I conti di Conte.
11/10/2023
Messi in saccoccia i tre gol viola di rabbia, stavolta invece di analizzare la partita mi soffermerei sulla questione tecnica di questo momento.
Farei una premessa. Perso Sp***etti, nella scelta del nuovo allenatore, il nome di Garcia mi è sembrato un po' obbligato da un paio di questioni. La prima è che non c’era molta disponibilità in giro. A parte quelli già sotto contratto, sappiamo che è difficile contrattare con ADL e probabilmente qualcuno avrà rinunciato subito in partenza, conscio delle difficoltà di dover gestire una proprietà così cavillosa e soprattutto invadente. La seconda è che Garcia era libero (veniva però da un paio di esoneri), e garantiva, in memoria della sua storia, la continuità di gioco. E soprattutto non chiedeva tanto, conscio di doversi riconquistare credibilità con una panchina importante.
Appena messo mano ha cominciato a fare danni. Aveva a disposizione un potenziale tecnico enorme e probabilmente avrà pensato che con questi avrebbe potuto fare ciò che vuole. Il cambio di sistema di gioco si è notato subito e soprattutto le deboli prestazioni delle amichevoli estive lo hanno palesato. Anche con le gambe pesanti i meccanismi ormai consolidati e automatici dello scorso anno avrebbero dovuto triturare qualsiasi squadra di inferiore livello tecnico.
Cominciato il campionato, a parte le vittorie con Frosinone e Sassuolo, comunque un po' stentate, il Napoli ha continuato a balbettare fino alla vigilia con l’Udinese. Là suppongo ci sia stato un confronto squadra-tecnico nel quale i giocatori avranno chiesto la possibilità di tornare all’antico, peraltro concessa dal tecnico. E’ stato sotto gli occhi di tutti come si sia vinto facile con Udinese e Lecce. Poi si è ripreso a balbettare, la squadra si è rischierata come vuole il Mister e, in una maniera o nell’altra, sono venute fuori le magagne: il rinnovo di Osihmen, i risentimenti di Kvara, Politano e Mario Rui, il patetico tentativo di Di Lorenzo di nasconderli, le insicurezze di Meret. L’analisi del presidente deve essere stata semplice: conscio della difficoltà di ripetere l’impresa della scorsa stagione quale deve essere l’obiettivo? Chiaramente quello che porta soldi: almeno il quarto posto e l’avanzamento in Champions. Ci si riesce in queste condizioni? Probabilmente, anzi sicuramente si sarà risposto di no. E così avremmo risposto tutti. Basterebbe un traghettatore? Secondo lui con questi obiettivi assolutamente no: bisogna p***eguirli subito. E allora si cambia.
La pausa del campionato arriva a fagiolo.
In questi giorni il nome più gettonato è quello di Conte. Costa tanto, ma, dal punto di vista della proprietà sarebbe un investimento, visti i risultati attesi. Costerebbe l’esonero di Garcia, ma fa parte dell’investimento di cui prima. C’è anche un altro problema economico che è quello di non far svalutare i pezzi pregiati, ma anche quelli non pregiati.
Al netto della sua volontà di approdare al Napoli, il leccese è adatto a raggiungere questi obiettivi? L’entusiasmo del nome, della sua storia, delle sue vittorie convincerebbe chiunque.
Ma confrontiamo il Napoli dello scorso anno e quello che costruirebbe Conte se volesse allenare come la sua storia dice.
Il Napoli ha costruito le sue fortune giocando con una linea di difesa a quattro. Conte rinuncerà alla sua storica linea a tre? Rrahmani, Juan Jesus, Ostigard e Natan: vedete qualcuno capace di giocare centrale? Forse Rramani, ma ci vorrebbe un po' per cambiare le abitudini.
Il Napoli giocava con un centrocampo a tre abituato a p***eggiare, cercare spazi, trovare giocate in profondità per i propri giocolieri, attenti peraltro a effettuare movimenti con i tempi corretti. In alternativa i movimenti in ampiezza prevedevano sovrapposizioni a destra e doppi triangoli a sinistra con soluzioni di penetrazione e raramente di traversoni o cross. Tutti movimenti stampati nella memoria. In fase di non possesso il pressing spettava a uno con gli altri impegnati a tagliare le linee. La riconquista quasi mai vedeva una ripartenza ma solo il consolidamento del possesso.
