Euskal Futbola - Il Calcio Basco

Euskal Futbola - Il Calcio Basco

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La prima pagina italiana sul calcio basco.

Photos from Euskal Futbola - Il Calcio Basco's post 11/07/2025

📌 E' di ieri la notizia che YERAY Álvarez López è risultato positivo ad un controllo antidoping, effettuato al termine del match di andata contro il Manchester United (disputato in data 8/5/2025).

L'Athletic e lo stesso calciatore hanno rilasciato un breve comunicato, dove non viene specificata la sostanza proibita assunta, in quanto l'indagine è ancora in corso. La colpa è attribuibile ad un trattamento che Yeray utilizza (non si sa da quanto tempo) contro l'alopecia. Ricordiamo che il classe 1995 𝐡𝐚 𝐬𝐜𝐨𝐧𝐟𝐢𝐭𝐭𝐨 𝐩𝐞𝐫 𝐛𝐞𝐧 𝐝𝐮𝐞 𝐯𝐨𝐥𝐭𝐞 𝐮𝐧 𝐜𝐚𝐧𝐜𝐫𝐨 𝐚𝐢 𝐭𝐞𝐬𝐭𝐢𝐜𝐨𝐥𝐢. Diagnosticatogli per la prima volta nel dicembre del 2016, Yeray fu capace di tornare in campo dopo solo 46 giorni, prima di dover affrontare una ricaduta nel giugno del 2017, che lo costrinse a rimanere fuori fino al febbraio dell'anno successivo.

I casi più recenti sono quelli di André Onana e Paul Pogba, inizialmente condannati a 1 e 4 anni di squalifica, poi ridotti rispettivamente a 9 e 18 mesi.

Sperando che non gli tocchi lo stesso calvario che a suo tempo dovette affrontare Carlos Gurpegi e in attesa di saperne di più sulla vicenda, un grande abbraccio a Yeray, guerriero d'altri tempi e uno dei calciatori più rappresentativi dello spirito athleticzale. 🟥◻️🟥

𝑨́𝑵𝑰𝑴𝑶 𝒀𝑬𝑹𝑨𝒀!

👀 La foto risale al luglio del 2018, quando Yeray tornò per la prima volta al centro d'allenamento e trovò tutti i suoi compagni rasati a zero in segno di appoggio e solidarietà

The power of the heart ❤️

Lo que más pesa es el corazón ❤️

Bihotzari kasu egin, beti ❤️

#AthleticWIN #AthleticClub 🦁 07/07/2025

Alla fine Nico Williams non solo rimane all'Athletic, ma lo fa rinnovando fino al 2035 e con conseguente aumento della clausola, che ora dovrebbe aggirarsi tra i 90 e i 100 milioni. Indubbiamente, si tratta di uno schiaffone storico e più rumoroso di quelli che Bud Spencer e Terence Hill infliggevano ai loro avversari di giornata. Per la precisione, i soggetti colpiti sono almeno tre:

- un bel dritto all'arroganza e alla prevaricazione di quella losca multinazionale indebitata fino al collo, che risponde al nome di FC Barcelona;

- un montante a tutti quei tifosi, o pseudo-tali, secondo i quali tutto ciò che conta è alzare trofei e giocare nelle solite 5 o 6 squadre. Se costoro vivono la vita come vivono lo sport, c'è seriamente da preoccuparsi;

- last but not least, un potente gancio al -fin troppo vasto- universo dell'informazione. Per due estati consecutive siamo stati sommersi da articoli, video, trasmissioni, dirette, reel, storie che ci assicuravano che il passaggio di Nico ai blaugrana fosse solo questione di tempo. C'era l'accordo, cifre snocciolate, informazioni talmente dettagliate che per averle chissà su quali fonti devi poter contare. E invece si sparava solo nel mucchio e, finché a farlo sono youtubers e tiktokers quindicenni, possiamo anche far finta di nulla, ma quando notizie non confermate, se non proprio b***e colossali, arrivano da presunti giornalisti, chiudere l'occhio proprio non si può. E per fortuna, stavolta si parla soltanto di calcio...

PS. Nei prossimi giorni arriverà un vasto approfondimento sulla questione!

The power of the heart ❤️ Lo que más pesa es el corazón ❤️ Bihotzari kasu egin, beti ❤️ #AthleticWIN #AthleticClub 🦁

25/06/2025

Sembra che Mikel Balenziaga sarà il prossimo vice-allenatore del Bilbao Athletic. Una buona occasione per ripescare questa foto e ricordare a tutt i lettori che BALENCIAGA IS FOR BOYS, BALENZIAGA IS FOR MEN 😎

09/06/2025

📌 𝐔𝐍𝐀 𝐒𝐏𝐀𝐆𝐍𝐀 𝐀 𝐓𝐈𝐍𝐓𝐄 𝐁𝐀𝐒𝐂𝐇𝐄

La Spagna è uscita sconfitta dalla finale di quella utilissima competizione che è la Nations League contro il Portogallo ma, ciò che ovviamente interessa su questa pagina, è notare come diversi giocatori baschi si siano ritagliati uno spazio importante nella selezione allenata peraltro da un basco d'adozione come Luis De La Fuente. Nato ad Haro (La Rioja), è infatti cresciuto nel settore giovanile dell'Athletic e proprio coi Leones ha speso gran parte della propria carriera da calciatore.

Nella rocambolesca semifinale contro la Francia, 𝐬𝐨𝐧𝐨 𝐩𝐚𝐫𝐭𝐢𝐭𝐢 𝐭𝐢𝐭𝐨𝐥𝐚𝐫𝐢 𝐛𝐞𝐧 𝟓 𝐛𝐚𝐬𝐜𝐡𝐢: 𝐔𝐧𝐚𝐢 𝐒𝐢𝐦𝐨𝐧 𝐜𝐨𝐧 𝐥𝐚 𝐟𝐚𝐬𝐜𝐢𝐚 𝐝𝐚 𝐜𝐚𝐩𝐢𝐭𝐚𝐧𝐨, 𝐌𝐢𝐤𝐞𝐥 𝐌𝐞𝐫𝐢𝐧𝐨, 𝐌𝐚𝐫𝐭𝐢𝐧 𝐙𝐮𝐛𝐢𝐦𝐞𝐧𝐝𝐢, 𝐍𝐢𝐜𝐨 𝐖𝐢𝐥𝐥𝐢𝐚𝐦𝐬 𝐞 𝐌𝐢𝐤𝐞𝐥 𝐎𝐲𝐚𝐫𝐳𝐚𝐛𝐚𝐥. Merino è andato a segno, Nico ha messo a referto un gol e un assist e il capitano della Real Sociedad di assist ne ha forniti ben due. I calciatori baschi impiegati 𝐝𝐢𝐯𝐞𝐧𝐭𝐚𝐧𝐨 𝟔 𝐜𝐨𝐧 𝐥'𝐢𝐧𝐠𝐫𝐞𝐬𝐬𝐨 𝐧𝐞𝐥𝐥𝐚 𝐫𝐢𝐩𝐫𝐞𝐬𝐚 𝐝𝐢 𝐃𝐚𝐧𝐢 𝐕𝐢𝐯𝐢𝐚𝐧, poi sfortunato autore di un autogol e 𝐬𝐞𝐧𝐳𝐚 𝐝𝐢𝐦𝐞𝐧𝐭𝐢𝐜𝐚𝐫𝐞 𝐢𝐥 𝐭𝐞𝐫𝐳𝐨 𝐩𝐨𝐫𝐭𝐢𝐞𝐫𝐞, 𝐀𝐥𝐞𝐱 𝐑𝐞𝐦𝐢𝐫𝐨.

