Se provo a fare un ragionamento sul tema del possibile cambiamento climatico Provando a ragionare mi vengono a mente tre possibilità: il cambiamento in grande misura (che poi un altro problema risiede nello stabilire a cosa meriti l'aggettivo grande) c'è, non c'è, c'è ma si tratta di variazioni che sono nella norma, in cicli che sono magari lunghissimi rispetto alla vita umana, Il primo caso, quello del forte cambiamento in atto, può essere di origine antropica o no, oppure anche un misto delle due cose in misura variabile. Si avrebbero quindi quattro possibilità più tutte le combinazioni infinite dell'ultimo caso preso in considerazione. Mi sembra oggettivamente difficile capirci qualcosa. C'è però da aggiungere che non è detto che l'origine, antropica o meno, del possibile fenomeno in questione, rappresenti una discriminante significativa e che un'eventuale origine non umana di un cambiamento climatico sia necessariamente da far corrispondere all'inutilità di qualsiasi azione umana di contrasto. Un'eruzione vulcanica quasi certamente non dipende da attività umana, ma, se mi dà qualche segnale di preavviso, mi sposto e forse riesco ad evitare di subire conseguenze. Provando a riassumere,
mi pare, e sottolineo il "mi pare", difficile avere certezze sull'esistenza o meno di un cambiamento climatico "significativo". Posto che si riuscisse a provare l'esistenza del cambiamento, se si arrivasse alla conclusione che non è (principalmente) generato da attività umane non si avrebbe automaticamente la garanzia che non sarebbe reversibile modificando in qualche misura le attività umane, così come se si provasse che è (principalmente) generato da attività umane non si avrebbe automaticamente la garanzia che sarebbe reversibile modificando in qualche misura le attività umane. Ammesso e non concesso che le cose stiano così, mi pare arduo avere certezze in merito e mi viene da pensare che la cosa migliore sarebbe forse rallentare un po' le attività umane in attesa di capirne di più, ma ciò sembra contrastare fortemente con un cammino transumanista che sembra pervadere il nostro percorso umano.
Action Art - organizzazione di eventi culturali e artistici
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No-profit per la promozione di arte, letteratura e cultura, ufficio stampa ed eventi a Milano dal 2009
ActionArt è una realtà no-profit nata a Milano nel settembre 2009, ad opera di alcuni appassionati d'arte e cultura, guidati da Fabrizio Gilardi, artista e art promoter, con l'obiettivo iniziale di sostenere, attraverso l'organizzazione di mostre in location selezionate, giovani artisti emergent
...stiamo cercando tutti e da qualche centinaia di migliaia di anni, se non milioni di anni, degli escamotage per sentirci soddisfatti...quindi, non so se ci se la farà mai o se qualcuno che dice di esserlo, c'è l'ha fatta veramente... :)
Qui mi viene però da dire che i simboli del benessere sono forse relativamente mutati ma esistono eccome. Non magari la pelliccia, che comunque sopravvive anche nel ruolo di prestigio, ma altri capi d'abbigliamento. Le automobili che sopravvivono anche come simbolo di prestigio sociale da quando si è iniziato a costruirle. Magari una bicicletta sofisticata che come simbolo di prestigio mi pare non esistesse in quei decenni se non per i bambini ("Ho una bici più bella della tua!") Del resto l'oggetto di prestigio sociale non nasce con l'essere umano per il semplice fatto che, a detta di studiosi del comportamento animale, esiste anche in altre specie viventi, il che, volendo proprio arrivare a qualche conclusione, mi pare sia un po' una delle croci e delizie della nostra specie in particolare...
...scritto poco fa su un forum a proposito di passione per la storia e nostalgia di un passato migliore, che, per me, sono due cose ben diverse! "...beh, intanto c'è da dire che, tanto per portare il mio caso, sono appassionato di storia e parole simili a quelle le dico talvolta non per nostalgia, ma per un senso di istintivo stupore, ovviamente con una componente irrazionale, poiché razionalmente tutti sappiamo che è la cosa più normale del mondo vedere un'immagine dei primi decenni del '900 nella quale non compaiono auto oppure ve ne sono pochissime. Sulle nostalgie dico che per ironia ho coniato lo strampalato slogan: "Meglio prima, meglio adesso, meglio mai". Tentativo di spiega: so bene che nell'insieme è meglio adesso ma non ne faccio né un assoluto, né uno slogan soddisfatto, primo perché penso che il profilo non esuberante sia quasi sempre il migliore da tenere, anche se poi alle volte mi contraddico; secondo perché quasi certamente l'umanità e le specie viventi in generale hanno una parabola di esistenza limitata, similmente, anche qui, con ogni probabilità, a quanto accade a noi singoli individui. Quindi se è vero come è vero, che viviamo nell'insieme meglio di 200 anni fa, è anche molto probabile che siamo due secoli più vicini alla fine della nostra specie. Infine non ritengo sacrilegio se qualche volta, per portare un esempio che poco mi riguarda poiché ho rinunciato a guidare mezzi di trasporto, una persona si lascia qualche volta andare a un commento del tipo: "Certo che a quell'epoca guidare era una cosa più tranquilla!". Tra l'altro è possibilissimo che stia anche tenendo già presente che non si sarebbe potuto curare certe infezioni, magare contratte in un incidente, da cui ora potrebbe invece guarire senza troppe difficoltà dal omento che ora esistono gli antibiotici e magari ha pure in mente che l'auto che avrebbe guidato tranquillamente si sarebbe bloccata molto prima e che avrebbe potuto arrivare meno lontano per ragioni di tempi impiegati per gli spostamenti a causa della velocità più ridotta. Perché non ammettere la possibilità che magari tutte queste cose una persona le conosce e però accetta il momento di leggerezza nel quale l'irrazionalità può, magari a seconda delle inclinazioni individuali, concedere, o almeno contribuire a dare, un momento di rilassamento alla mente? Ovvio poi che vi sia chi è realmente convinto invece che si stava meglio quando si stava peggio."