Conte predilige un controcampo a tre che però abbia molta intensità e faccia insistente pressing sul portatore di palla con tanta densità in zona palla appunto. La riconquista prevede una veloce transizione a sfruttare gli spazi che si creano con la perdita del possesso da parte degli avversari.
Queste in estrema sintesi le caratteristiche del Napoli e di Conte.
Avrebbe la volontà di cambiare il suo credo? Sarebbe in grado di cambiare il Napoli, al netto di una preparazione impostata in maniera molto diversa? Conte sarebbe la scelta giusta?
Come al solito, vedremo.
Buon Napoli a tutti e FNS.
SoloCuori Azzurri
Le 20 righe ... o quasi
di Marcello Mormone Le analisi tattiche in 20 righe da un inviato sul ... divano.
Napoli - Real Madrid 2-3
3/10/23
Partita determinata dalle individualità dei Galacticos. I primi venti minuti hanno visto un sostanziale equilibrio dall’una e dall’altra parte. Proprio al ventesimo su angolo, spalla di Natan, traversa e Ostigard prorompente di testa ribadisce in rete: 1-0. Il vantaggio regale certezze e il Napoli comincia a macinare come suo solito ma al 27 proprio queste certezze regalano a Bellingham un errore di Di Lorenzo. L’inglese manda in porta Vinicius che infila Meret sul lato opposto. Il gol non pare aver minato le certezze azzurre che riprendono a macinare gioco, ma proprio Bellingham, dopo l’assist precedente, parte palla al piede da centrocampo, se ne beve quattro, entra in area, ingurgita anche Ostigard e infila ancora Meret. Fino a fine primo tempo il Napoli resta un po' in balia del possesso madrileno anche se in un paio di occasioni Osihmen di testa e Politano da fuori vedono neutralizzato il proprio tiro da Kepa.
Ci si aspetta una strigliata nello spogliatoio ed in effetti il Napoli riparte forte. L’assedio produce un rigore per fallo di mano: tutti si chiedono chi batterà. Zielinski prende il pallone, prende il palo e gonfia la rete per il meritato pareggio: 2-2. Gli azzurri producono in totale venticinque minuti di vero e proprio assedio alla ricerca del vantaggio. Due volte Kvara, poi Zielinsky e Anguissa non centrano la porta per poco. Dopo il Real riprende pian piano in mano la partita senza peraltro produrre pericoli fino a quando una fucilata di destro di Valverde dai venticinque metri prima deviato poi respinto dalla traversa sbatte sulla testa di Meret e finisce dentro. Riprende l’assedio, Garcia butta dentro Simeone e lancia in area Ostigard. Tre punte producono solo un tiretto del norvegese e non si arriva al pareggio. A mio modo di vedere la squadra non ha mostrato punti deboli. I tre gol sono venuti da un singolo errore e da due giocate galattiche. Il peccato è che noi abbiamo giocato come sempre da squadra ma sono mancate proprio le giocate galattiche.
Gli applausi del Maradone testimoniano però come la squadra abbia combattuto. La partita è stata piacevolissima (tranne che per il risultato) ma il Napoli di questo periodo si è dimostrato all’altezza del Real. Nulla è perduto e la qualificazione è sempre alla portata.
Buon Napoli a tutti.
Lecce – Napoli 0-4
30/9/2023
Tutti gli esseri del creato.
Dopo alcuni mesi di pausa torna in pista SoloCuori Azzurri. Sono successe un bel po' di cose. Il terzo scudetto stravinto, il saluto di Sp***etti e Giuntoli, il mercato estivo, i tiktok … Ma di tutto questo ne ha parlato il mondo intero e io ne farò a meno. Non farò a meno invece di fare, come mio solito, qualche considerazione tattica su queste prime giornate del campionato in cui sarà mandatorio onorare lo scudetto sulla maglia con prestazioni da campioni.
Dunque, risultati altalenanti hanno caratterizzato le prime cinque giornate, compreso l’esordio in Champions. Frosinone e Sassuolo sono andate facili ma poi è arrivata la sconfitta in casa con la Lazio (l’unica grande incontrata finora) e quindi i pareggi stentati con Genoa e Bologna. Poi una seconda fase, sesta e settima, con vittorie convincenti su Udinese e Lecce.
