15/09/2026
📌 15 settembre 1976, il Friuli trema ancora
Alle 5.15 e alle 11.21 due violentissime scosse colpirono nuovamente il Friuli. La seconda ebbe effetti particolarmente distruttivi, provocando nuovi crolli a Gemona del Friuli, Venzone, Osoppo, Majano, Trasaghis, Buja e in molti altri centri già duramente segnati dal terremoto di maggio.
Le scosse colpirono edifici già lesionati, alcuni dei quali erano stati messi in sicurezza o riparati durante l'estate. Dopo quattro mesi di lavori, sgombero delle macerie e primi interventi di ripristino, l'emergenza tornò improvvisamente ad aggravarsi.
Il numero dei senzatetto, che durante l'estate era progressivamente diminuito, tornò a superare le 70 mila persone. Per affrontare l'inverno, decine di migliaia di sfollati furono temporaneamente trasferiti nelle località della costa, tra Lignano Sabbiadoro, Grado, Bibione, Jesolo e Caorle, mentre nel territorio colpito si accelerava la realizzazione degli alloggi prefabbricati.
Le scosse di settembre segnarono così un nuovo passaggio decisivo dell'emergenza. Il lavoro dei soccorritori e dei volontari, la solidarietà arrivata da ogni parte e la determinazione della comunità friulana permisero di affrontare anche questa nuova fase e di proseguire il cammino della ricostruzione.
📷 Civica Biblioteca Glemonense – Fondo fotografico