09/10/2026
Ogni possibilità coesiste finché non la osservi.
Il “qui e ora” non è un punto o un luogo, è un campo attivo, un crocevia di direzioni.
Sei tu a decidere quale universo far collassare.
Ogni volta che pensi, scegli, immagini generi un campo di possibilità.
Non lo vedi, ma prende forma come una rete silenziosa dentro di te.
Il disordine che senti viene dall’assenza di una direzione.
È una questione di struttura.
Il multiverso non è là fuori.
È nel tuo modo di pensare.
È fatto di probabilità in attesa di coerenza.
Esiti? Si espande.
La realtà non è un destino, è una selezione.
E ogni selezione è un atto frequenziale.
Non realizzi tutto ciò che puoi immaginare, ma SOLO ciò che sai EMETTERE in COERENZA.
Il Codice del Pensiero non ti spiega tutto questo.
Te lo fa vedere.
Non ti dice che hai potere.
Ti mostra come lo stai già usando.
Perché non basta sapere che esistono infinite possibilità.
Bisogna comprendere come ogni pensiero ne fa nascere o morire una.
Il Codice del Pensiero - Mario Rossi
Per rimanere nel tema della pratica fisica e nel proprio percorso di ricerca, possiamo osservare come questi codici di pensiero li esprimiamo nella pratica, nella concentrazione assoluta o nella disattenzione totale.
Dove dirigi l’attenzione lì si estende, si espande e si manifesta l’energia in Prakriti.
Non solo il corpo fisico e il mondo materiale, ma anche tutto il piano psichico e sottile (citta). Il pensiero (manas), l’intelletto (buddhi), l’ego (ahamkara) e la memoria (smriti) sono mutazioni sottili di Prakriti.
Sono oggetti di percezione, soggetti a continuo cambiamento, oscillazione e attività.
Mentre chi testimonia immobile, senza manifestarsi, senza agire, senza pensare è Purusha,
eterno, immateriale, libero.
Il fine ultimo della comprensione dello yoga è realizzare di non essere solo un corpo e una mente ma puro principio della coscienza, testimone universale privo di ego e storia personale.