Una prima interpretazione molto, ma molto superficiale porterebbe a pensare che si può lottare con squadre medie ma le grandi ci metteranno sotto. E invece, non a caso ho voluto separare le due fasi.
La prima è stata caratterizzata, dal punto di vista condizionale (preparazione fisica per i non), sicuramente da una certa pesantezza nei movimenti. Chiaramente alcuni pezzi non viaggiavano alle giuste velocità (esempio su tutti Anguissa, e poi Lobotka) e questo ci sta: sempre per i non, i magrolini arrivano in condizione presto, i possenti e/o i panciuti dopo, basta saper aspettare.
Ma oltre la condizione ciò che ha caratterizzato questa prima fase è l’impostazione tattica di Garcia. Già dalle amichevoli estive si era compreso il cambio tattico. Per quanto mi riguarda è sembrato un misto tra l’epoca Mazzarri e il primissimo Sarri (escludo Benitez). Entrambe le squadre dell’epoca, per chi non ricorda, aspettavano basse per esprimere potenza e riconquistare nella propria trequarti per poi ripartire velocemente in cinque, Hamsik su tutti a reimpostare l’attacco veloce e con finalizzazione obbligata (l’era Cavani, avi ed eredi). Poi Sarri cambiò modalità di gioco con l’avvento del barbuto sfregiato (che neanche voglio nominare).
Niente a che vedere con quanto costruito da Sp***etti che, annullate tutte le nefandezze dell’incapace suo predecessore e conscio dell’enorme pacco di qualità che aveva a disposizione, ha costruito una macchina capace di partire dalla propria linea di fondo noncurante delle capacità altrui ed arrivare alla linea di fondo opposta spesso nella parte più centrale, quella fra i pali, con la palla al piede e centinaia di tocchi. Raramente si affidava a contropiede o cross anche se non li disdegnava.
Ma torniamo a Garcia. Conoscendolo per quel poco che si era visto in precedenza ho subito immaginato i suoi pensieri. “Ho una linea di difesa importante, un centrocampo potente e tre corridori fenomenali; come li sfrutto? Facile: attesa in zona 2 bassa (la propria trequarti, per intenderci) riconquista e ripartenze veloci.” In questa maniera ha ingabbiato tutta la capacità tecnica dei centrocampisti i quali, costretti a rincorrere e coprire, hanno avuto poche p***e da giocare e tanto la difesa ha subito. Per convincermi che fosse tutto così mi è bastato contare gli interventi tra i pali di Meret: innumerevoli nelle prime cinque partite, zero con l’Udinese, uno con il Lecce. Segno che le ultime due partite hanno avuto qualcosa di differente.
Ora che tutto fosse cambiato in queste partite è lampante anche per chi non ne capisce niente. Che la squadra sia tornata a giocare nella maniera espressa in tutto lo scorso campionato fa piacere a tutti. Ho visto entusiasmo e gioia anche solo nel vedere costruire le azioni.
Due aspetti mi fanno un po' paura.
Il primo è come mai. Chiacchiere da bar dicono che la squadra si sia rivoltata contro l’allenatore, abbia deciso di fare da sola e di giocare come è ormai saldato nei loro neuroni. Piuttosto e molto meno romanzesco immagino ci sia stato un confronto tra senatori e allenatore nel quale i giocatori avranno manifestato le loro perplessità. Un allenatore serio accetta il confronto e cambia idea (solo gli stupidi non ne sono capaci).
Il secondo aspetto riguarda gli avversari. E’ ovvio che il Napoli della scorsa stagione sia stato studiato e talvolta rallentato o fermato. Ogni volta Sp***etti, padrone del suo creato, fu sempre in grado di trovare alternative, modifiche, nuovi aspetti situazionali. Il Napoli cambiava ma i risultati no. Adesso purtroppo Garcia non è padrone del suddetto creato.
Sarà interessante verificare tutte le cretinate che ho scritto martedì prossimo col Real.
Buon Napoli a tutti e FNS.
13/1/23 Napoli – Juventus 5-1
(ma anche … 8/1/23 Sampdoria – Napoli 0-2)
Forse troppe polemiche.
