In un paese civile, nel 2026, la vera notizia non dovrebbe certo essere quella riguardante la sessualità di un calciatore o di un dirigente, siano essi il Rrhamani o chicchessia di turno, i quali sono liberissimi di essere etero, omo, bi-tri-quadrisessuali.
La vera notizia in un paese civile, a maggio 2026, è che gente pluri-imputata e poi condannata millanti ancora credito e sia libera di parlare ad cazzum sulla qualunque senza averne il benché minimo titolo o la benché minima base e conoscenza argomentativa.
Dispiace davvero per i tifosi e napolisti, e per tutti i giornalisti partenopei onesti, che non meritano questo scempio e devono fare i conti con sciacalli del verbo e della disinformazione che per un pugno di dollari venderebbero e lascerebbero in mutande persino la madre. I tifosi per bene non meritano tutto questo (e noi, questi sciacalli alla sbarra, li conosciamo bene. Chiedere ad Adriano, Coco, Paolillo e chi per loro).
Ma il calcio italiano, si sa, è anni luce lontano dalla civiltà.
[ComIntern per una via interista all’informazione pulita, 19 maggio 2026]
Interisti Stalinisti
Qualcuno era Interista perché aveva capito che l'Inter andava piano... ma lontano.
16/05/2026
“Pres., come sta? Se lei volesse, le vorrei far leggere due paginette su Inter Campus, sulla questione palestinese e su questa annata fantastica…”
- Ma che meraviglia… però prima dimmi: sei contento per questo scudetto? Ti racconto due aneddoti su Chivu per farti capire quanto se lo merita… […].
Questo è il nostro Presidente. Un’anima sensibile con la capacità, pura e innata, di far sentire chiunque al posto giusto. Persino accanto o di fronte a sé.
Una persona la cui delicatezza e onestà viaggiano di pari passo con il suo grado di Interismo - il più alto immaginabile.
Una persona che ha fatto del collettivismo il marchio di fabbrica dell’Internazionale di Milano, rendendoci tutti orgogliosi di poterci professare Fratelli del Mondo e non soltanto, limitatamente e vergognosamente, fratelli d’Italia.
Gloria imperitura a Papà Moratti.
Lunga vita al presidente. Lunga vita al presidente.
[ComIntern per Massimo Moratti, Padre costituente, 16 maggio 2026]
14/05/2026
Il capitalismo contiano produce bestie, il socialismo Interista produce uomini.
[Cristian Chivu, Conducator, 14 maggio 2026]
13/05/2026
A riprova del fatto che i Campioni dell’Italia siamo noi - questa sera più che mai, in tutto e per tutto - l’Internazionale di Milano ha mostrato ancora una volta la supremazia del collettivismo nerazzurro rispetto all’individualismo borghese avversario.
Anche questa sera, l’Armata nerazzurra ha mandato in campo undici lavoratori del pallone, forgiati dall’educazione siberiana di matrice Chivuista. Non al capitale, non all’amore, né al cielo… ma alle frange operaie del tifo nerazzurro che in un giorno qualunque, in un ordinario mercoledì sera, tornati stanchi dal turno lavorativo odierno hanno trovato la forza di far cantare forte il motore nerazzurro e le corde vocali. Tutto per loro: per i nostri ragazzi che hanno trasformato l’annata 2025/2026 in una vera e propria comune calcistica permanente.
La decima Coppa Italia nerazzurra è, ancora una volta, il trionfo del centralismo democratico applicato al contropiede. È la falce che entra in area. È il martello che colpisce l’incrocio.
A Milano non s’arriva, resiste Suningrado!
[ComIntern per Lazio-Inter, Doblete, 13 maggio 2026]
Quando dico che essere interisti rispecchia un modo di vivere e intendere la società, e non una questione di mero pallone, mi riferisco esattamente al rapporto tra individuo e ingiustizia.
Generalizzare oggi, speculando, sulla giustizia italiana è l’operazione più semplice che si possa fare. Più complesso è invece chiedersi, approfondendo, e avere il coraggio di dire - domandandosi a monte, appunto - come e perché sia stato possibile uno scempio giudiziario di tal fatta. Oltre a richiedere molto più coraggio nel darsi una risposta.
Proprio come richiedeva tanto coraggio esporsi in questi anni a favore di Alberto Stasi, ragazzo perbene, giovane brillante e di belle speranze a cui hanno depredato il futuro, gl e anni più belli della sua esistenza, oltre all’amore della sua vita. Il mio pensiero, oggi, come spesso è accaduto in questi anni, va lui e alla sua immane dignità di uomo, di ragazzo e di fidanzato. Lui che più di chiunque altro ha lottato, da ristretto, per la verità. Lui e la sua dignitosissima famiglia. Sua madre e suo padre, andato via con la consapevolezza dell’innocenza del figlio e con al contempo il macigno della sua ingiusta condanna. Cosa che dovrebbe toccare e far tremare di indignazione ogni individuo sensibile agli aspetti e alle giustizie e ingiustizie sociali.
