Legambiente Frosinone - Circolo "Il Cigno"

Legambiente Frosinone - Circolo "Il Cigno"

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Ne sono testimonianza le continue richieste di intervento e di "aiuto" che ci giungono da parte di cittadini, comitati, ecc.

Il circolo Legambiente di Frosinone promuove la tutela ambientale, la salvaguardia e la valorizzazione del territorio; sostiene gli sforzi diretti a migliorare la qualità della vita dei cittadini, per una comunità più equa, solidale e resiliente. L'associazione Legambiente è nata nel 1980, erede dei primi nuclei ecologisti e del movimento antinucleare che si sviluppò in Italia e in tutto il mondo

Photos from Legambiente Frosinone - Circolo "Il Cigno"'s post 25/08/2026

𝐏𝐄𝐍𝐒𝐈𝐋𝐈𝐍𝐄 𝐅𝐎𝐓𝐎𝐕𝐎𝐋𝐓𝐀𝐈𝐂𝐇𝐄, 𝐏𝐄𝐑𝐂𝐇𝐄́ 𝐍𝐎𝐍 𝐒𝐎𝐍𝐎 𝐒𝐓𝐀𝐓𝐄 𝐏𝐑𝐄𝐕𝐈𝐒𝐓𝐄 𝐍𝐄𝐋 𝐍𝐔𝐎𝐕𝐎 𝐏𝐀𝐑𝐂𝐇𝐄𝐆𝐆𝐈𝐎 𝐃𝐈 𝐕𝐈𝐀 𝐌𝐀𝐑𝐈𝐀?

In Francia sono obbligatorie per legge, in Italia si stanno rapidamente diffondendo come una scelta intelligente nella progettazione di nuove aree di sosta nelle città. Parliamo delle 𝐩𝐞𝐧𝐬𝐢𝐥𝐢𝐧𝐞 𝐟𝐨𝐭𝐨𝐯𝐨𝐥𝐭𝐚𝐢𝐜𝐡𝐞, che permettono di:

📍generare energia pulita alimentando le comunità locali o la rete elettrica;
📍riparare i veicoli in sosta da sole battente, grandine e intemperie, riducendo il surriscaldamento dell'abitacolo in estate;
📍alimentare le colonnine di ricarica per veicoli elettrici con l'energia solare autoprodotta, permettendo così di offrire tariffe agevolate agli utenti.

Insomma una soluzione win-win-win per i parcheggi (non solo quelli di nuova realizzazione), in grado fra l’altro di accelerare la transizione verso la mobilità elettrica, che può giocare un ruolo importantissimo nell’abbattimento dell’inquinamento atmosferico.

Purtroppo però a Frosinone questa come altre soluzioni innovative sembrano ancora essere sconosciute ai decisori politici: non si spiega altrimenti perché nel progetto del nuovo parcheggio di interscambio che sorgerà in via Maria non è prevista l’installazione di pensiline fotovoltaiche. Una simile dotazione, per i vantaggi che offre, potrebbe peraltro rendere più attraente l'opzione di lasciare la propria auto alle porte della città e utilizzare i mezzi pubblici.

Vogliamo tuttavia essere ottimisti e sperare che il nuovo parcheggio, così come altri già esistenti, possano presto essere dotati delle pensiline.

Chissà cosa ne pensano il Sindaco Mastrangeli e gli amministratori che si candideranno a governare la città nella prossima consiliatura? 🤔

22/08/2026

🌍 Londra dimostra che si può respirare meglio — e Frosinone dovrebbe prendere nota

Uno studio pubblicato su The Lancet Public Health, condotto dalla Queen Mary University of London, ha seguito per cinque anni oltre 3.400 bambini tra Londra e Luton. Risultato: dopo l'introduzione della Ultra Low Emission Zone (2019), l'inquinamento da biossido d'azoto a Londra è calato di circa il 48%, e la funzione polmonare dei bambini è migliorata in modo netto: la quota di bimbi con capacità respiratoria compromessa è scesa dal 14 al 9%, a fronte di un calo molto più contenuto a Luton, città senza restrizioni simili.

Non è un dettaglio: sono polmoni di bambini reali che oggi respirano meglio, in appena quattro anni.

Cosa ci dice questo per la Città di Frosinone, che convive da anni con livelli di inquinamento atmosferico tra i più critici d'Italia?
🚶‍♀️ Le pedonalizzazioni riducono il traffico nei punti più critici e restituiscono aria pulita ai quartieri
🚸 Le strade scolastiche sono uno strumento efficace per migliorare la qualità dell’aria in prossimità dei plessi scolastici
🚌 Un trasporto pubblico potenziato ed efficiente è l'alternativa concreta all'auto privata
⚡ La diffusione della mobilità elettrica abbatte le emissioni da traffico, la principale fonte di smog urbano ad altezza di naso

Londra insegna che misure impopolari nel breve termine possono avere benefici sanitari misurabili in pochi anni. La salute dei bambini non può aspettare i tempi della politica.

