08/04/2025
Parliamoci chiaro, c'è amarezza.
C'è delusione, in gradi diversi.
Forse eccessiva quella verso la squadra in sé, dato che ormai i limiti dei nostri ragazzi sono noti.
Normalissima però la delusione da tifoso, la frustrazione della speranza di approfittare dell'errore nerazzurro per assottigliare il gap in classifica.
Poi però io posso solo rifarmi al campo e alla partita.
Questi ci raccontano di un primo tempo tosto ed equilibrato che noi sfruttiamo meglio prendendoci il vantaggio con Frank, e di un secondo tempo in cui siamo soltanto sparring partner difensivo del Bologna, per quanto alla fine abbiamo anche casualmente un'ultima grande occasione.
Se si cerca di avere una visione complessiva dei fatti e si va al di là della freva, bisogna dire che questo Napoli, che pur dura solo una cinquantina di minuti, esce con lo stesso punto dell'Inter da una trasferta emiliana sicuramente più ostica.
C'è differenza tra affrontare la quarta e affrontare la quartultima.
Con ciò non voglio giustificare, avrei preferito uscissimo dal Dall'Ara coi 3 punti e un grande entusiasmo.
Il fatto però è che il Napoli questo è, e bisogna che ce ne rendiamo conto.
E se questo è ma ognuno dà il suo contributo fino alla fine, come Scuffet che ieri esordisce a sorpresa e fa anche un grande intervento, allora mi va bene tenermi queste percentuali minime di successo fino alla fine.
Preferisco che i ragazzi che supporto e supportiamo facciano sputare il sangue all'Inter fino all'ultima giornata. Anche se il distacco dovesse rimanere quello.
Preferisco accusare e piangermela a fine Maggio che ti**re i remi in barca adesso.
Perché tifo Napoli e vorrei vincesse, e soprattutto voglio sempre che ci provi.
Non mi interessa se crederci mi provoca ancora più stress guardando le partite.
Me lo vivrei anzi volentieri ogni anno, se significa che il Napoli è competitivo.
Poi ognuno imposti come crede il suo pensiero.
7 anni fa, in un Aprile più inoltrato, eravamo 4 punti sotto una squadra più forte di questa Inter, negli uomini oltre che nel supporto del sistema.
E all'epoca, di smettere di crederci, non mi veniva nemmeno in mente.
Il tifo è sogno
Forza Napoli
-G
07/04/2025
La partita di stasera a Bologna è un grosso esame per il Napoli.
E, come appunto per gli esami importanti, il pensiero è fisso e la tensione logora.
Me, spero, come gli altri tifosi, non i ragazzi che scenderanno in campo stasera.
In questo testa a testa per lo scudetto, in cui un'Inter comunemente ritenuta invulnerabile ha già esposto qualche debolezza, sembrano ancora mancare delle risposte definitive.
Potrebbero mancare anche stasera, ma questo è uno step decisivo se vogliamo il titolo.
Affrontiamo una squadra allenata benissimo, in un ottimo periodo di forma, che ha nel mirino addirittura il terzo posto e può puntarlo tra le mura casalinghe.
Ma non ci possono essere scuse né alibi.
Devono esserci solo fame e concentrazione.
Quelle di Matteo e Romelu in foto, che dopo il gol del raddoppio contro i rossoneri, nemmeno finiscono di esultare e si confrontano su come collaborare meglio in campo.
Senza staccare la spina, neanche per un minuto.
Io in ogni caso sono felice di quest'ansia maledetta e benedetta al contempo, perché vuol dire che ad Aprile siamo ancora in corsa per il Quarto.
Le possibilità di conquistarlo e girarlo a capa sotto in curva passano inevitabilmente dal Dall'Ara.
Comunque finirà, io sono orgoglioso di questi ragazzi che ci stanno mettendo l'anima.
Non mancherò di applaudire alla fine di questa stagione.
Ma sogno e realtà, al momento, hanno un confine labile. È il momento per valicarlo.
Il Napoli deve crederci. Napoli deve crederci.
Deve provarci.
Fino alla fine.
-G
09/03/2025
È stata una settimana lunga dall'Inter a oggi.
Tensioni fisiologiche da tifoso, certo, ma anche riflessioni su questo campionato e su come lo stiamo affrontando, a dispetto di inutili pressioni alimentate da statistiche ridicole e di tutte le puttanate della stampa settentrionale.
