Quando si cerca di spiegare il concetto di un giocatore che in campo "fa quello che vuole", è molto più semplice osservare con attenzione Arvydas Sabonis.
Ne vale la pena! 🏀😎💪🏼
Ho - quasi - giocato contro Kobe Bryant
Storie di basket di un goriziano a Milano. Di Marco Giacomini 😎
Per collaborazioni ➡️DM
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10/06/2026
Un po' di tempo fa sono riuscito a procurarmi una copia usata del fantastico libro di Davide Micalich su Claudio Malagoli "La mano come una c**t".
Fa sempre bene a ricordare questo giocatore straordinario, tiratore puro per eccellenza, capace di infiammare i palazzetti e lasciare un ricordo indelebile nei suoi tifosi.
Nella prefazione del libro, curata da Dan Peterson, c'è anche questo trafiletto che in poche righe racchiude la sua essenza cestistica :
"Malagoli, spesso, "prendeva fuoco".
Se faceva un canestro, scattava il pericolo, arrivava subito il secondo, il terzo, il quarto e anche il quinto in fila senza avere neppure il tempo di fiatare. Quindi, il giocatore avversario chiamato a marcare Malagoli, riceveva sempre le solite raccomandazioni dal suo coach: "Non lasciarlo ricevere. Anticiparlo. Non permettere al play di passare la palla a lui. Se lui riceve, è troppo tardi." Sono rari i giocatori che richiedono una tale attenzione al coach avversario."
Indimenticabile ❤️🏀
09/06/2026
Analisi impietosa di gara 3 delle NBA Finals 😅
07/06/2026
Il 7 giugno 1993 ci lasciava Dražen
È sempre difficile scrivere di lui ma sono convinto che tenere vivo il suo ricordo sia un dovere per chi ama il basket.
Prima di diventare il "Mozart del basket", Dražen Petrović era un ragazzino di Sebenico che non riusciva a stare lontano da un pallone.
Giocava per strada fino a notte fonda, tanto che insieme agli amici installò un riflettore per continuare le partite anche dopo il tramonto.
Quando un vicino distrusse il canestro del quartiere, il giorno dopo ne comparve subito un altro. Era già il segnale di quel carattere che lo avrebbe accompagnato per tutta la vita: ostinato, competitivo, incapace di arrendersi.
Eppure il suo destino sembrava scritto diversamente. Da bambino soffriva di un problema congenito alle anche e un medico arrivò a dire alla famiglia che continuare a giocare a basket avrebbe potuto costringerlo su una sedia a rotelle entro pochi anni.
Dražen non asc**tò quel consiglio.
A 15 anni firmò il suo primo contratto professionistico con lo Šibenka e poco dopo debuttò nella lega jugoslava. Mentre i suoi coetanei cercavano di ritagliarsi qualche minuto in campo, lui segnava già decine di punti e mostrava una mentalità fuori dal comune. Chi lo conosceva raccontava che si allenava e ragionava come un professionista adulto.
Fu in quegli anni che nacque la leggenda. Non ancora quella della stella europea o del "primo uomo sulla Luna" in NBA, ma quella di un ragazzo che vedeva il basket come una missione e la vittoria come l'unico risultato possibile.
Il resto è storia.
Ma tutto cominciò in una strada di Sebenico, con un pallone, un canestro e una volontà che nessuno riuscì mai a spezzare.
Dražen per sempre ❤️
I video del sabato pomeriggio.
Larry Bird ai tempi di Indiana State, quaranta secondi di pura magia.
Mi soffermo in particolare sulla prima azione: finta che fa letteralmente volare via l'avversario, possibilità di un piazzato ad altissima percentuale completamente libero, e invece assist al compagno sotto canestro per due punti sicuri al 100%.
Ho l'impressione che nessun giocatore sulla terra si sarebbe comportato così.
Per non parlare dell'assist nell'ultima azione, una possibilità su un milione che la palla non fosse almeno sfiorata da qualcuno..!
