Condividiamo con voi un appello spontaneo nato da alcun* studenti e studentesse di Brera.
PETIZIONE PER FERMARE LE LAUREE A BRERA 2.
•Siamo studenti di Brera, tutti quanti. E siamo stanchi.
Giunti alla fine di questo percorso combattiamo l’ennesima battaglia contro un sistema disorganizzato, un concentrato puro di raccomandazioni, un’impostazione didattica totalmente insufficiente per la preparazione degli studenti. Dover frequentare lezioni nei corridoi perché non entriamo in quelle aule progettate e costruite per essere quelle di un liceo con una capienza massima di 20/30 persone. Numerose rampe di scale non a norma poste all’entrata, sul retro dell’edificio alle quali ci si arriva tramite un vialetto transennato. Lenzuola appese per improvvisare un maxi schermo rudimentale. I bagni? Turche inagibili. Se alzi lo sguardo in un bagno di Brera2 ti accorgerai dell’intonaco andato via, delle piastrelle rotte, e vedrai i tubi dell’impianto idrico passare dal tetto. Questo è il luogo che ci ha ospitato per anni e che ci siamo fatti andare bene. Ma quando il giorno della nostra Laurea arriverà, come potremo mai farci andar bene le condizioni di Brera 2? Con che coraggio sanciremo quel momento costellati da quelle maledette tapparelle rotte, accartocciate su 8 fili annodati? Con che coraggio lasceremo che un momento così bello possa essere rovinato dall’incuranza verso una struttura nemmeno degna di essere definita tale?
•A nome di tutti gli studenti di Brera vi chiamiamo a collaborare, affinché nessuno sia obbligato a laurearsi in quel posto di m***a. Per farlo abbiamo deciso di RACCOGLIERE QUANTE PIÙ FIRME POSSIBILI, e ad aiutarci saranno anche ragazzi di B1 che hanno già la sicurezza di laurearsi nella sede principale. Dobbiamo unire veramente le forze per smuovere le cose. Perché non siamo più disposti ad accettare promesse appese ad un filo, a sentire parole inutili, a farci deridere. Loro in anni sono riusciti a rendere ridicolo il percorso formativo che ci dovrebbe offrire al mondo del lavoro come persone capaci di affrontarlo. È arrivato il momento di farsi sentire.
•FIRMATE LA PETIZIONE CONTRO LE LAUREE IN B2.
•La troverete da domani al BAR BRERA, e dei miei colleghi saranno anche in giro tra le due Brere per far firmare di persona i fogli.
Collettivo Altra Sede
Collettivo Accademico degli studenti di Brera 2
02/08/2019
ACT NOW | A film by Lily Colfox and Jack Thompson Roylance | Extinction Rebellion April 2019 | Extinction Rebellion Marble Arch Takeover
11/06/2019
RIAPERTURA DELLA BIBLIOTECA DI BRERA 2 !!!
La Direzione dopo la sollecitazione della rappresentanza studentesca, ha riaperto la Biblioteca della sede distaccata di Viale Marche dopo parecchio tempo che era rimasta inutilizzata e chiusa a chiave.
Le modalità di accesso sono le seguenti giunte da un e-mail ufficiale della Direzione:
1. LA BIBLIOTECA SERVE SOLO PER STUDIARE, NON VA USATA COME ALTRA AULA DI STUDIO.
2. SERVE IDENTIFICARSI COME STUDENT* CON LIBRETTO E NUMERO MATRICOLA.
3. NUMERO MAX DI 12 PERSONE CON DURATA STANDARD DI 2 ORE.
05/06/2019
LA REPUBBLICA SCRIVE DI NOI...
Milano, il corto degli studenti per denunciare i disagi all'Accademia di Brera Ciak si gira. Gli studenti dell'Accademia di Brera realizzano un corto per raccontare i disagi che vivono ogni giorno nella sede distaccata di...
03/05/2019
L' accademia di Brera di Milano è un posto magico. Quando si inizia a imbarcare acqua c'è chi abbandonerebbe la nave e chi accetterebbe questo fatto come se fosse sempre stato inevitabile.
Noi invece saremmo quelli che si mettono a gonfiare dei salvagente giganti a forma di fenicottero rosa.
