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Photos from Atutticoast's post 10/04/2026

Tante cose sono degne di menzione o di un piccolo approfondimento dopo questo “Cas to coast”. La prima che voglio raccontare è la storia dietro questi due screenshot.
Anna Morchio è una mia amica d’infanzia e fan da sempre di Atutticoast. Voleva fortemente ve**re al nostro arrivo, ma un imprevisto glielo ha impedito. Ha trovato una we**am di Camogli ed è riuscita a seguire il nostro tuffo in diretta. Non riusciva a vedere le facce, ma visto il freddo, era sicura che gli unici a tuffarsi martedì fossimo noi. Era con noi in un modo originalissimo.
Grazie Anna ❤️

Photos from Atutticoast's post 08/04/2026

🥲

08/04/2026

Ed eccoci alla tappa finale raccontata da Anto e Matteo:

7 APRILE, MARTEDÌ. TORRIGLIA-CAMOGLI.
43 Km (compresi 4 di deviazione imprevista). 800 m di dislivello.
TAPPA FINALE
Ci alziamo presto. Fuori: la nebbia! Sarà foschia mattutina, si aprirà con il procedere del giorno... Invece No! Resterà nuvoloso tutto il giorno! Facciamo un tè a casa e poi colazione al bar. Matteo compra biscotti e banane e siccome non abbiamo ancora la bottiglia per il brindisi in spiaggia, dice di averne presa una all’uopo. Dice.
Uscendo da Torriglia, incrociamo un lavoratore con un carrellino fornito di bidone trasportato però in avanti. Scruta il carrello con bidone di Matteo. La foto di Anto immortala questo momento. Era disprezzo o stupore ammirato quello che scorgiamo negli occhi del professionista?
La strada è a tornanti, tra boschi di faggi, in salita ovviamente: partiamo da, 800mt di altitudine e dobbiamo raggiungere il mare...
Un breve tunnel ci immette in una nuova vallata: è l’inizio della Val Trebbia. Sotto di noi ci sono le sorgenti nascoste dalla vegetazione. La strada è bella in mezzo al verde. Saliamo fino al passo del Portello e poi ridiscendiamo nella nuova vallata. Ampio panorama, qualche casa e ancora tanto verde, ma non incrociamo nessuno a parte un asinello e un vitello. Stiamo per concludere il primo tratto, circa 2h30 di cammino senza incontrare una macchina (a parte un'ape della spazzatura), quando una piccola, automobile rossa rovina tutto...
C'è un tratto di scalette imprevisto, in discesa. Arrivata in fondo, zaino in spalla, Anto si accorge di aver perso la cinghia rossa (con cui lega in vita il carrellino). Batte il record di risalita: senza bagaglio vola, e ritrovo la preziosa cinghia quasi nuova (ha fatto tutti i suoi CTC... cioè tutti i CTC).
Facciamo sosta pranzo in un bar di Gattorna, carrello friendly. Panini, hamburger, birrozze. Chiacchieriamo con le giovani gestrici interessate. Foto di rito. Anto cambia le scarpe e opto per i sandali. Si, ci sarà un piccolo tratto fuoristrada, in salita, 150 metri di dislivello... Ma secondo i calcoli di Matteo dovrebbero essere scalette. Invece è un ripido sentiero nel bosco, con fango e acqua all'inizio, poi foglie secche, ricci di castagne, alberi abbattuti e tutto ciò che uno si aspetta di trovare in un bosco. Zaino in spalla, Lilli digerisce il paninazzo del pranzo, Anto si muove disinvolta con i sandaletti da spiaggia, Matteo segue trascinando il carrello/carretto a guisa di mulo. Finita la salita ripida ci rilassiamo... Anche troppo! Imboccata la strada principale proseguiamo istintivamente in leggera, gradevole, discesa.... e finiamo fuori strada di 2 Km (che, considerando andata e ritorno, allungano la nostra tappa di 4 Km!!).
