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Il tuo punto di riferimento per la divulgazione psicologica su sport, benessere e alimentazione Come?

Raggiungi i tuoi obiettivi
Qualunque sia il tuo punto di partenza, possiamo costruire un percorso di miglioramento delle tue performance, del tuo benessere e del tuo rapporto con l'alimentazione. con un percorso di consulenze psicologiche e/o psicoterapeutiche personalizzate che tengano conto del tuo livello di attività sportiva, della disciplina praticata, dei tuoi obiettivi, delle tue caratteris

23/04/2026

📚 𝗖𝗲𝗿𝗰𝗵𝗶 𝘂𝗻 𝗹𝗶𝗯𝗿𝗼 𝘀𝘂 𝗰𝗼𝗺𝗲 𝗿𝗲𝗻𝗱𝗲𝗿𝗲 𝗱𝗮𝘃𝘃𝗲𝗿𝗼 𝗲𝗳𝗳𝗶𝗰𝗮𝗰𝗲 𝘂𝗻𝗮 𝘀𝗾𝘂𝗮𝗱𝗿𝗮?


🏋️‍♂️ Cosa fa funzionare un team di persone?è sufficiente mettere insieme persone talentuose? ovviamente non è così semplice.


🏋️‍♂️ Una squadra funziona quando ci sono fiducia, comunicazione e un clima che permette agli atleti di esprimersi al meglio. Una squadra funziona quando c’è intelligenza emotiva.


Questo libro affronta proprio questi aspetti, cercando di rispondere ad alcune domande fondamentali:
🔺Perché alcune squadre funzionano davvero (e altre no)?
🔺Cosa crea un clima di fiducia e sicurezza psicologica?
🔺Come migliorare la collaborazione tra atleti e staff?


✅ Fa per te se alleni, lavori con gruppi sportivi o vuoi migliorare le dinamiche di squadra e la performance.


Titolo: 𝗟’𝗶𝗻𝘁𝗲𝗹𝗹𝗶𝗴𝗲𝗻𝘇𝗮 𝗲𝗺𝗼𝘁𝗶𝘃𝗮 𝗱𝗲𝗹 𝘁𝗲𝗮𝗺
Autore: Vanessa Urch Druskat
Editore:



Photos from PsicologiaePalestra's post 20/04/2026

🏋️‍♂️𝗙𝗮𝗶 𝗳𝗮𝘁𝗶𝗰𝗮 𝗮 𝗿𝗶𝘀𝗼𝗹𝗹𝗲𝘃𝗮𝗿𝘁𝗶 𝗱𝗼𝗽𝗼 𝗹𝗲 𝘀𝗰𝗼𝗻𝗳𝗶𝘁𝘁𝗲?


🔥 È comprensibile: perdere o non partecipare alla gara come si vorrebbe è doloroso e spiacevole. Esiste qualche modo per tollerare meglio questi momenti?
Secondo alcuni articoli, seguire alcuni step può favorire una mentalità di crescita che consente di voltare pagina al meglio.


✋Innanzitutto, accetta come ti fa sentire la sconfitta. Datti almeno 24 ore per starci dentro. Che sia tristezza, rabbia, delusione, vergogna....concediti di provare queste emozioni.


🧩Se dopo una sconfitta tendi ad essere molto severo, prova a trattarti come faresti con il tuo miglior amico dopo un errore. Non pensare che siano scuse: la gentilezza verso se stessi aumenta la resilienza!


📋La sconfitta è un evento che porta con sè informazioni: perchè non coglierci qualcosa di costruttivo? Prova a porti domande utili, come ad esempio:
Cosa ho fatto bene nonostante tutto?
Quale dettaglio ha fatto la differenza?
Su quale singola cosa lavorerò domani in allenamento?


💬Prova ad analizzare la cause della sconfitta in modo più onesto possibile, senza soffermarti su di chi sia la colpa. Chiediti cosa fosse davvero sotto il tuo controllo. Focalizzati sulla strategia e l'impegno, non sul tuo valore come persona. E se ti va, aiutati in questo confronto con qualcuno di cui ti fidi!


❓❓In che modo affronti la sconfitta? Hai mai utilizzato uno o più di questi consigli ?
Scrivimelo nei commenti↓↓↓


📚 Fonte: Hartley C and Coffee P (2019)
Coan et al., 2006)
Kentl McKenna et al; 2024

Photos from PsicologiaePalestra's post 14/04/2026

🧠𝗗𝗮𝘃𝘃𝗲𝗿𝗼 𝘃𝗼𝗿𝗿𝗲𝘀𝘁𝗶 𝗲𝘀𝘀𝗲𝗿𝗲 𝗶𝗺𝗽𝗲𝗰𝗰𝗮𝗯𝗶𝗹𝗲 𝗻𝗲𝗹 𝘁𝘂𝗼 𝘀𝘁𝗶𝗹𝗲 𝗮𝗹𝗶𝗺𝗲𝗻𝘁𝗮𝗿𝗲?