E siccome, fortunatamente, tutto torna nella vita - il bene come il male - lui e Chiara guarderanno finalmente assieme l’epilogo di questa vicenda che, se non fosse stata per loro e per gli attributi cubici degli avvocati Bocellari e De Renzis, non sarebbe mai giunta alla ricerca di una verità fattuale e non solo di comodo. Per chi, peraltro, non è dato sapere. O forse sì.
Con Alberto, e con la verità.
[ComIntern per una via interista alla ricerca della verità e per la dignità umana, 7 maggio 2026]
06/05/2026
Evaristo Beccalossi era - è e sarà per sempre - un esempio di interismo pulito e delicato. Rappresentante perfetto del calcio della sua generazione, giocatore sublime e persona eccezionale.
Ha resistito fino a vedere il Ventunesimo per gioirne con noi e poi ci ha salutati.
Ciao, Becca. Ti abbiamo amato e ammirato tanto. Che la terra ti sia lieve 🌹🖤💙
[ComIntern per Evaristo Beccalossi, Padre Interista, 6 maggio 2026]
05/05/2026
Il socialismo Interista ha impaurito, annientandolo, il capitalismo Contiano più di qualsiasi critica. La critica del capitalismo, per radicale che possa essere, non è ancora il perfetto Interismo. La critica il capitalismo Contiano la può sopportare, ma il Socialismo interista, comunque lo si voglia oggi definire, significa soppressione dei rapporti di produzione capitalisti.
[Cristian Chivu, Conducator, 5 maggio 2026]
04/05/2026
Ieri, alle 22:39, la Beneamata si laureava campione d’Italia per la ventunesima volta.
Tra le 5:00 e le 7:28 di questa mattina io terminavo questo: l’ultimo pezzo di un puzzle che ora attende solo il 13 maggio per completarsi e andare in stampa.
Per il verbo interista, ma anche per mister Chivu e i ragazzi tutti.
Per la costruzione di una terza via all’Interismo.
Sono distrutto, ma n’è valsa la pena ❤️
🖤💙⭐️⭐️
[ComIntern per il Manifesto del Partito Interista, 4 maggio 2026]
04/05/2026
Compagni e compagne nerazzurri, il ventunesimo scudetto non è stato vinto: è stato conquistato. È stata una lunga marcia, cominciata osticamente ma via via consolidatasi, con non poco sacrificio, durante l’intera campagna d’inverno. Una marcia condotta con disciplina, sacrificio e incrollabile fede nella causa.
Mentre le altre fazioni borghesi del campionato - guidate da conti dai volti sempre troppo allegri e proclamati vincenti per grazia ricevuta - si perdevano nei loro compromessi e nelle loro crisi interne, la Beneamata ha costruito un collettivo solido in cui, al grido di tutto il potere ai soviet, l’individuo si è dissolto nel bene supremo della squadra.
Ogni partita è stata una presa del Palazzo d’Inverno: gli avversari assediati, accerchiati, costretti a cedere terreno sotto l’avanzata metodica delle truppe nerazzurre, trainate dal capitano Lautaro Insurgente Martinez e dal Conducator Cristian Chivu. Non colpi di fortuna, ma pianificazione scientifica del dominio. Non improvvisazione, ma dialettica applicata al pallone.
Il campionato, Compagni, ha rappresentato la sintesi perfetta del concetto di lotta di classe: da una parte colori i quali hanno vissuto di rendita, di nomi e di gloria passata; dall’altra l’Internazionale di Milano, avanguardia organizzata, che ha trasformato il campo in fabbrica e il gioco in produzione di vittorie, fonti di ricchezza da ridistribuire al Popolo tutto. Gol come manifesti, azioni corali come assemblee popolari, difesa come muro invalicabile del fronte proletario.
E quando finalmente, ieri, il Tricolore è stato issato, non è stato un semplice vessillo: è stata la bandiera della rivoluzione nerazzurra della rivoluzione proletaria interista che sventola fiera su tutta la Serie A.
Ventuno scudetti. Non un numero, ma una dichiarazione ideologica. Perchè la Storia non si osserva: si prende. E l’Inter di mister Chivu la Storia l’ha presa, scrivendola, con la forza del collettivo.
[ComIntern per il Ventunesimo, 4 maggio 2026]
La vittoria dell'Inter non è solo un risultato sportivo. Essa è la dimostrazione che la coscienza di classe può ancora imporsi sul calcio borghese.
Bandiera nerazzurra la trionferà,
evviva l’Interismo e la libertà.
[ComIntern per il Ventunesimo, 3 maggio 2026]
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