A questo punto, senza scoraggiarci, saliamo fino a Uscio (il paese più lungo del mondo) e finalmente si avvista il mare in fondo alla valle! Da qui si ridiscende verso Recco. Qui la strada è meno gradevole perché più trafficata. Si ferma una macchina: un amico della nostra amica Anna ci riconosce! Siamo famosi! Ci diamo appuntamento in spiaggia a Camogli.
Finalmente raggiungiamo Recco (il secondo paese più lungo del mondo, dopo Uscio). Il mare è ormai a due passi... Ma noi puntiamo su Camogli!
Verso le 18,30 siamo in spiaggia, sotto la chiesa: ci aspetta Franco, l'amico di Anna. Ci abbracciamo, ultima tappa tosta di un CTC tosto! 43 Km (non previsti) e, dal fondo della spiaggia, salta fuori Nadia!! Grande carrambata!! Matteo in realtà sapeva e si coordinava con lei. Nadia è qui con sua nipote Adelaide: Nadia ha procurato le bottiglie (l’acquisto di Matteo a Torriglia era fake) e Adelaide un ampio assortimento di focacce, pizza, farinata. Come se non bastasse, Adelaide torna in focacceria per prendere anche della focaccia con il formaggio, calda!
Nel frattempo noi, da veri gelisti, facciamo il tradizionale bagno in mare! Dopo 5 giorni di caldo torrido, che ci facevano ben sperare, il bagno risulta come sempre una prova di coraggio! Nadia sfida il gelo e si tuffa con noi: quale modo migliore di festeggiare il suo compleanno?
E poi si stappano bottiglie, si mangia in abbondanza, si chiacchiera, si suona la chitarra (Franco e Matteo) anche se il campanile ostacola l’arte (vera) di Franco. Si mettono candeline di compleanno sui camogliesi al rum cantando Tanti auguri a Nadia!!
Una turista francese si interessa alla nostra bandiera e scambiamo qualche parola, ma preferisce non farsi fotografare con noi (prima volta che capita).
Un occhio all'orologio: alle 20,20 parte l'ultimo treno per Milano, con cambio a Genova. Andiamo alla stazione, salutiamo calorosamente prima Franco e poi Nadia e Adelaide (che prendono il treno in verso opposto).
Naturalmente abbiamo il cambio a Genova. Il treno fino a lì ha i suoi normali 10 minuti di ritardo... Ma è sul secondo treno che le FS danno il peggio. Saliamo su un vagone che sembra bello libero, e c'è un odore di fogne di Calcutta. Ecco perché deserto. Un bagno aperto con porta che non si chiude. Il tanfo (che non si capisce se arrivi proprio da lì o dalla zona esterna sudicia) invade tutto il vagone. Anto, tra l'altro, deve andare in bagno e le tocca scendere e salire sul vagone adiacente di corsa, sperando che nel frattempo il treno non parta. Annunciano che il treno partirà in ritardo per un problema tecnico: sarà l'odore? In realtà nessuno interviene.
Ci spostiamo in una zona con aria respirabile... Qui sembra tutto a posto, a parte l'inquinamento acustico degli altoparlanti che gracchiano suoni inintelligibili e sbuffa come una locomotiva. Meglio dell'inquinamento olfattivo! Speriamo solo di non perdere l'ultimo metro.
A Lambrate ci accoglie Andrea venuto a prendere Lilli. Abbracci tra noi soddisfatti e fieri dell’impresa, mentre a pochi metri una rissa con lanci di bottiglie ci convince a dirigerci rapidamente verso casa.

