03/01/2021
Leggendo le parole del collega Federico, che ringrazio, ho deciso di scrivere un post lungo, scritto di getto come lui, dalla mia esperienza di ieri, ma come praticamente mi capita ogni giorno.
Se leggete non fermatevi all'apparenza, ma immaginate di ascoltarmi mentre racconto:
02/01/2021
Mi appresto ad entrare in un supermercato medio (400mq c/a forse meno) della nostra città, quando casualmente, l'occhio mi cade su uno sgangherato foglio A4 appeso alla porta scorrevole:
"Ingresso consentito ad un massimo di 40 persone".
Sono stanco di innervosirmi ma purtroppo il primo pensiero sorge spontaneo:
Il supermercato non ha finestre, o meglio, non le ha apribili, dunque solo aerazione forzata. Faccio mentalmente un rapido conto, saranno circa 1 persona ogni 10 mq, tralasciando l'impatto di tutto il personale, c'è solo un sanificante all'ingresso( anzi scusate c’è ma è vuoto come settima scorsa e quella prima)non esiste tracciamento presenze ed eventuale rilevamento temperatura; non hanno nemmeno più uno steward fuori, che contingenta le entrate.
Ovviamente obbligo di mascherina, anche perché non è possibile garantire distanziamento e gli assembramenti sono inevitabili non essendoci, naturalmente, un tempo limite alla sosta.
Per quel che mi riguarda nessun problema, lo considero addirittura uno scampolo di pseudo normalità che rende la routine della spesa meno pesante e, tutto sommato, l'organizzazione dei supermercati non è al centro della mia quotidianità.
Ma dico:
"Stiamo lavorando per aprire i centri sportivi entro fine gennaio. Ci saranno forti limitazioni, ma lo sport deve ripartire".
Il veemente portavoce del governo in tema di attività fisica, il prode Vincenzo Spadafora , esce con questa infelice frase, carica di illusioni ma fortemente fuori contesto con i soliti errori concettuali che evidenziano come ci sia una profonda incompetenza in materia, null'altro.
Evidenzio come la mia struttura abbia circa 350 mq c/a a disposizione per l'attività motoria, soffitti di 5 metri, finestre enormi, sanificanti che nemmeno da Tigotà, tracciamenti all'ingresso ove avevo ordinato una telecamera che attraverso temperatura, riconoscimento facciale e prenotazione tramite il nostro gestionale, consentiva apertura della porta di ingresso e del successivo tornello.
Vado con ordine:
_ Le forti limitazioni, da indiscrezioni dello stesso ministro e da suoi agguerriti colleghi, sembrerebbe siano riguardanti un ingresso super-contigentato da una persona alla volta (una x ora, quindi) … sì, avete capito bene, circa 10/15 persone al giorno, 70/100 alla settimana; in pratica ci vorrebbe quasi un mese a far eseguire un allenamento a tutti gli iscritti. Non entro nel merito del disastro economico perché è lampante; le regole consentirebbero di aprire, ma saremmo noi titolari a dover obbligatoriamente tenere chiuso per non andare ancora più in perdita di come già siamo. Ovviamente ristori vergognosi per i pigri e indolenti gestori. Ma sui ristori torneremo dopo.
_ Lo sport deve ripartire. Lo dicono tutti compreso il ministro Spadafora.
Ma le palestre, le attività commerciali del fitness NON fanno sport per definizione, operano nel campo della Salute e dell'attività ludico/motoria.
Lo sport, caro ministro, non si è praticamente mai fermato, sfruttando escamotage creati ad arte da voi. Quindi basta idiozie, non si vuole, non si può aprire? Ok, mi sta bene, ci sono altri settori come il nostro che stanno crollando, ma ditelo chiaramente, qualcuno dovrebbe metterci la faccia e lavorare per fare si che almeno si riesca a pagare l'affitto.
Ricordo le arringhe strappalacrime del primo ministro, avvocato Giuseppe Conte , quando declamava in merito all'impetuoso vortice danaroso che avrebbe investito i lavoratori del fitness. Ricordo come descriveva con enfasi, tutto tronfio, l'erogazione dei primi (miseri, molto miseri, piccola dimenticanza, ma non possiamo pretendere) contributi agitando le mani al cielo, al grido di "non lasceremo indietro nessuno". Beh, noi siamo indietro: con parecchi pagamenti, con abbonamenti pagati e non sfruttati dai nostri tesserati (e quando riapriremo sfrutteranno), con l'abitudine delle persone a ve**re in palestra, che non è scontato che riprenderà … Non capisco quindi a cosa ti riferissi, caro avvocato del popolo, quando affermavi grintoso; non sicuramente ai centri fitness e sportivi.
Se le condizioni saranno effettivamente queste credo che per molte strutture ci saranno poche future speranze.
"Il fitness è morto, viva il fitness", sento gracchiare alcuni "colleghi" che stanno contribuendo allo sfacelo del mondo dei centri fitness; il fatto, ahimè, di non creare un bisogno, surrogando con la corsetta di gruppo, la lezioncina al parco oggi che il tempo è sereno, il video su facebook (tutto abbastanza legittimo, qualcosa un po' al limite con interpretazioni fantasiose dei vari incomprensibili dpcm) o i più subdoli, con lezioni private in casa o a gruppetti in magazzini nascosti(poi vengono a chiederci lavoro)sposterà la tendenza futura ad allontanarsi, per parte dell'utenza, dal frequentare una palestra. Vedo "Home Gyms" esibite con giusta goduria e una generale sorta di accettazione del fatto che in palestra non ci si possa più andare, ricorrendo quindi alla comodità di avere tutto in casa.
Boh, credo che l'essere umano non sia questo bensì un animale decisamente sociale, con bisogno di contatto sia fisico sia psicologico, ma che gli eventi, epigeneticamente, stiano lavorando in un'altra direzione. Spero di sbagliarmi.
Un essere umano non sociale … non è umano.
Chissà.
Luca