Fisioterapia Sport Gorizia Grazzina

Fisioterapia Sport Gorizia Grazzina Fisioterapista a Gorizia. Il tuo recupero è il nostro obiettivo.

Mi occupo di riabilitazione ortopedica e sportiva, aiutando atleti e pazienti a superare il dolore e migliorare le performance con trattamenti evidence-based. Fisioterapia a Gorizia
una risposta completa, efficace e sicura alle tue esigenze di riabilitazione e di recupero della forma fisica. Affidabilità, efficacia, comfort e assistenza costante
Tutto il necessario per garantirti la risposta scientificamente più corretta per il tuo percorso riabilitativo atto a minimizzare i tempi di recupero e a “farti stare bene” mentre ci prendiamo cura del tuo benessere.

🔴 **70 STUDI HANNO CERCATO L’ESERCIZIO “PERFETTO” PER IL MAL DI SCHIENA. NON L’HANNO TROVATO.**Core stability?  Pilates?...
28/09/2026

🔴 **70 STUDI HANNO CERCATO L’ESERCIZIO “PERFETTO” PER IL MAL DI SCHIENA.

NON L’HANNO TROVATO.**

Core stability?
Pilates?
Yoga?
Esercizi di forza?
Mobilità?
Tre volte a settimana? Tutti i giorni?

Quando si parla di **mal di schiena cronico**, spesso cerchiamo la combinazione perfetta.

Una nuova revisione sistematica con meta-analisi pubblicata sul *Journal of Orthopaedic & Sports Physical Therapy* ha analizzato **70 studi randomizzati, per un totale di 3.991 persone**, cercando di capire se i risultati cambiassero modificando quattro caratteristiche dell'esercizio:

👉 **frequenza**
👉 **intensità**
👉 **tipo di esercizio**
👉 **durata**

E il risultato è interessante.

Allenarsi **almeno 3 volte alla settimana** era associato a un piccolo miglioramento della disabilità nel lungo periodo rispetto a frequenze inferiori.

Anche esercizio sensomotorio, yoga e programmi assistiti mostravano alcuni vantaggi rispetto ad altre modalità.

**Ma qui arriva la parte più importante.**

Quando gli autori hanno riportato i risultati su una scala 0–100, utilizzando **15 punti come soglia prestabilita di differenza clinicamente importante**, le differenze tra le diverse prescrizioni di esercizio **non raggiungevano quella soglia**.

In altre parole:

🧠 **statisticamente diverso non significa necessariamente abbastanza diverso da essere importante per il paziente.**

# # # ⚠️ E attenzione ai limiti dello studio

Questo lavoro **NON dimostra che l'esercizio sia inutile**.

Anzi, è probabilmente il punto più facile da fraintendere.

La revisione includeva studi che confrontavano **programmi di esercizio differenti tra loro** per almeno una componente di frequenza, intensità, tipo o durata.

Quindi la domanda era sostanzialmente:

**“Quale modo di fare esercizio funziona meglio?”**

non:

**“Fare esercizio è meglio che non farlo?”**

Inoltre:

🔹 riguardava adulti con **lombalgia cronica aspecifica da più di 3 mesi**: non possiamo automaticamente estendere i risultati alla lombalgia acuta o a condizioni specifiche;

🔹 l'outcome analizzato era soprattutto la **disabilità**, cioè quanto il problema interferiva con attività e funzione, non semplicemente quanto dolore sentiva la persona;

🔹 alcuni risultati avevano una certezza dell'evidenza **moderata**, altri **bassa o molto bassa**. Per esempio, i risultati favorevoli all'esercizio sensomotorio avevano una certezza molto bassa;

🔹 trovare una piccola differenza media fra due programmi non significa che quella differenza sia necessariamente importante per il singolo paziente;

🔹 soprattutto, lo studio **non permette di identificare una “ricetta perfetta” valida per tutti**.

📌 **Quindi cosa ci portiamo a casa?**

Non che “un esercizio vale l'altro”.

E nemmeno che “basta muoversi in qualsiasi modo”.

Il dato più corretto è che, sulla base delle evidenze disponibili, **non emerge una singola combinazione di frequenza, intensità, tipo e durata chiaramente superiore e clinicamente importante per tutti i pazienti con lombalgia cronica aspecifica.**

Gli stessi autori concludono che, proprio per la limitata certezza delle evidenze e l'assenza di differenze clinicamente importanti, nella prescrizione dovrebbero avere un ruolo centrale **preferenze del paziente, fattibilità e aderenza nel lungo periodo**.

