16/07/2026
Giusy ha 62 anni, tre ernie lombari , 4 vertebre rotte e osteoporosi diffusa che le avevano rubato la vita. Tutto era cominciato con un dolore sordo alla schiena, che lei aveva sottovalutato: “È solo l’età”, diceva. Poi arrivano i dolori più acuti quelli che ti bloccano. Camminare era diventato un’impresa: pochi passi e il corpo si irrigidiva, le gambe sembravano di legno, il fiato corto per la tensione. Una mattina non riuscì nemmeno ad alzarsi dal letto. Gli esami parlarono chiaro: tre ernie, una compressione importante su un nervo, infiammazione cronica. “Deve stare ferma”, dissero. Ma stare ferma per Giusy significava non vivere più.
Poi, un giorno, una sua amica le parlò del nostro centro che utilizzava il metodo Mézières che prima di iniziare il percorso ,il Chinesiologo Professionista laureato insieme al fisioterapista avrebbero valutato la documentazione e successivamente intrapreso un protocollo di lavoro : sulla postura, sul respiro, allungamento delle catene cinetiche e trattamenti individualizzati Giusy ascoltò e si presentò in struttura
All'ingresso Giusy mostrava segni di sofferenza al viso e il corpo completamente ricurvato . Iniziammo così il primo trattatmento , uscì stanchissima, ma con una strana sensazione: per la prima volta dopo mesi, il dolore non era un muro, era un’onda.
Passò un anno. Giusy non era più la donna curva e spaventata di prima. Camminava.diritta, il passo leggero. Un giorno, guardandosi allo specchio, si sorprese: “Ma io sto bene”, pensò. Non era guarita magicamente: le ernie c’erano ancora, ma non la governavano più. Aveva imparato a muoversi, a respirare, a vivere con il suo corpo invece di subirlo. Disse questi trattamenti non mi hanno aggiustato la schiena, mi hanno restituito me stessa.”
E così, da quella donna che “nemmeno camminava”, Giusy era diventata l’esempio per tutti gli altri: “Non importa quanto stai male”, diceva. “La schiena si sblocca, ma prima si sblocca il cuore
Giusy oggi fa parte pure del nostro gruppo di Trekking 😘