13/09/2026
Scuola, si torna tra i banchi: l’auspicio è che torni ad essere soprattutto luogo di formazione
L’autonomia scolastica consente a ciascun istituto di definire il proprio calendario, stabilendo anche la data di inizio delle lezioni, nel rispetto delle indicazioni regionali. E così, anche per l’anno scolastico 2026/27, tutte le scuole di Gravina in Puglia hanno scelto di anticipare il ritorno in classe: domani, lunedì 14 settembre, gli alunni torneranno tra i banchi, tre giorni prima rispetto alla data fissata dalla Regione Puglia.
Una ripartenza che segna, come ogni anno, la fine delle vacanze e l’avvio di un nuovo percorso fatto di lezioni, interrogazioni, compiti, incontri e relazioni. Ma la scuola, prima ancora di essere un calendario di scadenze e adempimenti, dovrebbe tornare ad essere pienamente ciò che è chiamata ad essere: un luogo di formazione, di crescita culturale e umana, di confronto e di costruzione del futuro.
Una considerazione tutt’altro che scontata in un momento in cui il dibattito sull’istruzione sembra spesso concentrarsi soprattutto sugli aspetti organizzativi, sulle carenze di organico, sugli orari, sui trasporti e sulle tante emergenze che accompagnano, puntualmente, l’avvio di ogni anno scolastico. Questioni importanti, certamente, ma che non dovrebbero finire per mettere in secondo piano la missione principale della scuola: formare cittadini consapevoli, offrire strumenti per comprendere la realtà e accompagnare ragazze e ragazzi nella scoperta delle proprie capacità e responsabilità.
Da quest’anno, inoltre, anche per le scuole superiori di Gravina le lezioni si svolgeranno dal lunedì al venerdì. Una scelta che, almeno al momento, non sembra trovare tutti concordi e che apre un ulteriore confronto sull’organizzazione della settimana scolastica, sui tempi della didattica e sulle esigenze delle famiglie.
A rendere più incerta la vigilia del nuovo anno scolastico ci hanno pensato anche le temperature particolarmente elevate registrate fino a pochi giorni fa. Il caldo aveva fatto emergere alcune criticità e aveva alimentato l’ipotesi di un possibile slittamento dell’inizio delle lezioni. L’abbassamento delle temperature e il ritorno a condizioni più vicine alla normalità sembrano però aver riportato la situazione sui binari consueti.
E allora si riparte. Con l’augurio rivolto innanzitutto agli studenti, ma anche a insegnanti, dirigenti, personale scolastico e famiglie, perché quello che comincia domani possa essere davvero un nuovo anno di crescita e di opportunità.
L’auspicio, però, è che non si debbano ripetere le consuete difficoltà legate a una programmazione che troppo spesso arriva a ridosso dell’inizio delle lezioni. Il riferimento è, in particolare, alle cattedre non ancora assegnate e alle inevitabili conseguenze che ritardi e incertezze possono avere sulla continuità didattica. La scuola ha bisogno di programmazione, stabilità e tempi certi, perché non si può chiedere alla comunità scolastica di svolgere pienamente la propria funzione formativa se le condizioni organizzative di base vengono definite quando l’anno è già iniziato.
La speranza è dunque che, accanto alla legittima attenzione per orari, calendari e servizi, si torni a parlare soprattutto di ciò che accade dentro quelle aule. Di conoscenza, di cultura, di educazione, di pensiero critico. Di una scuola capace di non limitarsi a trasmettere nozioni, ma di insegnare a leggere il mondo, a porsi domande, a confrontarsi con gli altri e ad affrontare con consapevolezza il futuro.
Perché il primo giorno di scuola non dovrebbe essere soltanto una data sul calendario. È il momento in cui una comunità si rimette in cammino e affida alle nuove generazioni una parte del proprio futuro. Ed è proprio per questo che la scuola deve tornare ad essere, prima di tutto, un luogo di formazione e di crescita, non soltanto un luogo di istruzione e di adempimenti.
Sul fronte dei servizi, intanto, il Comune di Gravina ha disposto l’attivazione, già a partire dal primo giorno di scuola, del servizio di trasporto scolastico. Il servizio è rivolto agli alunni che frequentano le scuole dell’obbligo statali — scuole primarie, secondarie di primo grado e secondarie di secondo grado, limitatamente al primo e secondo anno — residenti nelle zone extraurbane del territorio comunale o in aree distanti più di 500 metri dal centro abitato.
Il trasporto è inoltre previsto per gli alunni con disabilità frequentanti qualsiasi ordine di scuola del Comune, purché domiciliati a una distanza superiore a 200 metri dalla sede scolastica.
Anche da questi servizi passa la possibilità concreta di garantire a tutti il diritto allo studio. Ma la vera sfida, quella che riguarda l’intera comunità, resta più ampia: fare in modo che ogni ragazza e ogni ragazzo possa trovare nella scuola non soltanto un banco e un’aula, ma un ambiente capace di educare, formare, includere e preparare alla vita.
Buon anno scolastico, dunque. Con l’augurio che sia davvero un anno di scuola.