💡 Forse, quindi, la domanda da fare non è:

**“Qual è l'esercizio migliore per la schiena?”**

ma:

**“Qual è il programma appropriato che questa persona riuscirà davvero a portare avanti e a far progredire nel tempo?”**

📚 **Bibliografia**

Blanco-Heras L, Rebollo-Salas M, Cardellat-González M, et al. *The Efficacy of Exercise Therapy for Nonspecific Chronic Low Back Pain According to the F**T Principle: A Systematic Review With Meta-analyses.* J Orthop Sports Phys Ther. 2026;56(9):571–584. DOI: 10.2519/jospt.2026.14098.

Le linee guida JOSPT sulla lombalgia cronica, inoltre, raccomandano l'esercizio e riportano che non esistono evidenze chiare della superiorità generale di una singola tipologia di esercizio sulle altre.

Dott. Grazzina Francesco – Fisioterapia a Gorizia

⚖️ **PRENDI CREATINA E LA BILANCIA SALE? NON SIGNIFICA CHE STAI INGRASSANDO.**È una delle cose che preoccupano di più qu...
25/09/2026

⚖️ **PRENDI CREATINA E LA BILANCIA SALE? NON SIGNIFICA CHE STAI INGRASSANDO.**

È una delle cose che preoccupano di più quando si inizia ad assumere creatina:

**“Sono aumentato di peso. Sto mettendo grasso?”**

Probabilmente no.

Una nuova meta-analisi del 2026 ha raccolto **63 studi e 1.489 partecipanti** confrontando:

🏋️ allenamento contro resistenza + creatina
con
🏋️ lo stesso tipo di allenamento senza creatina.

Il gruppo con creatina mostrava maggiori miglioramenti di:

✅ forza degli arti superiori
✅ forza degli arti inferiori
✅ massa magra

e un piccolo aumento del **peso corporeo**.

Ma la **massa grassa non aumentava significativamente**.

# # # ALLORA DA DOVE ARRIVA IL PESO?

Una delle prime spiegazioni è molto semplice:

💧 **ACQUA.**

La creatina entra nella cellula muscolare ed è una sostanza osmoticamente attiva.

In parole semplici:

**quando aumenta la creatina all'interno del muscolo, può aumentare anche l'acqua presente nella cellula muscolare.**

Non significa quindi necessariamente:

❌ più grasso
❌ gonfiore patologico
❌ “ritenzione idrica” sottocutanea come spesso viene immaginata

Una parte dell'acqua può essere **intramuscolare**.

L'effetto è particolarmente evidente nelle prime giornate quando viene utilizzata una **fase di carico**, per esempio circa 20 g/die suddivisi durante la giornata.

Con dosaggi normali di circa **3–5 g al giorno**, senza fase di carico, la saturazione del muscolo avviene più lentamente e l'aumento iniziale del peso può essere meno evidente.

# # # MA È TUTTA ACQUA?

No.

Ed è qui che il discorso diventa interessante.

Nel brevissimo periodo, un aumento rapido della cosiddetta **massa magra** può essere in parte spiegato dall'acqua.

Ricordiamoci infatti che:

**“massa magra” ≠ “muscolo nuovo”.**

Anche l'acqua viene conteggiata nella massa magra da alcune metodiche di misurazione.

Nel lungo periodo, però, creatina + allenamento può permettere di sostenere meglio esercizi brevi e intensi e ripetere più lavoro durante l'allenamento.

Questo può contribuire agli adattamenti alla forza e, potenzialmente, all'ipertrofia.

# # # CHE ALLENAMENTO FACEVANO?

Non esiste un “allenamento della creatina”.

I 63 studi utilizzavano programmi di forza differenti.

Negli studi di questa letteratura troviamo frequentemente esercizi come:

🏋️ squat e leg press
🦵 estensione e flessione del ginocchio
🏋️ chest press e bench press
💪 lat machine e rematore
💪 curl per bicipiti e altri esercizi per arti superiori

In genere si tratta di **allenamenti progressivi contro resistenza**, eseguiti più volte alla settimana.

Questo è importante:

👉 la creatina **non sostituisce l'allenamento**.

È un possibile supporto agli adattamenti prodotti dall'allenamento.

# # # E QUANTO PESO SI PUÒ PRENDERE?

Non esiste un numero valido per tutti.

Una meta-analisi precedente di **61 studi** ha stimato, mediamente, circa:

⚖️ **+0,89 kg di peso corporeo**

e

💪 **+1,39 kg di massa priva di grasso**

con creatina + allenamento rispetto ai controlli.

