Escursionisti Lonato

Escursionisti Lonato Escursioni infrasettimanali e di sabato (una volta al mese) alternando itinerari di varie difficoltà per consentire una più ampia partecipazione.

Il costo annuo dell’iscrizione è di € 40,00 (compreso FIE ) e comprende un’assicurazione infortuni e RC.

17/06/2026

𝐙𝐞𝐜𝐜𝐡𝐞 𝐢𝐧 𝐦𝐨𝐧𝐭𝐚𝐠𝐧𝐚: 𝐫𝐢𝐬𝐜𝐡𝐢, 𝐩𝐫𝐞𝐯𝐞𝐧𝐳𝐢𝐨𝐧𝐞 𝐞 𝐢𝐧𝐭𝐞𝐫𝐯𝐞𝐧𝐭𝐨. 𝐈 𝐜𝐨𝐧𝐬𝐢𝐠𝐥𝐢 𝐝𝐞𝐥𝐥𝐞 𝐆𝐮𝐢𝐝𝐞 𝐀𝐥𝐩𝐢𝐧𝐞

Con l’arrivo della stagione estiva, il problema delle zecche torna a preoccupare chi frequenta sentieri, boschi e prati d’alta quota. Le Guide Alpine, in un’intervista al dottor Antonio Prestini, medico del Dipartimento di Prevenzione dell’APSS di Trento e responsabile dell’Ambulatorio di Medicina di Montagna, spiegano perché il fenomeno sia in crescita e come comportarsi per ridurre i rischi.

Alla domanda sul perché le zecche rappresentino un pericolo per la salute, Prestini osserva che la puntura della specie Ixodes, oltre a essere fastidiosa, può trasmettere malattie. Il problema, spiega, è diventato più rilevante per effetto dell’aumento delle temperature e dei cambiamenti climatici, che rendono le zecche attive per più mesi all’anno e a quote sempre più elevate. Oggi, sottolinea, non è raro trovarle anche oltre i 2000 metri d’estate, mentre in pianura possono essere presenti praticamente tutto l’anno.

Riguardo ai sintomi, il medico precisa che il primo segnale è spesso il prurito, accompagnato da una sensazione di fastidio. In molti casi la zecca è visibile a occhio n**o, attaccata alla cute con la parte anteriore inserita nella pelle e le zampette ancora all’esterno. Tuttavia, nella fase iniziale il prurito può anche non comparire, e questo aumenta il rischio che il parassita resti attaccato più a lungo.

Alla domanda su come intervenire, Prestini raccomanda di agire subito. Al ritorno da un’escursione, da un’arrampicata o da una camminata nei prati e nei boschi, è importante controllare attentamente il corpo, soprattutto nelle zone più difficili da osservare, come la schiena. Le zecche, spiega, preferiscono le parti calde e le pieghe del corpo: ginocchia, gomiti, ascelle e zona inguinale sono tra i punti più esposti. L’ideale, aggiunge, è estrarle appena individuate, usando una pinzetta disinfettata e afferrandole dalla parte che fuoriesce dalla pelle, senza fare incisioni e senza andare in Pronto Soccorso nei casi semplici.

Sul vecchio rimedio dell’alcool, il medico è netto: non serve e può perfino essere controproducente. Sostanze di questo tipo possono irritare la pelle e creare rossori che si confondono con quelli provocati dalla puntura. Molto più utile, invece, è disinfettare con cura la pinzetta prima dell’estrazione e poi la zona interessata dopo aver rimosso la zecca.

Per prevenire le punture, il consiglio più efficace resta quello di indossare abiti adeguati: pantaloni lunghi e maglie a maniche lunghe riducono le possibilità che la zecca si attacchi. Anche gli spray repellenti possono essere utili, ma non garantiscono una protezione totale. Un altro accorgimento fondamentale è rimuovere la zecca il prima possibile, perché più tempo resta attaccata e maggiore è il rischio di trasmissione di malattie.

Quando si parla delle infezioni trasmesse dalle zecche, Prestini cita innanzitutto la malattia di Lyme, causata dal batterio Borrelia burgdorferi. Dopo la puntura, invita a controllarsi per almeno un paio di settimane, prestando attenzione alla comparsa di macchie rosse, in particolare dell’eritema migrante, che può comparire anche in zone diverse da quella della puntura. In presenza di febbre, cefalea, stanchezza o dolori articolari, spiega, è necessario rivolgersi al medico per avviare la terapia più adatta.

Tra le altre patologie, il medico segnala anche l’encefalite da zecca, trasmessa dal virus TBE. In una parte dei casi l’infezione resta silente o con sintomi lievi, ma in altri può evolvere in una prima fase influenzale e poi, dopo un intervallo di benessere apparente, in una seconda fase neurologica più seria, con disturbi dell’equilibrio, tremori e confusione mentale. Nei casi più gravi, avverte, possono verificarsi paralisi e conseguenze fatali.

Prestini ricorda infine che esiste un vaccino specifico contro la TBE, da fare prima dell’esposizione al rischio, con tre dosi iniziali e richiamo successivo. In Trentino è disponibile gratuitamente per la popolazione residente, mentre altrove può essere erogato secondo le modalità delle singole Asl. Per ulteriori informazioni, il medico consiglia di consultare il sito dell’Istituto Superiore di Sanità e i materiali informativi delle aziende sanitarie locali.

📸 Foto elaborata con AI
Link fonte https://www.guidealpine.it/zecche-rischi-consigli-guide-alpine.html

Indirizzo

Lonato
25017

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