Partizan Scampia - Calcio Popolare

Partizan Scampia - Calcio Popolare

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Squadra di calcio popolare

Photos from Partizan Scampia - Calcio Popolare's post 06/07/2025

MEDITERRANEO ANTIRAZZISTA 2025! ⚽️
Torniamo per il 6° anno consecutivo qui dove tutto è cominciato! 🔥
Felici e orgogliosi di aver portato anche i più piccoli della squadra, che si sono distinti per il comportamento corretto, sportivo e solidale nei confronti sia delle altre squadre che degli organizzatori e delle organizzatrici, mostrando però anche tante voglia di giocare bene e mostrare il proprio valore!

ADELANTE PARTIZAN! ❤️
Forza Mediterraneo Antirazzista Napoli! 💪

Sostieni lo sport popolare, Diamo un calcio al loro mondo! ⚽️

Photos from Partizan Scampia - Calcio Popolare's post 09/09/2024

Combattiamo la pioggia e il con un po' di foto della nostra con voi! ☀️

La vittoria al Mediterraneo Antirazzista Napoli, il , le feste, gli allenamenti al tramonto e i laboratori di musica e percussioni! ❤️🥁

Un'estate e un anno che ci hanno visto allenare e accogliere circa 150 bambin3 e ragazz3 di tutta , anche ad agosto. ⚽

Ricordi, momenti e persone che ci hanno scaldato il cuore e ci donano la grinta e la voglia di un nuovo anno di sport e divertimento tutti e tutte insieme! ❤️

E ora? Si ricomincia!
Stay tuned! 😉

Play for Change
Occhi Aperti - CasArcobaleno

14/07/2024

Metti una notte d'estate a .
Metti un campetto di calcio.
Metti una braciata con giovani spagnol3, napoletan3 ed egizian3.
Metti la musica e la .
Ed ecco la magia! 🔥

Grazie Occhi Aperti - CasArcobaleno per questo prezioso incontro! ❤️

Photos from Partizan Scampia - Calcio Popolare's post 07/04/2024

Oggi vi raccontiamo cosa sta accadendo a dal mese di ottobre 2023.

⚽ Nella villa comunale abbiamo inaugurato il progetto Lay's Replay, restituendo al quartiere un nuovo per garantire a tutti i bambini e a tutte le bambine di allenarsi, giocare e divertirsi.

❤️ Quasi un centinaio i bambini, i ragazzi e le ragazze che si allenano gratuitamente dal mese di ottobre sotto l'occhio vigile dei nostri super mister Matteo Alifante e Ciro Scarallo!

Quando nel 2019 davamo vita alla prima squadra del rione per prendere parte al sognavamo proprio questo, che lo sport e il calcio potessero essere davvero popolari e accessibili a tutte e a tutti.

❗Gli allenamenti si tengono tutti i pomeriggi dalle 16.00 alle 19.00.
La mattina il campetto è disponibile per le scuole del quartiere.

✅ Il campetto è stato realizzato riciclando i sacchetti delle patatine, ed è il frutto di una straordinaria collaborazione tra , Ottava Municipalità di , Play for Change, Lay's Italia, Common Goal, UEFA Foundation for Children, e di Scampia.

07/09/2023

Vi invitiamo a perdere 10 minuti della vostra giornata per leggere e riflettere su questo testo prodotto dallo Sgarrupato (una realtà che da anni opera sul territorio).

Perché ha ragione Monsignor Battaglia quando ieri diceva "Perdonaci tutti Giogiò, perché quella mano l’abbiamo armata anche noi, con i nostri ritardi, con le promesse non mantenute, con i proclami, i post, i comunicati a cui non sono seguiti azioni, con la nostra incapacità di comprendere i problemi endemici di questa città che abitata anche da adolescenti - poco più che bambini – camminano armati, come in una città in guerra. Perdona i nostri individualismi, i nostri protagonismi sterili, le nostre visioni parziali, la nostra incapacità di fare rete, di superare l’idolatria dell’io per creare il “noi”, opponendo un sistema di vita al sistema di morte di cui anche tu sei stato vittima innocente!"