𝐍𝐞𝐥𝐥𝐚 𝐟𝐢𝐧𝐚𝐥𝐞 𝐩𝐨𝐢 𝐩𝐞𝐫𝐬𝐚 𝐚𝐢 𝐫𝐢𝐠𝐨𝐫𝐢, 𝐃𝐞 𝐋𝐚 𝐅𝐮𝐞𝐧𝐭𝐞 𝐡𝐚 𝐜𝐨𝐧𝐟𝐞𝐫𝐦𝐚𝐭𝐨 𝐭𝐮𝐭𝐭𝐢 𝐭𝐫𝐚𝐧𝐧𝐞 𝐌𝐢𝐤𝐞𝐥 𝐌𝐞𝐫𝐢𝐧𝐨, 𝐩𝐨𝐢 𝐞𝐧𝐭𝐫𝐚𝐭𝐨 𝐧𝐞𝐥𝐥𝐚 𝐫𝐢𝐩𝐫𝐞𝐬𝐚 𝐞 𝐞𝐧𝐭𝐫𝐚𝐦𝐛𝐢 𝐢 𝐠𝐨𝐥 𝐝𝐞𝐥𝐥𝐞 𝐟𝐮𝐫𝐢𝐞 𝐫𝐨𝐬𝐬𝐞 𝐩𝐨𝐫𝐭𝐚𝐧𝐨 𝐭𝐢𝐧𝐭𝐞 "𝐭𝐱𝐮𝐫𝐢-𝐮𝐫𝐝𝐢𝐧". Soprattutto l'azione che porta alla prima rete, conclusa poi da Zubimendi, ha inizio con uno splendido colpo di tacco a metà campo di Oyarzabal, che spacca in due il Portogallo e permette al compagno di club e nazionale di poter avanzare indisturbato palla al piede.

𝐌𝐢 𝐩𝐞𝐫𝐦𝐞𝐭𝐭𝐨 𝐝𝐢 𝐚𝐠𝐠𝐢𝐮𝐧𝐠𝐞𝐫𝐞 𝐚𝐥𝐦𝐞𝐧𝐨 𝐚𝐥𝐭𝐫𝐢 𝐝𝐮𝐞 𝐧𝐨𝐦𝐢, 𝐜𝐡𝐞 𝐜𝐞𝐫𝐭𝐚𝐦𝐞𝐧𝐭𝐞 𝐧𝐨𝐧 𝐬𝐟𝐢𝐠𝐮𝐫𝐞𝐫𝐞𝐛𝐛𝐞𝐫𝐨 𝐚𝐥𝐥'𝐢𝐧𝐭𝐞𝐫𝐧𝐨 𝐝𝐢 𝐪𝐮𝐞𝐬𝐭𝐚 𝐧𝐚𝐳𝐢𝐨𝐧𝐚𝐥𝐞. Il primo è chiaramente quello di 𝐎𝐢𝐡𝐚𝐧 𝐒𝐚𝐧𝐜𝐞𝐭, che oggettivamente non ha bisogno di presentazioni. Il secondo, certamente meno noto a un pubblico più generalista, è quello del terzino destro dell'Osasuna 𝐉𝐞𝐬𝐮𝐬 𝐀𝐫𝐞𝐬𝐨 (1999). Oltre al suo indubbio valore, Areso potrebbe avvantaggiarsi prossimamente della scarsa concorrenza nel ruolo, decisamente la posizione più debole della Spagna, almeno da quando quell'omuncolo ignobile di Carvajal si è finalmente e gravemente infortunato. Infatti, in queste due gare si sono alternati Pedro Porro del Tottenham e Oscar Mingueza del Celta Vigo. Areso è peraltro al centro di numerose voci di mercato e con ogni probabilità lascerà i rojillos già questa estate, visto che andrà in scadenza nel 2026, non sembra intenzionato a prolungare il contratto e ha una clausola rescissoria accessibile (12M).

Peccato solo non poter vedere questi campioni rappresentare la loro vera nazionale, quantomeno in contesti ufficiali.

In foto: 𝐌𝐢𝐤𝐞𝐥 𝐎𝐲𝐚𝐫𝐳𝐚𝐛𝐚𝐥 𝐔𝐠𝐚𝐫𝐭𝐞

Photos from Euskal Futbola - Il Calcio Basco's post 28/05/2025

📌 𝐂𝐈 𝐌𝐀𝐍𝐂𝐇𝐄𝐑𝐀𝐈, 𝐎𝐒𝐂𝐀𝐑 𝐃𝐄 𝐌𝐀𝐑𝐂𝐎𝐒!
✍️ "𝑬𝒔 𝒖𝒏 𝒉𝒐𝒎𝒃𝒓𝒆 𝒒𝒖𝒆 𝒔𝒆 𝒂𝒍𝒊𝒎𝒆𝒏𝒕𝒂 𝒅𝒆 𝒔𝒖 𝒑𝒓𝒐𝒑𝒊𝒐 𝒄𝒂𝒏𝒔𝒂𝒏𝒄𝒊𝒐" (𝑴𝒂𝒏𝒖 𝑺𝒂𝒓𝒂𝒃𝒊𝒂)

Domenica scorsa Oscar De Marcos Arana ha disputato la sua ultima gara con la gloriosa camiseta dell’Athletic, in un San Mamés gremito da oltre 50.000 persone. In totale fanno 573 partite ufficiali, che lo rendono il secondo più presente nella storia dei Leones, dietro solo all’inarrivabile “𝑇𝑥𝑜𝑝𝑜” Iribar. Nello specifico: 435 presenze in Liga, 77 nelle competizioni europee per club (statistica in cui è primatista), 53 in Copa del Rey e 8 in Supercoppa di Spagna, condite da 39 reti. Nessuno, nemmeno lui stesso, si sarebbe mai aspettato nulla del genere da questo ragazzo nato a Laguardia, paesino di circa 1500 anime situato in mezzo ai vigneti nella provincia di Álava, quando l'Athletic lo acquistò dall'Alavés nel 2009, per la modica cifra di 300.000 euro.

Il suo debutto ufficiale arriva nel luglio dello stesso anno, a Berna, contro gli svizzeri dello Young Boys, in quella che era la prima edizione dell’Europa League con nuova denominazione, agli ordini del tecnico Joaquin Caparros. Curiosamente, nella gara d'andata, era anche arrivato l'esordio di Iker Muniain e i due, come ben sappiamo e dopo letteralmente mille e una battaglie fianco a fianco, l'anno scorso si sono tolti la soddisfazione di alzare da co-capitani la Copa del Rey, che dalle parti di Bilbao mancava ormai da 40 anni. Senza dimenticare le due Supercoppa, vinte nel 2015 e nel 2021 e le 7 finali p***e (quattro in Copa del Rey, due in Supercoppa e quella di Europa League giocata a Bucarest).

