Diego Dominguez Rugby Camp

Diego Dominguez Rugby Camp

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Diego Dominguez, ex azzurro dell'ItalRugby, porta da anni lo sport all'interno dei carceri minorili!

Il Diego Dominguez Rugby Camp è un’iniziativa fortemente voluta da Diego Dominguez per introdurre al rugby, alla sua pratica, ai suoi valori, ragazzi segnalati dalle aziende che credono nel potenziale umano di questo grande sport, in forte ascesa anche in Italia. Il DDRC è una iniziativa gratuita per tutti i partecipanti, le spese sono sostenute interamente dagli sponsor del Camp.

Dominguez, il carattere vincente e il rugby varesino 07/06/2026

Nei giorni scorsi Diego ha fatto una chiacchierata a tutto tondo con la Prealpina: dal carattere vincente che lo ha accompagnato in carriera allo stato di salute del rugby italiano, passando per Varese e le realtà che stanno crescendo passo dopo passo.

Una bella occasione per raccontare idee, visione e valori che porta ogni giorno in campo con i ragazzi.

👉 Qui l’intervista completa:

Dominguez, il carattere vincente e il rugby varesino L'icona del rugby azzurro: "Servono strutture. Parabiago avanti, Varese migliora"

20/04/2026

È difficile trovare le parole giuste.
Gianfranco Ermolli è stato molto più di un tecnico: è stato un uomo di rugby vero, una persona di grande competenza e sensibilità, che ha dedicato la sua vita alla crescita dei giocatori e allo sviluppo del nostro sport.
Ha dato tantissimo al rugby italiano, arrivando anche a guidare la Nazionale femminile e lasciando un segno profondo ovunque sia passato.
Per tutti noi però è stato prima di tutto un amico.
Nel Diego Dominguez Rugby Camp è stato un punto di riferimento, il nostro direttore tecnico, sempre presente con il suo sorriso, il suo immancabile cronometro ed il fischietto. Una figura super professionale, ma soprattutto una persona con cui condividere valori, idee, passione e momenti sereni fuori dal campo.
La sua scomparsa lascia un vuoto enorme in tutto lo staff dei camp e in chiunque abbia avuto la fortuna di lavorare con lui.
Ci stringiamo con affetto a Martine e a Zoe.
Ciao Gianfranco. Grazie di tutto.

07/03/2026

Ritrovarsi con Jonny Wilkinson, uno dei numeri 10 più grandi e carismatici della storia del rugby, è sempre speciale.
Per tanti anni lui con l’Inghilterra, io con l’Italia, tante sfide, tanta storia.

E oggi a Roma è successo qualcosa che aspettavamo da tanto: l’Italia ha battuto l’Inghilterra per la prima volta nella storia, 23-18 all’Olimpico.

Prima della partita gli avevo detto che l’Italia avrebbe vinto…
E avevo ragione!

Complimenti agli Azzurri per una vittoria storica attesa da 35 anni!

E un abbraccio a Jonny… anche se stasera il sorriso è un po’ più italiano!!

27/02/2026

Sembra che l'abitudine di guidare la squadra non mi abbia mai abbandonato. Anche lontano dai campi da rugby, trovo sempre qualcuno disposto a seguirmi, passo dopo passo, giorno dopo giorno!

21/02/2026

Rivedere queste immagini accende ogni volta un'emozione che il tempo non scalfisce. La mia ultima partita con lo Stade Français, la finale del Top 16 contro Perpignan nel 2004: una serata dove ogni placcaggio e ogni calcio avevano il sapore dell'addio e della gratitudine. Sollevare il Bouclier de Brennus è stato il sigillo perfetto su una storia d'amore sportiva indimenticabile. Quel trofeo non è solo legno e ottone, ma il racconto di sacrifici condivisi e di un club che mi ha dato tutto. Chiudere la carriera da Campione di Francia, sentendo l'appartenenza a questa maglia fino all'ultimo secondo, è un privilegio che porto nel cuore.

11/02/2026

Vedere mio figlio Thomas accanto ad Alessandro Fusco, figlio di Lorenzo Fusco, una famiglia dalle grandissime tradizioni ovali partenopee, con in mano la Cuttitta Cup, è qualcosa che mi riempie di orgoglio ed emozione.
Quella coppa è dedicata a Massimo Cuttitta, un amico vero, un compagno di mille battaglie in Nazionale, una persona che ha lasciato un segno profondo dentro e fuori dal campo.
Ritrovarne il nome oggi, nelle mani delle nuove generazioni, dà un senso ancora più forte a tutto quello che abbiamo vissuto.
Lo sport è anche questo: memoria, valori, legami che non si spezzano e che continuano a vivere attraverso i ragazzi.
Vederlo negli occhi di mio figlio è qualcosa che porterò sempre con me.