E si sono spenti tutti gli ardori delle inseguitrici. Otto punti dalla seconda prima di Natale sono diventati nove dopo le ultime tre giornate di campionato senza contare la potenza mostrata contro i poco colorati che, a dir la verità, non è che abbiano dato questa impressione di difesa impenetrabile che si portavano dietro, non tanto per le cinque pappine, quanto per il fatto che nelle ultime due non avevano preso gol da … Udinese e Cremonese, mica Real Madrid o Bayern.
Ma lasciamo stare i gobbi e veniamo a noi.
E’ bello vedere come il Napoli intende imporre il proprio gioco sempre senza snaturarsi così come spesso succede ad altre squadre che cambiano il proprio assetto in funzione dell’avversario. Che sia la Juventus o l’Inter, che sia il Pizzighettone o il Pontedera, così si gioca, punto. La vittoria a Genova mi aveva dato certezze su questo. Dopo la sconfitta con l’Inter dove probabilmente aveva ragione chi parlava della pesantezza della nuova preparazione e dove, ero sicuro, avrebbe dovuto dominare l’ordine tattico rispetto al disordine totale nerazzurro, dove si notò la pesantezza dei movimenti e la lentezza nello sviluppo del gioco, che tutto tornasse a posto era chiarissimo. Su una cosa Allegri ha ragione: adesso i rapporti di forza sono questi, tra due mesi chissà. Vero. Sta a Sp***etti evitare facili entusiasmi e tenere l’equilibrio che noi napoletani siamo bravissimi a rompere continuamente.
A proposito di Napoletani.
Mi piacerebbe che il Codice Penale prevedesse una nuova pena: essere privati della cittadinanza napoletana. Pena che mi piacerebbe fosse inferta a sti quattro cretini della rissa in autostrada e di tutte le altre risse. Che fosse organizzata è chiaro, ci saranno stati contatti precedenti tra i capi tifoseria, ma poi capi di che? Come se io, tifoso del Napoli, debba rispondere a qualcuno di questi cretini che mi ordina grida, canta, assalta … Il potere concesso a sti quattro cretini, concessogli da molti altri cretini che li stanno a sentire, probabilmente perché non hanno da andare a lavorare per dar da mangiare ai propri figli (forse perché neanche ne sono capaci), ecco, mi piacerebbe che a loro fosse inflitto un bel “Tu non sei più Napoletano!”.
E poi … Il carro dei vincitori. L’ho sempre detto, ho sempre creduto in Mario Rui, Alex Meret, Eljif Elmas. E meno male che anche Sp***etti non vi ha voluto rinunciare. L’importanza tattica del portoghese è assoluta. Parevano tutti contenti dell’arrivo di Olivera, finalmente ci liberiamo della zavorra, dicevano; ebbene è ancora lì, nella partite importanti gioca lui, un motivo ci sarà.
E Meret, che quando tutti si lamentavano io parlavo di prossimo portiere della nazionale (e ci siamo quasi, probabilmente anche Mancini se ne sta convincendo); anche stavolta un paratone memorabile sul tentativo di autogol del turco.
Ed Elmas, sempre coperto di polemiche, stavolta preferito a Lozano, gioca indifferentemente a destra, a sinistra, trequartista, e chissà cos’altro, fa assist e fa gol: “Luce dei miei occhi” lo definisce Sp***etti.
Buon Napoli a tutti.
4/1/23 Inter – Napoli 1-0
Il campionato del Napoli era rimasto ad una balbettante vittoria con l’Udinese per 3-2. Dopo due mesi il ritorno in campo è stato altrettanto balbettante. Aldilà della sconfitta sarebbe opportuno analizzare la partita e cercarne le cause.
L’Inter ha inteso concedere al Napoli la propria trequarti conscia della propria forza difensiva e annullando la potenza di Osihmen sulle distanze lunghe. Ne è venuto fuori il solito canovaccio col pallino del gioco in mano al Napoli il quale però non riusciva a far girare la palla velocemente come in passato con la difesa nerazzurra compatta. Zero occasioni sono il prodotto del Napoli mentre l’Inter è ripartita con un paio di sanguinose occasioni che solo per volontà divina non sono state premiate. Mi aspettavo la stessa tiritera per il secondo tempo, in realtà invece l’Inter parte forte e attacca ma nonostante ciò il gol lo prendiamo con un contropiede. Da quel momento il Napoli tenta di ribattere ma la difesa dell’Inter continua a tenere anche se un paio di occasioni ci sono state.