Ma per un giocatore e tifoso dell'Athletic, come dirà lui stesso, l'esordio vero e proprio (peraltro con gol) è quello davanti al proprio pubblico. Nel suo caso, curiosamente, l'avversario è lo stesso che sfiderà nella sua gara d'addio, oltre che quello che gli infliggerà le sconfitte più dolorose in diverse finali di Copa del Rey: il Barcellona. Anzi, sicuramente non è un caso, visto che il club 𝑐𝑢𝑙𝑒́ rappresenta -almeno attualmente- l'esatto opposto di De Marcos e dell'Athletic: scandali di ogni genere, corruzione, arroganza, prevaricazione e il dover vincere a tutti i costi, anche barando.

Arrivato come mezzapunta o esterno d’attacco, nell'arco di 16 stagioni è stato capace prima di riconvertirsi mezzala d’inserimento agli ordini del "𝐿𝑜𝑐𝑜" Bielsa (stagione 2011-2012, in cui mette a segno ben 9 reti e 11 assist) e poi da terzino destro, ruolo in cui è diventato titolare indiscusso e determinante dopo il ritiro di Andoni Iraola. Una capacità di adattamento e una versatilità per niente banali, probabilmente derivanti dalla concezione ultra-collettiva con cui De Marcos ha sempre visto il gioco del calcio.

Ma aldilà dei numeri, delle vittorie e delle sconfitte, che genere di calciatore e soprattutto di persona sia Oscar De Marcos lo si può dedurre da alcune storie e aneddoti che lo riguardano. Ad esempio, come non dimenticare quando, durante un match contro il Real Zaragoza nel 2011, rifiutò di farsi sostituire e giocò oltre un’ora con “una grande lacerazione dell'uretra distale e tre ferite contuse incise nella regione inguinale-scrotale, che hanno richiesto il ricovero immediato e l'applicazione di circa 25 punti di sutura”.

Lo si capisce anche leggendo il piccolo libro -quasi 100 pagine- scritto da lui stesso (in collaborazione con José Mari Isasi) per 𝐿𝑒𝑡𝑟𝑎𝑠 𝑦 𝐹𝑢́𝑡𝑏𝑜𝑙, festival di calcio e letteratura organizzato dalla Fondazione Athletic Club e intitolato "𝑇𝑜𝑔𝑜". Un libro che ci racconta qualcosa di diverso rispetto alle barzellette di Totti, alle conquiste di Vieri o alla stucchevole autocelebrazione di Cristiano Ronaldo, giusto per fare alcuni esempi.

La frase d’apertura del libro, conosciuta grazie a Bielsa e di “proprietà” del grande scrittore Eduardo Galeano, è emblematica: "𝑳𝒂 𝒄𝒂𝒓𝒊𝒕𝒂̀ 𝒆̀ 𝒖𝒎𝒊𝒍𝒊𝒂𝒏𝒕𝒆 𝒑𝒆𝒓𝒄𝒉𝒆́ 𝒔𝒊 𝒆𝒔𝒆𝒓𝒄𝒊𝒕𝒂 𝒗𝒆𝒓𝒕𝒊𝒄𝒂𝒍𝒎𝒆𝒏𝒕𝒆 𝒆 𝒅𝒂𝒍𝒍'𝒂𝒍𝒕𝒐; 𝒍𝒂 𝒔𝒐𝒍𝒊𝒅𝒂𝒓𝒊𝒆𝒕𝒂̀ 𝒆̀ 𝒐𝒓𝒊𝒛𝒛𝒐𝒏𝒕𝒂𝒍𝒆 𝒆 𝒊𝒎𝒑𝒍𝒊𝒄𝒂 𝒊𝒍 𝒓𝒊𝒔𝒑𝒆𝒕𝒕𝒐 𝒓𝒆𝒄𝒊𝒑𝒓𝒐𝒄𝒐". Una massima attualissima, nel mondo iper-individualista di oggi e in cui abbiamo tutti il dovere di rispolverare concetti come cura e, appunto, solidarietà. Si tratta di un libro semplice, autobiografico, in cui De Marcos racconta per l'appunto del suo viaggio in Togo, fatto proprio al termine della sua prima stagione da calciatore dell’Athletic. Una stagione iniziata alla grandissima e terminata male, con la temporanea retrocessione nella squadra riserve, che gli permette di parlare di temi complessi come la paura di fallire, il modo in cui veniamo influenzati dalle critiche altrui, delle aspettative che rischiano di divorarci vivi, dell’ego che ti riempie in modo illusorio quando le cose vanno bene. Giunto nel paese centrafricano per collaborare ad un progetto umanitario, ricorda quanto lo avesse cambiato e portato a riflettere il fatto di non essere lì un calciatore dell'Athletic, ma semplicemente Oscar.

Riporto ora un passo che mi ha colpito: “𝐶'𝑒𝑟𝑎𝑛𝑜 𝑔𝑖𝑜𝑟𝑛𝑖 𝑖𝑛 𝑐𝑢𝑖 𝑛𝑜𝑛 𝑚𝑖 𝑟𝑖𝑐𝑜𝑛𝑜𝑠𝑐𝑒𝑣𝑜 𝑖𝑛 𝑚𝑒 𝑠𝑡𝑒𝑠𝑠𝑜 𝑒 𝑞𝑢𝑒𝑠𝑡𝑖 𝑠𝑜𝑛𝑜 𝑚𝑜𝑚𝑒𝑛𝑡𝑖 𝑐𝑟𝑢𝑐𝑖𝑎𝑙𝑖 𝑒 𝑑𝑒𝑐𝑖𝑠𝑖𝑣𝑖. 𝑄𝑢𝑎𝑛𝑑𝑜 𝑣𝑎𝑖 𝑎 𝑑𝑜𝑟𝑚𝑖𝑟𝑒 𝑒 𝑡𝑖 𝑠𝑣𝑒𝑔𝑙𝑖 𝑙𝑎 𝑚𝑎𝑡𝑡𝑖𝑛𝑎 𝑠𝑒𝑛𝑧𝑎 𝑒𝑠𝑠𝑒𝑟𝑒 𝑖𝑛 𝑔𝑟𝑎𝑑𝑜 𝑑𝑖 𝑟𝑖𝑐𝑜𝑛𝑜𝑠𝑐𝑒𝑟𝑡𝑖. 𝑀𝑜𝑚𝑒𝑛𝑡𝑖 𝑖𝑛 𝑐𝑢𝑖 𝑛𝑜𝑛 𝑖𝑚𝑝𝑜𝑟𝑡𝑎 𝑛𝑒𝑚𝑚𝑒𝑛𝑜 𝑠𝑒 𝑙𝑒 𝑐𝑜𝑠𝑒 𝑣𝑎𝑛𝑛𝑜 𝑏𝑒𝑛𝑒 𝑜 𝑚𝑎𝑙𝑒, 𝑒̀ 𝑞𝑢𝑎𝑙𝑐𝑜𝑠𝑎 𝑐ℎ𝑒 𝑣𝑎 𝑎𝑙𝑑𝑖𝑙𝑎̀ 𝑑𝑒𝑖 𝑠𝑢𝑐𝑐𝑒𝑠𝑠𝑖 𝑜 𝑓𝑎𝑙𝑙𝑖𝑚𝑒𝑛𝑡𝑖 𝑎𝑝𝑝𝑎𝑟𝑒𝑛𝑡𝑖”.