Maggiori dettagli sullo studio nel link al primo commento.

13/08/2026

L’esplosione alla KNDS di Colleferro è un fatto gravissimo, che non fa che rafforzare la richiesta di chi, come Legambiente, si è espresso con un NO forte e chiaro alle fabbriche di armi nella Valle del Sacco. Chiediamo che l’iter autorizzativo dell’impianto per la produzione di nitrogelatina (un esplosivo a base di nitroglicerina e nitrocellulosa) all'interno del sito della stessa KNDS nell'ex area Wi******er ad Anagni venga immediatamente bloccato.

Esplosione alla fabbrica di munizioni a Colleferro, Legambiente “Nel territorio della Valle del Sacco c’è bisogno di ecogiustizia e bonifica e non di industrie belliche rischiose: basta pericolosissime fabbriche di armi”

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L'enorme esplosione ha sconquassato la tranquillità verso il ferragosto di Colleferro, nella fabbrica di munizioni che ha visto un'alta colonna di fuoco coprire il cielo. Sull'accaduto interviene Legambiente che già ad Aprile scorso, insieme ad ACLI, ARCI, AGESCI, Azione Cattolica e Libera, le tante sigle che hanno costruito la campagna nazionale "Ecogiustizia Subito" aveva manifestato per l’occasione contro la nuova sede della stessa industria di armi che sta provando in questi mesi ad aprire una nuova vasta area produttiva nella vicina Anagni, nella quale generare le basi chimiche per la produzioni di esplosivi alla nitroglicerina.

"Basta pericolosissime fabbriche di armi sui territori, lo abbiamo detto da tempo e chiaramente a chi vuole realizzare un nuovo polo della filiera a pochi chilometri da Colleferro - dichiara Stefano Ciafani presidente nazionale di Legambiente -. La fabbrica oggi è al centro delle cronache per l'esplosione fragorosa, vanno capiti i motivi e messa in totale sicurezza l’area da ogni minimo rischio, ma intanto, davanti alla richiesta di attivazione di un ulteriore polo produttivo di materiali chimici per la composizione di esplosivi nella vicina Anagni, chiediamo che l’iter autorizzativo si fermi e venga definitivamente bocciato da istituzioni, amministrazioni locali e autorità competenti. Siamo alle porte della Valle del Sacco, luogo da bonificare e riempire di industria green e lavoro sicuro, alla quale riconsegnare la qualità ambientale persa a causa di una chiave di sviluppo che per decenni ha divorato questi luoghi, impoverendone la bellezza, inquinando il suolo, l'aria e l'acqua del fiume: qui dove oggi il suono dell'esplosione della fabbrica di munizioni si è sentito benissimo, continuiamo a chiedere non più inquinamento ma qualità della vita, non più fabbriche di morte ma ecogiustizia per chi ci vive".

11/08/2026

Due anni fa avevamo pubblicato questo contenuto. Potremmo sottoscriverlo anche oggi senza cambiare una virgola, non credete?

A proposito di clima, ricordiamo che è ancora possibile firmare ✍️ la petizione per chiedere che la Città di Frosinone si doti di un Piano di adattamento ai cambiamenti climatici: https://c.org/qwT6wTpfmz

08/08/2026

𝐅𝐑𝐎𝐒𝐈𝐍𝐎𝐍𝐄, 𝐄𝐂𝐂𝐎 𝐋𝐀 𝐍𝐔𝐎𝐕𝐀 𝐍𝐎𝐑𝐌𝐀𝐋𝐈𝐓𝐀̀ 𝐂𝐋𝐈𝐌𝐀𝐓𝐈𝐂𝐀 (𝐒𝐏𝐎𝐈𝐋𝐄𝐑: 𝐍𝐎𝐍 𝐄̀ 𝐀𝐅𝐅𝐀𝐓𝐓𝐎 𝐏𝐈𝐀𝐂𝐄𝐕𝐎𝐋𝐄)

I pochi che ancora si ostinano nel liquidare gli allarmi sul caldo estremo di questi mesi con “in estate ha sempre fatto caldo” (ma davvero?!) e quelli che si limitano a preoccuparsi del meteo locale ignorando gli impatti globali del riscaldamento climatico sono invitati a leggere questo grafico, generato dal tool interattivo PointWx (info sull’autore e sulla metodologia nel primo commento), che mostra l’andamento delle temperature massime giornaliere registrate a Frosinone nel 2026 fino a oggi, accompagnato da una previsione per i prossimi giorni basata su modelli meteo.
La linea nera rappresenta la media delle temperature massime giornaliere del trentennio 1991-2020, mentre la fascia grigia esprime gli scostamenti nell’intervallo 5°-95° percentile. I valori di quest’anno sono le “montagne russe” colorate di rosso o di blu che evidenziano rispettivamente le anomalie positive (nella stragrande maggioranza dei giorni) e quelle negative rispetto alla media.