Photos from Atutticoast's post 07/04/2026

Pasquetta, non un picnic

07/04/2026

Il racconto di Anto e Matteo di ieri:

6 APRILE, LUNEDÌ, PASQUETTA.
PIAN DE L'ARMA'-TORRIGLIA.
34 km, 700 m di dislivello (?)

Colazione basic in albergo, poi salutiamo il Sig Luigino. È sorridente, e ci accompagna fino a fuori e si unisce volentieri al selfie pre partenza. Gli chiediamo da quanto gestisce l'albergo: è qui da più di 50 anni... Un'istituzione! Il nome pare derivi dall'armata di Annibale, Passata appunto di qui... Riferimento storico da verificare, come quello che troviamo su un cartello esplicativo a Capanne di Cosola (a circa 3 km di strada) che parla di battaglia tra partigiani e mongoli nel 1944 ... Insomma, un bel traffico di eserciti da queste parti!
Poco dopo Capanne di Cosola inizia la parte da veri eroi: quegli 8, inevitabili, chilometri di sentiero verso il monte Carmo. Con la neve... All'inizio qualche chiazza... La fotografiamo. Poi ci troviamo a camminare, anche in salita, su un sentiero completamente innnevato: si affonda! La neve entra nelle scarpe, si scioglie, impregna le calze. Io e Lilli procediamo con gli zaini in spalla, Matteo traina, storicamente il carrello (del resto non ha alternativa!).. A un certo punto perde pure una ruota. Dopo la prima salita incontriamo due camminatrici, sedute a rimirare il paesaggio. Sino Leslie e Alison: una è americana, l'altra inglese: si incuriosiscono guardando la nostra bandiera. Foto assieme e biglietto da visita di rito.
Il cammino su neve è ancora lungo. A volte è bosco, ma più spesso è in costa con panorama limpido a perdita d’occhio sui monti dell’arco appenninico ma anche su Monviso e Rosa. Spesso ci fermiamo a riprendere fiato e ad ammirare estasiati. Si fatica ma l’umore è alto, si ride, si scherza.
Il sentiero che temevo, speravo fosse meglio, ma poteva essere peggio!😅
Dopo le signore anglofone (che peraltro parlavano un buon italiano) l’unico incontro è con tre ragazze giovani alte dall’aria straniera, sorridenti. Per il resto siamo soli nella natura.
Passiamo il fianco del monte Carmo, completamente innevato senza alzare la voce: prima che la neve sopra di noi si trasformi in valanga. E in effetti superiamo le tracce di una piccola slavina. Poi finalmente uno sterrato carrellabile: ci togliamo gli zaini dalle spalle e, dopo un lungo tratto in costa e una lunga discesa, raggiungiamo finalmente l'asfalto a Capanne di Carrega. Ci sarebbe unpunto di ristoro... Con una grossa, scritta CHIUSO. Lilli, per sicurezza, si affaccia a chiedere... Non sia mai che abbiano dimenticato fuori il cartello. Invece è proprio Chiuso per festa privata!
Sconsolati, ci sediamo li fuori a cambiare calze e scarpe bagnate e ad improvvisare un Pic Nic povero di Pasquetta: una mela (da dividere) una Banana (da dividere), un pacchetto di Creakers (da dividere), prugne secche, mango disidratato, un po’ di crostata avanzata e, per terminare, un pacchetto di biscotti ex secchi... perché molli.
Riprendiamo il cammino: questi 8-9 km hanno occupato tutta, la mattinata e il primo pomeriggio, ora dobbiamo recuperare.
I carrelli scorrono veloci in discesa, su asfalto!!
Naturalmente la, discesa non dura molto... Sì trasforma in salita, a tornanti... Ma comunque su asfalto!
Due cerbiatti in un bosco, la vista sul lago del Brugneto e la vallata è suggestiva.
Nel sud Italia un po’ ce lo aspettiamo, ma siamo stupiti di quanta gente in questo CTC “nordico” ci ferma per due chiacchiere! Anche oggi ancora
una coppia di motociclisti di ritorno dal monte Antola, una coppia in auto che bloccava le auto per leggere la bandiera e chiederci tappa e destinazione, e che poi torna indietro perché non ci hanno chiesto da dove siamo partiti, un signore che, quando ormai ci mancano circa, 4 km (su un totale di 34) ci chiede “avete bisogno di aiuto? Perché è ancora lunga”.
Pfui! Lui non sa chi siamo noi!!
Però davvero è ancora lunga: sarà la stanchezza, il male ai piedi, il venticello gelido che si è alzato (e noi siamo ancora in pantaloni corti). Finalmente finisce la salita ma, anche in discesa, il centro di Torriglia non arriva più! Poi appare il castello ed eccoci. Poco prima delle 19, ci incontriamo nella piazza della chiesa con la signora che ci affitta l'appartamento.
Ancora due rampe di scale ripide, per non farci mancare niente... Poi stretching doccia, relax, cura dei piedi massacrati.. Tisana di Lilli (certo non prelibata come quella di Erbe macerate che ci aveva somministrato a Zavattarello).
Ceniamo nella locanda che Anto ha chiamato sconsolata quando non trovavamo alloggi e che ci ha dato contatti provvidenziali. Dopo colazione e pranzo spartano ci lasciamo andare con… una pizza. A Pasquetta fanno solo quella… vabbè! Prima che ce le portino riconosciamo le tre ragazze del sentiero. Sono tedesche e studiano/alloggiano a Genova. Carine, simpatiche.
Il dolce locale suggerito è la torta Sacripantina. Una bomba di rum cioccolato, crema… una delizia!

