19/09/2026
Gigi.
Ti chiamavi Gigi Meroni.
Nasci a Como durante la seconda guerra mondiale, secondo dei tre figli di Emilio Meroni e Giulia Rosa Tagliabue, chiamata Rosa, cominci a giocare a calcio in un piccolo cortile, per poi passare al campo dell'Oratorio di San Bartolomeo a Como.
Rimasto orfano del padre all'età di 2 anni, cresci con la madre, di professione tessitrice, che aveva difficoltà economiche nell'allevare lui ed i suoi fratelli Celestino e Maria.
Come primo lavoro hai fatto il disegnatore di cravatte di seta e ti sei dedicato anche alla pittura.
Cresciuto calcisticamente nelle formazioni giovanili del Como, dopo aver esordito in prima squadra, in Serie B, sei stato ceduto al Genoa, i cui dirigenti erano rimasti impressionati vedendolo giocare come loro avversario.
A Genova ti imponi definitivamente all'attenzione nazionale: le tue serpentine e i tuoi gol trascinarono la squadra, allenata da Benjamín Santos, all'8º posto in classifica e alla conquista, per la 2ª volta, della Coppa delle Alpi, nell'anno in cui venne stabilito anche il record di imbattibilità dal portiere genoano Mario Da Pozzo.
Nell'estate 1964, nonostante la mobilitazione della tifoseria genoana per trattenerlo, sei staro ceduto al Torino, allenato da Nereo Rocco, per 300 milioni di lire, all'epoca cifra record per un giocatore di soli 21 anni.
Ti hanno soprannominato "farfalla", in riferimento al tuo stile di gioco e ai tuoi costumi anticonformisti (era nota la tua convivenza more uxorio con una ragazza sposata), e "beatnik del gol" per i tuoi interessi nel mondo delle arti figurative e la tua abitudine di portare barba e capelli lunghi. Alcuni tifosi lo chiamavano "Calimero".
Con il centravanti Nestor Combin hai formato una coppia d'attacco di alto livello.
Le voci insistenti di un tuo passaggio alla rivale cittadina Juventus, per 750 milioni di lire, scatenarono una specie di "insurrezione" popolare; il presidente granata Orfeo Pianelli, sotto la pressione della piazza, rinunciò al trasferimento.
Nel 1967 a San Siro, giocando contro l'Inter, dopo uno dei suoi famosi slalom, hai segnato tirando un pallonetto dal limite dell'area che finì sotto l'incrocio dei pali; tale rete interruppe l'imbattibilità casalinga della famosa "Grande Inter" dell'allenatore Helenio Herrera, costringendo i nerazzurri alla prima sconfitta dopo tre anni di risultati utili.
Promettente talento del calcio italiano degli anni sessanta,sei morto tragicamente all'età di soli 24 anni, poco dopo la fine di una partita tra il Torino, squadra in cui giocava, e la Sampdoria, venendo investito da un'automobile mentre attraversava corso Re Umberto, a Torino.
Chissà se senza quell'incidente, quante altri gol e dribbling avrebbe fatto!
Gigi Meroni.