07/09/2026
Vi presentiamo la “pazza” famiglia di Sons of the Ocean! 🌊
Spesso ci chiedete chi c’è dietro a tutto quello che facciamo ogni giorno per proteggere il nostro ecosistema marino. Oggi abbiamo deciso di metterci la faccia e presentarci ufficialmente, ma a modo nostro! 🤙
Scorrendo il carosello conoscerete i membri del direttivo dell’associazione: c’è chi studia/insegna l’importanza del mare, chi non si ferma mai per ripulire le spiagge dalla plastica, chi lavora dietro un monitor per diffondere il nostro messaggio e chi coordina tutte le nostre avventure in mare.
👉 Fate swipe per scoprire i volti (in stile cartoon!) della nostra squadra.
E voi, in quale di questi personaggi vi riconoscete di più? Fatecelo sapere nei commenti! 👇
Vi presentiamo la mente scientifica della nostra squadra: il Professor Alessio Rovere ! 🌊📚
Tra un’equazione sulla fisica delle onde, un manuale di fluidodinamica e la sua inseparabile tavola da surf, Alessio rappresenta il ponte perfetto tra il rigore dell’accademia e la vita da spiaggia. È lui che ci svela i segreti scientifici del nostro amato oceano, spiegandoci le dinamiche del mare senza mai rinunciare al suo inconfondibile stile.
Quando non è alla lavagna a fare divulgazione, lo trovate in acqua a testare le sue teorie direttamente sulle onde. 🏄♂️🤓
Ambiente Ca’Foscari
Avevate mai visto un prof così? Fatecelo sapere nei commenti! 👇
Vi presentiamo il “Capo” della nostra nave: Matteo Capo Nani , Fondatore e Presidente di Sons of the Ocean! 🌊⚓
È dalla sua visione e dalla sua passione che è nata questa fantastica avventura. Mosso da un amore viscerale per il mare e da una determinazione inarrestabile, Matteo è il cuore pulsante dell’associazione. Che si tratti di ideare nuove campagne di sensibilizzazione, promuovere la tutela della nostra preziosa Posidonia o guidare questa “pazza” famiglia verso nuovi traguardi, lui è sempre in prima linea, pronto a motivare tutto il team. 💙
Nel nostro mondo cartoon lo trovate proprio lì, al centro dell’azione: l’energia del vero spirito di squadra fatto a persona, pronto a metterci la faccia (e i muscoli!) per difendere il nostro ecosistema. 🤙
Lasciate un’onda 🌊 nei commenti per salutare il
05/09/2026
Oggi vi presentiamo Giacomo Borghesi ( Giacomo Borghesi ), uno dei fondatori e consigliere della nostra associazione. Un veterano del salvamento in mare, presta servizio presso da molti anni. Le sue competenze e la sua passione per il mare l’hanno portato a volare fortemente fare qualcosa di concreto per il mare e l’ambiente in generale …
05/09/2026
Una bellissima notizia … Leonardo Fioravanti ancora in giallo !!! 😉🤙🏽
04/09/2026
Il fondatore e presidente Matteo Capo Nani dell’associazione. Nato con la mania per il mare e la natura in generale … un vero appassionato degli sport acquatici dal surf al nuoto passando per la subacquea …
Non vi fate vedere buttare una cicca in terra da lui perché altrimenti sono problemi grossi ! 🤣🤣🤣
31/08/2026
Il professor Alessio Rovere del Università Università Ca' Foscari Venezia, dipartimento Ambiente Ca’Foscari . Il professore che è cresciuto tra le onde della Liguria …
30/08/2026
Alessio Fantozzi
Alessio Fantozzi, Addio al Leone del Banzai
Oggi le onde di Santa Marinella sembrano infrangersi sulla costa con una tristezza diversa, orfane di uno dei loro figli più devoti. Alessio Fantozzi, da tutti conosciuto e amato come il “Leone del Banzai”, ci ha lasciati dopo aver lottato contro una br**ta malattia. La sua scomparsa apre un vuoto incolmabile nel cuore della "Perla del Tirreno" e in tutto il panorama surfistico italiano …
Alessio Fantozzi » Sons Of The Ocean
Oggi le onde di Santa Marinella sembrano infrangersi sulla costa con una tristezza diversa, orfane di uno dei loro figli più devoti. Alessio Fantozzi, da tutti conosciuto e amato come il “Leone del Banzai” ...