Ma attenzione: **massa priva di grasso non significa automaticamente 1,39 kg di nuovo muscolo**, proprio perché comprende anche l'acqua.

Con una fase di carico, in alcune persone l'aumento iniziale della bilancia può essere più rapido.

# # # QUINDI SE DOPO AVER INIZIATO LA CREATINA PESO DI PIÙ?

Prima di pensare:

**“Sto ingrassando”**

ricorda:

**+ PESO ≠ + GRASSO**

Può esserci:

💧 più acqua intracellulare
💪 più massa magra nel tempo
🏋️ migliori adattamenti all'allenamento

mentre le meta-analisi non mostrano un aumento significativo della massa grassa attribuibile alla creatina.

📌 **Il numero sulla bilancia da solo non racconta cosa sta cambiando nel tuo corpo.**

**Dott. Francesco Grazzina Gorizia – Fisioterapista**

📚 **Bibliografia essenziale**

Wang H, Wang H, Xin X, Yi Z. 2026. *Journal of the International Society of Sports Nutrition*.
**Resistance training combined with creatine supplementation: a three-level meta-analysis of multidimensional outcomes from strength enhancement to body composition remodeling.**
63 studi, 1.489 partecipanti. DOI: 10.1080/15502783.2026.2718316.

Desai I, Wewege MA, Jones MD, et al. 2024. *Journal of Strength and Conditioning Research*.
**The Effect of Creatine Supplementation on Resistance Training-Based Changes to Body Composition: A Systematic Review and Meta-analysis.** DOI: 10.1519/JSC.0000000000004862.

Antonio J, Candow DG, Forbes SC, et al. 2021. *Journal of the International Society of Sports Nutrition*.
**Common questions and misconceptions about creatine supplementation: what does the scientific evidence really show?** DOI: 10.1186/s12970-021-00412-w.

🧴 **GEL ANTINFIAMMATORI: AIUTANO DAVVERO?**Sì, ma bisogna capire **per cosa**.Per traumi e sovraccarichi muscoloscheletr...
24/09/2026

🧴 **GEL ANTINFIAMMATORI: AIUTANO DAVVERO?**

Sì, ma bisogna capire **per cosa**.

Per traumi e sovraccarichi muscoloscheletrici acuti — come distorsioni, stiramenti, contusioni o dolore da sovraccarico comparso da poco — i **FANS topici** hanno una buona evidenza nel ridurre il dolore.

Le formulazioni più studiate comprendono soprattutto:

✅ diclofenac gel
✅ ibuprofene gel
✅ ketoprofene gel

Nelle revisioni sistematiche, diversi prodotti hanno aumentato in modo significativo la probabilità di ottenere una riduzione importante del dolore rispetto al placebo.

Il dato interessante?

👉 Alcune formulazioni di diclofenac e ketoprofene mostrano un **NNT molto basso**, cioè bastano poche persone trattate perché una ottenga un beneficio importante in più rispetto al placebo.

Ma attenzione al messaggio:

**meno dolore NON significa necessariamente guarigione più veloce.**

Il gel può aiutare a controllare i sintomi, ma non abbiamo prove solide che faccia riparare più rapidamente un muscolo, un legamento o un tendine.

# # # Quando ha più senso?

Soprattutto nei primi giorni dopo:

• distorsione
• contusione
• stiramento
• piccolo trauma sportivo
• sovraccarico doloroso recente

In questi casi il gel può essere utile come **strumento temporaneo per ridurre il dolore**.

# # # E nelle tendiniti croniche?

Qui il discorso cambia.

Nelle tendinopatie persistenti, come Achille, rotuleo o epicondilo, il beneficio del FANS topico è molto meno convincente.

Per esempio, nella tendinopatia achillea cronica il diclofenac topico non ha mostrato un vantaggio significativo sul placebo sugli outcome clinici a medio termine.

Quindi:

❌ non è una terapia che “rigenera il tendine”
❌ non sostituisce l’esercizio
❌ non sostituisce la gestione del carico

# # # In pratica

Se hai un trauma recente e doloroso:

👉 un FANS topico può essere una buona opzione per qualche giorno, se non ci sono controindicazioni

Se hai una tendinopatia cronica:

👉 il gel può eventualmente ridurre un po’ il dolore, ma **la strategia principale resta il carico progressivo**

📌 Il punto chiave è questo:

**il gel può spegnere parte del dolore. Non significa che abbia risolto il problema.**

Dott. Francesco Grazzina – Fisioterapista Gorizia

📚 Bibliografia essenziale

[1] Massey T, Derry S, Moore RA, McQuay HJ. *Topical NSAIDs for acute pain in adults.* Cochrane Database Syst Rev. 2010. DOI: 10.1002/14651858.CD007402.pub2