✅ Spesso pensiamo che una dieta ferrea sia sinonimo di "grande forza di volontà". Ma dal punto di vista psicologico, la rigidità alimentare è spesso un segnale di fragilità, non di forza. Quando il rapporto con il cibo si basa solo su divieti e regole inflessibili, i rischi per la salute mentale sono concreti.


⚠️ Quando si adotta una mentalità rigida si crea una situazione per la quale se si mangia un alimento fuori piano, si passa istantaneamente dalla sensazione di essere "bravi e disciplinati" a "falliti senza autocontrollo". Questo senso di colpa mina profondamente il valore che si dà a se stessi.


🧠 La rigidità inoltre crea un effetto molla: più si cerca di sopprimere il desiderio di un cibo, più quel desiderio diventa forte. Quando la molla si spezza, il rischio di perdere il controllo è altissimo, alimentando un ciclo tossico di restrizione ed eccesso.


🤝 Mangiare è un atto sociale. La rigidità porta a evitare cene, aperitivi o eventi per paura di non poter controllare gli ingredienti. Questo isolamento priva la persona di supporti emotivi fondamentali, aumentando il rischio di ansia e depressione.


❓ Hai mai cercato questo ideale di stile alimentare? Condividilo nei commenti 💬


📚 Fonti: Westenhoefer, J., et al. (2013) · Linardon, J., & Mitchell, S. (2017) · Donini et al., 2004



🤝 Collab:

Photos from PsicologiaePalestra's post 11/04/2026

E tu, come stai?


Nel numero di maggio di (in edicola dal 9 aprile) trovate alcune domande che ho contribuito a costruire, per accompagnarvi in una breve riflessione sul vostro stato psicologico. Uno spunto accessibile, giocoso, per promuovere maggiore consapevolezza e cura del benessere mentale 💞

Photos from PsicologiaePalestra's post 07/04/2026

👣𝗣𝗮𝘂𝗿𝗮 𝗱𝗶 𝗶𝘀𝗰𝗿𝗶𝘃𝗲𝗿𝘀𝗶 𝗶𝗻 𝗽𝗮𝗹𝗲𝘀𝘁𝗿𝗮 𝗲 𝗺𝗼𝗹𝗹𝗮𝗿𝗲 𝘀𝘂𝗯𝗶𝘁𝗼?


🤕 È comprensibile: secondo alcune indagini circa il 50% delle persone abbandona i centri fitness entro i primi 6 mesi dall'iscrizione. Non si può banalizzare questo fenomeno in semplice "mancanza di forza di volontà": i fattori in gioco sono davvero tanti. Tuttavia, alcuni psicologi hanno evidenziato che alcuni comportamenti sembrano meno associati all'abbandono precoce.


🧠Il primo step fondamentale sembra quello di imparare a porsi gli obiettivi in modo efficace. Un errore comune è quello di concentrarsi sui numeri e sui risultati estetici. Concentrarsi sull'apprendimento e su obiettivi di padronanza sembra essere invece più efficace nel costruire costanza.


🔢 Un altro errore classico è quello di passare dal divano ai 5 allenamenti a settimana: é importante evitarlo, perché questo causa prima di tutto alto rischio di burnout ma anche un alto rischio di infortunio. Meglio puntare sulla gradualità.


🔢In ultimo, è preferibile cercare compagnia! Meglio andare in palestra con un amico o con il proprio partner, oppure cercare di costruire rapporti amicali nel proprio ambiente. Le relazioni sociali sembrano diminuire lo stress e aumentare l'aderenza ai programmi di allenamento.


Naturalmente, ogni percorso è a sè: se ti interessa comprendere meglio la tua situazione, rivolgiti ad uno psicologo dello sport!


❓Ti è capito di iscriverti in palestra e smettere? Scrivimelo nei commenti!


FONTE: Collado-Mateo, D., et al. (2021); Locke, E. A., & Latham, G. P. (2002); Trost, S. G., et al. (2002)





Photos from PsicologiaePalestra's post 31/03/2026

🏋️‍♂️𝗜𝗹/𝗟𝗮 𝘁𝘂𝗮 𝗽𝗮𝗿𝘁𝗻𝗲𝗿 𝘁𝗶 𝘀𝗼𝘀𝘁𝗶𝗲𝗻𝗲 𝗻𝗲𝗹𝗹𝗼 𝘀𝗽𝗼𝗿𝘁?


🔥 Non è un dettaglio banale! Spesso parliamo di coach, nutrizionisti e fisioterapisti, ma la letteratura scientifica sportiva ci dice che la qualità della relazione romantica ha un impatto diretto, fisico e psicologico, sulla performance atletica. In che modo?


