08/04/2026
Ed eccoci alla tappa finale raccontata da Anto e Matteo:
7 APRILE, MARTEDÌ. TORRIGLIA-CAMOGLI.
43 Km (compresi 4 di deviazione imprevista). 800 m di dislivello.
TAPPA FINALE
Ci alziamo presto. Fuori: la nebbia! Sarà foschia mattutina, si aprirà con il procedere del giorno... Invece No! Resterà nuvoloso tutto il giorno! Facciamo un tè a casa e poi colazione al bar. Matteo compra biscotti e banane e siccome non abbiamo ancora la bottiglia per il brindisi in spiaggia, dice di averne presa una all’uopo. Dice.
Uscendo da Torriglia, incrociamo un lavoratore con un carrellino fornito di bidone trasportato però in avanti. Scruta il carrello con bidone di Matteo. La foto di Anto immortala questo momento. Era disprezzo o stupore ammirato quello che scorgiamo negli occhi del professionista?
La strada è a tornanti, tra boschi di faggi, in salita ovviamente: partiamo da, 800mt di altitudine e dobbiamo raggiungere il mare...
Un breve tunnel ci immette in una nuova vallata: è l’inizio della Val Trebbia. Sotto di noi ci sono le sorgenti nascoste dalla vegetazione. La strada è bella in mezzo al verde. Saliamo fino al passo del Portello e poi ridiscendiamo nella nuova vallata. Ampio panorama, qualche casa e ancora tanto verde, ma non incrociamo nessuno a parte un asinello e un vitello. Stiamo per concludere il primo tratto, circa 2h30 di cammino senza incontrare una macchina (a parte un'ape della spazzatura), quando una piccola, automobile rossa rovina tutto...
C'è un tratto di scalette imprevisto, in discesa. Arrivata in fondo, zaino in spalla, Anto si accorge di aver perso la cinghia rossa (con cui lega in vita il carrellino). Batte il record di risalita: senza bagaglio vola, e ritrovo la preziosa cinghia quasi nuova (ha fatto tutti i suoi CTC... cioè tutti i CTC).
Facciamo sosta pranzo in un bar di Gattorna, carrello friendly. Panini, hamburger, birrozze. Chiacchieriamo con le giovani gestrici interessate. Foto di rito. Anto cambia le scarpe e opto per i sandali. Si, ci sarà un piccolo tratto fuoristrada, in salita, 150 metri di dislivello... Ma secondo i calcoli di Matteo dovrebbero essere scalette. Invece è un ripido sentiero nel bosco, con fango e acqua all'inizio, poi foglie secche, ricci di castagne, alberi abbattuti e tutto ciò che uno si aspetta di trovare in un bosco. Zaino in spalla, Lilli digerisce il paninazzo del pranzo, Anto si muove disinvolta con i sandaletti da spiaggia, Matteo segue trascinando il carrello/carretto a guisa di mulo. Finita la salita ripida ci rilassiamo... Anche troppo! Imboccata la strada principale proseguiamo istintivamente in leggera, gradevole, discesa.... e finiamo fuori strada di 2 Km (che, considerando andata e ritorno, allungano la nostra tappa di 4 Km!!).
A questo punto, senza scoraggiarci, saliamo fino a Uscio (il paese più lungo del mondo) e finalmente si avvista il mare in fondo alla valle! Da qui si ridiscende verso Recco. Qui la strada è meno gradevole perché più trafficata. Si ferma una macchina: un amico della nostra amica Anna ci riconosce! Siamo famosi! Ci diamo appuntamento in spiaggia a Camogli.
Finalmente raggiungiamo Recco (il secondo paese più lungo del mondo, dopo Uscio). Il mare è ormai a due passi... Ma noi puntiamo su Camogli!
Verso le 18,30 siamo in spiaggia, sotto la chiesa: ci aspetta Franco, l'amico di Anna. Ci abbracciamo, ultima tappa tosta di un CTC tosto! 43 Km (non previsti) e, dal fondo della spiaggia, salta fuori Nadia!! Grande carrambata!! Matteo in realtà sapeva e si coordinava con lei. Nadia è qui con sua nipote Adelaide: Nadia ha procurato le bottiglie (l’acquisto di Matteo a Torriglia era fake) e Adelaide un ampio assortimento di focacce, pizza, farinata. Come se non bastasse, Adelaide torna in focacceria per prendere anche della focaccia con il formaggio, calda!
Nel frattempo noi, da veri gelisti, facciamo il tradizionale bagno in mare! Dopo 5 giorni di caldo torrido, che ci facevano ben sperare, il bagno risulta come sempre una prova di coraggio! Nadia sfida il gelo e si tuffa con noi: quale modo migliore di festeggiare il suo compleanno?
E poi si stappano bottiglie, si mangia in abbondanza, si chiacchiera, si suona la chitarra (Franco e Matteo) anche se il campanile ostacola l’arte (vera) di Franco. Si mettono candeline di compleanno sui camogliesi al rum cantando Tanti auguri a Nadia!!
Una turista francese si interessa alla nostra bandiera e scambiamo qualche parola, ma preferisce non farsi fotografare con noi (prima volta che capita).
Un occhio all'orologio: alle 20,20 parte l'ultimo treno per Milano, con cambio a Genova. Andiamo alla stazione, salutiamo calorosamente prima Franco e poi Nadia e Adelaide (che prendono il treno in verso opposto).
Naturalmente abbiamo il cambio a Genova. Il treno fino a lì ha i suoi normali 10 minuti di ritardo... Ma è sul secondo treno che le FS danno il peggio. Saliamo su un vagone che sembra bello libero, e c'è un odore di fogne di Calcutta. Ecco perché deserto. Un bagno aperto con porta che non si chiude. Il tanfo (che non si capisce se arrivi proprio da lì o dalla zona esterna sudicia) invade tutto il vagone. Anto, tra l'altro, deve andare in bagno e le tocca scendere e salire sul vagone adiacente di corsa, sperando che nel frattempo il treno non parta. Annunciano che il treno partirà in ritardo per un problema tecnico: sarà l'odore? In realtà nessuno interviene.
Ci spostiamo in una zona con aria respirabile... Qui sembra tutto a posto, a parte l'inquinamento acustico degli altoparlanti che gracchiano suoni inintelligibili e sbuffa come una locomotiva. Meglio dell'inquinamento olfattivo! Speriamo solo di non perdere l'ultimo metro.
A Lambrate ci accoglie Andrea venuto a prendere Lilli. Abbracci tra noi soddisfatti e fieri dell’impresa, mentre a pochi metri una rissa con lanci di bottiglie ci convince a dirigerci rapidamente verso casa.