[2] Howard M, Lee-Smith W, Reinert J. *Topical Analgesic Therapies for Acute, Sports-Associated Soft Tissue Injuries.* Translational Sports Medicine. 2026. DOI: 10.1155/tsm2/9124204

🦵 **ARTROSI DI GINOCCHIO: PIÙ PESO NON SIGNIFICA MENO DOLORE.**Quando un ginocchio fa male, spesso si pensa che per “rin...
24/09/2026

🦵 **ARTROSI DI GINOCCHIO: PIÙ PESO NON SIGNIFICA MENO DOLORE.**

Quando un ginocchio fa male, spesso si pensa che per “rinforzarlo davvero” sia necessario allenarsi sempre più pesante.

Le evidenze recenti suggeriscono qualcosa di più interessante:

👉 **la dose migliore dipende da ciò che vuoi migliorare.**

Una revisione sistematica con meta-analisi dose-risposta pubblicata nel 2026 ha analizzato **20 studi randomizzati e 791 persone con artrosi di ginocchio**, concentrandosi sull’esercizio isotonico contro resistenza degli arti inferiori. [1]

I risultati suggeriscono che:

✅ per il **dolore**, gli effetti maggiori erano associati a intensità da molto leggere a moderate

✅ per migliorare la **funzione**, sembrava particolarmente interessante l’intensità moderata

✅ per aumentare la **forza**, diventavano utili intensità moderate-vigorose

Quindi:

**non serve necessariamente partire pesante.**

# # # Un esempio pratico

Se l’obiettivo principale è ridurre dolore e recuperare movimento:

👉 2–3 sedute alla settimana
👉 3–4 esercizi per gli arti inferiori
👉 2 serie per esercizio
👉 circa 12–20 ripetizioni
👉 carico leggero-moderato, ben tollerato

Esempi:

• alzarsi e sedersi da una sedia
• squat a profondità tollerata
• leg press
• estensione del ginocchio contro resistenza
• esercizi per polpacci e catena posteriore

Quando il ginocchio tollera meglio il lavoro e l’obiettivo diventa aumentare la forza, si può **progressivamente aumentare il carico e ridurre il numero di ripetizioni**.

# # # E le famose “6.000 ripetizioni”?

La meta-analisi ha trovato una relazione non lineare tra volume totale e risultati, con il massimo effetto stimato sul dolore intorno a **6.000 ripetizioni cumulative**.

Ma attenzione:

❌ non significa fare 6.000 ripetizioni alla settimana
❌ non significa fare 6.000 leg extension
❌ non è una dose “magica”

È una stima statistica ottenuta confrontando protocolli diversi.

Una seconda revisione del 2025, infatti, **non ha trovato una chiara relazione tra dose totale di esercizio e miglioramento di dolore o funzione**. [2]

Il messaggio pratico è quindi molto più semplice:

**con l’artrosi, più esercizio non significa automaticamente più beneficio.**

Conta trovare una dose che il ginocchio tolleri e che possa essere progressivamente aumentata in base all’obiettivo.

📌 **Dolore → partire più leggeri**
📌 **Funzione → intensità moderata**
📌 **Forza → progressivamente più carico**

E soprattutto:

**l’artrosi non significa che il ginocchio debba essere risparmiato dal movimento. Significa che il movimento va dosato.**

📍 In fisioterapia a Gorizia, il punto non è scegliere tra “riposo” e “pesi”: è trovare **il carico giusto per quella persona, in quel momento**.

**Dott. Francesco Grazzina – Fisioterapista**

📚 **Bibliografia**

[1] Núñez-Cortés R, Suso-Martí L, Tur-Boned A, et al. 2026. *Journal of Orthopaedic & Sports Physical Therapy*.
**Tailoring Resistance Exercise for Knee Osteoarthritis: An Intervention Systematic Review With Dose-Response Meta-analysis of the Effects of Intensity and Volume.**
DOI: 10.2519/jospt.2026.13477

[2] de Wit J, Haber T, Hall M, Bennell K, Hinman R, et al. 2025. *Musculoskeletal Care*.
**Association Between Prescribed Dosage of Resistance Exercise and Change in Pain and Physical Function in Knee Osteoarthritis.**
DOI: 10.1002/msc.70110

«SE UN ESERCIZIO FA MALE, SIGNIFICA CHE STA FACENDO DANNO?» NON NECESSARIAMENTE.Un fenomeno interessante delle neuroscie...
23/09/2026

«SE UN ESERCIZIO FA MALE, SIGNIFICA CHE STA FACENDO DANNO?» NON NECESSARIAMENTE.