Volevo parlare d'altro nel post di oggi ma quando mi è capitato sotto mano questo video non ho resistito... 😅😁😎🏀💪🏼
05/06/2026
Negli anni '80, quando i Lakers di Magic Johnson e Kareem Abdul-Jabbar facevano brillare la NBA, c'era una presenza fissa a bordo campo quanto i canestri dello Showtime: Jack Nicholson
Sempre lì. Occhiali da sole, sorriso sornione e una passione autentica per il basket.
Non era una comparsa hollywoodiana venuta a farsi vedere. Era un tifoso vero.
Chiunque riguardi oggi le vecchie partite dei Lakers lo noterà subito: Jack esulta, si arrabbia con gli arbitri, commenta le azioni, vive ogni possesso come uno di noi.
La leggenda racconta che il proprietario Jerry Buss volesse trasformare le partite dei Lakers in uno spettacolo totale. Cheerleader, musica, celebrità e intrattenimento. Ma tra tutte le star sedute a bordo campo, Nicholson era "la" star. La sua presenza era parte integrante dell'esperienza Lakers.
E forse il motivo per cui ancora oggi ci affascina così tanto non sono tanto i vestiti, gli occhiali o il fatto che fosse uno degli attori più famosi del pianeta. È l'atteggiamento.
Guardando quelle immagini sembra sempre esattamente dove vuole essere: seduto a pochi metri dal parquet, a godersi una partita di basket.
Perché alcuni tifosi seguono una squadra ma Jack Nicholson, in un certo senso, è diventato parte della squadra. 🏀💜💛
03/06/2026
Per almeno vent'anni è stata una delle sfide più affascinanti del basket europeo: da una parte l'Italia, capace di esprimere generazioni di talenti e squadre combattive; dall'altra la Jugoslavia, una vera e propria fabbrica di campioni che ha segnato la storia della pallacanestro mondiale.
Ogni incontro aveva qualcosa di speciale. Tecnica, carattere, talento e una posta in palio quasi sempre altissima. Negli anni '70 e '80, il parquet diventava il palcoscenico di duelli memorabili tra alcuni dei più grandi giocatori europei di sempre.
Per tanti appassionati non era solo una partita. Era una lezione di basket. Quello fatto di fondamentali, intelligenza e personalità.
Chi ha vissuto quelle sfide sa bene che quando sul tabellone compariva "Italia-Jugoslavia", lo spettacolo era praticamente garantito. 😎🏀
Italbasket
02/06/2026
Julius Erving contro Larry Bird 🏀
Due modi diversi di interpretare il basket, un solo pallone conteso come se fosse l'ultimo disponibile sulla Terra.
Nella foto non ci sono schiacciate spettacolari, tiri decisivi o celebrazioni. C'è qualcosa di ancora più bello: la voglia di vincere ogni singolo possesso.
Dr. J sembra pronto a strappare il pallone dal parquet, Bird ha già deciso che non lo lascerà andare. Nessuno dei due pensa al punteggio, alla statistica personale o agli highlights. In quel momento esiste solo quella palla.
Talento infinito, rivalità autentiche e una competitività che traspariva da ogni azione, anche dalla più sporca e ordinaria. 😎🏀📸
31/05/2026
Sono passati ormai quarantatre anni da quello storico 4 giugno 1983, quando la nostra Nazionale vinse una meravigliosa medaglia oro agli Europei di Nantes battendo in finale la Spagna.
Per ricordare quei momenti speciali, niente di meglio che riproporre le parole di Aldo Giordani mentre commentava quella storica serata.
"E adesso voglio proprio vedere questa medaglia d’oro chi può portarcela via... Scusate se sono un po’ emozionato e un po’ anche, lo confesso e me ne scuso, commosso, ma in trent’anni di telecronache, in sedici campionati europei che ho veduto, mai avevo visto una squadra italiana trionfare come sta facendo la squadra azzurra questa sera...".
Proprio al mitico Aldo Giordani sarà dedicata una targa commemorativa che sarà posizionata sulla facciata del palazzo in via Eustachi 23 a Milano, dove aveva vissuto a lungo con la famiglia.
Un omaggio STRA meritato. ❤️🏀😎
30/05/2026
Una rara immagine di Kobe Bryant mentre assiste ad un incontro di wrestling dalla prima fila... 😅😎
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