Palestra Accademia Kurgan

Palestra Accademia Kurgan

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Informazioni di contatto, mappa e indicazioni stradali, modulo di contatto, orari di apertura, servizi, valutazioni, foto, video e annunci di Palestra Accademia Kurgan, Scuola di arti marziali, Davide Campari 10, Milan.

La Kurgan è un arte marziale con 8 sezioni tecniche:
1) Lotta,
2) Colpi,
3) Lotta e Colpi (MMA),
4) Armi,
5) Lotta, Colpi e Armi,
6) Contatto,
7) Strada,
8) Zero1 (Lavoro interiore)

07/09/2026

Diretta del 07/09/2026, Lezione avanzati MMA

02/09/2026

LA SARCOPENIA
Come la perdita di tono muscolare sulle braccia (ipotrofia) sia solo un segnale visibile di un processo più ampio che coinvolge l'intero organismo: la sarcopenia.

PRIMA DI CONTINUARE RICORDA SEI SU ZERO ONE
Zero1 è l'Ottava sezione Kurgan dedicata alla salute: fisica, mentale, emozionale, spirituale.

Il ruolo delle braccia come campanello d'allarme
Le braccia sono il primo punto in cui si nota la perdita di massa muscolare perché presentano un sottile strato di grasso sottocutaneo. Tuttavia, il calo muscolare è quasi sempre diffuso a tutto il corpo, anche se nascosto altrove da accumuli di grasso più consistenti.

Perché la sarcopenia non è solo un problema estetico
Il muscolo è il principale organo metabolico del corpo e svolge due funzioni chiave:

Spugna metabolica: assorbe gli zuccheri dal sangue dopo i pasti per regolare la glicemia.

Fabbrica antinfiammatoria: durante il movimento produce miochine, molecole protettive ad azione antinfiammatoria.

Il legame tra perdita di muscolo e infiammazione cronica
Quando la massa muscolare diminuisce (fenomeno comune dopo i 40 anni):

La capacità di gestire lo zucchero ematico si riduce.

Diminuisce la produzione spontanea di sostanze antinfiammatorie.

Lo spazio liberato dal muscolo viene spesso occupato da grasso viscerale, che al contrario rilascia sostanze infiammatorie.

Questo crea uno stato di infiammazione cronica di basso grado, responsabile di stanchezza persistente, gonfiori e sonno disturbato. Si innesca così un circolo vizioso: l'infiammazione ostacola la sintesi muscolare, accelerando ulteriormente la perdita di massa.

Come invertire la rotta
Per interrompere questo processo e riattivare le funzioni metaboliche del muscolo, le attività aerobiche leggere (come camminare) non bastano. È necessario uno stimolo di rinforzo specifico tramite l'allenamento di forza o l'allenamento funzionale a corpo libero. Sottoporre i muscoli a un carico superiore alla routine abituale stimola la ricostruzione della massa a qualsiasi età, abbassando i livelli di infiammazione.

01/09/2026

KURGAN SPECIAL DRAGON
Vi presentiamo in edizione limitata solo per le maglie gialle (Cinture Nere) ed Insegnanti, ma anche come riconoscimento agli Agonisti che vinceranno dei titoli. In Edizione limitata ecco la Rashguard da MMA Kurgan Special Dragon.

Per circa 25 anni il Drago ha fatto parte delle divise Kurgan. Poi con la 4° riforma Kurgan è Stato sostituito dell'Aurin Il simbolo celtico degli 8 infiniti. Tuttavia la storia per noi Kurgan è importante è questo tributo vuole essere un riconoscimento per tutti coloro che da anni hanno dato l'anima per questa scuola.

01/09/2026

DAL 14 SETTEMBRE SI RIPARTE CON I CORSI DI MMA IN BARONA

28/08/2026

GRADI KURGAN
In descrizione trovate un grafico che mette in evidenza il confronto i gradi tecnici dell'arte marziale Kurgan, confronto le arti marziali di origine Giapponese.

28/08/2026

DIVISA KURGAN
Il grado che vedete è il Giallo (il grado della nostra arte marziale, a cui viene affiancata la Cintura nera).

La scala Cromatica di Illuminazione vede i gradi: Nero, Blu, Rosso e Giallo. I gradi attraverso il cordone Bianco fanno sempre da ponte verso un richiamo all'illuminazione, quindi al sapere.

Con il Primo Livello Giallo viene conferita sia la Cintura nera che il titolo da Istruttore (poiché la nostra arte marziale, segue una struttura formativa generativa, dove fin dal primo anno gli atleti vengono eruditi alla pratica dell'insegnamento).

Dopo il grado Giallo cintura Nera, segue:

-Secondo Liv Giallo, Trainer (segue le preparazioni atletiche dei praticanti)

-Terzo Liv Giallo, dopo 10 anni di Insegnamento si diventa automaticamente "Master"

-Quarto Liv Giallo, Maestro d'armi (Weapons Master)

-Quionto Liv Giallo, Master Combat (legato al combattimento da strada)

-Sesto Liv Bianco (Illuminato) Viene concesso il grado di "Grand Master.