La verità è che il Napoli è forte e se quella forza sembra non bastare, mette in gioco tutta la determinazione che ha dimostrandosi grande squadra al di là degli step mancati (a livello soprattutto societario) che Conte non ha mancato di sottolineare.
La verità è che oggi i ragazzi in maglia azzurra sono scesi in campo a sbranare gli avversari e che se avessimo concretizzato di più nei primi 45 l'avremmo gestita con semplicità.
E anche se non è andata così questo gruppo riesce a riconoscersi alla grande anche nella sofferenza degli ultimi minuti e porta a casa 3 punti che definire fondamentali in questo momento è sinceramente poco.
Siamo riusciti a invertire l'inerzia dell'ultimo periodo e continuiamo ad avere i nerazzurri nel mirino.
Dieci battaglie alla fine.
Lasciate fare Antonio Conte, ve l'ha detto in conferenza.
Lasciate fare questo Napoli.
Perché questo Napoli ci crede e sta continuando a dimostrarlo
-G
01/03/2025
Siamo vivi.
Vivissimi, e da applausi.
Una grande prestazione del Napoli, se qualcuno doveva uscire con i 3 punti, sicuramente erano i ragazzi in maglia azzurra.
Reazione a testa alta allo svantaggio nel primo tempo, dominio nel secondo, concentrazione, fame.
La fame di Philip Billing che la va a pareggiare all'ultimo e ci tiene lì, meritatamente.
Un punto sotto, undici partite ancora, un atteggiamento che se sapremo mantenere è la nostra speranza.
Forza Napoli, fino alla fine, più intensamente che mai.
-G
25/02/2025
Perdiamo pure Frank.
Semp stu cazz e' soleo, settimane che ci intossica sui bollettini medici.
Ci sarebbe pure da interrogarsi su questo domino di infortuni muscolari, che forse è pure sintomo di quanto il Napoli abbia spinto fino alla Roma, prima di affannare in modo evidente.
Però onestamente m ven sul a jastemmà.
Siamo controcorrente in questo momento.
Dobbiamo resistere.
Con le unghie e con i denti
-G
23/02/2025
Fa male, malissimo.
Soprattutto per il momento.
Perché mai come in questo momento nella stagione c'era il bisogno dei 3 punti, per arrivare davanti alla partita di sabato prossimo.
E invece questa domenica era destino intossicarsela, perché i primi 45 sono da grande squadra, ma si portano il peso enorme di un suicidio difensivo, e nei secondi 45 perdiamo campo, lucidità e partita, sprecando poche occasioni ma dall'enorme potenziale.
L'amaro in bocca oggi non si addolcirà.
Ma non scordiamoci che quest'ultimo è il primo periodo vero di crisi di una squadra che sta andando oltre le aspettative, e che è stata privata di un giocatore fortissimo a gennaio.
Non scordiamoci che è la prima volta che i nerazzurri riescono a spodestarci dalla vetta, e che sabato prossimo alle 18 possiamo andare a fottergliela di nuovo al San Paolo Maradona che spero incendiato dal sostegno.
Sostegno, serve troppo in questo momento, perché il campionato non finisce oggi e abbiamo uno scontro diretto e altre undici partite dove sputare sangue.
Per guardare ancora in avanti e non cominciare a guardarci dietro.
Per lottare fino all'ultimo triplice fischio
-G
23/02/2025
Uagliò, è o mument tuoj.
Buona fortuna.
Oggi è importantissima
-G
21/02/2025
Ci siamo.
È questo il momento.
La fase decisiva del campionato è alle porte.
Noi siamo lì.
56 punti nella famosa cascina, in vetta, ancora, l'abbiamo tenuta per 17 giornate in questa stagione.
Una fascia sinistra martoriata dagli infortuni, tre pareggi le ultime tre, un po' di calo fisico, ma siamo lì, contro sorte e pronostici.
Seguono i nerazzurri di Milano a sole due distanze, squadra completa, matura ma a volte distratta e sprecona, con la testa dei giocatori forse piú incline ad arrivare fino in fondo in coppa.
Un ottavo di finale tutto sommato agevole con il Feyenoord può stimolarli di più in tal senso, e piú si concentrano lí, meglio può essere per noi.
Cinque lunghezze sotto di noi i bergamaschi, usciti anche loro a sorpresa in una (impronosticabile per gli avversari) totale debacle italiana in Champions. E questo è un problema perché l'Atalanta è una squadra forte, con una rosa lunga e che ha dimostrato negli ultimi anni di essere capace di finali di stagione intensi, a maggior ragione avendo ora anche loro una sola competizione.