🧩Lo sport agonistico genera stress altissimi. Studi confermano che il supporto emotivo percepito dal partner agisce come un vero e proprio "cuscinetto" (buffer) contro l'ormone dello stress.


📋Avviene una regolazione fisiologica tramite la semplice presenza (o il supporto percepito) di un partner supportivo: si abbassa la reattività della pressione sanguigna e riduce l'attivazione delle aree cerebrali legate alla minaccia .


💬Ricerche sperimentali hanno dimostrato che la presenza di supporto sociale stretto durante o prima di un'attività fisica estenuante riduce la percezione del dolore e dello sforzo


💬Attenzione però che il partner conta anche quando le cose non vanno: relazioni conflittuali o partner "svalutanti" (che criticano il tempo speso ad allenarsi o la dieta) riducono le risorse cognitive, peggiorando drasticamente le prestazioni.

❓❓Hai mai notato differenze di performance quando il tuo partner è sugli spalti?
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📚 Fonte: Hartley C and Coffee P (2019)
Coan et al., 2006)
Kentl McKenna et al; 2024

Photos from PsicologiaePalestra's post 23/02/2026

🏋️‍♂️𝗣𝗼𝘀𝘁𝗶 𝗺𝗮𝗶 𝗳𝗼𝘁𝗼 𝗼 𝘃𝗶𝗱𝗲𝗼 𝗱𝗲𝗶 𝘁𝘂𝗼𝗶 𝗮𝗹𝗹𝗲𝗻𝗮𝗺𝗲𝗻𝘁𝗶 𝘀𝘂𝗶 𝘀𝗼𝗰𝗶𝗮𝗹? Se sì, cosa comporta psicologicamente?


🔥La psicologia dello sport la chiama Self-Presentation. Quando ti alleni pensando già alla foto che metterai dopo, o alla caption da scrivere, il tuo cervello sta svolgendo un doppio lavoro. Invece di dedicare il 100% delle risorse cognitive al gesto tecnico, ne sprechi una parte per "gestire la tua immagine"


🧩 Sui social si vede solo il meglio degli altri: il record personale, la medaglia, il fisico perfetto. Nessuno posta l'allenamento fallito o la partita persa. Questo confronto sociale sbilanciato può creare senso di inadeguatezza e può indurre a sentire costantemente l'aspettativa di dover essere perfetti ogni volta, trasformando lo sport da passione a pressione.


📋Sembra un comportamento banale, ma invece scrollare TikTok o Instagram nello spogliatoio o in palestra può incidere sulle performance. Studi recenti dimostrano che l'uso passivo dei social prima della performance causa Mental Fatigue: il cervello si satura di informazioni inutili e rallenta i tempi di reazione.


🦉Quindi cosa fare? Naturalmente non si tratta di demonizzare o escludere completamente i social o le foto/video, ma di farne un uso più consapevole.
Ecco due consigli utili:
- Usare la modalità aereo, impostandola 1 ora prima della gara o un allenamento importante: aiuta a "staccare" completamente
- Separare il momento sportivo da quello del "creator". Meglio postare a mente fredda: trasforma il contenuto da semplice "sfoggio" impulsivo a riflessione consapevole sul proprio percorso.




❓❓Hai mai pensato ai social come un problema per la tua performance?
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📚 Fonte: Encel et al 2017; David J.L. et al 2018 ;
Woods, H. C., & Scott, H. 2016

Photos from PsicologiaePalestra's post 21/02/2026

🧠❄️ Guardando queste Olimpiadi diventa lampante come la prestazione non sia mai solo una questione fisica o tecnica, ma anche mentale.


Qualche esempio?

– ⛷️💭 Nell’infortunio di Lindsey Vonn, dove le routine mentali diventano fondamentali per avversarie come Sofia Goggia, per restare focalizzati quando il contesto emotivo rischia di distrarre.

– 🏂🔥 In Michela Moioli, che rende evidente come la gestione del dolore sia una competenza integrante la prestazione

– ⛸️⚡ Nel libero maschile di pattinaggio artistico, dove il crollo dei favoriti è un esempio chiaro di choking: un livello di attivazione eccessivo che compromette coordinazione, timing e fluidità del gesto

– ⛸️❤️ In Francesca Lollobrigida, dove il sostegno familiare diventa una vera risorsa per proseguire nella propria carriera sportiva

– 🥌🗣️ In Amos Mosaner e Stefania Constantini, dove il self-talk motivazionale sostiene la tenuta mentale fino al bronzo dopo una br**ta sconfitta

– ⛷️🎯 In Federica Brignone, che dimostra quanto lavorare su obiettivi di processo e di prestazione, e non solo di risultato, renda la performance più solida


🧠🏅 Queste Olimpiadi raccontano chiaramente che la mente non è un “fattore in più” ma una componente chiave dell'esperienza sportiva che, come tutte le altre, non va improvvisata ma preparata e allenata.