Cast:
-Regia e montaggio: Hilario de Lorenzo
-Sceneggiatura e script: Edoardo Bertelli e Giulia Guarnaccia
-Luci: Valeria Testa e Milos Milovanovic
-Sound: Milos Milovanovic
-Attore principale: Samuele Baraldi
-Attori secondari: Edoardo Bertelli e Maria Marta Mirizio
-Ciak: Francesca Aquilini e Valeria Testa
B r e r a l t r i s m o L' accademia di Brera di Milano è un posto magico. Quando si inizia a imbarcare acqua c'è chi abbandonerebbe la nave e chi accetterebbe questo fatto come se ...
12/04/2019
MANIFESTO PER L’AMBIENTE DEGLI STUDENTI DELLA LOMBARDIA
Oggi più che mai gli studenti lombardi si sentono in dovere di unire le loro voci in un manifesto che esprima la necessità di politiche sociali a tutela dell’ambiente.
Negli ultimi tre decenni si è registrato un costante aumento della temperatura media, più che in tutto il resto della storia dell’uomo dalla sua apparizione sul pianeta, e secondo le ultime stime del IPCC (Intergovernmental Panel on Climate Change) la previsione più ottimistica è che entro 12 anni la temperatura si alzerà ancora di 1,5 gradi centigradi.
[...]
Dobbiamo fare la nostra parte, riprendere il controllo delle nostre vite, del nostro territorio e del nostro futuro.
Siamo studentesse e studenti delle scuole superiori e delle università. Se non agiamo subito, ci aspetta un futuro di precarietà e povertà dentro un mondo ecologicamente devastato. Per noi ripensare il modello di sviluppo in senso ecologico significa parlare innanzitutto di diritti, di qualità del lavoro, di democrazia e centralità del sapere critico nel processo di autogoverno e autonomia della comunità.
[...]
Non resteremo in silenzio, quando già durante il nostro percorso di formazione, in esperienze di alternanza scuola-lavoro o tirocini universitari, siamo costretti a lavorare per imprese che attaccano il nostro Pianeta e ne consumano le risorse in modo del tutto irresponsabile. Per questo motivo è necessario che il Governo approvi un Codice Etico degli Studenti e delle Studentesse in alternanza e uno Statuto degli Studenti e delle Studentesse in Stage, che stabilisca dei criteri chiari in termini di giustizia ambientale e sociale che devono essere sempre garantiti in questi percorsi.
Lo stesso discorso vale per la qualità delle strutture edilizie delle nostre scuole e università, abbandonate a loro stesse, indietro anni luce rispetto alla riconversione energetica, al riciclo, alla qualità delle vita. Strutture fatiscenti e per nulla sicure: i crolli e i danni di questi giorni nelle scuole e nelle università sono emblematici dei danni provocati dal cambiamento ambientale, e della necessità di tornare ad investire in istruzione. Il ministro Bussetti ha detto chiaramente che per la scuola non ci sono i soldi. Serve immediatamente un piano strutturale di messa in minima sicurezza degli edifici, assieme a un lavoro di ripensamento radicale in termini di impatto ambientale che hanno i nostri luoghi di formazione.
[...]
I soldi ci sono. Ogni anno, lo Stato finanzia per oltre 16 miliardi di euro attività che producono danni all’ambiente. Reinvestire questi finanziamenti nell’istruzione e nella ricerca e sviluppo di tecnologie prioritarie per la transizione ecologia del nostro modello di sviluppo.
È necessario ripensare il modello produttivo in un’ottica che sia davvero sostenibile.
È necessario ripensare la produzione energetica, in modo che non dipenda più dai combustibili fossili, i quali nel tempo sono diventati causa di terribili conflitti e profonde ingiustizie verso popoli e territori, devastati da interessi di arricchimento di privati e persino governi. È necessario combattere chi favorisce la disinformazione e il negazionismo per fini personali, attraverso la costruzione di una coscienza collettiva sui temi ambientali.
È necessario investire risorse affinché i danni già provocati al clima e ai nostri territori non mettano a rischio la vita di nessuno, accogliendo chi scappa dalle aree del Pianeta già devastate, e attivando sistemi di prevenzione e limitazione dei danni che siano realmente efficaci.
Abbiamo 12 anni per salvare il Clima: è ora di fare tutti la nostra parte.
LOTTIAMO PER IL CLIMA, LOTTIAMO PER IL FUTURO!