Parliamo di una persona che ha dedicato -e continua a farlo- ogni suo venerdì libero a far visita ai bambini malati di cancro e che non prese per niente bene il fatto che tale “notizia” a un certo punto trapelasse e diventasse di pubblico dominio. In "𝑇𝑜𝑔𝑜" scrive anche del suo rapporto con Carlos Gurpegi, all'epoca capitano e dell'ammirazione che provava per lui. Una volta lasciata la magica maglia numero 10 a Muniain, prese il 18 proprio perché indossato in precedenza da Gurpegi il quale, proprio nei giorni scorsi, ha parlato dell'immensa capacità di De Marcos di “𝑣𝑒𝑑𝑒𝑟𝑒 𝑠𝑒𝑚𝑝𝑟𝑒 𝑖𝑙 𝑙𝑎𝑡𝑜 𝑏𝑢𝑜𝑛𝑜 𝑑𝑒𝑙𝑙𝑒 𝑐𝑜𝑠𝑒“. Numero 18 che è appena passato sulle spalle di Mikel Jauregizar, promettente centrocampista e athleticzale fino al midollo come l’ormai ex capitano, che al giovane Mikel ha fatto pubblicamente arrivare il suo endorsement. La fascia di capitano l'ha invece messa lui stesso al braccio di Iñaki Williams, al momento di essere sostituito al minuto 87 e di essere accolto da una straordinaria ovazione da tutto il pubblico.

De Marcos ha sempre sostenuto di sentirsi un privilegiato, che ha avuto la fortuna di rendere un hobby il proprio lavoro. Qualcosa di diametralmente opposto rispetto alle dichiarazioni che siamo soliti ascoltare dalla maggior parte dei calciatori contemporanei, come ad esempio quelle molto recenti in cui il difensore dell'Inter e della nazionale Alessandro Bastoni non ha potuto proprio fare a meno di farci sapere a quanti sacrifici e rinunce sono sottoposti i calciatori a quei livelli. Quando gli fu chiesto di una presunta offerta del Chelsea, ormai diversi anni fa, De Marcos rispose che i soldi non sono tutto nella vita e men che meno lo sono i trofei; che avrebbe lasciato l'Athletic solo quando il club non avrebbe più avuto bisogno di lui. 𝐔𝐧𝐚 𝐩𝐫𝐨𝐦𝐞𝐬𝐬𝐚, 𝐪𝐮𝐞𝐬𝐭𝐚, 𝐜𝐡𝐞 𝐡𝐚 𝐩𝐚𝐫𝐳𝐢𝐚𝐥𝐦𝐞𝐧𝐭𝐞 𝐝𝐢𝐬𝐚𝐭𝐭𝐞𝐬𝐨: 𝐥'𝐀𝐭𝐡𝐥𝐞𝐭𝐢𝐜 𝐚𝐯𝐫𝐞𝐛𝐛𝐞 𝐚𝐧𝐜𝐨𝐫𝐚 𝐛𝐢𝐬𝐨𝐠𝐧𝐨 𝐝𝐢 𝐃𝐞 𝐌𝐚𝐫𝐜𝐨𝐬 𝐞 𝐢𝐥 𝐝𝐢𝐬𝐜𝐨𝐫𝐬𝐨 𝐬𝐢 𝐩𝐮𝐨̀ 𝐞𝐬𝐭𝐞𝐧𝐝𝐞𝐫𝐞 𝐚𝐧𝐜𝐡𝐞 𝐚𝐥 𝐫𝐞𝐬𝐭𝐨 𝐝𝐞𝐥 𝐦𝐨𝐧𝐝𝐨 𝐝𝐞𝐥 𝐩𝐚𝐥𝐥𝐨𝐧𝐞. Ma la capacità del campione risiede anche nel saper dire basta quando il fisico lo richiede, senza trascinarsi fino a diventare l'ombra di sé stesso, navigando a oltranza l'illusione di poter avere la meglio sull'incedere del tempo.

Concludo con le parole che lo stesso De Marcos ha pronunciato durante la cerimonia d'addio:

“𝑁𝑜𝑛 𝑠𝑜𝑛𝑜 𝑞𝑢𝑖 𝑝𝑒𝑟 𝑑𝑖𝑟𝑒 𝑎𝑑𝑑𝑖𝑜, 𝑚𝑎 𝑝𝑒𝑟 𝑑𝑖𝑟𝑒 𝑔𝑟𝑎𝑧𝑖𝑒 𝑎𝑙 𝑝𝑜𝑠𝑡𝑜 𝑑𝑜𝑣𝑒 𝑠𝑜𝑛𝑜 𝑐𝑟𝑒𝑠𝑐𝑖𝑢𝑡𝑜 𝑐𝑜𝑚𝑒 𝑝𝑒𝑟𝑠𝑜𝑛𝑎 𝑒 𝑐𝑎𝑙𝑐𝑖𝑎𝑡𝑜𝑟𝑒, 𝑑𝑎𝑛𝑑𝑜 𝑡𝑢𝑡𝑡𝑜 𝑐𝑖𝑜̀ 𝑐ℎ𝑒 𝑎𝑣𝑒𝑣𝑜 𝑒 𝑟𝑖𝑐𝑒𝑣𝑒𝑛𝑑𝑜 𝑚𝑜𝑙𝑡𝑜 𝑑𝑖 𝑝𝑖𝑢̀. 𝐶𝑜𝑠'𝑒̀ 𝑙'𝐴𝑡ℎ𝑙𝑒𝑡𝑖𝑐 𝑝𝑒𝑟 𝑚𝑒? 𝑁𝑜𝑛 𝑒̀ 𝑠𝑜𝑙𝑜 𝑢𝑛 𝑛𝑜𝑚𝑒 𝑛𝑒́ 𝑢𝑛𝑎 𝑠𝑞𝑢𝑎𝑑𝑟𝑎 𝑑𝑖 𝑐𝑎𝑙𝑐𝑖𝑜; 𝑒̀ 𝑙𝑎 𝑝𝑢𝑛𝑡𝑎 𝑑𝑖 𝑢𝑛 𝑖𝑐𝑒𝑏𝑒𝑟𝑔 𝑖𝑚𝑚𝑒𝑛𝑠𝑜, 𝑑𝑜𝑣𝑒 𝑙𝑎 𝑝𝑎𝑟𝑡𝑒 𝑝𝑖𝑢̀ 𝑖𝑚𝑝𝑜𝑟𝑡𝑎𝑛𝑡𝑒 𝑒̀ 𝑞𝑢𝑒𝑙𝑙𝑎 𝑐ℎ𝑒 𝑛𝑜𝑛 𝑠𝑖 𝑣𝑒𝑑𝑒. 𝐸' 𝑙𝑎 𝑙𝑒𝑎𝑙𝑡𝑎̀ 𝑑𝑖 𝑢𝑛 𝑝𝑜𝑝𝑜𝑙𝑜, 𝑙𝑎 𝑓𝑒𝑑𝑒𝑙𝑡𝑎̀ 𝑛𝑜𝑛 𝑛𝑒𝑔𝑜𝑧𝑖𝑎𝑏𝑖𝑙𝑒, 𝑖𝑙 𝑐𝑜𝑚𝑝𝑎𝑛̃𝑒𝑟𝑖𝑠𝑚𝑜, 𝑖𝑙 𝑚𝑒𝑡𝑡𝑒𝑟𝑠𝑖 𝑠𝑒𝑚𝑝𝑟𝑒 𝑎𝑙 𝑠𝑒𝑟𝑣𝑖𝑧𝑖𝑜 𝑑𝑒𝑙 𝑔𝑟𝑢𝑝𝑝𝑜, 𝑖𝑙 𝑐𝑎𝑚𝑚𝑖𝑛𝑎𝑟𝑒 𝑖𝑛𝑠𝑖𝑒𝑚𝑒 𝑒 𝑖𝑛 𝑠𝑖𝑙𝑒𝑛𝑧𝑖𝑜. 𝑃𝑒𝑟 𝑚𝑜𝑙𝑡𝑖 𝑒̀ 𝑠𝑜𝑙𝑜 𝑐𝑎𝑙𝑐𝑖𝑜 𝑚𝑎 𝑝𝑒𝑟 𝑚𝑒 𝑒̀ 𝑓𝑎𝑚𝑖𝑔𝑙𝑖𝑎, 𝑎𝑚𝑖𝑐𝑖𝑧𝑖𝑎, 𝑒𝑑𝑢𝑐𝑎𝑧𝑖𝑜𝑛𝑒 𝑐ℎ𝑒 𝑠𝑖 𝑖𝑛𝑠𝑒𝑔𝑛𝑎 𝑡𝑟𝑎𝑚𝑖𝑡𝑒 𝑙'𝑒𝑠𝑒𝑚𝑝𝑖𝑜 𝑒 𝑖𝑙 𝑟𝑖𝑠𝑝𝑒𝑡𝑡𝑜; 𝑒̀ 𝑑𝑎𝑟𝑒 𝑝𝑟𝑖𝑚𝑎 𝑎𝑛𝑐𝑜𝑟𝑎 𝑑𝑖 𝑟𝑖𝑐𝑒𝑣𝑒𝑟𝑒, 𝑒̀ 𝑠𝑡𝑎𝑟𝑒 𝑧𝑖𝑡𝑡𝑜 𝑞𝑢𝑎𝑛𝑑𝑜 𝑒̀ 𝑔𝑖𝑢𝑠𝑡𝑜, 𝑒̀ 𝑙𝑜𝑡𝑡𝑎𝑟𝑒 𝑓𝑖𝑛𝑜 𝑎𝑙𝑙'𝑢𝑙𝑡𝑖𝑚𝑜 𝑟𝑒𝑠𝑝𝑖𝑟𝑜. 𝑃𝑒𝑟 𝑡𝑢𝑡𝑡𝑜 𝑞𝑢𝑒𝑠𝑡𝑜, 𝑞𝑢𝑎𝑛𝑑𝑜 𝑝𝑒𝑛𝑠𝑜 𝑎𝑖 𝑚𝑖𝑒𝑖 𝑓𝑖𝑔𝑙𝑖 𝑛𝑜𝑛 𝑣𝑜𝑔𝑙𝑖𝑜 𝑐ℎ𝑒 𝑖𝑚𝑝𝑎𝑟𝑖𝑛𝑜 𝑎 𝑎𝑚𝑎𝑟𝑒 𝑢𝑛𝑎 𝑠𝑞𝑢𝑎𝑑𝑟𝑎; 𝑣𝑜𝑔𝑙𝑖𝑜 𝑐ℎ𝑒 𝑖𝑚𝑝𝑎𝑟𝑖𝑛𝑜 𝑎 𝑣𝑖𝑣𝑒𝑟𝑒 𝑐𝑜𝑚𝑒 𝑠𝑖 𝑣𝑖𝑣𝑒 𝑛𝑒𝑙𝑙'𝐴𝑡ℎ𝑙𝑒𝑡𝑖𝑐, 𝑐𝑜𝑛 𝑔𝑙𝑖 𝑜𝑐𝑐ℎ𝑖 𝑝𝑢𝑛𝑡𝑎𝑡𝑖 𝑛𝑜𝑛 𝑠𝑢𝑙𝑙𝑎 𝑣𝑖𝑡𝑡𝑜𝑟𝑖𝑎 𝑚𝑎 𝑠𝑢𝑙𝑙𝑎 𝑓𝑜𝑟𝑚𝑎 𝑑𝑖 𝑣𝑖𝑣𝑒𝑟𝑒 𝑙𝑎 𝑠𝑡𝑜𝑟𝑖𝑎. 𝑉𝑜𝑔𝑙𝑖𝑜 𝑖𝑛𝑠𝑒𝑔𝑛𝑎𝑟𝑔𝑙𝑖 𝑢𝑛 𝑚𝑜𝑑𝑜 𝑑𝑖 𝑠𝑡𝑎𝑟𝑒 𝑎𝑙 𝑚𝑜𝑛𝑑𝑜. 𝐸𝑠𝑠𝑒𝑟𝑒 𝑑𝑒𝑙𝑙'𝐴𝑡ℎ𝑙𝑒𝑡𝑖𝑐 𝑠𝑖𝑔𝑛𝑖𝑓𝑖𝑐𝑎 𝑒𝑠𝑠𝑒𝑟𝑒 𝑓𝑒𝑑𝑒𝑙𝑒, 𝑔𝑖𝑢𝑠𝑡𝑜 𝑒 𝑜𝑛𝑒𝑠𝑡𝑜, 𝑎𝑛𝑐ℎ𝑒 𝑠𝑒 𝑛𝑒𝑠𝑠𝑢𝑛𝑜 𝑡𝑖 𝑠𝑡𝑎 𝑔𝑢𝑎𝑟𝑑𝑎𝑛𝑑𝑜”.

𝐄𝐒𝐊𝐄𝐑𝐑𝐈𝐊 𝐀𝐒𝐊𝐎, 𝐎𝐒𝐂𝐀𝐑! ❤️

21/05/2025

✍️ 𝐔𝐋𝐓𝐈𝐌𝐈 𝟗𝟎 𝐌𝐈𝐍𝐔𝐓𝐈 𝐃𝐈 𝐋𝐈𝐆𝐀...

Con l'Athletic Club già sicuro della quarta piazza che vale la Champions League, la Real Sociedad fuori dalla corsa ai posti che contano e l'Alavés matematicamente salvo (al pari dell'Eibar in Liga Hypermotion), l'unico club di nostro interesse a giocarsi qualcosa negli ultimi 90 minuti sarà l'Osasuna. La squadra di Vicente Moreno, che nei giorni scorsi ha già annunciato il suo addio dopo una sola stagione alla guida dei rojillos, può ancora qualificarsi sia per la Conference che per l'Europa League. Al momento, la classifica recita:

- 7° Celta Vigo, 52 pts
- 8° Rayo Vallecano, 51 pts
- 9 Osasuna, 51 pts

L'Osasuna è in svantaggio negli scontri diretti col Rayo e pari col Celta (che però ha +1 di differenza reti, contro il -4 dei rojillos).
L'ultimo turno prevede impegni sulla carta agevoli per tutte e tre le squadre, contro avversari che non hanno più nulla da chiedere:

Osasuna v Alavés
Getafe v Celta Vigo
Rayo Vallecano v Mallorca

La stagione è stata complessivamente positiva e gran parte del merito è da attribuire ad Ante Budimir aka il Cigno di Zenica che, a quasi 34 anni, ha disputato un campionato davvero eccezionale. 21 reti in Liga (più 3 in Copa del Rey), ovviamente record in carriera e che al momento gli valgono il terzo posto nella classifica marcatori, con due gol di vantaggio su Ayoze Perez e tre su Raphinha.

