbastanza intuitivi (posto gli screenshot più rilevanti).

Provo a raccontare la lezione.

Il Dr Mitchell inizialmente descrive il concetto di sovrasaturazione (supersaturation), ovvero la maggiore tensione di inerte a livello tissutale rispetto l'ambiente esterno: tanto più la saturazione eccede quella ambientale, quanto più si rischia di incorrere in MDD. Di questa parte mi ha colpito l'area di sovrasaturazione, definita dal delta tra pressione tissutale e quella ambientale per il tempo necessario a degassificare. Purtroppo nella lezione non viene mostrata la funzione da integrare per ottenerla. Il fermo immagine al 27esimo minuto ci regala il grafico della sovrasaturazione sui 16 tessuti di un ZHL16 (Zurigo - 16 tessuti).

Il grafico con pressione tissutale (y) ed ambientale (x) ci accompagna dal 29esimo al 59esimo minuto. Sullo stesso vengono plottati entrambi i profili (Buhlmann e VPM). Dalla loro sovrapposizione si capisce che il VPM predilige soste più numerose, brevi, e più in profondità, generando una spezzata che mai si avvicina troppo al limite di sovrasaturazione.
Effetto similare si ottiene "forzando" il Buhlmann con un LGF (Low Gradient Factor) impostato su valori molto bassi 10, 20 come nell'esempio (20/90). Ricreare deep stop tipo VPM su un Buhlmann è una pratica abbastanza diffusa tra i tecnici, come ci racconta Mitchell. Lo screenshot del 50esimo minuto è proprio sul GF.

Ma la convinzione di effettuare soste fonde è supportata da basi scientifiche?
Tre studi ci dicono di no (elenco in calce).

Su tutti il NEDU study (U.S. Navy Experimental Diving Unit (NEDU) uno degli studi più approfonditi di sempre sulla decompressione. Reso pubblico nel 2011 ha dato una bella spallata ai modelli a bolle.
Con il VPM, su 198 tuffi in aria a 52mt per 30', 10 (5%) hanno presentato segni più o meno importanti di MDD.
Con Buhlmann scendiamo a 3 su 192, ovvero circa 1,5%.
Sulla significatività statitistica mi è sorto qualche dubbio, confermato da un articolo proprio sulla potenza del test (nei link alla fine). Va comunque detto che le differenze ci sono, anche se la pericolosità delle prove ha sconsigliato frequenze più significative.
Ma cosa è andato storto nel modello a tappe fonde?
Le evidenze rilevate dagli ecodoppler ci mostrano una maggiore sovrasaturazione dei tessuti lenti per il modello a tappe profonde.
L'iniziale vantaggio per i tessuti veloci è più che compensato dal peggioramento di quelli lenti.
Il dato più impressionante è che all'aumentare del grado di conservativismo la saturazione di Azoto rimane alta. Il VPM - B +7 infatti non migliora di molto le cose.

Si passa quindi ad un confronto tra sovrasaturazioni, ovvero tra le aree definite dalla sovrappressione tissutale ed il tempo. Quindi delta (pTessuti-pAmbiente) x durata = mB/min (milliBar per minuto).
Questo valore è considerato uno stimatore corretto del rischio di formazione di bolle, pertanto di MDD.
Il modello delle deep stop, coerentemente con i risultati precedenti, mostra un'area costantemente maggiore del ZHL16C.

Ora qualcuno potrebbe obiettare: ma non si parla di miscele per immersioni tecniche, quindi di Trimix. La combinazione di Elio ed Ossigeno è considerata addirittura terapeutica per alcuni cicli in camera iperbarica, per cui in tuffi tecnici le deep stop dovrebbero riguadagnare lo scettro.
Invece no, Mitchell tratta anche il caso di tuffi più estremi di quelli considerati nel NEDU.
L'esempio è condotto su un'immersione ad 83mt per 20' con CCR SetPoint ad 1,2 e bottom gas 10/50. Viene paragonato un VPM-B +4 con un ZHL16C GF 40/74.
Anche in questo caso l'ecodoppler traccia una maggiore sovrasaturazione per il VPM-B. L'analisi dell'area mB/min è ancora più chiara: decresce da VPM-B +4 a ZHL16C GF 10/82 a GF 40/74 fino a GF 66/66 (per chi si fosse perso: tanto più il primo numero di GF è basso, quanto più si prediligono le soste fonde).
Quindi sembrerebbe che la sovrasaturazione diminuisca non solo passando da VPM-B a ZHL16C, ma anche da LGF bassi a LGF elevati (quindi tappe più superficiali).