Il quadro complessivo è a dir poco inquietante, sebbene non stupisca più di tanto gli scienziati, che da decenni mettono in guardia i decisori politici su ciò che ci attende se non azzeriamo rapidamente le emissioni di gas serra. Giusto per dare qualche valore, dai dati (che chiunque può ricavare accedendo al link riportato nei commenti) emerge ad esempio che ad oggi nel 2026 Frosinone ha avuto 25 giorni in cui la T max è stata maggiore di 35°C contro una media storica riferita all’intero anno solare di 3,5 (nel 2003, la cui estate è ancora vista da molti come ineguagliata per durata e intensità del caldo, all’8 agosto ne erano stati registrati solo 14).

Nella nostra città, l’evidenza che si stia entrando in una nuova era climatica dai contorni inesplorati emerge anche dai violenti temporali di calore pomeridiani di questi giorni, accompagnati da forte vento e talvolta da grandine. Del resto, l’enorme quantità di energia accumulata dal sistema Terra a causa del riscaldamento globale, stimata in circa 4-6 bombe atomiche di Hiroshima al secondo, non può non esercitare in qualche modo i suoi effetti sul pianeta.

Quanto dovremo ancora attendere affinché la città e i suoi rappresentanti politici riconoscano la priorità della sfida climatica nella programmazione degli interventi e nelle scelte amministrative di tutti i giorni?
Città di Frosinone

Photos from Legambiente Frosinone - Circolo "Il Cigno"'s post 19/07/2026

𝐆𝐋𝐈 𝐒𝐓𝐔𝐃𝐄𝐍𝐓𝐈 𝐃𝐄𝐋 𝐁𝐑𝐀𝐆𝐀𝐆𝐋𝐈𝐀 𝐑𝐈𝐃𝐈𝐒𝐄𝐆𝐍𝐀𝐍𝐎 𝐋𝐀 𝐂𝐈𝐓𝐓𝐀̀: 𝐕𝐎𝐆𝐋𝐈𝐀𝐌𝐎 𝐀𝐒𝐂𝐎𝐋𝐓𝐀𝐑𝐋𝐈 𝐎 𝐋𝐀𝐒𝐂𝐄𝐑𝐄𝐌𝐎 𝐂𝐇𝐄 𝐅𝐔𝐆𝐆𝐀𝐍𝐎?

La Frosinone che sognano i giovani è lontana anni luce dalla città odierna, imbruttita da un’urbanistica che risponde alle esigenze di una popolazione prevalentemente anziana, sedentaria e indisponibile al cambiamento.
La Frosinone che sognano i giovani, ormai cittadini d’Europa non più rinchiusi negli angusti spazi di un provincialismo ottuso e retrogrado, è frutto di una visione di città che mette al centro le persone e non le macchine, la socialità e non l’individualismo.

È questo che si legge nelle magnifiche elaborazioni grafiche frutto dei progetti dei ragazzi dell’Istituto Bragaglia Frosinone coordinati dal Prof. Rodolfo De Persiis. Due i luoghi scelti: Piazza Domenico Ferrante (il Sacro Cuore) e via Aldo Moro. Spazio ai pedoni, alla mobilità dolce, alle armonie dei colori, al verde diffuso, all’arte, ai luoghi d’incontro, alla qualità estetica e funzionale. Le ricostruzioni parlano da sole. Può non piacere questo o quel dettaglio, questa o quella scelta progettuale, ma il quadro d’insieme è quello di un sogno che prende corpo e si racconta con le immagini.

In una città in cui sempre più giovani migrano verso altri lidi più accoglienti, le idee progettuali dei ragazzi del Bragaglia dovrebbero essere lette come un ultimo grido disperato di chi si sente di fronte a un bivio fra restare e andarsene, e al contempo mette gli amministratori di fronte a scelte da cui dipende il futuro della città.

Sapremo ascoltare le loro voci o saranno l’ennesima vox clamantis in deserto?