L'11 che Moreno ha utilizzato più spesso durante la stagione è stato il seguente: Herrera; Areso, Boyomo, Catena, Cruz (o Bretones); Moncayola, Torrò, Oroz; Ruben Garcia, Budimir, Bryan Zaragoza. In alcune partite, coincise soprattutto con l'assenza per infortunio del talento di proprietà del Bayern, si è vista anche la difesa a 5, con l'inserimento di Herrando.

Domenica scorsa si è svolta anche la despedida per il guerriero di mille battaglie Unai Garcia, che lascerà il club dopo ben 214 partite e, soprattutto, 25 anni di fedeltà assoluta.

Centrare la qualificazione europea sarebbe importante per dare continuità al progetto, rinforzare la squadra e soprattutto trattenere i propri gioielli; a cominciare dal rinnovo di Jesus Areso, in scadenza nel 2026 e al centro di numerose voci di mercato.

📍 Nella foto: Ante Budimir, Aimar Oroz e Lucas Torrò

20/05/2025

✍️ 𝐈𝐌𝐀𝐍𝐎𝐋 𝐀𝐋𝐆𝐔𝐀𝐂𝐈𝐋 𝐋𝐀𝐒𝐂𝐈𝐀 𝐋𝐀 𝐑𝐄𝐀𝐋 𝐒𝐎𝐂𝐈𝐄𝐃𝐀𝐃...𝐈𝐍𝐓𝐄𝐑𝐑𝐎𝐆𝐀𝐍𝐃𝐎𝐒𝐈 𝐒𝐔𝐋𝐋𝐀 𝐂𝐀𝐍𝐓𝐄𝐑𝐀

E' terminata l'era di Imanol Alguacil Barrenetxea alla guida dei 𝑡𝑥𝑢𝑟𝑖-𝑢𝑟𝑑𝑖𝑛, dopo oltre sei anni. Inizialmente chiamato come tecnico ad interim (mentre allenava il filial) per raddrizzare stagioni partite male (prima al posto di Eusebio Sacristán e poi di Asier Garitano), nelle annate successive Alguacil è riuscito a far crescere progressivamente la squadra, fino a farla stabilizzare sia in Liga che in Europa. Nelle sei stagioni complete come tecnico, Alguacil ha infatti raggiunto i seguenti piazzamenti: 6°, 5°, 6°, 4° e 6°, prima della stagione attuale che terminerà, dopo cinque anni consecutivi, senza Coppe Europee.

Nel mentre è stato capace di riportare a San Sebastian una Copa del Rey che mancava dal 1987, nella storica finale contro l'Athletic Club, giocata nel 2021 anziché nel 2020 a causa della pandemia. Era sicuramente il miglior momento della Real Sociedad e Alguacil, grazie a un mix riuscitissimo di calciatori provenienti dalla cantera (Oyarzabal, Zubimendi, Le Normand, Zubeldia, Barrenetxea), acquisti azzeccati (Mikel Merino, Isak, Remiro) e alle ultime cartucce di veterani di altissimo livello (David Silva e Monreal) era riuscito a creare una squadra al contempo solida, compatta e capace di imporre il proprio gioco basato sul dominio del pallone.

Col passare degli anni qualcosa è però cambiato e il ciclo del tecnico di Orio è arrivato alla fisiologica conclusione. L'apporto dei canterani saliti successivamente è stato residuale e, in fase di calciomercato, sono stati troppo pochi gli acquisti che hanno davvero performato (Kubo, Brais Mendez e poco altro). In una delle ultime conferenze stampa, Alguacil ha sia sottolineato quanto sia difficile per un canterano entrare in prima squadra e apportare fin da subito, man mano che stabilizzandosi in Europa il livello si alza e, dall'altro, che gli piacerebbe se, un giorno, all'interno della Real Sociedad si decidesse di optare per un modello più integralista come quello dell'Athletic.

Al momento, dei 27 calciatori che compongono la rosa 𝑡𝑥𝑢𝑟𝑖-𝑢𝑟𝑑𝑖𝑛, 15 possono considerarsi canterani ma soltanto 7 hanno giocato almeno 2000 minuti in stagione. Il fallimento totale di alcuni acquisti come Carlos Fernandez, Sadiq e Zakharyan, unito a calciatori che non hanno -almeno per il momento- reso secondo le aspettative, come Oskarsson e Sucic, hanno fatto forse sorgere il dubbio sulla sostenibilità del modello adottato finora. Il punto è: se 99 calciatori su 100 continuano a vedere il club come una tappa intermedia nella loro carriera e non di arrivo, sarai costretto prima o poi a cederli e, nel momento in cui i nuovi arrivi si mostreranno non all'altezza di chi ha lasciato, il castello di carte inevitabilmente crollerà e porterà a stagioni come questa dove, senza qualificazione in Europa, una o due cessioni sanguinose saranno inevitabili, con conseguente ridimensionamento.

Per sostituire Alguacil, come era successo a lui stesso in precedenza, la scelta è ricaduta su una soluzione interna e cioè su Sergio Francisco (in organigramma dal 2017, partendo dalla Real C e allenando il B nelle ultime 3 stagioni); segnale abbastanza inequivocabile del fatto che si prospetta un periodo di vacche parecchio più magre e che, per rifondare dalle fondamenta, c'è bisogno di ripartire innanzitutto dal settore giovanile e dal senso di appartenenza.

Personalmente penso che il modello "50%+50%" (cantera+mercato) della Real sia interessante e possa funzionare, ma guarderei al mercato solo in casi in cui i nuovi arrivi o alzano palesemente il livello, oppure vengono a coprire buchi palesi a roster e per il quale, in quel momento, la cantera non ha magari una risposta in tempi brevi. Andare a cercare rincalzi e giocatori di contorno fuori da Zubieta non aiuta né le casse né l'identità del club e, al limite, questi profili si possono andare a cercare a prezzo di saldo nel sottobosco, vedi Aramburu.

𝐕𝐨𝐢 𝐜𝐨𝐬𝐚 𝐧𝐞 𝐩𝐞𝐧𝐬𝐚𝐭𝐞?

