09/07/2026
Kora Neapolis - Calcio Popolare
Portiamo avanti, nei quartieri Soccavo e Pianura, un'idea di calcio basata sull'aggregazione, passione e partecipazione senza alcun tipo di distinzione!
Dopo due anni di attività come “Calcio Popolare Soccavo” abbiamo sentito la necessità di fare questo passo: chiamarci Kora Neapolis vuol dire continuare ad usare il linguaggio universale del Calcio per lottare contro ogni forma di barriera costruita da chi specula sulla nostra passione, e da chi mira a distruggere la funzione sociale di aggregazione dello sport. La prospettiva è quella di continua
09/07/2026
31/05/2026
Vorremmo esprimere due parole su questo ragazzo che abbiamo visto giocare venerdì, allo stadio di Napoli, con la maglia della Nazionale Palestinese.
Nessuno gli ha chiesto di nascere figlio di Diego Armando Maradona, eppure spesso gliene si fa una colpa con ferocia e cattiveria pura, in maniera del tutto gratuita.
Spesso sono persone che si riempiono la bocca del padre senza andare oltre al Diego calciatore, senza sfiorare il Diego uomo che diceva "sono palestinese" avanti ai missili 1sr4eliani che già avevano iniziato il loro piano di colonialismo di insediamento*.
Diego Armando Maradona Junior non avrà ottenuto eccellenti meriti sportivi, anche se l'abbiamo visto giocare al Quartograd e ci è sembrato un ottimo calciatore per la sua categoria, però ha preso quel privilegio che gli è stato donato da questa vita, in mezzo a tante complicazioni, e l'ha messo a disposizione per una causa non nobile, ma popolare e umana.
Grazie Diego Junior🇵🇸
*L'altro colonialismo di insediamento è stato quello attuato dagli europei in America del Nord e sappiamo bene quanti indigeni americani so rimasti in vita
26/09/2025
Dalle nostre strade è possibile agire per cambiare quello che ci accade intorno, fino all'altra parte del mondo.
Immaginavamo poterlo fare anche giocando a pallone sotto al nostro palazzo, dal nostro quartiere, quando si inizia a capire da piccoli che l'unione e i legami sono importanti, noi sognavamo tutto ciò con uno slogan semplice ed efficace, stampato su una maglietta nera in bianco e rosso:
"O' munno pensamme' do' Rione partimmo"
È stato bello incontrare chi ha indossato queste parole durante lo sciopero del 22 settembre per urlare
PALESTINA LIBERA🇵🇸
02/08/2024
Visto che in questo periodo siamo tuttə espertə di pugilato, oggi 2 agosto, data importante, voglio parlavi di Joahann Trollmanm, soprannominato "Rukeli", ovvero "Albero" nella sua lingua, il Romanì.
Perchè proprio il 2 agosto ho deciso di pubblicare una sua foto? Perché la notte tra il 2 e il 3 agosto 1944, più di 3.000 donne, uomini e bambini romanì sono stati sterminati nelle camere a gas del 'Zigeunerlager' di Auschwitz-Birkenau.
Quello accaduto durante la seconda guerra mondiale per mano dei nazisti è ricordato dalla comunità Romanì come "Porrajmos".(grande dilaniamento, devastazione).
Anche Trollmann morì in un campo di concentramento, come le tante vittime del nazismo colpevoli soltanto di essere rom, Sinti, comunisti, ebrei e lesbiche. Prima di essere imprigionato ha avuto una brillante carriera nella sua categoria, nella quale riuscì a vincere il titolo tedesco. Inutile dirlo, questo titolo gli fu consegnato soltanto nel 2003, la vittoria del titolo gli fu revocata per le sue origini sinti. Per le sue origini fu escluso dalla Germania, la sua nazione, dalle olimpiadi del 1928.
Lo sport è e deve essere strumento di aggregazione e non di divisione come qualcuno voleva farci credere. Ancora oggi c'è ancora chi prova a dividerci con subdoli trucchetti (fake news) a inquinare quella verità che può tenerci uniti, con lo scopo di dividere le masse popolari.