29/08/2026
Sole Rosi, il “Vecchio Leone” e il cuore labronico del surf
Sole Rosi, il "Vecchio Leone" e il cuore labronico del surf
Quando si parla delle radici del surf in Italia, e in particolare in Toscana, è impossibile non nominare Sole Rosi. Conosciuto amichevolmente nell'ambiente come "il vecchio leone", Rosi è una figura leggendaria che ancora oggi riceve rispetto incondizionato da chiunque si trovi in acqua con lui. In questa nuova puntata della nostra rubrica dedicata ai pesi massimi della tavola, abbandoniamo per un attimo le arene internazionali per celebrare un vero e proprio purosangue locale....
Sole Rosi, Il "Vecchio Leone" E Il Cuore Labronico Del Surf » Sons Of The Ocean
Quando si parla delle radici del surf in Italia, e in particolare in Toscana, è impossibile non nominare Sole Rosi ...
27/08/2026
Lo sfregio a Cala del Leone: quando l'inciviltà affoga la bellezza
Di Matteo Nani, Presidente Sons of the Ocean
A poco più di un mese dalla grande bonifica che ha unito Sons of the Ocean, Blu Next, Marevivo, Legambiente, Aamps, A-mare, Plastic Free e tante altre realtà, uno dei tratti più suggestivi della costa livornese torna a essere una discarica. Un danno ambientale e una ferita sociale.
Ci risiamo. O forse, l'inciviltà non se n'è mai andata. A distanza di poco più di un mese da quando, in una straordinaria dimostrazione di amore per il territorio, avevamo restituito dignità a Cala del Leone lavorando spalla a spalla con Blu Next Livorno, Marevivo Livorno, Legambiente Livorno, Aamps Livorno, A-mare, Plastic Free e moltissime altre realtà cittadine, ci troviamo di nuovo di fronte all'inaccettabile. Avevamo unito le forze, condiviso sudore e speranza per mandare un segnale forte e chiaro in pieno stile oceanico. Eppure, le immagini che abbiamo raccolto in queste ore non lasciano spazio a interpretazioni: la scogliera e la spiaggia sono state trasformate, ancora una volta, in un immondezzaio a cielo aperto.
Un ecosistema sotto assedio
La scena è desolante. Resti di bivacchi, segni evidenti di falò accesi illegalmente a diretto contatto con i ciottoli, un tappeto vergognoso di bottiglie di vetro, plastica, lattine e rifiuti domestici abbandonati a pochi passi dalle onde. Forse chi abbandona con leggerezza un bicchiere o una bottiglia non ha ben chiaro il ciclo della distruzione che sta innescando.
La plastica monouso e i rifiuti quotidiani non scompaiono magicamente con la prossima mareggiata. Cotta dal sole e sbattuta contro gli scogli, la plastica si frammenta in microplastiche invisibili ma letali. Queste particelle finiscono direttamente nel nostro mare, vengono ingerite dai pesci che popolano i nostri fondali e, inevitabilmente, entrano in quella stessa catena alimentare da cui dipendiamo. È un avvelenamento silenzioso e inesorabile dell'intero Mediterraneo. A questo si aggiunge lo sfregio dei falò: la cenere, i residui chimici della combustione di materiali plastici e il calore alterano l'equilibrio della battigia, inquinando un habitat delicatissimo.
Questo non è un semplice problema di "decoro urbano". È un crimine ambientale in piena regola, perpetrato nel cuore di uno dei tratti di costa più belli e fragili del nostro territorio. Rendendo vano lo sforzo di centinaia di volontari.
La ferita sociale
Oltre al disastro ecologico, c'è un aspetto altrettanto allarmante: il totale fallimento del senso civico. Chi abbandona i propri rifiuti dopo una serata in spiaggia non sta solo inquinando, sta rubando un bene comune. Dimostra un egoismo feroce, la presunzione che ci sarà sempre qualcun altro – una rete di associazioni, un operatore ecologico – a sistemare i suoi disastri. È una mentalità predatoria che impoverisce tutta la comunità livornese e che non possiamo più tollerare in silenzio.
Le regole ci sono
Le normative in materia di abbandono dei rifiuti e di tutela delle aree costiere (a partire dal Testo Unico Ambientale) parlano chiaro, prevedendo sanzioni severe. Eppure, queste leggi sembrano evaporare di fronte alla totale sensazione di impunità di chi agisce col favore del buio o dell'indifferenza.
Non possiamo continuare a rincorrere il degrado armati solo di buona volontà. Serve un cambio di passo istituzionale. Noi continueremo a scendere in spiaggia, a sporcarci le mani e a lottare per il nostro mare, perché è la nostra missione. Ma la salvaguardia di Cala del Leone non può dipendere solo dal cuore dei volontari. Deve diventare una battaglia di tutta la città. Livorno non può, e non deve, abituarsi a questo scempio.