“L'inferno dei viventi non è qualcosa che sarà; se ce n'è uno, è quello che è già qui, l'inferno che abitiamo tutti i giorni, che formiamo stando insieme. Due modi ci sono per non soffrirne. Il primo riesce facile a molti: accettare l'inferno e diventarne parte fino al punto di non vederlo più. Il secondo è rischioso ed esige attenzione e apprendimento continui: cercare e saper riconoscere chi e cosa, in mezzo all'inferno, non è inferno, e farlo durare, e dargli spazio” (I. Calvino, le città Invisibili)

La morte violenta e assurda di Giovanbattista Cutolo, Giò Giò per quant* tra noi lo conoscevano, ci ha sconvolto e scosso. Un musicista di talento, un giovane gentile e disponibile ma soprattutto un ragazzo con tutta la vita davanti che improvvisamente se l’è ritrovata alle spalle solo per aver incontrato sulla sua strada un giovanissimo, un minorenne che girava armato nella notte di Napoli.
Per esperienze come la nostra, abituate da anni a mettere le mani nelle contraddizioni dei nostri territori, a costruire percorsi con i ragazzi/e, a fallire e a rialzarsi, a non affidarsi a stereotipi e pregiudizi, a rivendicare una città più libera e più equa e in tal senso anche più sicura, il senso acuto di ingiustizia per una tragedia come questa è sempre un momento di disorientamento, di senso di impotenza.
L’unica bussola che conosciamo, insieme alla vicinanza e alla solidarietà con chi vive il dolore e la perdita, è il confronto collettivo per fare i conti con il sentimento di inadeguatezza.
Non potremo mai accodarci alla rassegnazione di chi dice che avviene in tante altre metropoli del mondo, perché noi viviamo in questa e la amiamo e neppure ci appartiene la retorica del fujtavenne, anche per rispetto delle tante e dei tanti che invece sono stati costretti ad andarsene per forza, per mancanza di reddito, di lavoro, di opportunità. Storie che in fondo riflettono pure quella di Giovanbattista, costretto a lavorare in un pub fino a tarda notte pur suonando stabilmente in un orchestra, perché d’arte a Napoli non si vive. Eppure aveva scelto di restare.
No, non ci si può rassegnare alla violentizzazione delle relazioni sociali, alla crescita della circolazione di armi tra i minorenni, giovani e giovanissimi che vanno a schiantarsi con la vita nell’indifferenza dei più e qualche volta mettono sotto qualcuno che ne ha semplicemente incrociato la strada.
Il punto però è una città che a partire dalle sue Istituzioni si fa determinate domande solo in questi casi, solo (e nemmeno sempre) di fronte all’irreparabile, al lutto.
Un sistema dei media e della politica ufficiale che di fronte alla disperazione e al dolore delle vittime sa solo alimentare l’aspettativa di un’accelerazione securitaria: l’abbassamento dell’età punibile, l’ergastolo per i minorenni, il daspo urbano a 14 anni, il carcere per chi non manda i figli a scuola… l’uso emozionale del diritto penale insieme a operazioni spot come quella di Caivano.
Un piano del discorso che non ci appartiene ma in cui anche non crediamo, perché produce una visione distorta della questione sociale ed effetti conseguenti. E consegna alla politica stessa un alibi per sfuggire alle proprie responsabilità nascondendosi nella propaganda. Il tasso di minorenni nel circuito della detenzione è già tra i più alti d’Europa, ma questo non ha reso la città più “sicura”...
Si perde di vista quel contesto che per alcuni è “sociologismo” e per noi è semplicemente la realtà quotidiana delle strade che conosciamo. Quelle motivazioni strutturali che non cancellano ovviamente le responsabilità personali, ma fanno si che le tragedie si ripetano, anzi che purtroppo abbiano smesso di sorprendere.
Siamo l’area metropolitana con il più alto tasso di evasione scolastica dell’Europa occidentale, con un livello di disoccupazione giovanile e di lavoro nero insostenibile. Utopico aspettarsi in queste condizioni percorsi di educazione sentimentale, all’uso dei social media, di contrasto al bullismo che mancano pure in contesti più privilegiati. Condizioni di marginalità e disgregazione sociale e familiare nella cui rabbia si amplificano gli effetti di quelle sottoculture del macismo e del consumismo competitivo, che sono molto più trasversali ai ceti sociali e molto più globali. Condizioni che certo rischiano di essere sfruttate dalle forme organizzate della criminalità predatoria. Ma pure situazioni su cui è possibile intervenire, con le giuste risorse, mentre chi doveva farlo, dal piano comunale e regionale a quello nazionale, ha progressivamente dismesso ogni servizio pubblico.
Una realtà su cui incide pure l’isolamento delle lotte sociali, che invece sempre rappresentano anche un percorso di autoformazione civile, dando voce e consapevolezza al bisogno di cambiamento: rassegnazione pubblica e rabbia privata sono spesso facce della stessa medaglia.