...a me piacerebbe uno scritto sui come e i perché il termine "maschilismo" sia stato sostituito, credo piuttosto rapidamente, dal termine "patriarcato".
...la politica bolle anche nella pentola della massaia, diceva mio zio, un buon mezzo secolo fa! Altro che complotti recenti!
Lo storico o l'appassionato di storia dovrebbero avere per metodologia, il dubbio in modo da trovarsi nelle condizioni migliori per approfondire efficacemente i temi. Sarebbe quindi bene non idolatrare né il "sistema" occidentale, né quello russo, né quello cinese, né quello pinco palla o pallino. 😉 Anzi, trovo che ancor meglio sarebbe "fare le pulci" a ciascuno di questi sistemi.
Prego vivamente di non rispondere ai commenti nostalgici poiché è proprio quello che loro cercano e vogliono per fare propaganda alla loro visione del mondo e aumentare la risonanza delle loro idee.
...sarà vero che conoscendo sempre più la realtà si perde l'illusione indispensabile all'umanità?
Ovvio che le parabole dei personaggi noti vivano poi anche sulla pubblicizzazione di esperienze che non sono diverse da quelle che possono capitare a chiunque, ma questa è una parte del gioco, oserei dire in tutte le sue sfaccettature, che non sono poi pochissime, assomigliando guarda caso, in parecchie circostanze, alle vite di tutti, per esempio nel tirarsi talvolta racchettate sulle ginocchia o, altre volte, anche un po' più su.
Il punto è procedere ugualmente anche stando nel mezzo dei venti di diversa direzione. ( o di ugual direzione e verso discorde come diceva il mio prof di fisica, per rimanere nel passato). ;)
08/09/2024
Bravissima Aryna Sabalenka che coglie l'ennesima vittoria facendo suo l'Open degli Stati Uniti ! Mi soffermo un po' di più sulla perdente Jessica Pegula poiché mi pare una risposta vivente a coloro che appena un benestante, per non dire una persona di una famiglia che ha ricchezze a livelli tipo i Berlusconi, raggiunge risultati in qualche campo, si affrettano ad esprimere certezze sul fatto che sia stata favorita e "fatta passare avanti" ad altri più meritevoli. Spesso accade in settori come arti, teatro e simili dove parecchie cose sono opinabili e così è anche in lavori più comuni come i settori dirigenziali. Anche in uno sport di squadra la vittoria e lo sconfitta non dirimono completamente la questione sulle qualità del singoli rispetto ad altri singoli. Nel tennis devi far rimbalzare due volte la palla al di là della rete o tirarla così piazzata e/o forte, da far sì che l'altro non riesca a rimandarla nel tuo, e non c'è nessuno con te in campo, almeno nel singolare, e se lo fai più volte dell'altro (approssimando 🙂 ) e soprattutto nei momenti giusti, vinci, altrimenti perdi e ciò sia che ti chiami Pinco Palla o invece XY. Poi si può certo dire, e con ragione, che Jessica Pegula avrà potuto dedicarsi al tennis con più tranquillità e con più strumenti di ogni tipo a disposizione, rispetto alla maggior parte delle altre ragazze ma rimane il fatto che non sarà certo la migliore giocatrice del mondo, si potrà poi discutere se possa essere sopravvalutata dalla classifica, ma penso che solo qualcuno che c'è e ci fa al tempo stesso, possa sostenere che non sia tra gli le attuali migliori del mondo nel tennis. Vogliamo dire almeno decima? Va bene lo stesso! Non è la decima attrice o la decima manager che può essere valutata tale anche per ossequio alla famiglia miliardaria; è la decima (almeno) in un settore dove devi far rimbalzare la palla due volte e non devi farlo fare all'avversaria. Io non sono di quelli che sostengono che i ricchi mandano avanti il mondo, mi piace invece una ricca che dimostra di essere veramente e indubitabilmente forte nel suo campo.
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