28/09/2026
🔴 **70 STUDI HANNO CERCATO L’ESERCIZIO “PERFETTO” PER IL MAL DI SCHIENA.
NON L’HANNO TROVATO.**
Core stability?
Pilates?
Yoga?
Esercizi di forza?
Mobilità?
Tre volte a settimana? Tutti i giorni?
Quando si parla di **mal di schiena cronico**, spesso cerchiamo la combinazione perfetta.
Una nuova revisione sistematica con meta-analisi pubblicata sul *Journal of Orthopaedic & Sports Physical Therapy* ha analizzato **70 studi randomizzati, per un totale di 3.991 persone**, cercando di capire se i risultati cambiassero modificando quattro caratteristiche dell'esercizio:
👉 **frequenza**
👉 **intensità**
👉 **tipo di esercizio**
👉 **durata**
E il risultato è interessante.
Allenarsi **almeno 3 volte alla settimana** era associato a un piccolo miglioramento della disabilità nel lungo periodo rispetto a frequenze inferiori.
Anche esercizio sensomotorio, yoga e programmi assistiti mostravano alcuni vantaggi rispetto ad altre modalità.
**Ma qui arriva la parte più importante.**
Quando gli autori hanno riportato i risultati su una scala 0–100, utilizzando **15 punti come soglia prestabilita di differenza clinicamente importante**, le differenze tra le diverse prescrizioni di esercizio **non raggiungevano quella soglia**.
In altre parole:
🧠 **statisticamente diverso non significa necessariamente abbastanza diverso da essere importante per il paziente.**
# # # ⚠️ E attenzione ai limiti dello studio
Questo lavoro **NON dimostra che l'esercizio sia inutile**.
Anzi, è probabilmente il punto più facile da fraintendere.
La revisione includeva studi che confrontavano **programmi di esercizio differenti tra loro** per almeno una componente di frequenza, intensità, tipo o durata.
Quindi la domanda era sostanzialmente:
**“Quale modo di fare esercizio funziona meglio?”**
non:
**“Fare esercizio è meglio che non farlo?”**
Inoltre:
🔹 riguardava adulti con **lombalgia cronica aspecifica da più di 3 mesi**: non possiamo automaticamente estendere i risultati alla lombalgia acuta o a condizioni specifiche;
🔹 l'outcome analizzato era soprattutto la **disabilità**, cioè quanto il problema interferiva con attività e funzione, non semplicemente quanto dolore sentiva la persona;
🔹 alcuni risultati avevano una certezza dell'evidenza **moderata**, altri **bassa o molto bassa**. Per esempio, i risultati favorevoli all'esercizio sensomotorio avevano una certezza molto bassa;
🔹 trovare una piccola differenza media fra due programmi non significa che quella differenza sia necessariamente importante per il singolo paziente;
🔹 soprattutto, lo studio **non permette di identificare una “ricetta perfetta” valida per tutti**.
📌 **Quindi cosa ci portiamo a casa?**
Non che “un esercizio vale l'altro”.
E nemmeno che “basta muoversi in qualsiasi modo”.
Il dato più corretto è che, sulla base delle evidenze disponibili, **non emerge una singola combinazione di frequenza, intensità, tipo e durata chiaramente superiore e clinicamente importante per tutti i pazienti con lombalgia cronica aspecifica.**
Gli stessi autori concludono che, proprio per la limitata certezza delle evidenze e l'assenza di differenze clinicamente importanti, nella prescrizione dovrebbero avere un ruolo centrale **preferenze del paziente, fattibilità e aderenza nel lungo periodo**.
💡 Forse, quindi, la domanda da fare non è:
**“Qual è l'esercizio migliore per la schiena?”**
ma:
**“Qual è il programma appropriato che questa persona riuscirà davvero a portare avanti e a far progredire nel tempo?”**
📚 **Bibliografia**
Blanco-Heras L, Rebollo-Salas M, Cardellat-González M, et al. *The Efficacy of Exercise Therapy for Nonspecific Chronic Low Back Pain According to the F**T Principle: A Systematic Review With Meta-analyses.* J Orthop Sports Phys Ther. 2026;56(9):571–584. DOI: 10.2519/jospt.2026.14098.
Le linee guida JOSPT sulla lombalgia cronica, inoltre, raccomandano l'esercizio e riportano che non esistono evidenze chiare della superiorità generale di una singola tipologia di esercizio sulle altre.
Dott. Grazzina Francesco – Fisioterapia a Gorizia