22/03/2026
Per la prima volta scrivo queste parole non a titolo personale, ma a nome della nostra società sportiva.
Lo faccio da Presidente e me ne assumo la responsabilità, perché sento che, in questo momento storico, non si può più restare in silenzio, adesso è importante prendere una posizione perché lo sport è importante, da oltre 15 anni lavoriamo ogni giorno con ragazzi dai 9 ai 23 anni, in questo periodo, ma in realtà da troppo tempo, sui social si leggono solo scontri, insulti, odio gratuito, troppo spesso si punta il dito contro i giovani: “non hanno educazione”, “sono violenti”, “non hanno valori”.
Io questa realtà la vivo ogni giorno, vi assicuro che la verità è un’altra, i ragazzi non nascono violenti, i ragazzi imparano, imparano da quello che vedono sugli spalti durante una partita, quando un genitore urla, insulta, pretende la vittoria a tutti i costi, imparano quando, invece di chiedere “ti sei divertito?”, si sentono dire “quanti punti hai fatto?” oppure “quello è più bravo di te”, imparano quando l’unico messaggio che ricevono è, devi vincere, devi essere il migliore, devi dimostrare qualcosa agli altri, imparano dagli scontri politici sui social e in televisione, dove a volte leggono proprio il commento pieno d'odio del genitore, allora mi chiedo, che senso ha parlare di educazione, rispetto e valori, se poi siamo noi adulti i primi a non darne l’esempio?
Lo sport, quello vero, è una delle poche armi che ci restano. Lo sport insegna disciplina, insegna il rispetto delle regole, insegna l’umiltà, insegna a perdere, a rialzarsi, a lavorare per migliorare, e soprattutto non ha barriere, unisce, non divide.
Prima di giudicare i ragazzi, proviamo a guardarci allo specchio perché i loro comportamenti sono spesso il riflesso del nostro modo di essere adulti.
Mandate i vostri figli a fare sport, ma soprattutto, accompagnateli con l’esempio, perché i ragazzi non hanno bisogno di ideologie urlate, hanno bisogno di adulti che insegnino, ogni giorno, cosa significa davvero essere persone.