La difesa azzurra in realtà ha retto bene l’impatto con il fortissimo attacco avversario. L’unica incertezza l’ha avuta Rrahmani su Dzeko. Il croato è forte, ha esperienza e si è liberato con una finta dell’avversario rimanendo libero per l’incornata. Rrahmani se l’è perso. Il dubbio di farlo giocare o meno è rimasto tutta l’ultima settimana, veniva da un infortunio e il ritmo partita probabilmente non c’è ancora. Probabilmente in altri momenti Dzeko non avrebbe goduto di tale libertà, d’altra parte le alternative Juan Jesus e Ostigard non offrivano le stesse garanzie. La scelta di farlo giocare è stata giusta e non si può condannarlo solo per un errore, tra l’altro da condividere con Meret che se non si fosse chinato l’avrebbe presa col … naso. Per quanto riguarda il resto della squadra non mi sembra ci siano state defaillance se non l’inutilità di Osihmen il quale con la difesa avversaria schiacciata e l’impossibilità di servirlo sul lungo o lo si serve alto in area o … meglio che resti seduto. Politano mi è sembrato più in palla e vivace rispetto a Lozano, ma ormai la staffetta è fissa.
Capitolo Kvara. Leggo che è in calo, che non è più lui … A parte che in Italia ha giocato meno di metà campionato dunque il vero Kvara probabilmente non lo abbiamo ancora visto. Faremo i conti alla fine e saranno sicuramente positivi. E comunque in questa partita è stato subito azzoppato da Skriniar, l’arbitro non ha tirato fuori il cartellino e dunque altri due in seguito si sono sentiti in diritto di segargli le gambe. In altre occasioni questi comportamenti sono stati sanzionati, ma stavolta no.
Ultimo capitolo, Raspadori. Ne abbiamo visti finora due. Sp***etti lo utilizza come trequartista o come prima o seconda punta. Sul fatto che sia prima o seconda in ogni caso in area è devastante. Palla al piede il primo pensiero è la porta e in genere la centra sempre. Qualche dubbio invece ce l’ho quando gioca trequartista, in quest’occasione sostituisce Zielinski nel ruolo. Nel tempo in cui ha giocato ha toccato quattro palloni. Tre li ha sbagliati ed uno lo ha giocato facile facile. Ma a mio modo di vedere, nonostante il ruolo di trequartista sia nelle sue capacità in una squadra che attacca con fantasia, il gioco del Napoli è estremamente codificato e le sue invenzioni, se pur geniali, probabilmente mettono in difficoltà i compagni che tali giocate non se le aspettano per cui codificherei i suoi tre errori come fraintendimenti con i compagni.
In definitiva non mi aspetto un crollo. L’Inter è una delle antagoniste, ancorchè la più indietro tra le inseguitrici. Una sconfitta dopo tante vittorie ci sta. Il vantaggio è ancora congruo e il tempo di ripartire c’è. Aspettiamo gli sviluppi.
Non è il luogo adatto, ma un ricordo per Gianuca Vialli qui ci sta.
Tanto buon anno e tanto tanto Forza Napoli a tutti (siete più di duemila).
Napoli – Empoli 2-0
I dettagli fanno la differenza.