Nei quartieri del centro storico si è affermato un modello di crescita economica basata esclusivamente sul turismo, un economia della rendita più che del reddito, che perciò è per sua natura profondamente diseguale se non ci sono politiche pubbliche che lo governano garantendo i diritti sociali e le condizioni dell’abitare. Si parla di “Rinascimento” come se per questo bastasse il profitto e il denaro. Quanto di questa rendita è stata invece convertita in progetti sociali, culturali, in reddito, in salari adeguati e opportunità di emancipazione!?
Almeno ai Quartieri Spagnoli molto poca temiamo...
Diversi anni fa l’omicidio di Petru, un suonatore di organetto, durante una clamorosa stesa di camorra determinò una scossa dal basso nel quartiere Montesanto. Che vide in prima fila le realtà di base ma anche le componenti più consapevoli dei cittadini comuni e dei ceti popolari, nel tentativo di riprendersi il diritto allo spazio pubblico, alla vita sociale, alla scuola e all’emancipazione dei ragazzi. Si sono cosi moltiplicate esperienze e percorsi spesso nell’indifferenza delle amministrazioni pubbliche. Alcuni di questi r/esistono ancora oggi, altri sono nati ma sappiamo che non basta.
L’abbiamo già scritto, non abbiamo risposte, non abbiamo soluzioni per quello che è successo, diffidiamo profondamente per chi dice di averne, perché la morte è sempre irreparabile. Ma con limiti e inadeguatezze sappiamo quello che faremo. Torneremo a confrontarci con le persone nelle strade, con le sorelle e i fratelli che dal centro alle periferie provano a non rassegnarsi al cinismo, a lottare per un cambiamento, per una pedagogia dal basso, cercando però stavolta di non fare sconti a chi invece avrebbe la responsabilità di intervenire, di garantire l’accesso ai diritti, all’educazione, al reddito, alla cultura e se ne lava le mani… è il nostro modo, l’unico che conosciamo, anche per ricordare Giovanbattista. Le migliaia di persone che ieri hanno partecipato ai funerali in piazza del Gesù possono essere un segnale o anche solo un evento, un rito. Dipende da quello che faremo tutte e tutti. Per sancire che le vite e le storie dei ragazzi contano. Sempre.
“L'inferno dei viventi non è qualcosa che sarà; se ce n'è uno, è quello che è già qui, l'inferno che abitiamo tutti i giorni, che formiamo stando insieme. Due modi ci sono per non soffrirne. Il primo riesce facile a molti: accettare l'inferno e diventarne parte fino al punto di non vederlo più. Il secondo è rischioso ed esige attenzione e apprendimento continui: cercare e saper riconoscere chi e cosa, in mezzo all'inferno, non è inferno, e farlo durare, e dargli spazio” (I. Calvino, le città Invisibili)

21/08/2023

È facile indignarsi di fronte alle conversazioni dei responsabili dello stupro di gruppo avvenuto a Palermo ai danni di una ragazza di diciannove anni. La realtà è, però, che la nauseante mentalità dietro ai volti di quei carnefici – perché tali possono essere definiti – la incontriamo tutti e tutti i giorni in soggetti di varia età. Questi episodi non sono altro che il risultato di gesti, parole e pregiudizi che agiscono in maniera silenziosa nelle dinamiche quotidiane. Ad agire in sordina è sempre un sistema patriarcale che è – appunto per definizione – un sistema, un macigno, un’ombra che copre ogni strada che le nostre mamme, compagne e figlie percorrono nella loro vita; per gli uomini non si ha il tempo di nascere che si è già immessi in questo groviglio educativo e culturale fatto di forza, violenza e potere. Le nostre figlie e i nostri figli crescono in una società maschilista che si manifesta nel linguaggio verbale, nei numerosi femminicidi e nelle posizioni lavorative e sociali.

Crediamo che lo sport abbia un valore educativo e, per questo, il nostro compito primario di associazione sportiva deve essere quello di educare i nostri allievi prima di tutto al rispetto, ad uscire da quella mentalità che omette la sensibilità e promuove la logica maschilista da ostentare nella propria sfera sociale e, forse, prima di tutto, a porsi gli stessi problemi che le nostre mamme, compagne e figlie si pongono ogni giorno, in un mondo che le schiaccia da più fronti. Il nostro compito di educatori deve essere quello di insegnare a guardare il mondo con occhi critici, cogliendo attraverso la sensibilità tutte le contraddizioni e le ingiustizie della nostra società: se un’associazione sportiva non fa questo tipo di lavoro, non sta svolgendo il suo dovere di istituzione educativa. Questo messaggio è rivolto soprattutto ad ogni istruttore e istruttrice, ogni persona dello staff, ogni genitore e ogni figura che attraversa le mura del Quarto Polo e gli spogliatoi del nostro campo di calcio affinché in ogni allenamento e durante ogni contatto con i nostri giovani atleti, guardino al problema senza fermarsi mai alla superficie. Solo in questo modo si può costruire, insieme, un mondo senza discriminazioni di genere.