Oggi 2 agosto a 80 anni dal triste accaduto di Auschwitz-Birkenau è un dovere ricordare il Porrajmos del popolo Romanì (rom, sinti, korakhane,..), come è un dovere tutti i giorni ricordare che siamo fratelli e sorelle.
02/08/2024
Visto che in questo periodo siamo tuttə espertə di pugilato, oggi 2 agosto, data importante, voglio parlavi di Joahann Trollmanm, soprannominato "Rukeli", ovvero "Albero" nella sua lingua, il Romanì.
Perchè proprio il 2 agosto ho deciso di pubblicare una sua foto? Perché la notte tra il 2 e il 3 agosto 1944, più di 3.000 donne, uomini e bambini romanì sono stati sterminati nelle camere a gas del 'Zigeunerlager' di Auschwitz-Birkenau.
Quello accaduto durante la seconda guerra mondiale per mano dei nazisti è ricordato dalla comunità Romanì come "Porrajmos".(grande dilaniamento, devastazione).
Anche Trollmann morì in un campo di concentramento, come le tante vittime del nazismo colpevoli soltanto di essere rom, Sinti, comunisti, ebrei e lesbiche, ma prima di entrarci ha avuto una brillante carriera nella sua categoria, nella quale riuscì a vincere il titolo tedesco. Inutile dirlo, questo titolo gli fu consegnato soltanto nel 2003, la vittoria del titolo gli fu revocata per le sue origini sinti. Per le sue origini fu escluso dalla Germania, la sua nazione, dalle olimpiadi del 1928.
Lo sport è e deve essere strumento di aggregazione e non divisione come qualcuno voleva farci credere. Ancora oggi c'è ancora chi prova con subdoli trucchetti (fake news) a inquinare quella verità che può tenerci uniti, con lo scopo di dividere le masse popolari.
Oggi 2 agosto a 80 anni dal triste accaduto di Auschwitz-Birkenau è un dovere ricordare il Porrajmos del popolo Romanì (rom, sinti, korakhane,..), come è un dovere tutti i giorni ricordare che siamo fratelli e sorelle.
08/07/2024
Il 5 settembre saranno 10 gli anni senza Davide Bifolco, scugnizzo di 16 anni.
Durante la giornata si ricorderà Davide attraverso una giornata di controinformazione e socialità in un zona sempre più marginalizzata come quella del Rione Traiano in contrapposizione alla solita narrazione appiccicata alle periferie e ai suoi abitanti.
Il ricordo è un modo di incontrarsi🌹
Davide vive!
Il 5 settembre 2014 Davide Bifolco veniva ucciso da un carabiniere in servizio durante un inseguimento, al Rione Traiano. Davide era in sella al motorino di un amico. Non si erano fermati all'alt della pattuglia dei carabinieri perché il mezzo non aveva l'assicurazione. I carabinieri hanno però inseguito i ragazzi e dopo aver speronato il motorino un agente ha fatto fuoco su uno dei tre, che provava a rialzarsi da terra. Quando Davide è morto non aveva ancora compiuto diciassette anni.
A dieci anni da quell'omicidio abbiamo organizzato una giornata in ricordo di Davide, ammazzato senza motivo da un cosiddetto "tutore dell'ordine". Da vivo e da morto Davide ha scontato lo stigma per essere nato e cresciuto in un quartiere "difficile" come il Rione Traiano. Il fango gettato negli anni su di lui e sulla sua famiglia, le falsità diffuse dalla stampa cittadina, l'ipocrisia della politica e delle chiacchiere sul "rilancio delle periferie" se li è portati via il vento. Resta la tragedia di un ragazzo e di una famiglia che non ha potuto farsi ragione di una vita spezzata prima ancora di cominciare davvero.
Ci troveremo a piazza Orazio Coclite, dalle 18:00, per un incontro sulle adolescenze nelle periferie della nostra città; una mostra fotografica; un concerto. Il programma è in aggiornamento, sarà diffuso nelle prossime settimane.
DAVIDE VIVE, I MORTI SIETE VOI!