Un fenomeno interessante delle neuroscienze del dolore è quasi controintuitivo: il movimento può modificare la sensibilità al dolore.

Una grande umbrella review pubblicata nel 2026 ha riunito 157 revisioni sistematiche, 2.736 studi randomizzati e 221.279 partecipanti. Nel complesso, l'esercizio riduceva il dolore rispetto ai controlli, con un effetto medio SMD −0,59 e una certezza complessiva dell'evidenza moderata. I benefici erano presenti in diverse condizioni e con attività aerobica, forza, yoga, Pilates e tai chi. [1]

Ma c'è un secondo fenomeno ancora più curioso: dopo una singola seduta di esercizio alcune persone diventano temporaneamente meno sensibili a uno stimolo doloroso. È chiamato exercise-induced hypoalgesia.

In soggetti sani, una meta-analisi del 2024 ha trovato questo effetto anche lontano dai muscoli che stavano lavorando. L'effetto risultava maggiore dopo esercizio aerobico ad alta intensità, ma la maggior parte degli esperimenti utilizzava la bicicletta e non possiamo trasferire automaticamente quei risultati a qualsiasi esercizio. [2]

Ma attenzione al passaggio più importante

Dolore e danno tissutale non sono sinonimi perfetti.

Questo NON significa però:

❌ «Il dolore durante l'esercizio va ignorato.»
❌ «Se fa male devi continuare.»
❌ «L'esercizio spegne sempre il dolore.»

Nelle persone con dolore muscoloscheletrico cronico, infatti, la risposta immediata all'esercizio è molto più variabile e le evidenze sull'ipoalgesia acuta sono meno chiare. [3]

Il messaggio utile è quindi diverso:

👉 la quantità di dolore che percepiamo non è semplicemente un “misuratore” diretto della quantità di danno presente.

Il sistema nervoso può modulare l'esperienza dolorosa anche in tempi molto brevi.

📍 Fisioterapia a Gorizia: durante una riabilitazione non basta chiedersi «fa male oppure no?». Conta anche quanto fa male, come cambia durante e dopo l'esercizio, quanto dura la risposta e cosa riesce a fare la persona.

Limite importante: l'ipoalgesia indotta dall'esercizio viene spesso misurata in laboratorio attraverso soglie a stimoli pressori. Non equivale automaticamente a una riduzione del dolore clinico e non dimostra che un determinato esercizio sia appropriato per ogni persona.

Bibliografia essenziale

[1] Singh B, Miatke A, Dumuid D, et al. 2026, Pain Reports. The effect of exercise on clinical pain: a systematic umbrella review and meta-meta-analysis. DOI 10.1097/pr9.0000000000001455.

[2] Tomschi F, Schmidt A, Soffner M, Hilberg T. 2024, Journal of Sports Sciences, 22 citazioni. Hypoalgesia after aerobic exercise in healthy subjects: A systematic review and meta-analysis. DOI 10.1080/02640414.2024.2352682.

[3] Wewege M, Jones MD. 2020, The Journal of Pain, 119 citazioni. Exercise-induced hypoalgesia in healthy individuals and people with chronic musculoskeletal pain: a systematic review and meta-analysis. DOI 10.1016/j.jpain.2020.04.003

🧠 **LA TUA RISONANZA PUÒ SEMBRARE PEGGIORE DELLA TUA SCHIENA.**Sembra una provocazione.Ma guarda questi numeri.In una gr...
22/09/2026

🧠 **LA TUA RISONANZA PUÒ SEMBRARE PEGGIORE DELLA TUA SCHIENA.**

Sembra una provocazione.

Ma guarda questi numeri.

In una grande revisione di persone **senza mal di schiena**, alla risonanza erano comunque presenti:

👉 degenerazione del disco nel **37% dei ventenni**

👉 bulging discale nel **30% dei ventenni**

Con l'età questi reperti diventavano ancora più frequenti.

A 80 anni la degenerazione discale era presente fino al **96%** delle persone senza dolore e il bulging nell'**84%**. [6]

Fermati un secondo.

Questo significa che la risonanza non serve?

❌ No.

Significa una cosa molto più importante:

**un'immagine non è automaticamente una spiegazione del dolore.**

Una protrusione, un disco degenerato o altri cambiamenti strutturali devono essere interpretati insieme a:

come stai,
come ti muovi,
quali sintomi hai,
come sono iniziati,
e cosa emerge dalla valutazione clinica.

E c'è un altro aspetto interessante.

