08/09/2025
"Chi impara davvero a vedere, si avvicina all'Invisibile"
Paul Celan
Racconti, riflessioni e storie sulle Arti Marziali e gli
Sport da Combattimento.
08/09/2025
"Chi impara davvero a vedere, si avvicina all'Invisibile"
Paul Celan
20/10/2024
Quest'uomo ha vissuto, nei mesi scorsi, il peggior lutto che un essere umano possa attraversare: la perdita di un figlio.
Vederlo tornare a fare il suo lavoro, a farlo bene, a vincere, vuol dire che, nonostante tutto, ha deciso di scendere in campo contro il più terribile avversario, la grande ombra che cala sulla vita di ogni uomo travolto da un grande dolore.
Nessuno di noi, nessun mortale potrà mai sconfiggerla, ma si può comunque scegliere di lottare.
Bentornato Francis Ngannou,
stanotte non c'è stata storia ma in fondo non poteva essere altrimenti
04/09/2024
Lottare per me è stato sempre un modo, certamente non l'unico ma uno dei più importanti, per provare a connettermi con le mie profondità.
Scendere negli abissi di se stessi non è cosa da poco, non tutti gli uomini trovano il modo per avventurarsi dove la luce del mondo esterno non illumina.
Se è vero che sei quello che fai quando nessuno vede, a maggior ragione sei quello che hai dentro, quello che trovi dove occhio altrui non può guardare.
Quanto vale questo gioco?
Solo quello che un gioco può valere: niente, tutto.
07/08/2024
Mijaín López, quarantuno primavere, mentre alla sua età (ed anche fra i più giovani) la maggior parte delle persone si cimenta, specie in questi giorni, nel sollevamento di polemiche e nel lancio di opinioni non richieste, vince per la quinta volta la medaglia d'oro ai giochi olimpici nella lotta greco-romana categoria 130kg.
Poi annuncia il suo ritiro così, con un gesto pacato ed al contempo potente, togliendosi le scarpe sulla materassina, consegnando alla storia una delle immagini di sport più iconiche di questa edizione dei giochi.
07/08/2024
Mijaín López, quarantuno primavere, mentre alla sua età (ed anche fra i più giovani) la maggior parte delle persone si cimenta, specie in questi giorni, nel sollevamento di polemiche e nel lancio di opinioni non richieste, vince per la quinta volta la medaglia d'oro ai giochi olimpici nella lotta greco-romana categoria 130kg.
Poi annuncia il suo ritiro così, con un gesto pacato ed al contempo potente, togliendosi le scarpe sulla materassina, consegnando alla storia una delle immagini di sport più iconiche di questa edizione dei giochi.
05/05/2024
Obbedienti ad un richiamo antico,
nel solco di un archetipo ancestrale,
senza nessuno scopo materiale,
senza nessun fine realmente utile,
non per i canoni moderni quantomeno.
Per essere presenti a noi stessi,
in quell'attimo come non mai.
14/04/2024
È un cammino radicalmente solitario,
un percorso individuale, invero uno di quelli più intimi nei quali un essere umano possa scegliere di cimentarsi.
Scendere negli abissi inesplorati di se stessi, profondità che nel gioco degli specchi diventano vette, alcune così alte che sono in pochi quelli che una volta raggiuntele restano ancora in grado di respirare.
Combattere ti mette a n**o in maniera brutale, ti mostra chi sei, non chi credi di essere.
È la realtà che brutalmente irrompe nella narrativa sconvolgendola, devastandola, riscrivendola.
È la dose di verità più pura che potreste decidere di assumere.
[In foto: Viandante sul mare di nebbia, Caspar David Friedrich]
30/03/2024
Duro e morbido,
pieno e vuoto.
Il combattimento, come qualsiasi altra arte della vita e del vivere, è costante ricerca di armonia tra gli opposti.
10/03/2024
Negli anni passati nel mondo dello sport da combattimento mi è capitato a volte di incrociare i guantoni con atleti molto più bravi di me.
Mi accorgevo al primo scambio che appartevano ad una categoria diversa dalla mia: velocità, tecnica, memoria muscolare, pure se non ero bravo quanto loro, sono sempre stato abbastanza furbo (o forse sufficientemente dotato di istinto di conservazione) da capirlo a volo.
La verità è che le mani di Tony Joshua si muovevano ad una velocità completamente diversa da quelle di Francis Ngannou ed è stato chiaro dal primo istante a tutti, sicuramente anche allo stesso Predator.
Il punto però è che tra chi legge c'è sicuramente qualcuno che ha combattuto match altrettanto impari e magari è andato giù alla prima ripresa, tutto questo per pochi spiccioli, se non gratis e per colpa di un cattivo matchmaking (e di un pessimo maestro).
Trovo sinceramente abbastanza anomalo che questi ultimi critichino aspramente chi invece, pur andando ko e subendo colpi pesanti, con due incontri di pugilato ci ha sistemato la sua famiglia per almeno i prossimi tre secoli a ve**re.
Un pugno preso fa sempre gli stessi danni, c'è invece una bella differenza tra un ingaggio milionario ed uno da fame.
Il mondo della boxe e chi ne fa parte, dovrebbe riflettere soprattutto su questo.
20/02/2024
Qualcuno ci ha detto, almeno una volta nella vita, che domani dovremmo essere sempre migliori di oggi.
Non funziona così, non sempre, non per sempre.
Non importa quanto forte tu sia in grado di colpire né quanto veloce tu sappia correre:
il Tempo non si batte.
Scorre implacabile innalzando i favoriti del presente, accantonando senza appello quello che in un attimo è già passato.
Nessuno però ci ha ancora vietato di prenderlo un po' in giro.
Perché l'ironia aiuta sempre, pure contro il più implacabile dei tiranni.
01/11/2023
Royce con indosso un gi bianco, del tutto identico a quello di qualsiasi judoka.
Il Jiu Jitsu della famiglia Gracie, prima ancora che diventasse "brasiliano" nell'immaginario collettivo.
La gabbia, le mani n**e, le regole quasi del tutto assenti, alla maniera dei combattimenti di valetudo quasi sconosciuti al di fuori del continente sudamericano.
Una violenza che divide il pubblico occidentalizzato: una parte la rifiuta come manifestazione di oscena brutalità, l'altra la adora e ne subisce terribilmente il fascino.
Roba da matti per la maggior parte degli sportivi professionisti.
Non per uno come Dan Severn, americano, wrestler, sul volto il baffo ed piglio di chi non ha paura di menare le mani, quale che sia il contesto.
E Royce finisce sotto il suo grosso avversario, subisce, soffre, stringe i denti.
Il suo gioco di guardia però limita i danni, gli permette di congelare il match, finché non trova il varco e chiude la partita con un triangolo di gambe.
È il racconto di quello che il Jiu Jitsu era: l'Arte degli stoici, del dare battaglia sull'ultima ed estrema linea di difesa, della resistenza, del sacrificio.
Per chi ci crede al punto tale da poter immaginare la vittoria anche schiena a terra, laddove gli uomini comuni non potrebbero fare altro che arrendersi.
29/10/2023
In questo mondo cruento,
non è la corona a fare il re.