08/09/2026
Due voci, due modi di rendere il Bhakti visibile.
apre Yatra Festival il 3 ottobre con un assolo di Bharatanatyam: da quattordici anni allieva della celebre coppia Renjith & Vijna, porta sul palco la disciplina di una tradizione trasmessa corpo a corpo.
L'Antharam Ensemble chiude la prima giornata con una performance dedicata proprio al tema di questa edizione: l'ultimo gesto di un cammino che dura tre sabati.
Dall'apertura alla chiusura, un unico filo: la devozione come linguaggio.
🗓️ Yatra Festival — dal 3 al 17 ottobre
📍 La Via del Respiro, via Paolo Mantegazza 33, Milano
🎟️ Ingresso gratuito, posti limitati — prenotazione obbligatoria
07/09/2026
Da bambina di sei anni a maestra di una scuola tutta sua: il percorso di attraversa oltre trent'anni di Bharatanatyam.
Un M.A. in Bharatanatyam, un B.A. in Musica e Movimento, e studi avanzati di Nātyashastra e Karana sotto la guida della leggendaria Dr. Padma Subrahmanyam: la sua formazione è tra le più rigorose che si possano incontrare oggi. Da quattordici anni si allena con la celebre coppia di danzatori Renjith & Vijna presso la Sāraswatham Foundation, e dal 2017 è lei stessa a trasmettere questa disciplina, come fondatrice della scuola Nrtya Sangeetha Art Space, tra lezioni in presenza e online.
Il 3 ottobre porta questo intero percorso in un assolo che apre Yatra Festival: il primo gesto di un cammino dedicato al Bhakti.
🗓️ Sabato 3 ottobre, ore 18.00
📍 La Via del Respiro, via Paolo Mantegazza 33, Milano
🎟️ Ingresso gratuito, posti limitati — prenotazione obbligatoria
02/09/2026
Settembre porta un cambiamento che il corpo sente prima della mente. 🍂
Il percorso "Il Respiro delle Donne" si apre con un cerchio in cui portare domande, dubbi, esperienze, condivisioni.
Domenica 13 settembre, dalle 9.30 alle 11.00, ci troviamo per parlare di Ritucharya e dei ritmi stagionali secondo l'ayurveda.
Perché in questo passaggio ci sentiamo più stanche? Cosa succede al nostro Agni quando l'estate lascia spazio all'autunno? Come possiamo accompagnare il corpo?
📍 La Via del Respiro, Via Paolo Mantegazza 33, Milano
🕤 13 settembre, 9.30–11.00
✉️ Info e iscrizioni: [email protected]
🌐 www.associazionelavia.it
01/09/2026
Il tempo ciclico è un concetto astrologico, ma anche qualcosa che possiamo sentire nel corpo, respiro dopo respiro.
Ogni pratica sul tappetino è un piccolo rito che ci riporta al presente — un modo per abitare il "qui e ora" dentro il grande ciclo del tempo (kāla) di cui è fatta ogni cosa.
Settembre porta con sé un nuovo inizio: si torna sul tappetino, si torna in comunità. Nei prossimi giorni vi raccontiamo cosa vi aspetta — dallo Yatra Festival ai corsi in partenza in Via del Respiro. 🌾
25/08/2026
Ogni alba porta con sé un tempo diverso.
E in ogni nuovo tempo, ciò che scegliamo di fare lascia una traccia.
24/08/2026
Pensare il tempo in modo ciclico significa cambiare completamente prospettiva.
Nella cosmologia indiana troviamo sistemi di misurazione che vanno dal tempo della vita quotidiana fino a cicli cosmici di dimensioni difficili persino da immaginare.
La tradizione purāṇica descrive quattro grandi ere: Kṛta (o Satya), Tretā, Dvāpara e Kali Yuga. Insieme formano un Mahāyuga, della durata tradizionale di 4.320.000 anni umani.
E il ciclo continua ad ampliarsi.
Mille Mahāyuga costituiscono un Kalpa, equivalente a 4,32 miliardi di anni e definito un “giorno di Brahmā”. A questo segue una notte di uguale durata, al termine della quale ha inizio un nuovo ciclo di manifestazione.
Creazione, permanenza e dissoluzione non vengono quindi pensate come eventi unici e irripetibili, ma come parti di ritmi cosmici immensamente più grandi della singola esistenza.
Anche l'essere umano si colloca all'interno di una visione ciclica: saṃsāra è il ciclo di nascita, morte e rinascita; mokṣa, invece, indica la liberazione da questo ciclo.
Dal giorno e dalla notte fino alle grandi ere cosmiche, ritroviamo così una stessa intuizione: il tempo procede per cicli, trasformazioni e ritorni.
Il tempo ritorna, ma non si ripete mai allo stesso modo.
19/08/2026
Kāla è il tempo. Ma nella tradizione indiana il tempo non è soltanto una misura della durata.
È il principio attraverso cui ogni cosa nasce, cambia, matura e infine si trasforma.
Il pensiero vedico osserva il tempo nella sua natura ciclica: il giorno e la notte, le stagioni, i movimenti celesti, le età della vita, fino ai grandi cicli cosmici. Il tempo ritorna, ma non si ripete mai allo stesso modo.
Ed è proprio all'interno di Kāla che prendono forma anche Dharma e Karma.
Se Ṛta è l'ordine che sostiene il cosmo, il Dharma è il modo in cui partecipiamo a quell'ordine; attraverso il Karma, ogni azione lascia una traccia e produce conseguenze che hanno bisogno del tempo per maturare.
Conoscere il tempo significa allora qualcosa di più che sapere che ore sono o che giorno è.
Significa imparare a riconoscere il momento in cui ci troviamo, la qualità che porta con sé e le possibilità che apre alla nostra azione.
È da questa concezione di Kāla che possiamo iniziare a comprendere davvero perché, per Jyotiṣa, osservare il tempo sia anche un modo per orientare il cammino.
12/08/2026
Quando parliamo di equilibrio, così come di osservazione, immaginiamo spesso qualcosa di immobile.
Ma la natura ci racconta altro.
Ogni istante è movimento: il respiro cambia, il corpo si adatta, il cuore pulsa, la luce si trasforma, le stagioni si susseguono. Anche noi siamo parte di questo continuo divenire.
Per la tradizione dello Yoga, osservare non significa fermare ciò che accade, ma sviluppare la capacità di rimanere presenti mentre tutto cambia.
Ogni asana diventa così un laboratorio di osservazione. Non cerchiamo una posizione perfetta, ma impariamo ad ascoltare il modo in cui il corpo risponde, il respiro si modifica e la mente reagisce.
Anche una postura apparentemente stabile, come Malāsana, è attraversata da continui micro-aggiustamenti: il peso che si distribuisce, il respiro che si espande, l'equilibrio che si rinnova istante dopo istante.
Osservare questo movimento, esserne parte e riconoscersi parte di un ritmo più grande è già una pratica.
È forse da qui che nasce la presenza.