07/01/2026
Credo che quando si vive in un luogo non si apprezzino pienamente le sue qualità, così come i difetti, altrimenti come putissimo vivere in mezzo a 'mundizza? Imparai a volare u parapendio sull'isola di Vulcano, nelle Isole Eolie, quasi da autodidatta 22 anni fa e per me un pendio o un vulcano non hanno mai fatto differenza, questo sport si putissi chiamare Paravulcano sarìa u stissu. Eppùri i miei cari amici francisi avìuno u dessiderio di fare un viaggio in Sicilia e volare dai tre vulcani attivi. Non ne capivo a 'mportanza, loro che volano in posti per me mitici. Per avere il piacere di riceverli mi son proposto come guida dilettante, non sapìa la responsabilità e li gran camurrìe che mi pigliavo. I miei amici volano con vele semplici e leggere e si divertono qiù di mia che ho la vela sciak nos. Arrivano in otto all'aeroporto di Catania il 3 di maggio, una tempesta di maistrali spazzava la Sicilia; niente paura, l'amico Marco Busetta, il nostro eroe di EtnaFly, trova sempri undi s'avvola dumani. Nelle BlipMaps, binidittu cu ì 'nventò, c'era un purtusu di azzurro sottovento dell'Etna, a Zafferana. Perfetto mi dico: primo jorno primo vulcano. E invece no, abbiamo volato tutti, certo e pure un bel volo ma a iddi no, non ci piacìa. I boschi secolari della riserva naturale, il decollo immerso nel verde in un mondo arido, che per me erano magnifici, per loro erano cosi dì tutti i jorna. Boh, cu li capisce a chisti? La sera ci trasferiamo sull'isola di Vulcano, mancu arrivati e col vento forte decidono di salire sul cratere ma io povera guida innocente non avìa a minima voglia. Salendo salendo, ascoltando i loro discorsi cominciài a vidiri le cose coi loro occhi. I colori della terra: rosso, ocra, nìuru e caminavumu un po' supra a rina, un po' supra i petri, un po' supra u tufo rosso e i fumaroli ardenti. La maestosità, l'ampiezza du crateri, i fumaroli sutta dì pedi, la potenza du caluri, i cristalli gialli e janchi du sulfaru, u ventu bistiali. E' per questo che c'è genti che quandu un vulcano scoppia, subito pighiano l'aereo pi andari a vidiri com'è u fattu. Ma viautri siti pacci, mais vous etes fous, scindemu, forza, andamo a manciari. Ogni tanto la guida si deve imporre. L'indomani contro ogni previsione gira il vento a scirocchino. Presto.... partemu per Stromboli! Ché lì se si vola è solo con est e sud est. A Stromboli volevamo andarci col gommone ma le previsioni non erano cosa e pù sì e pù no abbiamo scelto l'aliscafu. Ci riceve un artista, Federica, al “Gabbiano” , un aparthotel nel verde, lontano da ogni rumore, i suoi quadri impreziosiscono delle casette già deliziose che guardano l'immenso mare, davanti, l'isuledda di Strombolicchio ci leva la vertigine del blu. Un po' caro pì noi ma la possibilità di cucinare ci rende il soggiorno accessibile e puru la colazione biologica 'ndi portanu. Mi raccomando, ci faccio jo à l'amici: qui fino ad ora si pensava che il parapendio fussi vietato e invece cercando tra le leggi ho scoperto che si può volare da 400 metri e mai salire fino in cima senza la guida e assolutissimamente non sorvolare il cratere. Mi raccomando: qui i carrabineri non babbìunu e domattina ci devo portare la relazione con le leggi che ce lo permettono. Io ci ho la sciatica e cu viàutri non ci vegnu. Che fannu sti pacci? Si arrampicano lu stisso e quando decollano? Alle 7, nel momento che arriva l'aliscafo qìu importante. C'eranu tutti: u marisciallu, le guide e tutta la cittadinanza che facìa: chi bellu guarda.... i parapendii. Atterrano sulla spiaggia proprio davanti al “Gabbiano” e fujunu nelle stanze con tutte le vele ancora aperte. Chè li cazzìavo a fare, erano cuntenti come i picciriddi nisciuti dà scola. Alle dieci, tutto pulitino mi presento dai carabinieri con la mia bella relazione. Ah....lei è quello del parapendio? Si accomodi ….e mi chiudono il cancello dietro. Favorisca i suoi documenti... e se li fotocopiano, numero portatile? E chè non ci ù dava?. Pì due ore il maresciallo mi fa un lisciabusso che non finisce mai: avete commesso non meno di tre reati, vi faccio una multa ad ognuno di 501 euro e pure una denuncia penale. Ed io: scusa ma quel euro a che serve? Perché non cifra tonda? Ahhh, pure lo spiritoso fa? no....ma...però.... sa... Nenti, non sintiva ragiuni. Poi però doppo avermi fatto scantare serio, si addolcisce e mi dice che siamo stati fortunati perché il Sindaco di Lipari che vuol promuovere il turismo sportivo in tutte le Eolie li aveva chiamati per annunciare la mia relazione ma che mai avrebbero dovuto salire senza guida. Il maresciallo è uno sportivo, non quelli da gazzetta dello sport ma uno veru, bravo subacqueo, capiva la nostra passione ma le liggi sunnu liggi e lui le deve far rispettare e poi Stromboli è veramente un luogo a parte: rischio Tsunami, esplosioni di cenere vulcanica, protezione civile all'erta, vietata ogni forma di volo per i “velivoli” (ma i nostri sono “apparecchi”, tiè). Alla