28/04/2026
🎯 Campionato di seconda categoria Under 23, Monza Brianza, girone O
Undicesimi con 37 punti.
✅️ 32ma Giornata
Pozzuolo Calcio vs Liscate Calcio 3:0
⚽️ Nebuloni, Nichetti (2)
Quella di Domenica non è stata una semplice salvezza, è stata più di un'impresa, è stato l'ennesimo miracolo sportivo, una questione tutta di cuore.
Come è tradizione di questa pagina il post si pubblica di Martedì! 📰
E questo post sarà tutto incentrato sul Cuore (con la C maiuscola), perchè Domenica in campo c’era un Cuore enorme: anzi, ce n’erano venti che battevano all’impazzata, e molti altri ancora tra panchina e spalti.
Il cuore è un organo muscolare che lavora senza sosta per tutta la vita.
Una squadra di calcio ben organizzata funziona un po’ come il cuore . Ogni sua parte ha un ruolo preciso: gli atri raccolgono il sangue come i centrocampisti che recuperano palla, i ventricoli lo spingono avanti come gli attaccanti che finalizzano, e le valvole fanno da raccordo, proprio come i difensori che mantengono l’equilibrio e impediscono che qualcosa torni indietro. Tutto si muove in modo coordinato, con un ritmo costante, con automatismi rodati.
In pratica, il cuore è una p***a perfettamente sincronizzata che mantiene in movimento il sangue e, con esso, la vita stessa.
In pratica una squadra... è un gruppo di ragazzi perfettamente sincronizzati che mantengono in movimento la palla, e con essa, un'intera stagione.
E questa è stata una difficilissima stagione da tenere in equilibrio. Così come il cuore ha bisogno che ogni parte lavori in armonia per mantenere il corpo in equilibrio, anche una squadra ha bisogno che ogni componente sia solido, presente e connesso agli altri. Perché quando un ingranaggio ⚙️ si indebolisce, non è solo lui a soffrire: è tutto il gruppo che deve ritrovare il ritmo.
Ad un certo punto della stagione abbiamo avuto la netta sensazione, una sensazione angosciante, di essere finiti in un mulinello d'acqua. 🌀
Il mulinello non trascina giù solo chi ci finisce dentro per primo: risucchia anche ciò che gli sta attorno. Così, quando si vacilla, non è solo il singolo giocatore a soffrire. Ne risente il gruppo, ne risente il gioco, ne risente perfino l’ambiente esterno: tifosi, società, umore generale.
E questa sensazione si è rivelata un'amara realtà quando siamo finiti in piena zona play-out con tutti i rischi che ne conseguono. Ad un certo momento sembrava che non si riuscisse più a far funzionare nulla.
Eppure, proprio come in acqua, 🌊 c’è stato un solo modo per uscirne: smettere di farsi trascinare, ritrovare un appiglio, ricompattarsi.
E come in tutti questi anni, per noi questo appiglio è stato il lavoro quotidiano, la fiducia reciproca, la capacità di guardarsi negli occhi e dire “ne usciamo insieme”. Perché un mulinello può trascinarti giù, sì, ma può anche diventare il punto da cui riparti più forte, se il gruppo decide di remare nella stessa direzione.
Ed il nostro finale di stagione è stata come un'epica finale olimpica di un equipaggio otto con. Le ultime partite sono state un crescendo continuo fino ad arrivare a quel momento determinate, quello in cui non senti più le braccia, non senti più le gambe, senti solo il cuore che batte a mille e la voce del timoniere (del mister) che ti chiede l’ultimo sforzo. È lì, ancora una volta, si è deciso tutto: sul filo di lana, quando la differenza tra vittoria e sconfitta è questione di dettagli, di coraggio, di chi riesce a restare lucido mentre l’acqua si agita e la barca vibra e riesci a buttare il cuore oltre l'ostacolo.
Un'altra epica impresa da dedicare alla società Pozzuolo Calcio e al suo Presidente, l'Avvocato Varischi (per tutti quelli che frequentano lo Stadium: Il Pres!) per aver sempre creduto in noi.
I ragazzi ci hanno messo il cuore e l'attaccamento alla maglia che dura da due lustri abbondanti, lui è stato il visionario, quello che vede prima, capisce prima ed agisce prima, trasformando un'idea in una realtà che molte società seguiranno. Dove molti hanno visto un costo ed una zavorra per la società, lui ha visto un'opportunità sia per i ragazzi, perché li ha aiutati a rimanere legati alla società e a sentirla davvero come casa loro, sia per la società, che si è ritrovata un ulteriore bacino di energie e talenti da cui attingere: una sinergia quasi perfetta.
Dove gli altri hanno visto solo problemi, lui ha pensato a delle soluzioni.
E mentre gli altri erano a passeggiare davanti allo stadium a criticare questa o quella scelta lui era, in tutti i momenti decisivi, sugli spalti, a sostenere i suoi ragazzi.
Ci piace concludere con due bellissime note positive.
La pima per mister Ghittino, importante risorsa della società, subentrato a metà stagione, nella situazione non proprio invidiabile di quando il mulinello stava esercitando la sua massima forza.
È entrato nello spogliatoio, come un cardiologo che entra in sala visita e, prima ancora di toccare gli strumenti, ascolta. Ha ascoltato il rumore di fondo, le aritmie, le paure, le tensioni accumulate.
Poi ha iniziato il lavoro certosino. Ha aggiustato i dettagli, rimettendo ordine nei meccanismi, riallineando i tempi. Non ha stravolto: ha armonizzato. Non ha imposto: ha accompagnato.Il segnale che la cura stava davvero funzionando, nonostante in certi momenti, dalla tribuna, i principi d’infarto ci facessero pensare di essere spacciati 💔, è arrivato sempre allo stesso modo: dallo sguardo dei ragazzi. Dalla fiducia che cresce. Dalla stima che si ricostruisce. E poi da quel gesto che non si può fingere: l’abbraccio spontaneo dopo un gol. Quando la prima persona verso cui corri non è il compagno che ha fatto l’assist, ma proprio lui, l’allenatore. È il momento in cui si capisce che il cuore è tornato a ba***re forte 🫶, che il ritmo è di nuovo sincronizzato.
E quando un gruppo sceglie di abbracciare il proprio allenatore, sta dicendo una cosa sola: “Siamo di nuovo un cuore solo.”
La seconda piacevole sorpresa è arrivata da quei ragazzi che sono saliti dalle categorie più giovani: sono entrati in punta di piedi, ma hanno portato freschezza, entusiasmo e una maturità che nessuno poteva dare per scontata. In un momento delicato, la loro presenza è stata come una ventata d’aria fresca che ci ricorda che il ciclo non si chiude: si rinnova e che la società in questi anni ha lavorato bene.
Concludiamo con un nostro mantra: Grazie ragazzi!!! con il Pozzuolo Calcio sempre in testa 🧢, anzi... nel 🖤🤍
***re
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