🎯 Nel primo commento le dichiarazioni di Alguacil

19/05/2025

✍️ 𝐀𝐋𝐄𝐗 𝐁𝐄𝐑𝐄𝐍𝐆𝐔𝐄𝐑, 𝐈𝐋 𝐌𝐈𝐆𝐋𝐈𝐎𝐑 𝐃𝐎𝐃𝐈𝐂𝐄𝐒𝐈𝐌𝐎 𝐔𝐎𝐌𝐎 𝐃𝐄𝐋𝐋𝐀 𝐋𝐈𝐆𝐀

Con la vittoria di misura al Mestalla di Valencia, l'Athletic Club ha certificato anche la conquista del quarto posto, dopo aver raggiunto la matematica qualificazione alla prossima Champions League appena tre giorni prima contro il Getafe. Il sigillo su questa storica stagione degli 𝑧𝑢𝑟𝑖𝑔𝑜𝑟𝑟𝑖 lo ha messo Alejandro “Alex” Berenguer Remiro con un gol fantastico: un missile che tira via le classiche ragnatele dell'incrocio dei pali più lontano, dopo una sua tipica azione accentrandosi da sinistra. Un'autentica opera d'arte, che però non è nuova nel suo ormai vasto repertorio di reti bellissime e decisive.

In estate, dopo la vittoria in Copa del Rey attesa 40 anni e conquistata grazie al rigore decisivo proprio di Berenguer, le trattative per il rinnovo del contratto in scadenza erano andate per le lunghe. La volontà dell'ex Torino di restare a Bilbao alla fine ha fatto la differenza e la Junta presieduta da Uriarte non poteva certo permettersi di perderlo, viste le limitazioni autoimposte al mercato e il ritorno in Europa dopo tanti anni. Continuare il matrimonio era la scelta più saggia per entrambe le parti e Berenguer, alla soglia dei 30 anni (li compirà a luglio), ha sfoderato la migliore stagione in carriera. Già i numeri parlano per lui: 52 presenze su 54 possibili; 3254 minuti, dietro solo a Dani Vivian e Iñaki Williams; 6 gol e soprattutto 10 assist (massimo in carriera e primatista in stagione per il club). Niente male per un calciatore che, sulla carta, partiva come “semplice” ricambio sugli esterni dei fratelli Williams.

Una costanza di rendimento pazzesca, a prescindere se da titolare o subentrato e soprattutto ricoprendo alla grande almeno 4 ruoli: esterno alto a sinistra, a destra, trequartista e falso nueve. Parliamo d'altronde di un calciatore che abbina grande qualità in entrambi i piedi, che sa associarsi ma anche partire in dribbling in spazi strettissimi per cercare la conclusione personale e che non lesina affatto ripiegamenti difensivi; a tutto questo, è doveroso aggiungere il peso sempre maggiore che via via ha ricoperto in termini di leadeship, in campo come in spogliatoio.

Alla luce di tutto questo, è ancora giusto ridurre Alex Berenguer a un “semplice” dodicesimo uomo?

📌 [Nei commenti il golazo di ieri e altre sue perle]

Photos from Storia del Calcio Spagnolo's post 06/04/2024

🔥 Nuovamente ospite del podcast di Storia del Calcio Spagnolo, stavolta per parlare della finale di Copa del Rey tra Athletic Club e Mallorca, in programma stasera allo stadio de "La Cartuja", Siviglia.

Abbiamo fatto il punto sulla stagione fin qui delle due squadre e anche un salto nel passato, per raccontarvi tutto sulle loro ultime finali vinte e per dare spazio ad alcuni personaggi meno noti al grande pubblico, come Endika Guarrotxena.

Trovate sia il link Spotify che quello Youtube nel post e nel primo commento! 🔥

Photos from Euskal Futbola - Il Calcio Basco's post 05/04/2024

📌 𝐂𝐑𝐄𝐈𝐀𝐌𝐎 𝐋𝐀 𝐍𝐎𝐒𝐓𝐑𝐀 𝐒𝐄𝐋𝐄𝐙𝐈𝐎𝐍𝐄 𝐁𝐀𝐒𝐂𝐀!?

E siamo giunti all'ultimo atto: col 𝐜𝐞𝐧𝐭𝐫𝐚𝐯𝐚𝐧𝐭𝐢 si chiude! Esprimete due preferenze, in modo da stabilire il 9 titolare ed il suo ricambio. In caso di parità, andremo con spareggio/ballottaggio 🔥

👍 Mikel Oyarzabal (Real Sociedad)
♥️ Gorka Guruzeta (Athletic Club)
🤗 Asier Villalibre (Athletic Club) 🐃
😂 Jon Bautista (Eibar)
😮 Kenan Kodro (Ferencváros)
😥 Raúl García (Athletic Club)
😡 Eneko Jauregi (Amorebieta)

✍️ commenta se per assurdo vuoi votare per Jon Karrikaburu (Andorra, in prestito dalla Real Sociedad), Sabin Merino (Burgos), Victor Musa (Manchester United) o altri ancora!

👀 𝐋'𝐢𝐝𝐞𝐚 𝑒̀ 𝑞𝑢𝑒𝑙𝑙𝑎 𝑑𝑖 𝑓𝑜𝑟𝑚𝑎𝑟𝑒 𝑢𝑛𝑎 𝑟𝑜𝑠𝑎 𝑑𝑖 25 𝑔𝑖𝑜𝑐𝑎𝑡𝑜𝑟𝑖, 𝑖𝑝𝑜𝑡𝑖𝑧𝑧𝑎𝑛𝑑𝑜 𝑢𝑛 4-2-3-1 𝑑𝑖 𝑟𝑖𝑓𝑒𝑟𝑖𝑚𝑒𝑛𝑡𝑜 𝑒 𝑎𝑡𝑡𝑒𝑛𝑒𝑛𝑑𝑜𝑐𝑖 𝑢𝑛 𝑚𝑖𝑛𝑖𝑚𝑜 𝑎𝑙𝑙𝑎 𝑟𝑒𝑎𝑙𝑡𝑎̀: 2 𝑝𝑒𝑟 𝑟𝑢𝑜𝑙𝑜, 𝑝𝑖𝑢̀ 𝑖𝑙 𝑡𝑒𝑟𝑧𝑜 𝑝𝑜𝑟𝑡𝑖𝑒𝑟𝑒 𝑒 2 "𝑗𝑜𝑙𝑙𝑦".

Photos from Euskal Futbola - Il Calcio Basco's post 04/04/2024

📌 𝐂𝐑𝐄𝐈𝐀𝐌𝐎 𝐋𝐀 𝐍𝐎𝐒𝐓𝐑𝐀 𝐒𝐄𝐋𝐄𝐙𝐈𝐎𝐍𝐄 𝐁𝐀𝐒𝐂𝐀!?

Penultimo passo: 𝐞𝐬𝐭𝐞𝐫𝐧𝐢 𝐨𝐟𝐟𝐞𝐧𝐬𝐢𝐯𝐢 𝐨 𝐚𝐥𝐢, che dir si voglia! Esprimete fino a 4 preferenze, utilizzando commenti e foto oltre alle reaction; i due più votati saranno i titolari e gli altri due le loro riserve. In caso di parità, andremo con spareggi/ballottaggi 🔥

👍 Iñaki Williams (Athletic Club)
♥️ Nico Williams (Athletic Club)
🤗 Ander Barrenetxea (Real Sociedad)
😂 Alvaro Djalò (Sporting Braga / Athletic Club)
😮 Alex Berenguer (Athletic Club)
😥 K**e Barja (Osasuna)
😡 Iñigo Vicente (Racing Santander)
✍️ commenta se vuoi votare per Borja Sainz (Norwich City) o altri ancora!