Le prossime quattro giornate ci diranno molto, con due scontri diretti tra le prime tre della classifica.
Non abbiamo vantaggi abissali come due anni fa, abbiamo perso durante il campionato uomini, talento, energie, ma non abbiamo perso mai la compattezza e gli attributi.
Per questo ci credo.
Credo in Conte, in questi ragazzi, nel gruppo, nella squadra e in chi gli sta attorno, anche alla società perché nonostante gli errori palesi di gennaio, le scelte estive ci hanno comunque portato fino a qui in questo momento, e non era scontato dopo i disastri dell'anno scorso.
Voglio credere in noi tifosi, nell'essere capaci di stare vicino e sostenere la maglia azzurra al di là delle opinioni e delle spaccature che provocano, perché conta sempre ma in questi momenti, in quelli difficili, conta tantissimo.
E soprattutto perché questo Napoli merita la nostra fiducia.
Crediamoci in questo Napoli.
Mo' è il momento di stringersi forte, assai.
-G
11/02/2025
Anche Neres finisce fuori uso. E sembra non per poco tempo.
Con lui va a completarsi con estrema ridondanza l'amputazione totale della catena di sinistra del Napoli di quest'anno, che attualmente si riduce a Mazzocchi e Okafor.
Forse Conte, che certo continua ad adombrare i suoi reali obiettivi (ossia gli espliciti sogni di noi tutti), non stava solo togliendo pressione quando ha detto in conferenza che il motore di questa macchina lo stiamo tirando al massimo.
Però, non va disconosciuto per due pareggi in parte fisiologici quello che questo motore di squadra ha prodotto fino ad ora.
Perché se la crisi del Napoli è negli infortunati e in un calo fisico e mentale, a noi tifosi non conviene accentuarla con lamentele e insulti a Mazzocchi, Juan Jesus o Meret di turno.
Dobbiamo stringerci al gruppo perché il gruppo, quando c'è stato da farlo, si è stretto forte.
E io so che continuerà a farlo sotto l'egida dell'uomo da Lecce, fino all'ultima partita, anche se si perderanno punti, anche se la società non ha rimpiazzato la luce negli occhi di chi ha guardato il Napoli negli ultimi due anni e mezzo e che è andata a illuminare Parigi.
Perché se il Napoli di quest'anno è stato per più di metà campionato in testa alla classifica, e lo è ancora anche se pare che ce lo scordiamo, è merito del GRUPPO. Di un'unione di intenti e di speranze.
E mo è proprio il momento in cui non bisogna disunirsi
Testa alla Lazio, contro il fato, tutto e tutti.
-G
06/12/2024
NON SI CADE SEMPRE IN PIEDI
Non ho scritto per un tot di tempo per mancanze di tempo e modo e certe volte anche voglia, ancora lasciandomi tempo per capire questo Napoli così diverso da quelli ai quali sono stato abituato, dandomi l'occasione di spostare il mio e il nostro focus dai dribbling di Kvara agli anticipi di Rrahhmani durante il match.
Ho osservato anche in questi mesi l'atteggiamento del Mister che, forte del lavoro fatto e dei risultati in campo, tiene l'ambiente a bada e si barcamena tra varie paraculate più o meno dirette e realistiche (non prendetevela, è una cosa comunicativa scontata per uno come Conte) relative alla rifondazione dopo il decimo posto l'anno scorso, allo svantaggio della rosa non costruita per campionato e coppe: tirando un po' qui e un po' là e chiamando esplicitamente in causa Adl, Conte si è messo in una posizione comoda e apparentemente quasi inattaccabile.
Però le formazioni servono per le partite e non possono essere nascoste dietro al recapitare messaggi al presidente. Preferisco si faccia con quest'ultimo una bella chiacchierata in ufficio piuttosto che uscire per la quarta volta di fila agli ottavi di Coppa Italia, per giunta un un anno dove sarebbe stato l'unico impegno extra.
Non sto dicendo che in campo andavano i titolarissimi né che anche con il turnover non ci fosse la possibilità di vincere.
Sto dicendo però che cadere sempre in piedi non si può, e una scelta forte e "di concetto" come quella di ieri sera comporta delle responsabilità, molto chiare visto che c'è un solo fronte sul quale possiamo combattere.
Nient'altro da dire. Non ci piango per quest'eliminazione, ma ora abbiamo quanto mai l'obbligo di provare fino alla fine del campionato a prenderci il quarto.
Domenica sera non è un rematch. Deve essere guerra di vendetta.
-G