17/12/2025

Diego Dominguez è orgoglioso di essere stato scelto come testimonial per Garmin nella campagna “MarQ Stories”, un progetto dedicato a chi vive lo sport e l’avventura con passione, determinazione e stile.
Per Diego, lo sport non è solo performance: è disciplina, rispetto, spirito di squadra e voglia di superare i propri limiti. Proprio questi valori lo hanno portato ad affiancare Garmin, un brand che da sempre mette al centro tecnologia, affidabilità e design per chi ama mettersi in gioco.
La serie Garmin MarQ Stories celebra storie autentiche di sportivi, esploratori e professionisti che trasformano ogni esperienza in un racconto unico. Diego è felice di poter portare anche la sua voce in questo viaggio, condividendo momenti e riflessioni con chi lo segue e con chi, ogni giorno, coltiva il proprio percorso sportivo e personale.
Grazie a Garmin per questa collaborazione speciale.

21/11/2025

Ieri Diego Dominguez era presente al Forum di Assago per sostenere l’Olimpia Milano impegnata nella sfida di Eurolega contro la prima in classifica, l’Hapoel Tel Aviv.
Una grande serata di sport e passione, vissuta accanto a una squadra che rappresenta Milano ai massimi livelli europei.

Photos from Diego Dominguez Rugby Camp's post 19/11/2025

Diego Dominguez ha partecipato come relatore alla Prima Conferenza dell’Italofonia, organizzata dal Consiglio dei Ministri e dal Ministero degli Affari Esteri e della Cooperazione Internazionale. L’evento è cominciato la sera del 17 novembre con una cena di gala al maestoso Palazzo Colonna, e si è svolto poi il 18 novembre a Villa Madama, dove Diego ha portato la sua testimonianza personale sull’enorme valore che la lingua italiana ha in tutto il mondo.
Diego ringrazia profondamente il Vice Presidente del Consiglio e Ministro degli Affari Esteri e della Cooperazione Internazionale, Antonio Tajani, per questa iniziativa che porterà beneficio all’intera comunità italiana nel mondo.
È rimasto molto colpito dalle sue parole, in particolare dal concetto – più volte ribadito – che la lingua italiana sia una lingua che porta pace, dialogo e valori comuni ovunque.
Ecco il suo intervento completo: “L’Italia e l’italiano hanno cambiato la mia vita.
La lingua è la chiave per comunicare e questo lo sappiamo tutti, ma è anche il modo per scoprire e conservare qualcosa di diverso. Mi spiego meglio: per chi è nato dall’altra parte del mondo, dalla fine del mondo come avrebbe detto Papa Francesco – altro italiano d’origine – è stato il sistema per non perdere la propria appartenenza, per scavare nella propria storia, nella propria identità.
A Córdoba, in Argentina, dove sono nato e cresciuto, figlio di una mamma italiana arrivata dalle Marche da bambina, la lingua è stata l’occasione per entrare nei ricordi, nelle abitudini, nel cuore di mio nonno Raffaele. Assaggiare un piatto italiano, classica abitudine, assaporandolo ancora di più grazie al contorno linguistico, alla possibilità di soddisfare curiosità e stimolare la fantasia, correndo con l’immaginazione a luoghi mai visti, ma tuoi, perché il tuo sangue viene anche e soprattutto da lì.
Conservare le abitudini della domenica, il pasto condiviso, le tradizioni tipiche della nostra Italia.
Beh, senza saper parlare italiano non avrei ascoltato nemmeno la musicalità della nostra cadenza e non avrei capito tante cose della nostra famiglia.
A scuola si studiava spagnolo, magari inglese, forse francese; italiano quasi mai, nonostante metà della popolazione argentina sia proprio di quella origine. Incredibile ma vero. La famosa Dante Alighieri e poco altro. Un patrimonio da coltivare, da conservare. Fondamentale.
Se poi devo pensare a quella che è stata la mia carriera, io posso solo ringraziare mia madre e mio nonno: per il passaporto qualcuno potrà pensare, ma soprattutto per avermi insegnato a essere italiano, a cosa significhi esserlo. Senza la lingua avrei compreso meno della metà di questo significato. Un po’ come leggere un libro nella lingua dello scrittore, senza traduzione, o come vedere un film in lingua originale, senza doppiaggio. Si sarebbe perso qualcosa.
E, tornando alla mia carriera, l’italiano è stato fondamentale per integrarmi immediatamente al mio arrivo a Milano, all’Amatori Milano Rugby, e poi in Nazionale Italiana: il sistema per condividere tutto, in campo e fuori.
Ancora oggi è la forma per guadagnarsi subito la credibilità dei compagni: parlo come te, sono con te, entro nei tuoi pensieri e – come detto per mio nonno – anche nel tuo cuore.
Grazie.”

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