30/05/2026
BIANCO ERGO SERIE A
"Bianco chi era costui?" No eh no. Altro he Carneade. Anche già da difensore, esprimevi, qualcosa, capace di rimanerci. Senso di vitalità ,passione per il proprio ruolo. I tuoi occhi, erano già fiammelle, facevano intravvedere orizzonti. Poi arriva luglio 2025. Alla prima conferenza entri in punta di piedi. Ma non passa molto, che vai a dare le mani a tutti. Sulla tolda, sempre scivolosa, della cattedra della sala stampa, mixi, da abile deejay della parola, ragione e cuore. Non prendi di mira, non punti il dito. Entri, Paolo, entri lì in quello strato tra hardware e software. Volentieri il tuo programma s'installa in me. Adesso, quegli occhi, Paolo, sono piromani. Bruciano e desiderano, ardono e dribblano il tackle del banale, l' entrata dura dell' ovvio, il fallo, da dietro, di tanti, strampalati, j'accuse. Adesso questi, sono occhi, che volano dritti in serie A. Ho imparato più cose cose di calcio e di vita con te quest' anno che in tanti anni di calcio e vita. Goditi tutto e grazie di ogni singolo insegnamento. Tu, che anche se non parli, dici già molto. Cifra, propria, dei grandi.
28/05/2026
IL MEGLIO DELLO SPORT BUSINESS È NEMICO DEL BENE DEGLI ATLETI
Economia, economia, economia. Fa un po' come l' Epifania con le feste e tutti i desideri, i valori, le etiche le porta, anzi le spazza via.
Cerundolo versus Sinner è solo la punta di un iceberg (anche se qui il ghiaccio non c'entra ma un caldo torrido si) di un sistema sportivo che ha ormai chinato capo e natiche ai soldoni facili, sbattendosene degli atleti, fregandosene delle loro persone e concependoli solo come macchine da guerra, cavalli da prestazione immediata, attori di uno show cosmico che non può certo permettersi di fermarsi un attimo, di aspettare che cambi il clima. È la direzione, commerciale, che stanno prendendo un po' tutto gli sport: partite e partite a go go, come se non ci fosse un domani, ma dell' oggi di chi scende in campo, ai padroni del business, agli organizzatori di questo bailamme ipertrofico, stucchevole e sfrenato, non interessa poi molto. I campioni (certo guadagnano una fortuna ma non sono ancora in grado di autodarsi la vita) passano, le entrate, gli incassi, i soldi out, restano. Aveva ragione Edmund Husserl quando diceva che è sempre l'uomo, con tutto il suo mondo della vita ad entrare nel laboratorio scientifico, con tutte le sue questioni ed il ballo del suo vissuto. Le mere scienze dei fatti, creano meri uomini di fatti. Non ci vuole Nostradamus per provare a parafrasarlo a livello sportivo. Le mere ed estreme spettacolarizzazioni dello sport, creano meri ed estremi galoppini dello sport. Evviva le lacrime da vittoria. Benedetti siano i pianti da sconfitta. Ma queste maratone tritatutto, risultano davvero come la corazzata Potemkin per il ragionier Ugo Fantozzi: una ca**ta pazzesca.
24/05/2026
AUTOREVOLEZZA E VERTICALITÀ: GOLPE DEL MONZA AL CERAVOLO
"Hernani" è un dramma teatrale di Victor Hugo. Quando venne rappresentato, nel 1830, a Parigi, la Francia conobbe da vicino lo spirito del romanticismo. Hernani Jr, è un calciatore brasiliano ma con modalità di gioco, balance e killer instinct da teutonico. "Il Monza mi ha fatto sentire desiderato" dirà ai microfoni nel post partita al Ceravolo, in quel momento, dove, iniziava ad accorgersi di quello che aveva fatto.
Qualcosa da ispirato, gesto tecnico di pochi eletti della pedata. Palla che gli si fa incontro, lui dapprima la conduce, poi da distanza siderale, preme il gr*****to. È uno sparo sordido.
