Giro del mondo di Sanganeb

Giro del mondo di Sanganeb

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Cosa c'è di più avvincente che solcare il mare e raggiungere isole lontane, spinti dalla forza del vento per poi immergersi nel mare blu cristallino?

Sanganeb risponde a tutte queste domande.........

10/02/2022
Photos from Giro del mondo di Sanganeb's post 13/08/2020

Prima o poi tutte le storie finiscono, anche le più belle...

Sanganeb ha cambiato proprietà, un signore venuto dalla California, dopo una lunga trattativa, dovuta ai problemi del Covid 19 , l’ha acquistato e se lo porterà a San Francisco, e vabbè, che dire, le solite frasi retoriche, ce ne sarebbero a centinaia, il fatto vero è che io non potevo più economicamente mantenerlo, soprattutto qui in Mediterraneo, così l’ho venduto, molto semplicemente è finita una storia, una bella storia, come tante altre....
E adesso... boh, per intanto, per acquietare il mio spirito vagabondo, me ne vado in giro un po’ in moto, il mio primo amore, e dove se non di nuovo in Grecia a scoprire, su due ruote, questo bellissimo paese, non più dal mare ma dall’ interno, insomma finita una storia se ne comincia un’altra l’importante è avere le giuste motivazioni e lo spirito adatto poi il resto viene da se.
“Ad maiora semper” dicevano gli antichi romani, e così sia...

Photos from Giro del mondo di Sanganeb's post 18/07/2020

Greek memories...

04/03/2020

...compagni di viaggio...

02/02/2020

Grazie agli amici di PRATOVELA che mi hanno invitato a questa serata in loro compagnia, approfitto per allargare l’invito a tutti quelli che avranno il piacere di partecipare

Photos from Giro del mondo di Sanganeb's post 11/10/2019

TRA I FARI DELLA GALIZIA

Sanganeb riposa nell’isola di Leros ma il mio spirito irrequieto mi tormenta ed ho deciso di tornare in oceano ma questa volta stando dall’altra parte, non da dentro ma da fuori , così ho deciso di avventurarmi in un “camino” non il classico, quello di Santiago per intenderci, non ho lo spirito adatto e non ho crisi mistiche men che meno religiose o spirituali inoltre sento la necessità di isolarmi di nuovo, di stare un po’ da solo e il “Camino Santiago” è anche un momento di aggregazione, come dice chi lo ha già fatto, ed io invece sento la necessità di dissociarmi. Ma il vero motivo che ha scatenato il mio interesse per questo cammino è stata la forte attrazione che i fari hanno sempre avuto su di me ed ecco dunque il motivo della mia scelta, oltretutto lo conferma il fatto che il nome che ho dato alla mia barca è “ Sanganeb” che è anche il nome di un faro in Mar Rosso, ed ecco, dunque, spiegato il motivo del mio progetto .
A nord ovest della Spagna esattamente in Galizia c’è un tratto di costa affacciata sul l’oceano Atlantico chiamato in lingua locale “Costa da Morte” ovvero Costa della morte, in quanto in quel tratto di oceano sono avvenuti un grande numero di naufragi l’ultimo dei quali nel Novembre del 2002 fu quello della petroliera Prestige battente bandiera delle Bahamas che, causa le negative condizioni marine si spezzò in due e riversó, soprattutto sulle coste della Galizia, una quantità enorme di petrolio causando un vero disastro ecologico ma per fortuna senza provocare vittime tra i marinai; meno fortunati, invece, furono i marinai del “Hsm Serpent” un incrociatore della Royal Navy inglese che naufragó sugli scogli vicino al faro di Capo Vilano, dei 175 marinai a bordo solo 3 si salvarono, e così la storia continua per altri infiniti naufragi.
Tutte le cause di questi naufragi sono da attribuire alle condizioni particolarmente critiche del mare che da quelle parti, vuoi per la particolare orografia della costa, per i predominanti venti provenienti da ovest, soprattutto nei mesi di Ottobre e Novembre, che per il notevole fech tendono a creare onde di particolare rilevanza che mettono in difficoltà qualsiasi tipo di naviglio, proprio per questi motivi sono sorti lungo i molti frastagliati promontori di questa costa un numero consistente di fari, per aiutare e rendere più sicura la navigazione delle navi che dai mari del nord Europa raggiungono il Mar Mediterraneo per poi proseguire per il Canale di Suez o le coste occidentali dell’Africa per raggiungere il Capo di Buona speranza e viceversa.
Qualche anno fa alcuni appassionati di trekking locali (tracker) crearono, o meglio, raccordarono e marcarono alcuni sentieri e mulattiere già usati per lo più da pastori e raccoglitori di vongole o molluschi locali, creando un percorso che costeggia a picco sull’oceano metro su metro per 200 chilometri la “Costa da Morte” collegando fra loro 8 fari, le sentinelle di questa pericolosa costa, e chiamando appunto questo molto singolare percorso “O Camino dos Faros” il cammino dei fari , il percorso si snoda, o meglio si inerpica, tra una infinità di promontori, alcune volte aggirandoli bordo mare, alcune volte scavalcandoli con ripidi sentieri ed impegnative salite e con altrettante ripide discese rese ancor più impegnative dalla insistente pioggia che in questo mese dell’anno si alterna continuamente a brevi sprazzi di sole , attraversando spettacolari baie con lunghe e profonde spiagge, lagune abitate da vari tipi di uccelli, ed attraversando borghi di pescatori e piccoli porticcioli.
Grazie a questi appassionati, che hanno creato una associazione con il proprio sito internet:
www.caminodosfaros.com “ è possibile per chi voglia avventurarsi in questa “camminata” conoscerne anche il modo per affrontarla in relativa sicurezza.
Ho finito ieri, dopo 8 giorni, in completa solitudine, come desideravo, senza mai incontrare nessuno se non nelle ultime due tappe dove ho incontrato altri due “tracker”, questo straordinario percorso che, come suggerito dalle linee guida del sito dell’associazione ho completato le 8 tappe percorrendo i duecento chilometri della costa in otto intense giornate, tra vento, pioggia e raramente anche un po’ di sole, 8 giorni per 8 fari, con tappe di 25/30 chilometri al giorno, dormendo in alloggi di fortuna, ( purtroppo non ho potuto utilizzare la tenda per via delle piogge e del divieto di bivacco imposto dalle autorità locali)
Il percorso che ho fatto si snoda partendo dalla cittadina costiera di Malpica, a ovest di La Coruna, fino al faro del promontorio di Finisterre, dove, come suggerisce l’etimologia del nome, nell’antichità si pensava che li finisse l’ovest del mondo conosciuto, teoria poi smentita da Cristoforo Colombo con la scoperta del “Nuovo Mondo”.
Momenti bellissimi in completa solitudine con l’oceano che strepitava e sembrava volesse catturarmi con le onde che che frangevano a pochi metri da me, momenti che ho cercato di fissare con la macchina fotografica, anche se il tempo e soprattutto la fatica (con 9 kg. di zaino sulle spalle) non mi hanno aiutato, anzi...

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