ASD Terra del Cuturi
yoga, pilates, massaggi, tarocchi, astrologia, natura, avventura, meditazione e tanto altro per tutti
21/11/2025
💚
"Tu non sei invitata".
È questa la frase crudele che Cenerentola deve incassare dalla Matrigna e le Sorellastre, mentre loro invece si agghindano per il Gran Ballo.
Psiche è impotente davanti al suo amato Eros che la pianta in asso nel cuore della notte, volando lontano da lei alla velocità della luce, proprio quando la ragazza si scopre innamorata e vulnerabile.
"Tu non sei mio figlio": così Hiccup, il gracile ragazzino "per niente vichingo" protagonista di Dragon Trainer, viene disconosciuto dal padre che, di contro, ovviamente è il capo del villaggio.
E ancora.
Tutte le belle principesse rinchiuse nella torre, da Raperonzolo a Fiorina dell'Uccello Turchino.
Simba, il figlio del Re Leone, che si sente colpevole e attraversa il deserto, in lugubre esilio.
Antigone, l'unica che lotta per dare una sepoltura dignitosa al fratello.
Hansel, Gretel e tutti i figliastri lasciati nel bosco, esposti come Edipo, come Atalanta.
O scaraventati giù dall'Olimpo, come Efesto.
Il dramma del bullismo, della calunnia, dei senza tetto, di tutti quelli con i documenti giusti contro tutti quelli con i documenti sbagliati o -pena la morte- addirittura senza documenti.
Il TEMA di fondo di tutte queste storie archetipiche è quello che forse è la fonte di sofferenza più grande di tutto il genere umano: il CONFLITTO di SEPARAZIONE.
Il dramma delle pecore nere, dell'isolamento, dei reietti, di chi viene escluso dalla tribù, bannato, linciato.
Di chi, in qualche modo, capisce -o gli viene fatto capire- di non andare bene, anzi, che si sta meglio senza di lui.
Che poi, siccome l'universo è frattalico, la separazione dal mondo esterno avviene mentre noi stessi siamo separati da parti di noi, da quelle zone d'ombra a cui non sappiamo neppure dare un nome.
Da certe tristezze, certi complessi, certe indegnità, difetti, autosabotaggi, da quell'andirivieni di piccole e grandi meschinità che ci contraddistinguono, come tutti gli esseri umani.
Che di certo non vogliamo ammettere a noi stessi, né vogliamo invitare ALLA NOSTRA FESTA A PALAZZO.
Contemplare lo Spirito di Natura è una delle grandi medicine che cura il conflitto di separazione.
La connessione tra tutti gli esseri è una consapevolezza che, calma e lenta, sale alla coscienza, uscita dopo uscita. Basta che sia nel bosco, in montagna, facendo snorkeling o in qualsiasi altro ambiente incontaminato.
Studiare il mondo dei funghi, delle radici, le aquile e i vermi, le balene, le mante, gli insetti intorno ai fiori di lavanda, ci ispira e ci guarisce, però anche ci spiazza, e a volte non basta.
Perché della Natura ne siamo parte eppure non ne siamo parte.
Oscilliamo tra queste due polarità: siamo spettatori, pieni di macchine fotografiche e telecamere; siamo partecipi, eppure non ci sentiamo del tutto inclusi.
Alcuni ce l'hanno a morte col genere umano. Si leggono spesso frasi tipo: "la natura non ha bisogno di noi", "il pianeta vivrebbe meglio senza gli esseri umani", "a cosa serviamo, creiamo solo danni".
In queste parole, il conflitto di separazione è potente.
Anche se qualcuno cantava: "Siamo noi, siamo noi, a far bella la luna".
Nel libro "A monastery within", un ingegnere dal cuore arido, dalla depressione secca, solo e afflitto, che non riesce trovare nessun senso del vivere, si "ricovera" in un monastero, dove la Badessa inizia a fargli da guida, da insegnante. Ma dopo mesi e mesi di meditazioni, l'infelicità dell'ingegnere è sempre sconfinata.
Così la Badessa gli dice che per due anni, ogni giorno, l'uomo dovrà lavorare in un reparto di neonatologia, e tenere in braccio i bambini prematuri che, si sa, crescono e recuperano peso più in fretta se ricevono contatto fisico.
Solo dopo questi due anni potrà tornare al monastero e ricevere nuovi insegnamenti.
Il simile cura il simile: chi ha bisogno di contatto curi chi ha bisogno di contatto.
È La PELLE il nostro grande organo che parla di tutto questo.
Chi era afflitto da eczemi, psoriasi, vitiligine, lebbra, ittiosi, non poteva entrare nel tempio: il tema dell'esclusione e dell'impurità si fa qui simbolicamente potente.
Eppure i grandi sacerdoti uscivano sulla porta del tempio e lì applicavano alcune gocce di OLIO DI ISSOPO sull'orecchio destro, sul pollice destro e sull'alluce destro del malato, i punti corrispondenti alla respirazione.
I grandi sacerdoti curavano il RESPIRO per curare la PELLE.
Il respiro, l'atto che ci fa entrare in connessione e nello scambio profondo con tutto il resto del mondo, quando la pelle ha disimparato a farlo.
Quanto bisogno abbiamo di parlare di tutto questo.
Di tornare a parlarne in cerchio, davanti al fuoco, tra noi e con altri ancora, includendoci sempre e non separandoci mai, che non sia per brevi e volontari momenti.
Che oggi la parola d'ordine sia:
Insieme.
(dagli Archivi ErboNarranti)
16/11/2025
Le domeniche, quelle belle, hanno sempre dei denominatori comuni: vecchi amici, nuovi amici, natura, buon cibo e racconti 💚🥰
1° trekking per famiglie nel nostro territorio (prossima volta farò più foto 😅 il panorama era troppo bello e le chiacchiere non hanno lasciato spazio ai cellulari 🙂↕️)
26/10/2025
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Ben venuto piccolino 🩵
26/10/2025
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25/10/2025
Sembra ritoccata, ma giuro che è scattata con la fotocamera del telefono e basta!
I tramonti prima del ✨
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