28/08/2026

DIVISA KURGAN
Il grado che vedete è il Rosso (il terzo della nostra arte marziale).

Avrete Capito che i colori dei nostri gradi seguono una scala cromatica diversa confronto alle arti marziali di origine Giapponese. Infatti Quest'ultime seguono il principio dove il nero è un colore di forza, mentre il bianco è un colore di purezza. Una curiosità: In realtà in Giappone non esistono gradi intermedi tra il Bianco e il Nero. Tu pratichi è sei sempre Cintura bianca, fino a quando il maestro non decide che sei degno e preparato per essere Cintura Nera, avendo affrontato negli anni vari percorsi di crescita.

La nostra scala Cromatica invece Vede il nero come rappresentante dell'oscurità del non sapere, della cecità esperienziale. Viceversa il Bianco come colore di luce, di illuminazione, quindi di conoscenza.

28/08/2026

DIVISA KURGAN
Il grado che vedete è il Blu (il secondo della nostra arte marziale).

Come avrete capito i gradi della nostra Arte Marziale non risiedono nella cintura, ma ben si nel colore della divisa. Tutto nasce dal pensiero dello scontro in strada in situazioni reali e non sportive. Sia la nostra Maglia che il GI, sono pensate per poter essere usate anche come abbigliamento (infatti ne abbiamo alcuni modelli senza loghi che utilizziamo anche come vestiario). Quindi la cintura come grado è sempre stato un concetto lontano della nostra tradizione. Infatti il cordone bianco non fa parte del grado, ma ben si è una delle varie armi utilizzata nell'arte marziale Kurgan.

In realtà esiste un grado intermedio chiamato Blu Notte, che viene conferito agli atleti dagli 11 ai 14 anni. Poiché li nostro programma tecnico risulta troppo complesso, per le caratteristiche motorie dell'età della pubertà (dove il corpo viene investito da scariche ormonali che fanno si che lo stesso sia confuso a livello motorio). Quindi viene concesso un grado intermedio dove il test di passaggio di grado viene diviso in due parti.

28/08/2026

DIVISA KURGAN
Il grado che vedete è il Nero (il più basso della nostra arte marziale).

Per accedere al grado nero si deve frequentare un periodo di noviziato che va da 3 a 6 mesi, nei quali l'atleta deve fare poche assenze, dimostrare rispetto per i compagni d'allenamento e gli atleti anziani e di grado superiore, integrarsi alle tradizioni e alla struttura sociale della scuola. Dopo il periodo di noviziato avviane una cerimonia di ben venuto dove viene coinvolta tutta la scuola e dove al novizio viene consegnata la divisa Nera, dai Kurgan chiamata Fardello (poiché te la devi meritare e quindi averla e mantenerla è un impegno a cui ti verrà chiesto se vorrai mantenere la parola data). Oltre alla divisa l'atleta verrà annoverato come fratello o sorella e verrà salutato dalla scuola con il saluto ufficiale (prima di questo, c'è solo una stretta di mano e un grazie). L'idea Kurgan che nulla è dovuto e che il rispetto va guadagnato.

La divisa è formata da diversi materiali è parti:

1) GI Kurgan (stesso materiale di quello da Judo in cotone rinforzato), questa casacca si infila come una maglia, non come un classico chimono che ha la chiusura a doppio petto.

2) Sotto il GI troviamo una Rashguard (a maniche lunghe in inverno e corte in estate). La Rashguard è in materiale anti graffio e aiuta nella sudorazione.

3) Pantaloncino sopra il ginocchio fatto di cotone elasticizzato, pensato per ti**re i calci.

4) chiude la divisa il Cordone bianco, l'arma tradizionale dei Kurgan.

La divisa si indossa tutta solo negli eventi, normalmente le varie pratiche (MMA, Street, Armi), prevedono parti diverse della divisa, che vengono usate singolarmente.

05/05/2026

L'ANTICA ARTE DELLA MANO
Spesso nelle arti marziali moderne si dimenticano le origini antiche delle pratiche che oggi definiamo con vari titoli: Kick, Thai, MMA, ecc. Lo slogan dell'arte Marziale Kurgan è: Da un antico sapere, una storia moderna. Ed è proprio da questa storia di arti Marziali antiche (Il Karate), Che voglio iniziare questa nuova Rubrica, con la quale vi voglio mostrare quanto le pratiche moderne siano molto più vicine ai segreti delle pratiche più antiche.