Nella lombalgia cronica, paura del movimento, catastrofizzazione e bassa autoefficacia sono risultate associate agli esiti di disabilità nel tempo. [7]

Per questo leggere:

**“DISCO DEGENERATO”**

non dovrebbe automaticamente trasformarsi mentalmente in:

**“LA MIA SCHIENA È ROVINATA.”**

Inoltre, nelle persone con lombalgia cronica primaria, una revisione utilizzata per informare le linee guida WHO conclude che programmi strutturati di esercizio **probabilmente riducono dolore e limitazioni funzionali**. [8]

Quindi forse la domanda più utile non è soltanto:

**“Cosa c'è nella mia risonanza?”**

ma anche:

# # # **“Cosa riesce ancora a fare la mia schiena?”**

E da lì si può iniziare a lavorare.

📍 Fisioterapia a Gorizia

Se conosci qualcuno che dopo aver letto una risonanza ha iniziato a considerare la propria schiena “fragile”, questo potrebbe essere un post utile da mandargli.

[1] Scholz C, Baek E, Falk EB. 2023, Social Cognitive and Affective Neuroscience, 17 citazioni. Invoking self-related and social thoughts impacts online information sharing. DOI: 10.1093/scan/nsad013. [2] Cosme D et al. 2021, Journal of Experimental Psychology: General, 22 citazioni. Message self and social relevance increases intentions to share content. DOI: 10.31234/osf.io/9cxfj. [3] Scholz C et al. 2017, PNAS, 142 citazioni. A neural model of valuation and information virality. DOI: 10.1073/pnas.1615259114. [4] Chen J, Yan Y, Leach J. 2022, Review of Communication Research, 22 citazioni. Are Emotion-Expressing Messages More Shared on Social Media?. DOI: 10.12840/issn.2255-4165.034. [5] Singh A, Manjaly JA. 2021, Journal of Cognitive Psychology, 25 citazioni. The effect of information gap and uncertainty on curiosity. DOI: 10.1080/20445911.2021.1908311.

Fonti cliniche: [6] Brinjikji W et al., AJNR, 1.031 citazioni. Systematic Literature Review of Imaging Features of Spinal Degeneration in Asymptomatic Populations. DOI: 10.3174/ajnr.a4173. [7] Alhowimel A et al. 2021, Journal of Multidisciplinary Healthcare, 46 citazioni. DOI: 10.2147/JMDH.S343494. [8] Verville L et al. 2023, Journal of Occupational Rehabilitation, 19 citazioni. DOI: 10.1007/s10926-023-10124-4.

🧠 **DOVE PORTI L’ATTENZIONE MENTRE FAI UN ESERCIZIO?**Quando impariamo un movimento, possiamo ricevere istruzioni molto ...
22/09/2026

🧠 **DOVE PORTI L’ATTENZIONE MENTRE FAI UN ESERCIZIO?**

Quando impariamo un movimento, possiamo ricevere istruzioni molto diverse.

Per esempio, durante uno squat:

👉 **“Piega bene le ginocchia.”**
Qui stai pensando a una parte del corpo: si chiama **focus interno**.

Oppure:

👉 **“Spingi il pavimento lontano da te.”**
Qui pensi all’effetto del movimento: si chiama **focus esterno**.

Altri esempi:

🏃 Nella corsa
**Interno:** “muovi più velocemente le gambe”
**Esterno:** “spingi il terreno dietro di te”

🦵 In un esercizio di equilibrio
**Interno:** “controlla la caviglia”
**Esterno:** “mantieni fermo il punto davanti a te”

🏋️ In uno squat
**Interno:** “contrai i glutei”
**Esterno:** “spingi il pavimento verso il basso”

Per anni si è pensato che il **focus esterno fosse quasi sempre migliore** per imparare un movimento.

Una grande revisione del 2021 sembrava confermarlo.

Ma nel 2024 una nuova analisi ha controllato meglio anche il possibile **bias di pubblicazione** e ha trovato che il vantaggio medio del focus esterno è probabilmente **molto più piccolo di quanto si pensasse**.

🎯 Quindi qual è il messaggio pratico?

Non esiste necessariamente una frase perfetta per tutti.

Una persona potrebbe capire meglio:

**“raddrizza il ginocchio”**

mentre un’altra potrebbe reagire meglio a:

**“spingi il piede contro il pavimento”.**

Il compito del fisioterapista o dell’allenatore può essere quindi quello di **provare istruzioni diverse e vedere quale rende il movimento più semplice ed efficace per quella persona**.