Colpisce il sette sinistro della porta di Pigliacelli e fa detonare la paura nel Ceravolo.
Un tiro dritto per dritto. Una sassata, che toglie alla partita equilibrio e fa sgorgare un tesoretto per il Monza.
Una conclusione fredda e pronta con lo stesso numero di maglia, l' 8, che ha un certo Dominik Sobozlai al Liverpool. Hernani Jr. Il racconto di una sentenza brasiliana, si ma con la prosopopea germanica.
L' ex Parma entra in luogo di uno scialbo, ancora troppo scialbo, Colpani. Esce la pigrizia entra l' incisività. C'è anche un altro innesto che risulterà decisivo. È Beppe 'fuoco sacro' Caso. Entra per Cutrone.
L' ex Modena azzanna il Catanzaro proprio mentre la squadra di Aquilani Sava provando a riordinare idee e piani gara. Riceve palla da Petagna. Poi corre, s'invola palla al piede. È un affascinante mix tra un cortilesco picar della pelota ed una baggesca remininiscenza del divin codino contro la Cecoslovacchia a Italia 90. È la corsa che porta al destro angolato, sigillo e suggello del doppio vantaggio. Autorevolezza e verticalità, il cardo e il decumano tracciato dal Monza in gara uno. Due gol da due cambi. Alla faccia di chi crede sostiene e scrive trattati sulla fallacia dei cambi di mister Bianco.
19/05/2026
L' EROICO FURORE DI PATRICK CUTRONE
Patrick Cutrone sta al calcio un po' come Giordano Bruno sta alla filosofia: sospeso ed intrapreso sulla soglia di imprimere qualcosa di dissidente alla normalità ai momenti: benvenuti nel piccolo regno ideale e reale del funambolo numero 10 del Monza, che con una serata monstre si prende sulle spalle la squadra brianzola e la manda dritta nella finale play-off; prima un gol da football de sala, futsal. Destro, sinistro, palla non c'è poi c'è, quando ci si accorge dov'è, eccola precipitare, lenta come una giornata più chiara del previsto di metà maggio, dietro la linea di porta di Confente. Lui non fa come Paganini, ma concede il bis ai titoli di coda, amando prima che vedere la porta, quel pallone e poi giù quel destro. Palla che sembra uscire e poi improvvisamente rientra dentro, danzando la sua corsa, in porta. Ecco i due intarsi del funambolo numero 10, una carezza mancina, un arabesco, saviceviciano, col destro. L'eroico furore di Giordano Bruno era quel mix di immanenza e trascendenza che animava il filosofo nolano e che era un po' l'anima di tutte le sue scoperte; quel mix di desiderio e concretezza di realizzarlo subito, che rende infinite le partite, certe giornate e certe serate iper cinetiche, sul campo, di Patrick Cutrone. Se ami quello che fai sarà poi quello che fai ad amare un po' anche te. Il paroliere di serata della musica di Paolo Bianco è Patrick Cutrone, che poi, dopo il 2 a 0, da pugile esausto in calce ai due ganci perfetti e decisivi, riceve il bagno di folla, della sua folla: i suoi compagni di squadra, il suo allenatore, che scatta come Marcell Jacobs e come il primo Mou ad Old Trafford col Porto e macina kilometri di pazza gioia e va a danzare, col suo barbuto istrionico hombre del partido. Certe notti, iniziano giorni e giorni prima. Sanno di attese vere, contengono vita capace di donarsi alla vita. Catanzaro o Palermo, sono avvisate.
13/05/2026
Un grande ringraziamento ai miei nuovi follower! Sono felice di avervi tra noi! Rosario Zaccaria, Filippo De Santis, Oscar Enrique Reyes, Victor Oarga, Paul Martinez Toala, Ardian Shellegaj, Daniele Sainato, Assunta Tangredi, Giovanni Visaggi, Carlo Caradonna, Gabriele Sirignano, Lucia Passalacqua, Enzo Graziano, Marcello Mastrogiacomo, Khansuman, Paolo Esposito, Luciano Labruzzo, Armen Mkrtchyan