Moriremo, noi tutti, guardando una partita dell’Inter.
[ComIntern per , 30 agosto 2026]
Interisti Stalinisti
Qualcuno era Interista perché aveva capito che l'Inter andava piano... ma lontano.
30/08/2026
Da quando è stato introdotto il VAR, volenti o nolenti, tantissimi addetti ai lavori hanno dovuto fare un passo indietro rispetto alla, radicata, sudditanza psicologica provata nei confronti dell’azienda calcistica - perché di questo si tratta - appartenente alla famiglia più potente d’Italia. Nel periodo di gestazione e sperimentazione dello strumento, poi, hanno provato a mascherare determinate porcate, più che palesi, in ragione di un protocollo asseritamente non chiaro e soggetto a interpretazioni (tanto per dirne uno: Pjanic-Rafinha, sfuggito guarda caso al neo-designatore Orsato), salvo poi, negli anni, arrendersi allo strumento per salvaguardare la credibilità di un sistema intero.
A seguito di ciò - carta canta - chi in precedenza vinceva campionati o si qualificava in Champions grazie delle “sviste” (cit.) passate in sordina è finito in un tracollo dal quale fatica ancora a uscire, così destando l’allarme di chi proprio non accettava un decadimento d’immagine, sportivo ed economico di tale portata.
L’unico modo per ritornare indietro di dieci anni e per risollevare le sorti di chi ha sempre beneficiato di queste piccole grandi sviste, quindi, era ristabilire quel meccanismo psicologico di sudditanza e servilismo degli addetti ai lavori nei confronti di questa compagine: spegnere il VAR e ricambiare tutto per non cambiare nulla, come nella più gattopardiana delle tradizioni.
Il tutto, come la storia ci ha insegnato, nel nome dell’amore (e della regolarità sportiva). Non lamentiamoci, poi, se il campionato italiano ha ormai un seguito minore del tennis e se la gente continua a disinnamorarsi di questo sport, ormai non più tale. Perchè la storia si ripete sempre due volte: la prima come tragedia, la seconda come farsa.
[ComIntern per gli scempi sportivi, 30 agosto 2026]
Sono in un barbershop arabo, il titolare ha in diretta una non meglio identificata partita del campionato arabo, in sottofondo suona della musica popolare del Maghreb e accanto a me un avventore segue dei reels di Marco Rizzo nei quali, in pedissequo ordine: è in barca in stile Pirata dei Caraibi, invoca a tutto volume la nazionalizzazione di non so cosa e in fine nomina Bonaccini, Vannacci e la Meloni.
L’Italia è un Paese che non è possibile comprendere dal di fuori.
[ComIntern per gli scenari apocalittici, 29 agosto 2026]
26/08/2026
Amiche e amici, Compagne e compagni tutti,
ringraziandovi in primis per le tante prenotazioni e gli acquisti del nuovo Manifesto del Partito Interista Stalinista, vi annuncio che è terminata l’impaginazione e che a brevissimo, quindi, partiranno le spedizioni e giungerà a voi il Manifesto, potendovi così godere la riedizione con la cavalcata scudetto, con le gesta del Conducator Chivu e con il manifesto socio-pacifista di Inter Campus - e della questione palestinese. Ma, soprattutto, potrete godervi le bellissime parole di papà Moratti e del fratello (e compagno) nerazzurro Gianfelice Facchetti, che mai smetterò di ringraziare.
In secundis, poi, vi annuncio un piccolo progetto che prende forma e sostanza per stare un po’ assieme prima, durante e/o dopo le partite: Piazza Inter (amala!). Un bellissimo progetto editoriale nerazzurro, ideato e diretto da Walter Giannò, col quale - su Twitter / X - vivremo assieme i momenti di gara, magari anche durante la partita stessa, e interagiremo tutti assieme, voi compresi! Apriremo difatti, di volta in volta, uno “spazio live” accessibile a chiunque sia iscritto alla piattaforma e commenteremo il tutto. Un modo per dare vita a tutto ciò che viviamo e non lasciarlo soltanto per iscritto.
Spero che ci siate in tanti ❤️✊🏻🖤💙
[ComIntern per le annunciazioni progettuali, 26 agosto 2026]
Torna il bar sport, ma dentro il telefono: nasce "Piazza Inter Live" con Cagliari - Inter Domenica 30 agosto alle 20:45 la prima puntata di Piazza Inter Live su X: prepartita, diretta e dopopartita di Cagliari-Inter con Giannò, Russello e Marella.
22/08/2026
Vincere oggi e portare a casa i tre punti, in pieno calcio d'agosto, era fondamentale per tre motivi: iniziare a metter fieno in cascina per i tempi più duri, dare un segnale a chi giocherà subito dopo di noi e, non da ultimo, per riprendere da lì, dove ci eravamo lasciati.
Se la prima frazione di gara ha mostrato a tutti che le gambe sono ancora pesanti, è il secondo scampolo di partita a mostrare a tutti la qualità altissima dei ragazzi, tanto nei titolari quanto nelle alternative - ammesso che tali possano considerarsi. Perché per un Curtis Jones ed uno Spence che arrivano, ci sono, puntuali come il grido di rivolta nerazzurra, i sempre presenti Zielinski e Calhanoglu e il reinventato Diouf (per tutti, da oggi, D10UF). E poco importa se il pareggio momentaneo del Monza arriva da una piccola svista della nostra retroguardia, perché i ragazzi tutti, nessuno escluso, hanno risposto presente rispettando la più rosea delle attese. E allora, in attesa del calcio di settembre, godiamoci questi tre punti e il ritorno della Beneamata nella migliore delle versioni.