Ma prima …
Atalanta – Napoli 1-2
Liverpool – Napoli 2-0
Napoli – Sassuolo 4-0
Napoli – Rangers 3-0
Roma – Napoli 0-1
Napoli – Bologna 3-2
Napoli – Ajax 3-2
E’ incredibile constatare che il Napoli finora ha vinto in tutte le maniere possibili. E’ impossibile che gli avversari non siano in possesso di almeno una tra le caratteristiche che rendono possibile partecipare ad un campionato di Serie A, qualità tecniche, tattiche, pressing alto, basso, facilità di possesso, cattiveria agonistica, ecc…. Ogni squadra ha la sua caratteristica. Ma il Napoli sfodera superiorità tattica quando contro c’è qualità, superiorità tecnica quando l’avversario è forte tatticamente, pazienza quando arrivano i pullman davanti la porta, ... In ogni partita si mette in campo ciò che serve per contrastare e vincere le caratteristiche dell’avversario. In queste ultime partite abbiamo visto ognuna di queste ed ognuna delle risposte messe in essere dagli azzurri. Ecco, è proprio questo che, almeno me, sorprende: la capacità di attuare la corretta strategia necessaria per vincere. Abbiamo visto partite messe in cassaforte nella prima mezzora, partite in cui è stato necessario ribaltare il risultato, partite dove i gol arrivano alla fine ottenuti con ordine e pazienza, ecc…
Ma come è possibile che ogni volta ognuno dei componenti della squadra sappia esattamente come fare (perché il cosa fare lo detta l’allenatore a bordo campo). Se c’è da giocare ognuno applica il copione tattico conosciuto a menadito, se c’è da aggirare i pullman, arrivano schemi consolidati che nessuno dimentica, se c’è da sfoggiare la tecnica personale ognuno degli altri sa già cosa succederà ed è pronto a sfruttare la situazione. Insomma un concerto in cui raramente qualcuno stecca.
L’unica maniera per sconfiggere il Napoli l’ha messa in campo … il Napoli stesso. La partita col Liverpool l’abbiamo persa con l’unica tattica che non è possibile sconfiggere: la motivazione. In quella partita gli azzurri non ritenevano dover fare sforzi per vincerla e infatti l’hanno persa.
E allora … Non è possibile ridurra la maniera di giocare di Sp***etti ad un povero 4-2-3-1 o un 4-3-3. Il modulo è arricchito da situazioni, movimenti, sovrapposizioni, che rendono semplice andare in porta ma soprattutto è incredibile come le preventive siano studiate e applicate alla lettera, ed invito ognuno ad osservare con attenzione e occhio scevro da passioni quanto succede nella trequarti avversaria bassa durante i momenti di manovra dei reparti alti. I movimenti dei difensori senza palla non sono mai casuali, sono atteggiamenti preventivi e di copertura che anticipano le possibilità degli avversari di liberarsi dal pressing. Quando riescono a respingere l’attacco liberandosi dalla pressione, tornano di nuovo sotto perché il pallone finisce sempre tra i piedi degli azzurri più arretrati, ma la cosa più strabiliante è che anche questi, i difensori che restano indietro, riescono a stabilire senza errore se è possibile ripartire o se è più utile tornare dal portiere e ripartire.
E’ possibile ottenere questo risultato in allenamento? Ovvio che si. Vi invito a notare la postura quando il pallone viene respinto e ricevuto da un difensore in preventiva: se non c’è palla scoperta il corpo è sempre rivolto sp***e alle linee laterali; in questa maniera è possibile decidere, in funzione dell’atteggiamento degli avversari, se ripartire o se scaricare indietro.
A me hanno sempre insegnato che a parità di forze in campo, sono i dettagli a fare la differenza. Naturale che è così.
Buon Napoli a tutti.
9/10/22 Cremonese - Napoli 1-3
ma prima
14/9/22 Rangers Glasgow – Napoli 1-3
18/9/22 Milan - Napoli 1-2
1/10/22 Napoli – Torino 3-1
4/10/22 Ajax – Napoli 1-6
Botta e risposta.
Di parlare di un gruppo di partite tutte insieme pare stia prendendo il vizio. In realtà non è vero. Cioè di parlare della partite precedenti alla Cremonese non ne avevo molta voglia. Perché sono state partite più o meno tutte uguali dal punto di vista tattico. Il Napoli ha sempre imposto la superiorità tecnica, ha sfruttato la propria organizzazione tattica con un consolidato 4-2-3-1 (qualche variante in corso d’opera più per permettere di giocare a tutti che altro) e ciò è bastato a smantellare le organizzazioni avversarie sia in campionato che in Champions (uno spettacolo). Ma poi, forti di una media di circa tre gol a partita e di otto vittorie consecutive, si va a Cremona. E qui, mi dispiace per tutti i tifosi che la partita l’hanno sofferta … perché c’era da soffrire, ma io mi sono proprio divertito. E mi è tornata la voglia.