Il nome antico del karate era semplicemente “Te” (手), che in giapponese significa “mano”, un termine essenziale e quasi primordiale che veniva usato a Okinawa per indicare le tecniche di combattimento a mani n**e sviluppate localmente, in un contesto dove le armi erano spesso proibite e la sopravvivenza dipendeva dalla capacità di difendersi con il proprio corpo; col tempo, il “Te” si evolse e si differenziò in varie scuole come Shuri-te, Naha-te e Tomari-te, ciascuna influenzata dal contesto sociale e geografico in cui si sviluppava, ma tutte unite da un filo invisibile fatto di pragmatismo, efficacia e trasmissione silenziosa; successivamente, sotto l’influenza culturale cinese, venne introdotto il termine “Tōde” (唐手), cioè “mano cinese”, a testimonianza di un incontro profondo tra culture, tecniche e visioni del combattimento, mentre solo nel XX secolo il nome cambiò in “Karate” (空手), “mano vuota”, anche per motivi culturali e politici legati al Giappone moderno, segnando una trasformazione non solo terminologica ma anche filosofica; l’antico “Te” non era uno sport come il karate moderno, ma un sistema di combattimento pratico, diretto e spesso segreto, sviluppato tra contadini, mercanti e nobili locali, e proprio questa sua natura nascosta ne ha alimentato il fascino e il mistero, perché ciò che veniva insegnato non era mai tutto, ma solo ciò che l’allievo era pronto a comprendere; il “Te” consisteva in un combattimento a mani n**e che includeva colpi con pugni, palmi e dita, calci bassi e non spettacolari, gomitate, ginocchiate, leve articolari e proiezioni semplici, con l’obiettivo di neutralizzare rapidamente l’avversario e non di accumulare punti, perché ogni tecnica era pensata per situazioni reali, improvvise e spesso pericolose, come aggressioni in spazi ristretti o a distanza ravvicinata, rendendo quest’arte efficace, pragmatica e talvolta brutale; l’allenamento avveniva attraverso i kata, che già allora esistevano ma non erano esercizi estetici bensì veri e propri archivi di combattimento, sequenze codificate in cui ogni movimento nascondeva applicazioni pratiche, spesso multiple, tramandate oralmente attraverso il bunkai e comprese solo dopo anni di pratica, in un processo quasi iniziatico; la trasmissione del “Te” era segreta, riservata a pochi allievi fidati, spesso insegnata di notte o in luoghi appartati, lontano da occhi indiscreti, perché conoscere queste tecniche significava possedere un potere reale e concreto, e come tale andava protetto; attraverso i contatti con la Cina, soprattutto con la regione del Fujian, il “Te” si arricchì di tecniche di respirazione, uso dell’energia interna e movimenti più fluidi, portando allo sviluppo del Tōde, una fase fondamentale nella nascita del karate, in cui l’antico sistema okinawense si fuse con le arti marziali cinesi trasformandosi in qualcosa di più strutturato e raffinato; tra il XIV e il XIX secolo Okinawa fu un crocevia di scambi culturali e commerciali, e in questo contesto maestri cinesi trasmisero le loro conoscenze mentre gli abitanti locali le integrarono con il proprio “Te”, creando un sistema ibrido, potente e profondamente radicato nella realtà; ma ciò che rende il “Te” davvero affascinante è ciò che non è stato scritto, perché molti maestri, come Sokon Matsumura o Ankō Itosu, pur lasciando tracce nella storia, custodivano insegnamenti che non venivano mai messi per iscritto, affidandoli solo alla memoria e all’esperienza diretta degli allievi più meritevoli, e si racconta che alcune applicazioni dei kata più antichi siano ancora oggi comprese solo parzialmente, come se ogni generazione dovesse riscoprirle; persino kata apparentemente semplici nascondono livelli di lettura diversi, dove un gesto può essere contemporaneamente una parata, una leva, una proiezione o un colpo a un punto vitale, e questo ha alimentato per secoli l’idea che il “Te” non sia solo un sistema di combattimento, ma un linguaggio criptato, una sorta di codice corporeo che conserva conoscenze antiche; alcuni storici e praticanti esperti confermano che certe tecniche venivano insegnate solo dopo anni di osservazione e disciplina, quando l’allievo dimostrava non solo abilità fisica ma anche equilibrio mentale, perché il vero segreto del “Te” non era la tecnica in sé, ma la capacità di applicarla con consapevolezza, nel momento giusto e con la giusta intenzione; così, tra storia documentata e tradizione orale, il “Te” rimane una delle radici più profonde e misteriose del karate moderno, un’arte che continua ad affascinare proprio perché, nonostante secoli di evoluzione, sembra custodire ancora qualcosa di nascosto, come se ogni movimento fosse una porta socchiusa su un sapere antico che attende ancora di essere completamente rivelato.

Testo riportato dal Master Domenico Abbruzzo

Fonti, cit:

Fonti e Riferimenti Bibliografici:
-Funakoshi, Gichin. Karate-Do: My Way of Life. Tokyo: Kodansha International, 1975.

-Funakoshi, Gichin. Karate-Do Kyohan: The Master Text. Tokyo: Kodansha International, 1973.

-Bishop, Mark. Okinawan Karate: Teachers, Styles and Secret Techniques. London: A&C Black, 1989.

-Nagamine, Shoshin. The Essence of Okinawan Karate-Do. Rutland: Tuttle Publishing, 1976.

-Higaonna, Morio. Karate-Do: Tradition and the Transmission of a Martial Art. Tokyo: Dragon Books, 2008.

-Bishop, Mark. Karate: An Okinawan Martial Art. London: A&C Black, 1999.

-Sells, John. Unante: The Secrets of Karate. Los Angeles: Hawley Publications, 1995.

-Bubishi. Testo classico di origine cinese, varie edizioni e traduzioni (riferimento storico fondamentale per lo studio delle arti marziali di Okinawa).

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