E c’è un altro punto importante:

👉 **fare bene un esercizio mentre qualcuno ti guida non significa automaticamente averlo imparato.**

La vera prova è vedere se riesci a farlo bene **anche dopo, senza tutte quelle istruzioni**.

📍 **Fisioterapia a Gorizia:** non conta soltanto scegliere l’esercizio giusto. Anche **le parole utilizzate per insegnarlo possono cambiare il modo in cui viene eseguito e appreso.**

⚠️ Le evidenze non dicono che focus interno e focus esterno siano sempre equivalenti. Dicono semplicemente che la superiorità del focus esterno **non è così universale come si pensava**.

**Bibliografia essenziale**

Chua LK et al. *Superiority of external attentional focus for motor performance and learning: Systematic reviews and meta-analyses.* **Psychological Bulletin, 2021.** DOI: 10.1037/bul0000335.

McKay B et al. *Reporting bias, not external focus: A robust Bayesian meta-analysis and systematic review of the external focus of attention literature.* **Psychological Bulletin, 2024.** DOI: 10.1037/bul0000451.

🏋️ **HAI SMESSO DI ALLENARTI? IL TUO CORPO NON TORNA A ZERO.**Vacanze, lavoro, influenza, un infortunio o semplicemente ...
21/09/2026

🏋️ **HAI SMESSO DI ALLENARTI? IL TUO CORPO NON TORNA A ZERO.**

Vacanze, lavoro, influenza, un infortunio o semplicemente un periodo complicato.

Dopo qualche settimana senza allenarsi molte persone pensano:

**“Ho perso tutto.”**

Ma le evidenze più recenti raccontano una storia più interessante.

Una meta-analisi del 2026 ha analizzato **86 studi randomizzati, per un totale di 5.670 partecipanti**, valutando cosa succede dopo l’interruzione dell’esercizio. [1]

Il risultato principale?

👉 **Gli adattamenti ottenuti con l’allenamento non scompaiono tutti immediatamente.**

Dopo lo stop, alcuni parametri tendevano a peggiorare, ma diversi rimanevano ancora migliori rispetto a prima dell’inizio dell’allenamento.

In particolare, rispetto ai valori iniziali:

✅ peso corporeo, circonferenza vita e capacità aerobica massima mostravano ancora benefici residui anche in alcuni follow-up più lunghi

✅ BMI, massa grassa e alcuni indicatori cardiorespiratori mantenevano benefici soprattutto nei primi mesi

✅ pressione arteriosa, glicemia, insulina e trigliceridi potevano mantenere parte del miglioramento soprattutto nel breve periodo

Ma non tutto si conserva allo stesso modo.

⚠️ **Massa muscolare e massa magra sembrano essere tra gli adattamenti meno persistenti.**

Ed è proprio questo il punto importante:

**smettere di allenarsi non significa tornare immediatamente al punto di partenza, ma più lunga è la pausa, maggiore è la probabilità di perdere parte degli adattamenti.**

Gli autori hanno distinto il detraining in:

⏱ **breve:** fino a 2 mesi
⏱ **medio:** 2–6 mesi
⏱ **lungo:** oltre 6 mesi

La quantità di beneficio residuo variava molto in base al parametro considerato e alla durata dello stop. [1]

# # # Quindi cosa fare se hai saltato qualche settimana?

La cosa probabilmente meno utile è pensare:

❌ “Devo recuperare tutto subito.”

Meglio:

👉 riprendere gradualmente
👉 aumentare progressivamente volume e intensità
👉 evitare di tornare immediatamente ai carichi massimi precedenti
👉 considerare quanto tempo sei rimasto fermo e perché

Una pausa di alcune settimane **non cancella mesi o anni di allenamento**.

Ma nemmeno significa che gli adattamenti siano permanenti.

📌 **Il corpo conserva una parte di ciò che hai costruito, ma ciò che non viene più stimolato tende progressivamente a ridursi.**

Il messaggio più utile?

**Non devi ricominciare da zero. Devi semplicemente ricominciare.**

📍 Anche in fisioterapia, dopo una pausa dall’esercizio, la domanda non dovrebbe essere soltanto *“quanto hai perso?”*, ma soprattutto *“da quale livello possiamo ripartire in sicurezza?”*

**Dott. Francesco Grazzina – Fisioterapista**

📚 **Bibliografia**

[1] Zhang H, Zhu Y-Q, Zhao Z-P, Tan D-S. 2026. *Frontiers in Physiology*, 17. **The effects of detraining on body composition and cardiometabolic health: a systematic review and meta-analysis of randomized controlled trials.** 86 studi, 5.670 partecipanti. DOI: 10.3389/fphys.2026.1891899.

