29/09/2026
𝐒𝐩𝐚𝐝𝐞 𝐝𝐢 𝐔𝐥𝐟𝐛𝐞𝐫𝐡𝐭
Le spade Ulfberht, rappresentano uno dei primi e più famosi esempi storici di marchio applicato agli armamenti, rinvenute principalmente in Scandinavia e nell'Europa settentrionale, in numero elevato (circa 160 esemplari) risalgono all'Era (IX-XI secolo). Va sottolineato che la prevalenza delle spade nei reperti archeologici dell'Europa settentrionale non implica che tali spade fossero più diffuse lì che in Francia: la pratica di seppellire le armi nelle dei guerrieri favorisce notevolmente i reperti archeologici nelle regioni d'Europa che erano ancora pagane (e infatti la maggior parte delle spade Ulfberht trovate in Norvegia proviene da tombe di ), mentre le trovate nell'Europa continentale e in dopo il VII secolo sono per lo più limitate a ritrovamenti isolati, ad esempio nei letti dei fiumi. Ciò è supportato dal cambiamento nella distribuzione geografica notato nella tarda età vichinga , quando gran parte dell'Europa precedentemente pagana fu cristianizzata. Nessuna delle spade Ulfberht norvegesi è datata oltre l'inizio-metà dell'XI secolo, che coincide con la fine dei riti funerari pagani nella zona.
Il nome deriva dalla vistosa iscrizione intarsiata sulla lama: +VLFBERHT+ (o varianti come +VLFBERH+T+): "Ulfberht", è un nome proprio di origine carolingia o franca (che significa approssimativamente "lupo famoso"), come nome proprio, Wulfbert (alto tedesco antico Wolfbert, Wolfbrecht, Wolfpert, Wolfperht, Vulpert) è attestato dall'VIII al X secolo. Piuttosto che indicare un singolo , si ipotizza fosse il nome di una stirpe di maestri armorari o di un grande laboratorio situato in area renana. Come detto, il tipo originale di spada Ulfberht risale al IX o X secolo, ma le spade con l'iscrizione Ulfberht continuarono ad essere prodotte almeno fino alla fine dell'epoca vichinga nell'XI secolo. Un notevole esempio tardo, rinvenuto nella Germania orientale e datato all'XI o forse all'inizio del XII secolo, rappresenta l'unico esemplare che combina la firma Vlfberht con un'iscrizione cristiana "in nomine domini" (+IINIOMINEDMN ).
Questo modello di spade si colloca nel punto di transizione tra la spada vichinga e la spada cavalleresca . La maggior parte ha lame di tipo X, il lato posteriore delle lame è generalmente intarsiato con un motivo geometrico, di solito un motivo a treccia tra tratti verticali. Numerose altre lame del periodo recano lo stesso tipo di motivo geometrico ma nessuna iscrizione Vlfberht.
La lama presenta una forma fortemente rastremata verso la punta, spostando il punto di equilibrio verso l'impugnatura, accorgimento che permetteva un controllo e una velocità di recupero superiori rispetto alle armi tradizionali. Erano dotate di uno sguscio centrale molto ampio (il "solco" longitudinale) che oltre ad alleggerire l'arma evitava di comprometterne la stabilità: questo design e la durezza del filo dovuta al materiale consentivano anche una capacità maggiore di penetrazione.
La loro presunta origine è franca, nella regione della Renania, in Austrasia, parte centrale del regno franco e in seguito parte del ducato francone: venivano molto probabilmente esportate come bottino, riscatto o contrabbando dato chi i divieti nei capitolaria carolingi ne rendevano illegale la vendita agli stranieri all'epoca; comunque tre esemplari sono stati ritrovati persino in Bulgaria, all'epoca parte della via commerciale del Volga. In totale sono state rinvenute 167 spade Ulfberht, in maggioranza nella regione della Fennoscandia e intorno al Mar Baltico: in Finlandia non è chiaro il numero preciso e Stalsberg identifica 14 spade, ma Moilanen ne identifica 31 quindi il numero esatto è ancora oggi oggetto di dibattito a causa della condizione frammentaria di alcuni manufatti e perché alcune iscrizioni sembrano riferirsi al tipo Ulfberht piuttosto che indicare che un esemplare appartenesse effettivamente a tale tipo. A questo proposito va anche detto che molte delle spade rinvenute presentano piccoli errori ortografici nell'incisione (es. posizionando le croci in punti diversi), e che le analisi molecolari hanno confermato che i mercanti medievali producevano deliberatamente imitazioni di bassa qualità marchiate "Ulfberht". Per intenderci, mentre la maggior parte delle armi altomedievali europee veniva prodotta con la tecnica della saldatura a pacchetto (unione di strati di ferro dolce e acciaio grezzo soggetto a rotture), le vere Ulfberht erano composte da acciaio al crogiolo omogeneo e purissimo: materiale che vantava una percentuale di carbonio fino a tre volte superiore rispetto alle altre lame coeve (circa l'1,2%), che rendeva la spada più leggera, flessibile e resistente agli impatti. Nonostante che i Franchi renani già durante il periodo di La Tène avessero mostrato una metallurgia avanzata, i fabbri europei dell'epoca non possedevano ancora la tecnologia per raggiungere le temperature necessarie (oltre i 1600 °C) per fondere l'acciaio al crogiolo, quindi si è ipotizzato che i lingotti di materia prima venissero importati dall'Asia Centrale o dall'India (attraverso le rotte commerciali fluviali dei fiumi Volga e Dnepr battute dai Vichinghi), per poi essere lavorati nei laboratori franchi. Riprova di questa teoria è che il ferro delle guardie, decorate a volte con lamine di una lega di stagno e piombo, è leggermente più morbido: una spada trovata in Bassa Sassonia nel 2012 contiene piombo nell'elsa e da un'analisi è stato dimostrato che la sua origine d'estrazione sia la regione del Taunus, rinforzando così questa ipotesi. Queste analisi sono state effettuate utilizzando il metodo non distruttivo dell'ablazione laser in combinazione con la spettrometria di massa. L'analisi isotopica ha rivelato l'impronta degli elementi in tracce dei componenti in piombo nella decorazione del ma**co, indicando un giacimento minerario nella regione di Hintertaunus. Le indagini metallurgiche invece sono state condotte dall'Istituto di Chimica Inorganica dell'Università di Hannover, coordinate dal Gruppo di Lavoro di Archeometria guidato dal chimico Robert Lehmann, che è l'analista principale per le analisi dei metalli nei progetti archeologici della Bassa Sassonia.
immagini:
1: rappresentazione grafica delle quattro spade con marchio Ulfberht ritrovate in Norvegia (disegni di Lorange, 1889)
2: Spada di Großenwieden, durante il restauro presso l'Ufficio statale per la conservazione dei monumenti della Bassa Sassonia.
3: Una delle tre spade Ulfberht rinvenute nel territorio dei Bulgari del Volga. La sua impugnatura (classificata come tipo Petersen T-2) è decorata con tre file di fori rotondi intarsiati con filo d'argento ritorto.
4: Iscrizione di Ulfberht su una spada del IX secolo conservata nel Museo Nazionale Germa**co.