Leggi il manifesto completo: http://udslombardia.it/index.php/2019/03/15/manifesto-per-lambiente-degli-studenti-della-lombardia/
Unione degli Studenti Lombardia
Rete della Conoscenza Milano
Studenti Indipendenti Bicocca
Studenti Indipendenti Statale
Studenti Indipendenti Politecnico
Studenti Indipendenti Bicocca - Monza
Collettivo Altra Sede – Accademia di Brera
Unione Degli Studenti Milano
Movimentiamoci Brescia
Collettivo Leonordo - Brescia
Unione Degli Studenti Como
Kollettivo Berlinguer di Cantù
Collettivo degli studenti Bergamo - Ferruccio Dell'Orto
Collettivo Sarpi – Bergamo
Collettivo Secco Suardo - Bergamo
Unione degli studenti Lodi
Carpe Somnium di Varese
Unione Degli Studenti Vimercate
Unione Degli Studenti Monza
Collettivo CAUSA - Mosè Bianchi – Monza
29/03/2019
♻️ RICICLA ANCHE TU CON NOI! ♻️
In seguito allo sciopero per il clima che si è svolto anche a Milano il 15 Marzo, al quale gli studenti dell'Accademia di Brera hanno partecipato attivamente in massa, abbiamo riflettuto sui problemi legati all'ambiente e a come, anche in piccolo, sia possibile cambiare alcune dinamiche interne, come nel caso della raccolta differenziata.
La Consulta Studentesca Prospettiva Hdemia ha dato il via a una raccolta firme per poter avere i materiali adatti ad una raccolta differenziata dalla spazzatura, come bidoni e sacchetti. Attualmente, nella sede in via Brera, tale raccolta differenziata non avviene in maniera omogenea.
Non è il caso della sede distaccata di Viale Marche, in cui da qualche anno i bidoni per la raccolta differenziata ci sono. Tuttavia persiste ancora il menefreghismo da parte di chi vive l'edificio nel rispettare questa scelta ecologica, etica, politica, sociale, giusta e doverosa arrivati a questo punto. In seguito a queste riflessioni, il Collettivo di Brera 2 si sta impegnando per riorganizzare i bidoni, aggiungendone uno per il vetro e inserendo nuovi cartelli in lingua italiana e inglese per spingere le persone a praticare la differenziata e a lasciare pulito l'ambiente in cui viviamo.
**La Consulta sta girando nelle varie sedi e nei vari indirizzi per far firmare gli studenti la petizione, nel caso potete trovarli in cortile magnolia in Brera 1 Venerdì dalle 14:00 in poi, il termine è Lunedì! Affrettatevi! **
28/03/2019
BOOK CROSSING!
Favorisci lo scambio, porta un libro, scegline un altro e porta a cà!
Venite e contribuite anche voi! Aula studio 106 Brera2!
22/03/2019
Laboratori autogestiti a Brera2 in Viale Marche 71, passate in 103!
“Il lavoro è per il salario, l’autogestione è per vivere. “
MANIFESTO DI NUOVE TECNOLOGIE DELL'ARTE.
[…] Quando, tanti anni fa abbiamo istituito i FOCUS, cicli di incontri nella nascente scuola di Nuove Tecnologie dell’Arte di Brera l’intenzione evidente era quella di allargare le nostre conoscenze a 360°. Ma l’interesse parallelo e un pò segreto, non stava nel dare ordine ad un programma o a una tematica specifica, proponendo un certo conferenziere o un particolare visiting professor. Il vero intento era di FERMARE LA SCUOLA.
Sì, i focus erano il momento di sospensione di ogni attività. Tutti dovevano convergere in un unico spazio per ascoltare e discutere su una questione filosofica, scientifica, economica ed estetica. Tutti, insegnati e studenti, impegnati per tre ore a riflettere. L’iniziativa doveva agire come un cuneo nella regolare vita di un corso di studi prendendo il suo tempo, anzi generando un contrattempo. Fermi tutti per un attimo!
Così da riconoscersi come COMUNITÀ anche attraverso il PENSIERO e la DISCUSSIONE.