Non c'è tempo da perdere: il conteggio dei passi giornalieri dovrebbe essere integrato nelle linee guida sull'attività f...
17/09/2026

Non c'è tempo da perdere: il conteggio dei passi giornalieri dovrebbe essere integrato nelle linee guida sull'attività fisica.

No time to wait: daily step counts should be incorporated into physical activity guidelines
Maciej Banach

🚶 **10.000 PASSI? FORSE CONTA ANCHE COME CAMMINI.**Per anni il messaggio è stato semplice: *fai più passi possibile*.Le ...
17/09/2026

🚶 **10.000 PASSI? FORSE CONTA ANCHE COME CAMMINI.**

Per anni il messaggio è stato semplice: *fai più passi possibile*.
Le evidenze più recenti suggeriscono però che **non conta solo quanti passi fai, ma anche l’intensità con cui li fai**.

Una grande meta-analisi pubblicata su *The Lancet Public Health* nel 2025 ha mostrato che, rispetto a circa 2.000 passi al giorno, arrivare a **7.000 passi/die** era associato a:

✅ 47% minor rischio di mortalità per tutte le cause
✅ 25% minor rischio di eventi cardiovascolari
✅ 38% minor rischio di demenza
✅ 28% minor rischio di cadute

La relazione tendeva però a diventare meno marcata intorno a **5.000–7.000 passi al giorno** per diversi outcome. [1]

# # # Ma quanto velocemente bisogna camminare?

Qui arriva la parte interessante.

Negli studi che utilizzano la **cadenza**, circa:

👉 **100 passi/minuto** viene frequentemente utilizzato come riferimento pratico per una camminata di intensità moderata.
👉 **130 passi/minuto** è stato utilizzato come riferimento per intensità vigorosa. [2]

Non significa però che 100 passi/minuto sia una soglia biologica universale: età, statura, fitness e modalità di misurazione modificano il rapporto tra cadenza e intensità.

# # # COSA FARE IN PRATICA?

Se sei sedentario, prima aumenta semplicemente il movimento quotidiano.

Poi puoi provare a inserire nella passeggiata alcuni tratti a passo sostenuto:

🚶‍♂️ **5–10 minuti consecutivi circa a 100 passi/minuto**

oppure

🚶‍♂️ **2–3 blocchi da 5–10 minuti** distribuiti durante la giornata.

Un sistema semplicissimo per controllarti?

⏱ Conta i passi di **una gamba per 30 secondi** e moltiplica per 4.

Circa **50 appoggi in 30 secondi = 100 passi/minuto totali**.

Un altro metodo ancora più semplice è il **talk test**: durante una camminata moderata dovresti riuscire a parlare, ma con un respiro chiaramente più impegnato rispetto alla passeggiata tranquilla.

Studi su decine di migliaia di persone mostrano inoltre che una maggiore cadenza di cammino è associata a un rischio di mortalità inferiore, anche considerando il volume complessivo dell'attività. [2,3]

⚠️ Ma attenzione al messaggio.

Le evidenze NON dimostrano che:

❌ 5.000 passi veloci equivalgano a 10.000 passi lenti
❌ esista una velocità precisa che “allunga la vita”
❌ aumentare la cadenza provochi direttamente la riduzione della mortalità

Gran parte dei dati deriva infatti da **studi osservazionali**.

Il messaggio più corretto oggi sembra quindi essere:

**prima muoviti di più; quando puoi, prova anche a muoverti un po' più intensamente.**

E soprattutto: **10.000 non è un numero magico.**

📍 Anche una normale passeggiata per Gorizia può diventare attività fisica strutturata semplicemente modificando per alcuni minuti il ritmo.

Francesco Grazzina – Fisioterapista

📚 **Bibliografia**

[1] Ding D, Nguyen B, Nau T, et al. 2025. *The Lancet Public Health*. **Daily steps and health outcomes in adults: a systematic review and dose-response meta-analysis.

[2] Wei L, Ahmadi M, Biswas R, Trost S, Stamatakis E. 2024. *Scandinavian Journal of Medicine & Science in Sports*. **Comparing Cadence vs. Machine Learning Based Physical Activity Intensity Classifications: Variations in the Associations of Physical Activity With Mortality.

[3] Wei L, Ahmadi M, Blodgett JM, et al. 2025. *Medicine & Science in Sports & Exercise*. **Does the Choice of Stepping Intensity Metric Influence Dose-Response Associations with Mortality?** 65.253 adulti, follow-up mediano 8 anni.

Indirizzo

Via Morelli 19/C
Gorizia
34170

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