Mi sono divertito perché Sp***etti e Alvini hanno offerto spettacolo. La prova che i vecchi bacucchi, tipo Gianpaolo, devono cedere la mano, non si portano più. La gioventù intesa come novità, esordi in panchina, ormai domina, le idee nuove e chi riesce a metterle in pratica sono benvenute.
Mi spiego cominciando dall’inizio. Sp***etti, alla faccia del turn-over, parte con la sola variante di Dombele al posto di Zielinski e col solito schieramento 4-2-3-1 collaudato ed efficace. La prima mossa di Alvini è quella di tenere la squadra bloccata (4-4-2), linee dietro la palla ma zona totale senza inseguire nessuno, solo presidio della propria parte di campo. Le solite rotazioni del Napoli funzionano poco, i cremonesi non si lasciano portare fuori zona e di buchi neanche l’ombra. La potenza di Anguissa e Dombele si scontra contro un muro, le verticalizzazioni di Lobotka finiscono nel mucchio. Contromossa di Sp***etti (probabilmente, anzi ovviamente studiata) è l’inversione di ruolo tra Anguissa e Di Lorenzo il quale si sposta in zona costruzione ma per la finalizzazione penetra in area sempre dal suo lato, quindi con un movimento a rientrare per costruire e uscire per finalizzare mentre Zambo tiene la posizione. Funziona ma produce poco e intanto arriva il gol su rigore di Politano concesso per una ingenuità del difensore e non per un prodotto della manovra. Tra l’altro l’assenza di Anguissa dal centro del campo si sente parecchio e concede alla Cremonese qualche scorribanda fino all’area di rigore. Secondo tempo e i grigio rossi partono a mille. Napoli sorpreso e gol del pareggio. Memore del muro del primo tempo, Sp***etti ridisegna la squadra arretrando Raspadori e inserendo Simeone e Zielinski ma tenendosi basso e concedendo la propria trequarti per cercare spazi in avanti. Dai e dai, finalmente arriva il gol di Simeone. Ancora alla ricerca di un nuovo pareggio e sbilanciati in avanti i lombardi prendono altri due gol.
La costante (non il motivo) di questa serie di nove vittorie invece la cercherei nella botta di c*** di Sp***etti. Dall’inizio della stagione subentra Raspadori e la butta dentro, subentra Simeone e la sbatte dentro anche lui, mai una falla in questa legge.
Dove attiverà il Napoli? Se reggesse questo ritmo non ci sono limiti anche se l’ultima volta che andò così non bastarono 91 punti e neanche 12 nel girone per gli ottavi di Champions. Quindi piedi per terra. Tanti analisti raccontano che Sp***etti è sempre forte nelle partenze e in questo campionato ce ne sarà ancora un’altra.
Buon Napoli a tutti e ... buon divertimento.
31/8/22 Napoli – Lecce 1-1
3/9/22 Lazio – Napoli 1-2
7/9/22 Napoli Liverpool 4-1
10/9/22 Napoli – Spezia 1-0
Dove sono gli A16?
Non scrivo da un po'. E questo perché i risultati delle ultime quattro partite sono stati altalenanti. Da un lato entusiasmanti contro Lazio e Liverpool, dall’altro frustranti con Lecce e Spezia.
Provo a spiegarmi perché.