Non sempre tutto ciò è stato possibile e nel corso degli anni forse si è perso un poco lo smalto che contraddistingueva la fase iniziale di questa iniziativa. Tuttavia questa intenzione è rimasta nel suo DNA anche nella sua fase di manifestazione più organizzata. C’era la voglia nutriente di STARE INSIEME a confrontarsi, trasportati dalle parole e pensieri di qualcun altro.
Che poi, questi pensieri fossero di economia (vedi Marazzi), di astrofisica, di psichiatria (Righetti), di paleo-etnologia, antropologia, politica ecc.. cioè di argomenti che apparentemente sembrano lontani dai canonici tracciati di una scuola di Nuove Tecnologie dell’Arte non ha che risaltato il loro aspetto fecondo e stimolante.
Nulla come la transdisciplinarietà genera incontri improvvisi, imprevedibili assonanze, straordinarie fatalità. I linguaggi delle tecnologie e dei media sono il tramite di questi travasi, poiché essi hanno segnato OGNI AMBITO DI CONOSCENZA E PRODUZIONE. Non si può più infatti prescindere dalla presenza di un computer, di un qualsiasi device che ci fornisce informazioni, che ci mette in RELAZIONE, che diviene ELABORAZIONE, MEMORIA, STRUMENTO, che ci connette a una comunità.
Questo insieme diviene linguaggio trasversale che si insinua nei saperi e lì si trasforma portando poi con se altre modalità, nuovo senso e maggiore disponibilità di apparentamento. Così un’osservazione in ambito neuropsichiatrico può divenire comparabile con una teoria economica. Una deduzione sui neuroni a specchio può aprire a un nuovo scenario estetico.
A maggior ragione nella nostra attività che incrocia l’esperienza dell’arte con la tecnologia, l’alchimia dei saperi diviene essenziale. Serve a cogliere tutte le sfaccettature con cui si manifesta questo linguaggio, serve a rivelare margini di una nuova SENSIBILITÀ, per ritrovare quel RUOLO SOCIALE CHE L’ARTE DEVE SVOLGERE, legata alle tematiche del territorio, della società, della polis. Fra quei linguaggi risignificati dalla tecnica si gioca una partita importante che determina un modo nuovo di vedere le cose e il mondo e di conseguenza di ritrovare le matrici etiche ed estetiche che lo possono regolare ed equilibrare.
Così il ruolo dell’ARTE COME SINTESI ASSOLUTA, ma anche come processo coinvolgente e partecipato, può diventare determinante per ribaltare positivamente i numerosi aspetti inquietanti che percepiamo intorno a noi. È accaduto qualcosa del genere ai tempi della Prospettiva, apparentemente semplice strumento della geometria, in realtà filosofia del nuovo mondo (vedere Farinelli e De Candia in proposito). Egualmente potrebbe succedere ai tempi della RETE, altra metafora geometrica che sta segnando questo passaggio d’epoca. Non è un caso che Tim Berners Lee ha definito il web la sua creatura come un’invenzione sociale e non come un semplice strumento comunicativo. Come allora si richiede che l’arte faccia la sua parte producendo l’immaginario necessario a cogliere nuovi mondi, magari virtuali che aprono a differenti modelli di vita. Molti segni già ci sono e indicano direzioni diverse da quelle che hanno contraddistinto la recente epoca degli eccessi, delle speculazioni, delle erosioni esasperate di risorse naturali. Ma anche e soprattutto di DEGRADO RELAZIONALE E UMANO.
Ecco dunque che il “fermi tutti”, questa sospensione intrusiva, l’apnea conoscitiva di cui sopra abbiamo detto, rivela, grazie anche alla puntualizzazione che questo libro fa, tutta la sua necessità e per certi versi la sua essenzialità anzi, direi che attorno a interferenze come queste dovremo far girare il rinnovamento che possa RIFORMULARE LA CULTURA DELL’INSEGNAMENTO e la modalità esausta con cui oggi si svolge. Se ne sente fortemente l’esigenza e ancor più si sentirà, vedrete, dopo aver letto questo quaderno.
Tratto dalla prefazione del testo: “E MANU CAPERE: SEDICI LEZIONI STRANE A BRERA” di Paolo Rosa e Mauro Folci.
Se avete qualche proposta artistica, sociale o logistica da farci, passate domani Mercoledì 6 Marzo a Brera 2 aula studio 106 dalle ore 13:00!
Vi aspettiamo con taralli e vino!
06/02/2019
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