Photos from Atutticoast's post 06/04/2026

Le foto di Pasqua

06/04/2026

Il racconto della tappa di ieri, Pasqua, scritto a 6 mani stavolta 😄

05 APRILE: Zavattarello - Pian de l’Armà
34km - 1300mt

Lilli:
Suona la sveglia e la prima buona notizia è che siamo tutti e tre vivi e senza crampi allo stomaco. Non è così scontato dato che ieri sera ho preparato un delizioso decotto a base di erbe di campo colte da me. Matteo e Anto, per gentilezza, ne hanno bevuta una bella tazzona, colmi di fiducia...e incrociando le dita. Zavattarello all' alba è ancora più suggestiva che al tramonto. Ma la lasciamo. Ci aspetta la tappa di gran lunga con maggiore dislivello, conviene mettersi in marcia.

Matteo:
Alloggiamo in una soffitta deliziosa che affaccia sulla piazza centrale. L’alba colora la piazza suggestiva di dolcissimi colori pastello. Ci alziamo presto, è la tappa della grande salita. Colazione purtroppo necessariamente confezionata, ma ricca e varia. Partiamo presto. Il castello e i dolci verdissimi colli ci riempiono gli occhi tutt’attorno. Incrociamo una buffa panchina gigante occasione per foto di gruppo.
Dopo un tratto in salita, possiamo concederci un lungo sterrato non molto agevole però tutto in discesa in mezzo a prati e campi. Si vede Varzi in lontananza. Strada lungofiume, ponte suggestivo.
Una famiglia ha casa lungo la strada e si prepara al pranzo: ci fermiamo a parlare. Sono pavesi, ma la figlia lavora ad Agrate Brianza! Simpatici, motociclisti. Il padre ci consiglia strade.

Anto:
Il Samaritano
È Pasqua e abbiamo oggi la tappa con più dislivello: …abbiamo appena iniziato il lungo salitone e ci si affianca una macchina : è Antonio, con sua moglie Chiara. Interessato alla nostra impresa, ci chiede se passiamo da Cegni: noi andiamo a mangiare li al bar, passate che vi offriamo volentieri qualcosa. Mancano circa 4 chilometri ma li percorriamo di buona lena (io zoppa per la vescica.) Arrivati nel piccolo, grazioso borgo, al bar Ca del Jac, Antonio tiene fede alla sua promessa, abbandona a tratti il pasto pasquale in compagnia per stare fuori nel piccolo cortile a chiacchierare in noi. Ci offre panini e birra, ci sistemiamo ad un tavolo al sole. Altri avventori e gli stessi gestori simpatizzano con la nostra impresa.