Photos from Mediterraneo Antirazzista Napoli's post 09/07/2023

AMA LO SPORT, ODIA IL RAZZISMO⚽🥊🏀✊

Photos from STELLA ROSSA 2006's post 06/07/2023

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Jamm Guagliù 🔥⚽🔥

06/07/2023

6-7-8 Luglio 2023
MEDITERRANEO ANTIRAZZISTA NAPOLI 2023 – XI Edizione

🎙️OPEN MIC ✌🏻Esperienze e lotte fuorigioco - fuoriluogo🔥
Vieni a dirci la tua.

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Anche quest’anno, per l’undicesimo anno, Napoli rinnova il suo impegno nel percorso del Mediterraneo Antirazzista, manifestazione culturale e sportiva di carattere nazionale che nasce a Palermo 18 anni fa, e che vede al centro “lo sport come strumento per abbattere frontiere e costruire diritti”.
L’appuntamento napoletano che parte da Scampia, anche quest’anno vedrà coinvolti altri quartieri della città.
Il Tema di quest’anno è “Fuorigioco - Fuoriluogo” in connessione con l’edizione di Palermo.
Oggi, voler attraversare il Mediterraneo è fuori luogo.
Sono sempre di più le persone costrette alla marginalità situazioni e politiche che stabiliscono a priori la loro esclusione dal poter affermare i propri diritti fondamentali.
Avere bisogno di asilo o di permesso di soggiorno è fuori luogo. Volere condizioni lavorative rispettose è fuori luogo. Il diritto ad un’abitazione dignitosa è fuori luogo. Ma anche il diritto a spazi di gioco, siano essi campetti o aree verdi, in molti quartieri abbandonati a loro stessi, è fuori luogo.
Quindi si procede a criminalizzare e punire chi salva vite in mare, chi chiede asilo, chi protesta per la propria sussistenza, chi occupa una casa o vive nei campi rom (un paradosso tutto italiano) e anche chi si attiva nei beni comuni per il diritto alla cultura e alla socialità e per una produzione libera dalle logiche di mercato è fuori luogo.
Il Mediterraneo Antirazzista è l’occasione per ribadire che essere fuori luogo non sono coloro che richiedono asilo, ma il fatto che questo non si conceda. Non chi vive nei campi, ma gli sgomberi e la mancanza di un’alternativa degna. Non i ragazzi e le ragazze che giocano a pallone in strada, ma chi ritiene che questo sia indecoroso o disturbi la quiete pubblica. Non i bambini e le bambine che non trovano spazi a loro dedicati, ma un governo che si fa paladino della maternità senza incentivare servizi per l’infanzia.

Il Mediterraneo Antirazzista è l’occasione per dire che esistono alternative alle politiche attuali e che una comunità della cura dove nessun* venga escluso dai giochi, è possibile e necessaria.

🎙️Durante tutto l’evento OPEN MIC, tema FUORIGIOCO FUORILUOGO.
🗣️Raccontaci la tua.

SCOPRI IL PROGRAMMA: Mediterraneo Antirazzista Napoli - Scampia 2023 - XI edizione

06/07/2023

Manca poco al calcio di inizio dei tornei di calcetto⚽ di venerdì 7 luglio.
Purtroppo per questa data è previsto sciopero dei trasporti.
🌶️Pare però che gli autobus EAV siano in funzione🤘🏻🤘🏼🤘🏽🤘🏾🤘🏿.

🍀Potresti raggiungerci con l'autobus eav (ex ctp)🚌 San'Antimo - Napoli Carlo III, dalla fermata🚏 Napoli - Via Gussone/Piazza Carlo III Real Albergo dei Poveri alla fermata 🚏Napoli - Via Roma Verso Scampia Carcere, ⏰avviandoti con ventordici ore....ehm volevamo dire, con un po' d'anticipo🎉

ℹ️https://www.eavsrl.it/web/sites/default/files/eavbus/23-921_SANT%27ANTIMO-NAPOLI_Orari-Fermate.pdf

Mediterraneo Antirazzista Napoli - Scampia 2023 - XI edizione

🤞🏻🤞🏼🤞🏽🤞🏾🤞🏿💩💩💩🌶️🌶️🌶️🤘🏿

Ama lo sport❤️
Schifa il razzismo👎🏼

Photos from Comitato Parco San Gennaro's post 01/07/2023
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