16/07/2026

La stazione meteo della Città di Frosinone ha registrato oggi una temperatura massima di 39,4 gradi. In questo mese di luglio solo una volta si è avuta una massima inferiore ai 30 gradi. Il disastro climatico che affligge l’intero pianeta non risparmia certo i nostri territori, resi fragili dalle tante scelte sbagliate dei decenni precedenti.

Dovrebbe essere evidente a tutti ormai che la vivibilità di Frosinone, già compromessa dalla scarsa qualità ambientale sotto troppi punti di vista, rischia di peggiorare fino al punto oltre il quale il declino sarà irreversibile e lo spopolamento si intensificherà.

Nel frattempo la politica locale è alle prese con beghe di piccolo cabotaggio che non interessano a nessuno, e con una frammentazione crescente che non lascia presagire nulla di buono.
Sarebbe invece necessario uno sforzo collettivo, uno scatto di orgoglio che dia il là a una trasformazione radicale del tessuto urbanistico. C’è bisogno di rifugi climatici e ombreggiature urbane, di una vasta opera di depavimentazione che tolga asfalto dai parcheggi neri e bollenti. È inoltre indispensabile rafforzare ed espandere il verde urbano, rinaturalizzare le aree marginali, fermare il cemento e il consumo di suolo e abbattere le previsioni edilizie del piano regolatore.

In questi anni il nostro circolo ha dato il suo contributo di idee e proposte concrete, a partire dagli spunti emersi nel convegno sull’adattamento climatico che abbiamo organizzato nel 2019 (quando pochi erano interessati a questi temi), fino alla vertenza per desigillare il suolo del curvone di viale Mazzini.

C’è qualcuno disposto a discuterne o dobbiamo aspettare di arrostire a fuoco lento prima di prendere consapevolezza della gravità della situazione?

15/07/2026

INCENDIO ALLA REMAT, PREOCCUPANO I LIVELLI DI DIOSSINE NELL'ARIA.

E' pesante l'impatto sulla qualità dell'aria a seguito della nube tossica sprigionatasi dopo l'incendio di domenica alla REMAT di San Giorgio a Liri. Il secondo campionamento effettuato da ARPA ha rivelato livelli di diossine molto significativi, in crescita rispetto al precedente rilevamento. Resta alto dunque il livello di allarme per la salute pubblica, anche a seguito della possibile contaminazione dei suoli in un'area tuttora a forte vocazione agricola.
Ancora una volta gli impianti di stoccaggio di rifiuti si sono rivelati essere delle bombe ecologiche pronte ad esplodere; ancora una volta i controlli e le misure di sicurezza dirette a prevenire questi disastri si sono dimostrati insufficienti.
Al tempo stesso, è lecito ipotizzare lo zampino delle ecomafie in vicende come questa. Auspichiamo indagini serrate da parte degli organi inquirenti per individuare rapidamente le cause e le responsabilità di quanto accaduto.
Chi ha causato questo disastro deve pagare. 😡

Photos from Legambiente Lazio's post 13/07/2026
09/07/2026

GRU DI VIA TERRANOVA, LEGAMBIENTE: IL MOSTRO DI FERRO È ANCORA LÌ

Dopo sedici mesi dall'esposto di un folto gruppo di residenti del condominio Aurora di via Cesare Terranova, il Circolo Legambiente di Frosinone torna sull'argomento già oggetto lo scorso anno di un intervento dell’associazione.

Infatti, nonostante nel frattempo ci siano state una sentenza del Tar di Latina e un'Ordinanza di rimozione della Città di Frosinone, quell'impianto installato nel lontano anno 2000 e da più di tre anni senza manutenzione, è ancora lì, in assenza di qualsivoglia cantiere aperto nell'area malamente recintata.

La risposta del 20 aprile scorso del Comune all’ennesimo tentativo dilatorio dei proprietari dell’impianto è stata chiarissima: a fronte della concessione, in via del tutto eccezionale, di una ulteriore proroga di 60 giorni per l’ottemperanza integrale dell’ordinanza di rimozione (n. 559 del 20/11/2025), l’amministrazione dichiarava che “decorso inutilmente detto termine, non verranno più tollerati ulteriori ritardi nell’esecuzione di quanto intimato”.

Pertanto, poiché la ditta proprietaria dell'impianto non ha provveduto nei tempi concessigli, sollecitiamo le autorità competenti a voler procedere con la massima urgenza con la rimozione in danno dell’impianto, conformemente a quanto dichiarato.

Ci rivolgiamo inoltre alla Prefettura, ai Vigili del Fuoco e alla ASL in considerazione della pericolosità dell'impianto stesso e dello stato di abbandono dell'area di proprietà comunale su cui insiste.

Quanti altri mesi o anni dovranno passare ancora con quel mostro di ferro sopra le teste i residenti di via Cesare Terranova?

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