P.S.: menzione d’onore per il Conducator Chivu, persona perbene e persona eccezionale che nel giorno del ritorno della Beneamata regala al draghetto Stankovic, già figlio del generale inverno Deki, il debutto con la maglia che, da piccolo, ha sempre sognato e s’è scolpito sulla pelle. Grazie, Mister, per essere ciò che sei.
Bandiera nerazzurra la trionferà,
evviva l'Interismo e la libertà.
Amala, querida 🌹🖤💙
[ComIntern per , lieto ritorno, 22 agosto 2026]
“Sono morti De André, Battiato e ora anche Guccini. Chi è rimasto a scrivere canzoni per i noi e i nostri figli?”
- Rafael Leao.
(Cit.)
[ComIntern per le amare verità, 6 agosto 2026]
06/08/2026
Guccini ci lascia all’improvviso e io mi sento come Benigni in Berlinguer ti voglio bene.
La cosa che mi fa rabbia e al contempo mi fa pensare è che, nonostante ultimamente lo abbia contestato -tra me e me- per alcune dichiarazioni politiche, non riesco a non star male e a non sentirmi vuoto per la sua morte.
Guccini è stato uno degli artisti pensatori più delicati e puliti che l’Italia abbia mai conosciuto. Una fonte di cultura e di amore per il pensiero civico, il pensiero critico e per il pensiero letterario.
Con Guccini l’Italia perde davvero un pezzo di storia (di storia vera), una di quelle persone che hanno contribuito al patrimonio artistico e culturale della Cosa Pubblica.
E io, oggi, mi sento tremendamente orfano.
[ComIntern per Francesco Guccini, Maestro, 6 agosto 2026]
Serie A 2026/2027:
- Como: M. Kempf
- Lecce: Geubbels
- Lazio: Mussolini
È tutto vero ed è tutto fantastico.
[ComIntern per gli storicismi insoliti, 1 agosto 2026]
30/07/2026
Once upon a time you dressed so fine
Threw the bums a dime in your prime, didn't you?
People call say 'beware doll, you're bound to fall'
You thought they were all kidding you
You used to laugh about
Everybody that was hanging out
Now you don't talk so loud
Now you don't seem so proud
About having to be scrounging your next meal
How does it feel,
how does it feel?
To be without a home
Like a complete unknown,
like a Johnny Stones
[ComIntern feat. Bob Dylan per John Stones, roccia del popolo, 30 luglio 2026]
21/07/2026
Si apprende oggi, 21 luglio 2026 - a due giorni dalla morte di un cittadino marocchino e a vent'anni dalla morte di un militante politico italiano - che la vita umana è sacra solo se ad esserne privato non sia un migrante, un ex migrante, un militante politico anarchico o di sinistra, un non esercente attività di gioielleria e un non-feto.
Si sarebbero potute riempire pagine su pagine, da due giorni a questa parte, per chiedere giustizia e gridare alla vergogna per un uomo ucciso durante un fermo di polizia. E invece no.
Come nella più becera delle propagande populiste e mai politiche, si è scelto di pretermettere l'evento e si è colta l'occasione per strumentalizzare tutto con schieramenti aprioristici di sorta: o con la polizia, e quindi di destra, o coi criminali, e quindi di sinistra. Un giochino oramai desueto e sdoganato guarda caso da chi, allergico al contraddittorio, allergico alle soluzioni, ha bisogno di puntare il dito per accalappiare consenso del più miserabile dei modi.
Evidentemente il disagio sociale e la povertà vanno aboliti, arginati e trasformati in opportunità solo quando fa comodo; solo quando è utile per raccattare consensi, voti e pulirsi la coscienza; solo - soprattutto - quando allo stigma del disagio non s'affianca lo stigma della diversità culturale, nazionale o religiosa. Lì no. Lì ecco che il disagio sociale diventa un male da estirpare anche a costo di ammazzare.
Ed è proprio qui, peraltro, che tutto il paradosso dei tantissimi destrorsi, sempre attenti all'ordine pubblico e alla disciplina si manifesta: pro-vita, dunque sì alla vita umana sempre e comunque. O quasi. Cioè dipende. Sì alla vita ma solo a quella dei feti e degli italiani. Anzi: sì alla vita ma solo a quella dei feti, degli italiani e degli italiani non anarchici, non di sinistra, non tossicodipendenti e non disperati.
Evidentemente un tunisino, un magrebino, un africano o un apolide abusato desta minor sdegno di un omicidio perpetrato - doloso o colposo che sia. Evidentemente un individuo dissociato, disagiato magrebino ha meno dignità di un qualche dissociato e/o disagiato italiano, magari figlio di malviventi, magari bullo di quartiere - che della violenza fa il proprio marchio di fabbrica - da accogliere a braccia aperte in parrocchia o in confessionale. Per un magrebino o per un ex migrante non c'è mica parrocchia o cristianità che tenga.
Evidentemente c'è qualcuno che, sulla base della nazionalità, della fedina penale o di una (solo millantata) cristianità si arroga il diritto di decidere quali vite contino, e siano degne di essere vissute, e quali no. Sticazzi... tanto domenica si va a messa, ci si fa la confessione e si torna a casa con la coscienza pulita.
Qualcuno diceva che la religione è l'oppio dei popoli... e forse non sbagliava poi così tanto.
Per quanto voi vi crediate assolti,
siete per sempre coinvolti.
[ComIntern per la morte dello Stato di Diritto, 21 luglio 2026]
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