Matteo:
La salita continua bella sostenuta. La vista sulla vallata è bellissima, e il tempo limpido aiuta. La vegetazione rapidamente si trasforma da vigneti a faggi e ora in conifere. Le montagne attorno sono piene di neve e anche a bordo strada la neve inizia a comparire. Inizio a preoccuparmi per la tappa di domani: ci sono 8km di sentiero… riusciremo a passare? Non sto ancora a parlarne alle mie compagne.
L’arrivo all’albergo dell’Armà, ai Piani dell’Armà conclude la tappa pasquale.

Anto:
Il signor Luigino dell"albergo dell' Arma'.
Quando arriviamo la porta é aperta. All'ingresso un freddo cane. Nella sala da pranzo una stufa accesa, un po' di tepore. E... il deserto. Carte disposte in posizione da gioco. Porte che scricchiolano. Nessuno risponde. Il posto è un po' oltre il vintage. Finestre incorniciate con stoffe scozzesi. Sembra un po' Shining... Poi finalmente arriva, lui, il signor Luigino. Con una signora sudamericana ' un attimo che siamo usciti...'
È un gran personaggio:
Impassibile. Imperscrutabile. Si lascia sfuggire unimprecazione solo quando, a cena, Lilli dice che non mangia carne. Ma poi rimedia con un po' di formaggio. Alla fine mangiamo bene!
E la, serata prosegue con chiacchiere e canti.
Oltre a noi:
-un tavolo di 3 persone: un astrofilo-fotografo che torna all'Arma' tutti i mesi, con gruppo e di astrofili... Ma stasera è qui con la moglie e la suocera.
-due ragazzi giovani che arrivano più tardi, uno creativo (ha creato l"app 'che cosa fare?') e suonatore di fisarmonica, I tavola discorsi unendo I tavoli. l'altro, più riservato, partecipa al progetto dell'appello, è laureando in finanza.
Gran successo del karaoke Maclaro. Chitarra e armonica.
. Solo Luigino (milanista sfegatato) impassibile (nei confronti delle performance canore) ma sconsolato, guarda un inter che Vince 5 a 2.
Lilli cerca di dormire, al piano di sopra, disturbata dalle stonature.

Photos from Atutticoast's post 05/04/2026

Foto

05/04/2026

La tappa di ieri. Ancora una volta racconta da Anto con piccoli arricchimenti di Matteo.
Lilli tra cura delle vesciche e riassunti di testi teatrali è per ora sufficientemente impegnata 😄