Il Napoli è stato plasmato da Sp***etti, ma anche dai precedenti allenatori (escludo sempre Gattuso monumento dell’incompetenza manifesta) per esprimere gioco, per avere una propria connotazione, per imporre una superiorità tecnica e tattica. Ciò, sia nel passato che attualmente, ci ha permesso di assistere a ottime partite contro squadre che ugualmente vengono costruite in questa maniera. Le abbiamo anche p***e, per ca**tà, ma raramente si è visto subire contro squadre blasonate. Esempi sono l’andata e il ritorno col Milan della passata stagione: vinto uno a zero fuori casa e perso uno a zero in casa. Due partite giocate e vinte in entrambi i casi per episodi, partite in cui le squadre hanno provato a primeggiare col gioco, con la tattica e con la qualità. Abbiamo sempre sofferto con le piccole, anche perso (ricordo 29 tiri in porta con un Cagliari che vinse al Maradona uno a zero con una sola affacciata nella metà campo azzurra). Così come l’ultima con lo Spezia, 28 tiri in porta e solo al 29° Raspadori l’ha messa dentro. Diventa infatti difficile giocare con undici avversari dietro la linea della palla dove gli spazi si chiudono anche senza volerlo, dove i falli sistematici interrompono continuamente la costruzione e, da non sottovalutare, il nervosismo comincia a sovrastare la tecnica. Ricordate Ancelotti gridare continuamente calma, calma. Sento invece tifosi gridare che a volte c’è bisogno di ca****ma, di cattiveria. In realtà non è possibile avere entrambe le caratteritiche. O si gioca a calcio oppure sono solo calci. I tentativi di azzoppare Lobotka, chiaramente metronomo dello sviluppo offensivo del Napoli, ormai si susseguono continuamente (col Lecce avvenne dopo appena due minuti, scomparsa dal campo e sostituzione nel secondo tempo). Le strategie delle più piccole, provinciali, meno blasonate, chiamatele come volete sono molto chiare: a) fermare Lobotka, b) undici dietro la palla, c) falli sulle ripartenze. A testimonianza che se non hai tecnica, non puoi sviluppare tattica e contro chi ce l’ha devi solo distruggerla. E’ successo col Lecce e con lo Spezia.
Spettacolo opposto con Lazio e Liverpool. Due squadre votate a comandare il gioco invece che subirlo, qualità, tattica (con Sarri si sfonda una porta aperta), blasone. Il Liverpool ha perso perché si è presentato rimaneggiato ma ha provato comunque a costruire e attaccare. I movimenti di Osihmen ha creato la profondità E’ stato umiliato da gioco e qualità. Dunque ogni volta che avremo davanti squadre piccole, tranne che un episodio non ci premi nei primi minuti, saranno tutte partite sofferte, pericolose e frustranti. Ma il bello del calcio è anche questo.
Spenderei due parole per i giornali. Un mese umiliante per tutte le testate indistintamente, grandi, piccole, locali, insignificanti come questa (una citazione particolare per Repubblica e Tuttosport compreso Auriemma sbugiardato da Sp***etti in conferenza stampa). Tutti hanno raccontato dello smantellamento, della rifondazione, dei soldi in tasca del “pappone”, salvo ricredersi e celebrare il mercato del Napoli.
Per quanto mi riguarda non credo ormai più a nessuna opinione. Guardo le partite, seguo le notizie – non le opinioni - e la mia me la costruisco da solo.
Come è possibile che giornalisti, opinionisti, Di Marzio, Bargiggia e altri raccontino che una trattativa va avanti, rallenta, si riaccende, si ammoscia come se i procuratori e i direttori tecnici vivessero insieme in una sorta di casa del Grande Fratello? Una trattativa avviene con una mail, una telefonata: Salve, siete disposti a cedere tizio in cambio di tot milioni? Si, no, ci pensiamo e ci risentiremo. Salve, siete disposti a prendere questo mio giocatore? Vi costa tot. Si, no, ci pensiamo e ci risentiremo. E invece secondo i giornali ogni giorno c’è un contatto, un intervento, il giocatore vorrebbe, la società non è disposta a cederlo tranne che … Un mare di p***e che vengono pubblicate, perché? Perché i giornali si devono riempire, tutti i giorni, anche quaranta pagine da riempire con p***e e commenti fondati profondamente sul nulla. E il mercato dura almeno tre mesi. Tre mesi di quaranta pagine da riempire per vendere una montagna di pubblicità. Ronaldo al Napoli. Ma chi l’ha costruita sta menzogna mondiale. Un tentativo del procuratore di piazzare sto matusalemme scassasquadre. Ho letto le ricostruzioni di rientri pubblicitari in grado di coprire le spese. Ma da dove le pigliano ste informazioni? Come se Ronaldo e De Laurentiis raccontassero cosa hanno nel portafogli e come lo gestiscono. Tutto questo produce gli A16 e gli anti pappone; a proposito, dove sono finiti?
Intanto il pappone ha diminuito le spese e, a vedere dalle prime giornate, lotterà per l’ennesima volta per le prime posizioni: non mi ricordo succedeva in precedenza. E inoltre, date le premesse, ci farà divertire anche in Champions
Vada come vada, io mi divertirò.
Buon Napoli a tutti.
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