fine, alle 14, ci siamo fatti confidenze, stretto la mano e dati del tu. Ho preso impegno per tutti che appena arriviamo a Stromboli con intenzioni di volare dobbiamo passare dai carabinieri ed annunciare la nostra presenza. E' importante! Non cughiunìamu pure noi come i francisi! Nel frattempo che passavo la mia giornata in caserma, quelli da 400 mt se la spassavano facendosi altri due voli intervallati da bagni a mare. Almeno avissiro pigliatu 'na medusa, un riccio, na tracina per punizione divina; niente tutto liscio. La sera pariva che avivano una paresi facciale: tutti col sorriso fino alle orecchie. Scappiamo l'indomani che era previsto forte di scirocco e come niente gli aliscafi non sarissiro partuti. Ma quali forti, scirocchino babbu babbu, allora sapete che facciamo? Chiamiamo a Mimmo Paino chè si è rotto la schedda per sistemare il decollo a Salina ed andiamo a volare lì. Nenti. A Salina si vola col vento leggerissimo ma da nord. Proviamo allora qui a Lipari che il decollo è a sud. Bel volo di tutti e atterraggio nel campo sportivo. E si lamentàru puri che Lipari non fussi un vulcano attivo ma vidi tu....Allora visto che il vento è calmo, andiamo a Salina, pigliamo il gommone dall'amico mèi, ndi manciamu u pani cunzatu da Affredo e poi ce ne torniamo a Vulcano. Dai! Il bello, si fa per dire, delle Eolie è che: o non c'è vento pròpria o Eolo si scatena. Le previsioni non erano sbagliate, era sbagliato l'orario. Col gommone 'ndi pighiàmu una sciroccata di prua che i montanari se la ricordano ma quando abbiamo toccato terra eranu cuntenti (e pure jo). Ah di nuovo a casa! Previsto domani che rinforza alle 11, e noi arriviamo alle 11h30 al nuovo decollo a sud dell'isola esposto a levante, pulito da me, sempre con la sciatica, sempre per l'occasione. Il decollo è bello, è l'atterraggio che non si capisce bene com'è u fattu. Due riescono a decollare, rinforza, Gerald riatterra come una carcarazza per aiutare gli altri a decollare, toccava a me e tutti: no è forte non andare! Scusa Gerald ma l'ultima volta che mi hanno detto così e ci andai lo stisso mi hanno operato tre volte al femore. Quello è un uc***lo e ridecolla comu si nenti fussi e con l'altro amico si fanno tutta l'isola in aria da sud a nord con fermata in alto sul cratere. La 'nvidia mi scippa gli occhi e poi quella volta tutti mi dicìano di non andare, nessuno era riatterrato per aiutarmi! E va beh. Tornati al porto e tranquillizatosi Eolo, mi lascio convincere a salire con loro sul punto più alto del cratere, un ora e trenta di fatica (ma stavolta u tempu è bonu e i fumaroli, i petri, i cristalli,i colori sono ancora più belli) per quattro minuti di puro piacere (ancora un esempio di come il volo, a volte, assumiglia all'amuri) sorvolando da vicino la fossa del cratere. In spiaggia torna l'estate, dai, forza facemu un giru in gommoni! Nenti, muntanari sono, della grotta del cavallo non gli interessa una beneamata e risalgono (1,30 + 4), jo no. Torna il maistrali forti, la vacanza sta finendu, nessuna possibilità di volare sull'Etna ma quando il maistrali é forti spesso si vola bene in sottovento a Letojanni. Hai visto mai. E ci facciamo un gran volo da Monte Venere sopra Taormina sorvolando Castelmola, il chiostro di san Domenico, u Tiatro greco, l'Isola Bella, la spiaggia di Mazzarò e u scoglio du zu Gennaru. Quel giorno un catamarano sulla spiaggia era magnetico e con tuttu il largo che c'era in quattro ci andiamo a strazzare la vela. Tri francisi e la guida dilettante che avendoli visti pure ridìa e si sintiva qìu scaltru. Marco ci dice di levarci mano con l'Etna, il maistrali spazza di nuovo la sicilia, figurati a 3000 metri. Chìddi, però non sono normali, ve l'ho già detto, e ci salgono al tramonto, jo no ma ora mi dispiaci. Sarà cu Signuri aiuta i pacci e gli 'mbriachi, sarà che ormai ci facìunu simpatia puri a Eolo, se non ai carabinieri, ma riescono a volare tranne uno che si perdi muntagni muntagni e devono andarlo a cercare con le jeep's a menzanotti. Tornanu alle due, mi svigliano, dobbiamo andare a mangiare u gilatu per festeggiari. E tornavota i loro racconti del Mongibellu, come la chiamavano gli arabi chè furunu megliu di tanti autri: meravigliosa l'Etna, un altro mondo, eravamo sulla luna, i crateri sotto di noi rossi del tramonto, rosse le nuvole, sabbia e petri, non c'era un filo d'erba, vulcano grandissimo, mostro di pietra viva, forte, caldo, che poteva spazzarci e invece ci accoglieva, vento che fischia, friddu, pure la neve paesaggio in bianco e nero senza il grigio e sorvolare tuttu chistu. Mannaia alla sciatica: beddu avissi statu. Bih, chì su esagerati però! Va beh, dai! Sempre un pendio è. Tre vulcani attivi, uno studatu e na bella jurnata a volari sul mari di Taormina.........ancora che mi ringraziano ed io ringrazio loro per il gran divertimento e pure Andrìa Camilleri che mi dà la dignità di esprimermi con qualche parola della mia lingua quando so esser compresa.