4 APRILE, SABATO. ZIANO PIACENTINO - ZAVATTARELLO.
34 km, 900 m di dislivello.
Colazione in agriturismo: abbondante buffet, in pratica pranziamo (toast, uovo, succhi, yogurt, crostata, croissant e frutta...). Come mai così tanta scelta e soprattutto abbondanza? Siamo solo noi tre in tutta la struttura.
Salutiamo i gestori con cui cordialmente chiacchieriamo. Sono di Genova, andiamo nei loro posti.
Partiamo: altra giornata di sole, ma più calda delle precedenti. Tappa molto bella, tra colline e vigneti dell'Oltrepo. Finalmente abbandoniamo la pianura e saliamo. Sopra la coltre grigia (inquinamento padano?) si vedono di nuovo spuntare le Alpi: in particolare il gruppo del Monte Rosa. Tante stradine sterrate sulle quali non incontriamo nessuno, giusto qualche contadino al lavoro. Salite toste, sterrate. Poi in un raro tratto tranquillo, strada liscia… momento di panico: a Lilli si rompe la ruota (nuova!) del carrellino (nuovo!). Reclamo in vista per Amazon... Ma intanto?
Per fortuna ho due ruote di scorta, un po' più piccole ma nuove, che avrò portato in vista della probabile rottura delle mie ruote. La sostituzione funziona.
In un piccolo agglomerato incontriamo due colleghi camminatori che stanno facendo una parte della Via degli Abati. Poi, per strada, una coppia di ciclisti.
Foto di rito e bigliettino per contatti con tutti. A Santa Maria della Versa c'è un supermercato e un panificio per fare scorta di cibo: poi per chilometri non incontreremo borghi. Infatti la pausa pranzo sarà in un prato tra le vigne (con tanto sole e un bel panorama)
Dopo la pausa ci attende un tratto tranquillo e poi una salita sterrata ripidissima! Intrepida, la affronto con i sandali da spiaggia (dopo la sosta I miei piedi si rifiutano di entrare di nuovo nelle scarpe). Lilli fatica come se tirasse una slitta: sarà colpa delle ruote piccole? 🤔Invece era un ramo impigliato e incastrato nel carrellino.
Un ciclista ci supera un salita... Io in realtà sono in un cespuglio per sosta... tecnica, vedo da lontano che si affianca, a Lilli e Matteo e parla con loro.
Lo ritroveremo a Zavattarello, dopo la tirata finale (con il naso che tocca l'asfalto), in compagnia di due amici. Si scopre che il ciclista e il suo amico sono delle nostre parti (Vignate-Sesto SG) mentre la ragazza è svedese (ma vive a Zavattarello da decenni) e parla un italiano perfetto senza accento. Pare che il padre delll'uomo di Sesto (natiralizzato Zavattarellese) ha lavorato.. e giocato a tennis, all'IBM, con il padre di Lilli.
Chiediamo suggerimenti per la cena... Ci suggeriscono di fare due passi (tipo 2Km) a piedi, in discesa, e al ritorno in salita... 😨 Ci penseremo.
Arriviamo all'appartamento verso le 18, incredibilmente presto per i nostri standard. Tra l'altro i chilometri tracciati corrispondono esattamente a quelli preventivati. Gaia, la ragazza che gestisce il b&b, ci racconta che la casa era dello zio parroco, gran camminatore e da poco deceduto, appunto in montagna. Facciamo un tè bianco (inodore, insapore) per riscaldarci.
Dopo docce e bucati andiamo a cena in pizzeria (senza percorrere i 2Km per raggiungere il locale consigliato).
Hanno posto ma solo se liberiamo il tavolo per le 21… ah ah ah! Divoriamo e tracanniamo birre in un attimo. Siamo incuriositi da una specialità che offrono al bancone di cui i zavattarelliani sono ghiotti. Sono gialli e sembrano dixie. Al momento del conto ne assaggiamo uno di soppiatto. Sono dixie. Ok, ora di nanna.

Photos from Atutticoast's post 04/04/2026

Ieri ragionavo sulla dilatazione del tempo durante le nostre camminate. Ieri abbiamo sperimentato la dilatazione dello spazio!
Lo studio preventivo mi diceva 41-42km. I tracciatori gps a fine giornata ci dicono 46-47km. Chi avrà ragione?
Le nostre gambe dicono 46. Vince la maggioranza!
Un’altra giornata di panorami, incontri e disavventure meccaniche e fisiche 😄