07/06/2024
Che un investitore voglia avere il suo tornaconto ha una logica, una logica che non ci appartiene. La cosa che proprio non ci sta bene sono le sue dichiarazioni sensazionalistiche , sulla cattiva strada, sulla sua analisi sociologica e sul suo improvviso interesse ai diritti sociali del quartiere e della città. Guarda caso parla soltanto di queste tematiche a investimento compiuto. Questa ci sembra una vera e propria speculazione politica e nel nostro quartiere non l'accettiamo, Cannavaro parla di cattiva strada, ma la cattiva strada, materialmente, non esiste; questa dicotomia esiste solamente nelle idee delle persone che alimentano la cultura della emarginazione. Esiste, invece, la strada vissuta dalle persone che ogni giorno vivono le difficoltà causate da istituzioni spesso assenti nelle dinamiche sociali della città. Se vogliamo trovare una cattiva strada, noi la vediamo nel profitto, in quel profitto avaro che ingrassa i pochi a discapito dei cittadini e che cresce nei contesti di totale degrado. I diritti della cittadinanza non combaciano con gli interessi di pochi eletti. O il Paradiso apre per tutte/i o certe dichiarazioni sono destinate a diventare solo fuffa che ingiallirà su carta stampata.
LA STRADA CATTIVA È IL PROFITTO: PARADISO PER TUTTE \ I
Dopo aver letto l'intervista che Fabio Cannavaro ha rilasciato all'Espresso non potevamo esimerci dal rispondere nel merito. Nella sua intervista Cannavaro ha dichiarato "Il calcio è ancora un'alternativa alla strada, ma nel senso di quella cattiva perché oggi mancano proprio i ragazzi che per strada ci giocano" e poi "I giovani hanno troppe distrazioni e poca fame...ho deciso di rilevarlo (Il Centro Paradiso) e creare una struttura dove possano fiorire i talenti". Durante la nostra attività ci siamo sempre battuti e battute per creare un campo aperto a tutti e tutte che prescindesse dal talento e dalla situazione reddituale dei singoli. Se l'intento di Cannavaro è realmente quello di creare una fucina di talenti che sia un'alternativa concreta "alla strada", significa che quello che dovremmo aspettarci è una struttura gratuita e aperta alle esigenze del quartiere? Non esistono strade buone e strade cattive, esistono le strade percorse dalle persone. Questa dicotomia tra buono e cattivo ha solamente alimentato un ingente divario sociale che sta schiacciando la nostra città tra due poli opposti: la Napoli bene e la Napoli cattiva. Questa è la dicotomia che noi da sempre rifiutiamo, che è fondata sul privilegio dei pochi a discapito dei molti e che si muove attraverso le logiche di chi specula e trae profitto e pensa di potersi appropriare di ciò che dovrebbe essere fruibile a tutti e tutte. Erigersi a portavoce dei diritti, delle problematiche e delle esigenze di un quartiere e di una città intera è molto facile quando la finalità che muove tutto è esclusivamente economica. Non ricordiamo né la presenza né tantomeno l'intervento di Cannavaro quando eravamo noi a proporre un'alternativa per il Centro Paradiso che fosse rispondente di tutte le esigenze che in questi anni di attività abbiamo raccolto nel quartiere. Parlare del calcio come alternativa "alla strada" è quantomeno fuorviante poiché senza una politica seria e orientata verso il sociale nessuna alternativa appare percorribile. Lo sport, e in questo caso il calcio, deve essere accessibile a tutti e tutte a prescindere dal talento e dal merito. Non deve essere la ricerca del talento di turno a muovere la volontà di riaprire uno spazio come il Paradiso. Al sud Italia mancano strutture e fondi per lo sport, non abbiamo bisogno dell'ennesimo spazio chiuso ma di un luogo che metta al centro i bisogni della cittadinanza. I giovani non hanno poca fame ma hanno pochi strumenti, e quei pochi strumenti vengono a loro concessi da una classe politica disattenta e vengono elargiti quasi come se fossero premi a cui ambire e non basici diritti. Non esiste logica peggiore di quella basata sul merito che è intrinsecamente classista e taglia fuori chiunque non abbia già i mezzi per accedere a determinati servizi.