🛠️🧠 Come? Con lo psicologo dello sport si può lavorare su routine, regolazione dell’attivazione, gestione del dolore, dialogo interno, interpretazione degli eventi e costruzione degli obiettivi… e molto altro!

Photos from PsicologiaePalestra's post 17/02/2026

🧠𝗦𝗲𝗿𝘃𝗲 𝗱𝗮𝘃𝘃𝗲𝗿𝗼 𝗮𝘃𝗲𝗿𝗲 𝘂𝗻 "𝗰𝗵𝗲𝗮𝘁 𝗺𝗲𝗮𝗹"?
..Dipende!


✅ Alcuni studi (Journal of Consumer Psychology) ipotizzano che pianificare piccole deviazioni dal piano alimentare possa aiutare l’aderenza nel lungo periodo. Sapere che un pasto è “libero” può ridurre la sensazione di restrizione e rendere il percorso più sostenibile 🍕


⚠️ Tuttavia, questo non è sempre vero. In contesti di diete molto rigide, il pasto libero potrebbe essere vissuto come una perdita di controllo o generare senso di colpa. La letteratura (es. Murray et al., 2018) segnala che, in alcuni atleti, queste dinamiche possono essere associate a un rapporto complesso con il cibo.


🧠 Anche le parole contano. “Cheat” richiama al concetto di "sgarro" e "fallimento", mentre "pasto libero" comunica flessibilità. Se questo momento genera ansia o disagio, può essere utile rivedere l’approccio complessivo alla dieta 🍽️


🤝 Quindi cosa è meglio fare? averlo o no?
Non esiste una regola valida per tutti. Il pasto libero è uno strumento, non un obbligo. Confrontarsi con un nutrizionista aiuta a capire se, per se stessi è utile o se è meglio puntare su una flessibilità quotidiana.


💬 In alcune situazioni (es. storia di binge eating) può essere indicato evitarlo o modificarlo, sempre con il supporto di un professionista.


❓ E tu come lo vivi?
Ti aiuta o ti mette in difficoltà? Condividilo nei commenti 💬


📚 Fonti: Murray et al. (2018) · Coelho et al. (2020) · Witt, Huberman (2020)



🤝 Collab:

Photos from PsicologiaePalestra's post 13/02/2026

🧠⚖️ 𝗖'è 𝘂𝗻 𝗹𝗲𝗴𝗮𝗺𝗲 𝘁𝗿𝗮 𝘀𝗮𝗹𝘂𝘁𝗲 𝗺𝗲𝗻𝘁𝗮𝗹𝗲 𝗲 𝗴𝗿𝗮𝘀𝘀𝗼 𝗰𝗼𝗿𝗽𝗼𝗿𝗲𝗼?
Sembra di sì.
Tra le persone con disturbi psichiatrici gravi, l’obesità è fino a 3 volte più frequente rispetto alla popolazione generale. Succede negli adulti, ma anche nei bambini e negli adolescenti.


📊 Perché accade?
Il rischio aumentato di sovrappeso, sindrome metabolica e mortalità precoce nasce dall’interazione tra più fattori: stili di vita poco salutari, svantaggio socioeconomico, predisposizione genetica e uso prolungato di psicofarmaci.


💊 Perchè c'entrano i farmaci?
Molti psicofarmaci, soprattutto antipsicotici (ma anche antidepressivi e stabilizzatori dell’umore), favoriscono un aumento di peso spesso difficile da contrastare. Alcuni farmaci di supporto possono aiutare, ma i risultati sono spesso limitati e temporanei, se non accompagnati da movimento e alimentazione adeguata.


🆕 La situazione però, potrebbe migliorare in futuro.
Nel 2024, per esempio, è stato approvato un nuovo antipsicotico (xanomelina + trospio) che agisce su meccanismi diversi da quelli tradizionali e non sembra associato ad aumento di peso.


⚠️ Quindi nel frattempo bisogna evitare i farmaci?
Assolutamente no! Questi sono spesso fondamentali per la stabilità clinica e la qualità della vita.
Per questo è importante affiancare la terapia farmacologica a monitoraggio metabolico, movimento e supporto sullo stile di vita.
È importante occuparsene perchè l'obesità peggiora la qualità della vita e aumenta la disabilità, già compromessa dalla sofferenza psicologica. A questo si somma un doppio stigma: salute mentale + peso corporeo.


❓ Conoscevi questi aspetti? Scrivimelo nei commenti!


📚 Fonte: Baldini, M. (2023). Obesità e dintorni.




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