Ecco il racconto di Anto

3 APRILE, VENERDÌ. LODI-AGRITURISMO BACCHANALIS, (ZIANO PIACENTINO)
46 chilometri!
Lilli si sveglia alle 6,45. Appena apre la porta della stanza, il gatto rosso balza sul piumone e cerca coccole mentre io tento di dormire ancora un po'.
Facciamo colazione con Paola e Roberta (sua ospite/amica che torna in Lucania per Pasqua a trovare la famiglia).
Poi ringraziamo per la splendida ospitalità, montiamo gli zaini sul carrellino e partiamo. La giornata è limpida! Uscendo da Lodi due uomini arancioni interrompono i lavori alla strada e si interessano al nostro viaggio ('bravi, Camogli è bella, ci sono stato!' ... Inutile precisare che a Camogli non avremo molto tempo per sostare), poi una ragazza in bici si ferma e ci chiede, con entusiasmo, del nostro itinerario. Passiamo per strade tracciate nei campi reincrociando brevemente una Muzza pesantemente ridotta nella portata. Dalla piatta pianura vediamo verso nord le Alpi innevate (montagne lombarde e Monte Rosa), dall'altra le sagome scure degli Appennini. In una Cascina tre educatori/animatori stanno, appunto, animando una schiera di bambinetti (un giorno di lavoro in fattoria): ci corrono incontro, facciamo una foto.
A Borghetto Lodigiano c'è il mercato... È mezzogiorno passato, c'è una fontanella lì vicino e una panchina. Si sta bene al sole: decidiamo, con ottimismo, di fare pausa pranzo. Ci riforniamo al camion-rosticceria dei fritti: calamari, gamberi, pesce e verdure (LILLI) Tutto rigorosamente fritto! E birra (io e Matteo). Il giusto pasto leggero prima della camminata! Non sappiamo che siamo ben sotto la metà del cammino odierno.
Ripartiamo. San Volombano ci accoglie con il maestoso Portone e il castello tanto suggestivo quanto pieno di storia. Petrarca, re e regine passarono di qui. Presto aggiungeranno la targa in marmo del passaggio di Atutticoast! Saliamo sulla collina di San Colombano (praticamente unico dislivello di oggi), e poi tra le vigne per un sentiero sterrato con vista su pianura e Appennini e... Si rompe una stecca del carrellino di Lilli! . Tigota' e' lontano: nessun ma**co do scopa a portata di mano. Matteo fa un accrocchio con cinghie e fascette (l'anno prossimo porterà l'avvitatore elettrico) e, successivamente, troviamo una canna di bambù per 'steccare' il bastoncino rotto. Dal punto più alto salutiamo le Alpi e scendiamo in direzione Appennini (ora decisamente più vicini). Il prossimo paese è Chignolo Po', con il suo bel castello. Sulla lunga e dritta strada principale del paese, io mi immagino come naturale prosecuzione il ponte sul Po. Invece è un nome fake (vorrei promuovere una petizione per cancellare la parola Po): il fiume è in realtà lontanissimo via strada. Provate dalle vesciche (Lilli ed io) dobbiamo affrontare di buon passo strade trafficate con autisti che credono di essere su una pista. Circa 15 km dopo arriviamo sulla massicciata-argine del Po... Finalmente bello e tranquillo, ma dell'acqua non si vede traccia... Sarà a un paio di chilometri di distanza. Il ponte per passare sull'altra sponda è lungo 1,3 km!!. Nel frattempo, mentre il nostro 'preventivo' ci dice che dovrebbero mancare 5 km, Google maps Mi dice Che ne mancano 12! Le vesciche ululuano. Già da un paio d'ore sto camminando con i sandali da mare per non schiacciare il mignolino sofferente. Lilli fa pause per incerottare i piedi!
Arriviamo al crepuscolo all'agriturismo Bacchanalis con luci accese per farci vedere. Un grosso fuoco arde in un campo… mica sarà lì il baccanale ci chiediamo? D
La struttura è deserta ma la sala è tutta apparecchiata, con fiori veri sui tavoli... Inizierà un festino a tarda notte? Speriamo di no...
Portiamo gli zaini in camera e scendiamo a cenare. Musica di 'atmosfera' con canzoni famose rifatte in versione lounge... Molte non le riconosco neanche! Poi risaliamo a fatica fino ai nostri appartamenti...