Ex Associazione Centro Paradiso
11/02/2024
Ieri sera, mentre tutta Italia era impegnata a guardare il festival di Sanremo, nel Centro per rimpatri di Milano, commissariato lo scorso Dicembre, era in corso una protesta poi culminata con l'intervento repressivo della guardia di Finanza. Attualmente nel CPR di Milano sono detenute circa 50 persone che riferiscono di orribili condizioni di vita all'interno del centro. Il cibo sarebbe di scarsa qualità e non sufficiente, ai detenuti sarebbero state negate le visite mediche e le condizioni igienico sanitarie sarebbero pessime. Ieri sera alcuni detenuti, in segno di protesta, si sono spogliati e seminudi sono rimasti sotto la pioggia per diverso tempo. Dopo qualche ora, un ulteriore litigio tra i detenuti e gli agenti di guardia è sfociato in un violento intervento della guardia di Finanza. Tutte queste condizioni non sono assolutamente nuove: i CPR violano sistematicamente i diritti umani e non rispettano alcun tipo di standard igienico. Ai detenuti vengono quotidianamente somministrati psicofarmaci per sedarli, proprio con l'intento di mantenere il controllo all'interno delle strutture. Il gioco al ribasso è l'assoluta normalità: sempre più spesso alle multinazionali che presentano offerte competitive è affidata la gestione dei servizi nei CPR. Ciò si traduce in pasti scarni e immangiabili e in complessive condizioni di vita e di detenziome assolutamente incompatibili con la disciplina nazionale e sovranazionale.
Il 4 Febbraio scorso, all'interno del CPR di Ponte Galeria Ousmane Sylla, un ragazzo di 22 anni della Guinea, ha deciso di porre fine alla sua vita. Se il decreto Cutro che estende il periodo di detenzione nei CPR fino a 18 mesi non fosse mai stato approvato, ora Ousmane sarebbe vivo. Queste sono tutte morti annunciate e che lo Stato volontariamente ignora. Queste persone, al posto di essere tutelate, vengono criminalizzate, abbandonate e ignorate e l'unica cosa che si è pensata di fare negli ultimi mesi è stata quella di aggravare ulteriormente la loro posizione.
I centri per il rimpatrio vanno chiusi.
26/12/2023
Questo bambino di nome Gesù nacque in Palestina. Da 75 anni questa terra è martoriata da Israele che, negli ultimi mesi, bombarda la striscia di Gaza colpendo ospedali e arrivando ad assassinare oltre 9000 minori.
Gesù visse 33 anni, almeno, per i bambini Palestinesi di oggi sarebbe molto raggiungere quell'età.
Israele è uno stato che ha le sue radici nel sionismo, cioè quel movimento che supporta la nascita di uno stato basato sulla religione ebraica, quindi essere contro il sionismo è essere contro un movimento colonialista e non contro le persone di religione ebraica; non tutto il mondo ebraico appoggia lo stato di Israele.
In Palestina, nella terra di Gesù, sta avvenendo un vero e proprio genocidio, cioè l'opposto di quello che significa natalità.
Per questo bambino nato circa 2000 anni fa, ricordiamoci quelli che stanno morendo ora🇵🇸
"In America Latina sappiamo dare amore. Altrove lanciano bombe, come gli israeliani contro i palestinesi. Questo sì che è vergognoso" Diego Armando Maradona
Perdere è dura già quando si gioca una partita di calcio calcio ma immaginate il popolo palestinese che di anno in anno perde, letteralmente, la propria terra "da sotto ai piedi" a suon di soprusi, angherie, prevaricazioni, bombe, missili che abattono, scuole ospedali, che uccidono civili, uomini, donne, bambini, e ogni volta che questo popolo reagisce per difendere la propria dignità, chiusa tra la striscia di Gaza e la West Bank, l'occidente ipocrita lo descrive come colpevole.
Apriamo gli occhi, impariamo a dare amore e immaginiamo una Palestina libera. 🇵🇸
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