👀 𝐋'𝐢𝐝𝐞𝐚 𝑒̀ 𝑞𝑢𝑒𝑙𝑙𝑎 𝑑𝑖 𝑓𝑜𝑟𝑚𝑎𝑟𝑒 𝑢𝑛𝑎 𝑟𝑜𝑠𝑎 𝑑𝑖 25 𝑔𝑖𝑜𝑐𝑎𝑡𝑜𝑟𝑖, 𝑖𝑝𝑜𝑡𝑖𝑧𝑧𝑎𝑛𝑑𝑜 𝑢𝑛 4-2-3-1 𝑑𝑖 𝑟𝑖𝑓𝑒𝑟𝑖𝑚𝑒𝑛𝑡𝑜 𝑒 𝑎𝑡𝑡𝑒𝑛𝑒𝑛𝑑𝑜𝑐𝑖 𝑢𝑛 𝑚𝑖𝑛𝑖𝑚𝑜 𝑎𝑙𝑙𝑎 𝑟𝑒𝑎𝑙𝑡𝑎̀: 2 𝑝𝑒𝑟 𝑟𝑢𝑜𝑙𝑜, 𝑝𝑖𝑢̀ 𝑖𝑙 𝑡𝑒𝑟𝑧𝑜 𝑝𝑜𝑟𝑡𝑖𝑒𝑟𝑒 𝑒 2 "𝑗𝑜𝑙𝑙𝑦".

Photos from Euskal Futbola - Il Calcio Basco's post 04/04/2024

📌 𝐂𝐑𝐄𝐈𝐀𝐌𝐎 𝐋𝐀 𝐍𝐎𝐒𝐓𝐑𝐀 𝐒𝐄𝐋𝐄𝐙𝐈𝐎𝐍𝐄 𝐁𝐀𝐒𝐂𝐀!?

🔥 𝐑𝐢𝐬𝐮𝐥𝐭𝐚𝐭𝐢 𝐝𝐢𝐟𝐞𝐧𝐬𝐨𝐫𝐢 𝐜𝐞𝐧𝐭𝐫𝐚𝐥𝐢:

𝟏. 𝐈𝐧̃𝐢𝐠𝐨 𝐌𝐚𝐫𝐭𝐢́𝐧𝐞𝐳 (𝐁𝐚𝐫𝐜𝐞𝐥𝐥𝐨𝐧𝐚) 𝟏𝟐
𝟏. 𝐃𝐚𝐧𝐢 𝐕𝐢𝐯𝐢𝐚𝐧 (𝐀𝐭𝐡𝐥𝐞𝐭𝐢𝐜 𝐂𝐥𝐮𝐛) 𝟏𝟐
𝟑. 𝐘𝐞𝐫𝐚𝐲 𝐀́𝐥𝐯𝐚𝐫𝐞𝐳 (𝐀𝐭𝐡𝐥𝐞𝐭𝐢𝐜 𝐂𝐥𝐮𝐛) 𝟗
𝟒. 𝐃𝐚𝐯𝐢𝐝 𝐆𝐚𝐫𝐜𝐢́𝐚 (𝐎𝐬𝐚𝐬𝐮𝐧𝐚) 𝟕
---------------------------------------------------
Igor Zubeldia (Real Sociedad) 6
Aitor Paredes (Athletic Club) 5
Jon Pacheco (Real Sociedad) 1
Anaitz Arbilla (Eibar) 1

🔥 𝐑𝐢𝐬𝐮𝐥𝐭𝐚𝐭𝐢 𝐜𝐞𝐧𝐭𝐫𝐨𝐜𝐚𝐦𝐩𝐢𝐬𝐭𝐢 𝐜𝐞𝐧𝐭𝐫𝐚𝐥𝐢:

𝟏. 𝐌𝐢𝐤𝐞𝐥 𝐌𝐞𝐫𝐢𝐧𝐨 (𝐑𝐞𝐚𝐥 𝐒𝐨𝐜𝐢𝐞𝐝𝐚𝐝) 𝟏𝟖
𝟐. 𝐌𝐚𝐫𝐭𝐢́𝐧 𝐙𝐮𝐛𝐢𝐦𝐞𝐧𝐝𝐢 (𝐑𝐞𝐚𝐥 𝐒𝐨𝐜𝐢𝐞𝐝𝐚𝐝) 𝟏𝟑
𝟑. 𝐈𝐧̃𝐢𝐠𝐨 𝐑𝐮𝐢𝐳 𝐝𝐞 𝐆𝐚𝐥𝐚𝐫𝐫𝐞𝐭𝐚 (𝐀𝐭𝐡𝐥𝐞𝐭𝐢𝐜 𝐂𝐥𝐮𝐛) 𝟕
𝟒. 𝐁𝐞𝐧̃𝐚𝐭 𝐏𝐫𝐚𝐝𝐨𝐬 (𝐀𝐭𝐡𝐥𝐞𝐭𝐢𝐜 𝐂𝐥𝐮𝐛) 𝟔
---------------------------------------------------
Ander Herrera (Athletic Club) 3
Jon Moncayola (Osasuna) 3
Ander Guevara (Alavés) 2
Mikel Vesga (Athletic Club) 2
Beñat Turrientes (Real Sociedad) 0
Hugo Guillamón (Valencia) 0

✅ Io non sto votando ma vedo che sta filando tutto liscio 😂❤

La coppia centrale titolare dietro sarà dunque formata da Iñigo Martínez e Vivian, che chiudono peraltro primi a parimerito. Finiscono fuori di poco Zubeldia e Paredes, segno che in questo ruolo c'è parecchia abbondanza ma anche io avrei scelto David García (che è ormai una presenza fissa anche con le furie rosse) e soprattutto Yeray, mio personale pupillo da sempre!

😂 Tanta stima per Bruno Stefanini che ha dato un voto al super-veterano Anaitz Arbilla!

Anche in mediana ben poche sorprese: la dupla della Real vince con un buon margine contro quella dell'Athletic e sarà titolare nella nostra selezione. Voti sparsi anche per altri 4 giocatori: anche qua infatti c'era parecchio margine di scelta!

🔥 Nel mentre è terminato anche lo spareggio tra Remiro e Agirrezabala per il posto di dodicesimo, con l'attuale portiere 𝑡𝑥𝑢𝑟𝑖-𝑢𝑟𝑑𝑖𝑛 che vince per 5 voti a 3.

✍ Finora è stato l'unico spareggio ma vi ricordo che, dopo aver scelto i 23 (due per ruolo e il terzo portiere), i giocatori esclusi che hanno raccolto il maggior numero di voti parteciperanno a una selezione speciale per gli ultimi due posti disponibili in rosa, quelli jolly.

✅ 𝐁𝐫𝐞𝐯𝐞 𝐑𝐄𝐂𝐀𝐏 𝐟𝐢𝐧𝐨𝐫𝐚:

Unai Simón
Alex Remiro
Julen Agirrezabala
Óscar de Marcos
César Azpilicueta
Yuri Berchiche
Iñigo Lekue
Iñigo Martínez
Dani Vivian
Yeray Álvarez
David García
Mikel Merino
Martín Zubimendi
Iñigo Ruiz de Galarreta
Beñat Prados

👀 Ultime ore per votare i due trequartisti, poi da stasera si parte con gli esterni d'attacco!

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