Photos from Atutticoast's post 02/04/2026

È incredibile quanto il tempo si dilati quando si viaggia, e una giornata contienga eventi, immagini, sensazioni, incontri da riempirci di esperienze e ricordi. È stato un giorno, è stato un cammino finanche vicino a casa, in zone spesso battute in precedenza, eppure tutto per strade nuove e bellissime.
Copio il racconto scritto da Anto a cui aggiungo pochi appunti e le foto.

GIOVEDÌ 2 APRILE
Appuntamento al semaforo di via, Trento alle 8,30 (io e Lilli tardiamo un attimo). Puntiamo su Vignate, con tappa al Baba Yaga: non ci passavo da anni! Il piano superiore è palesemente in stato di abbandono.
Cerchiamo un bagno al piano sotto, al tennis club, ma ci dicono che non possiamo entrare... 'perché c'è la roba... 'Non si fidano del nostro look da vagabondi? O c'è un deposito di 'robba buona' lasciato lì dal vecchio Max?
Proseguiamo per stradine nei campi, compare il giallo della colza. Prima di arrivare alla Muzza passiamo da Settala. Un operatore ecologico con bici fornita di bidone attira la mia (Matteo) invidia, e noi incuriosiamo lui. Si unisce un altro passante che si informa del nostro viaggio.
A Settala abitano Luca e Marina, vecchi amici che passiamo a salutare. C’è Luca che ci offre caffè e merendina... E ci fa anche usare il bagno. Il percorso lungo la Muzza è molto bello, colori, riflessi, centrali elettriche e Cascine. Aironi, ibis sacri, gazette, cormorani, cigni. Verso Paullo primo problema tecnico: a Matteo si rompe un bastoncino. Lilli ha un'idea: può sostituito con un ma**co di scopa! Puntiamo sulla Lidl ma, incredibilmente, non hanno manici di scopa! Io aspetto fuori facendo la guardia ai carrelli e guardando la fauna locale (dopo quella naturale del lungo Muzza): signore che vanno a dare la spesa con i tacchi a spillo, individui pittireschi... Una signora anziana con cappotto bianco, scarpette rosse e cagnolino attacca bottone.
Matteo e Lilli escono dalla, Lidl con un po' di cibo, ma nessun bastoncino. Per fortuna li vicino c'è Tigota' che offre manici di scopa regolabili, robusti e splendidamente fashion! Matteo ne compra uno. Pausa pic nic al parchetto con sostituzione del bastone. La soddisfazione è tale che entro sera, ne acquisterà un secondo. La tappa, grazie a qualche deviazione e a un cancello che ci impedisce un taglio, si rivela più lunga del previsto (sfioreremo i 40). Subito prima di Lodi attraversiamo il bosco del Bel Giardino, area piuttosto selvaggia, con 'morte' (piccoli laghetti un po' paludosi) e vegetazione intricata. Un altro incontro con un signore appassionato di cammini è occasione per una bella chiacchierata, iniziata per rallentarlo (c’erano Anto e Lilli a fare p**ì) ma poi diventata interessante.
Arriviamo a Lodi, passiamo per il centro per procurarci una bottiglia di Ronchedone e, verso le 19, arriviamo da Paola. Ci accoglie a braccia, aperte. Ha una casa molto bella e, sul terrazzo, una coltivazione incredibile di agrumi pieni di frutti (limone, kumquat, mandarino). Dopo la doccia ci aspetta un'ottima cena vegetariana: polenta, formaggi, ratatouille e il capolavoro finale: bianco mangiar con fragole e altra frutta. Matteo ne mangia una quantità industriale. A cena ci sono anche Roberta e Roberta: una, è l'amica storica di Paola, l'altra é sua ospite in questo periodo: è qui per lavorare come ricercatrice, viene da Potenza - con il suo cagnolino). Bella, serata: su parla di cammini, di avventure (e disavventure), di cani abbandonati, salvati e trovati, di uncinetto e di ceramiche.

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