L'ultimo studio citato vede la partecipazione del Dottor Pasquale Longobardi, uno dei medici iperbarici più stimati in Italia.
Il titolo: A comparative evaluation of two decompression procedures for technical diving using inflammatory responses: compartmental versus ratio deco
Si confronta ratio deco (deep stops) con Buhmann GF 35/80 (l'impostazione che preferisco sul mio Shearwater).
Lo studio di Spisni/Longobardi prevede un singolo tuffo a 50mt per 25' in Trimix con 2 decompressive (EAN50+Oxy). 23 subacquei con ZHL16C GF 35/80 e 28 in Ratio deco.
Le microembolie gassose venose sono misurate 30 minuti dopo l'immersione utilizzando l'ecocardiografia 2D, inoltre il sangue periferico per il rilevamento dei marker infiammatori è raccolto prima e 90 minuti dopo l'immersione.
Le conclusioni (tradotte): "La strategia ratio deco non ha conferito alcun beneficio in termini di bolle, ma ha mostrato lo svantaggio dell'aumentata secrezione associata alla decompressione di chemochine infiammatorie coinvolte nello sviluppo del danno vascolare."
Anche in questo caso i risultati sono sfavorevoli alle tappe più fonde (la Ratio deco le predilige). Anche quando confrontate ad un GF 35/80, ovvero ad un ZHL16C "forzato" al 35% della massima sovrasaturazione in profondità.

Coerentemente con il paper, la SIMSI (Società Italiana Medicina Subacquea ed Iperbarica), al 2019 raccomanda un GF di 50/80. Non proprio un'invito alle tappe fonde.

Il Dr Mitchell passa quindi alle conclusioni riassumibili in:
- gli studi dimostrano che i modelli a bolle sovrastimano l'importanza delle soste profonde. - al momento non è possibile valutare l'entità di questa sovrastima

Personalmente ho trovato la lezione illuminante. Anch'io ho una predilezione per le tappe profonde ma, dopo simili evidenze, mi adeguerò alle raccomandazioni del SIMSI modificando il GF del mio Shearwater Perdix da 30/85 a 50/80 (di default è settato su 30/70). Ovviamente, a seconda del tuffo, adatterò i due valori in un intorno ragionevole. Se dovessi imbattermi in nuovi studi rivedrò le mie convinzioni, esattamente come ha onestamente ammesso il Dr Mitchell.

Alla prossima

_________________

https://youtu.be/nIO9qI5XODw

1) Bubble incidence after staged decompression from 50 or 60 msw: effect of adding deep stops
Jean-Eric Blatteau et al. Aviat Space Environ Med. 2005 May.

2) High incidence of venous and arterial gas emboli at rest after trimix diving without protocol violations
Marko Ljubkovic et al. J Appl Physiol (1985). 2010 Dec.

3) THE NEDU STUDY: REDISTRIBUTION OF DECOMPRESSION STOP TIME FROM SHALLOW TO DEEP STOPS INCREASES INCIDENCE OF DECOMPRESSION SICKNESS IN AIR DECOMPRESSION DIVES.
Navy Experimental Diving Unit (2005).

Link:

https://www.researchgate.net/publication/7847959_Bubble_incidence_after_staged_decompression_from_50_or_60_msw_Effect_of_adding_deep_stops

https://pubmed.ncbi.nlm.nih.gov/20813975/

THE NEDU STUDY
https://gue.com/blog/nedu-deep-stop-summary/

STATISTICS OF THE NEDU STUDY
http://www.josephcaruana.co.uk/diving/2018/05/16/discussion-of-the-statistics-behind-the-nedu-study-on-the-redistribution-of-decompression-stop-time-from-shallow-to-deep-stops/

A comparative evaluation of two decompression procedures for technical diving using inflammatory responses: compartmental versus ratio deco

https://pubmed.ncbi.nlm.nih.gov/28357819/

Decompressione all’italiana by SIMSI

https://simsi.it/il-periscopio-pasquale-longobardi/decompressione-allitaliana-by-simsi/

Qualche scatto subacqueo di Giannutri 🌊

Zitto e nuota 🐟🐟
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