Napoli unica fede - 1926

Napoli unica fede - 1926

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Con tanta passione,sosteniamo la nostra squadra del cuore� SEMPRE E SOLO FORZA NAPOLI��

09/12/2021

Presidè, a gennaio, ingaggia quest'uomo.

Serve più dei giocatori.




Photos from Napoli unica fede - 1926's post 09/12/2021

Presidè, a gennaio già sai chi comprare.

Non vogliamo giocatori, vogliamo lui.




04/12/2021

Dries Ciro Mertens, il capitano.

L'animale è tornato: sembra aver concluso la dieta ed è tornato a sfamarsi.

Ciro, stasera più che mai, stamm nde man toj.




30/11/2021

Esattamente 6 anni fa, il 30 novembre 2015, San Gennaro debuttò da portiere in Serie A.




29/11/2021

Il ragazzo in foto, da quel che si è detto, fu consigliato da un grande della nostra storia: Marek Hamsik.
In realtà, dopo un po' di partite la sensazione era: o' capitan ca fatt o pacc!

L'arrivo di Spalletti ha rivoluzionato questo ragazzo rendendolo protagonista di un progetto da cui, nell'esperienza passata, si sentiva escluso.

La fiducia del Mr gli ha fatto più che bene: la prestazione, di ieri, del 68 è stata strepitosa.

Sempre pulito, pronto a ricevere palla e a smistarla.

I numeri parlano da soli: 140 passaggi con percentuale di precisione pari a 97.1%.




28/11/2021

Please.



28/11/2021

Quattro polpette all'aquila e via.

Capità, a nome di tutti, portagliela a casa oi !




💙⚽️

28/11/2021

'Mo ce ripigliamm' tutt' chell che è 'o nuost'.

Ciro di Secondigliano e Ciro il Belga, due storie parallele.
Uno tradisce, l'altro viene tradito.
Figli prediletti di due comandanti freddi e diretti: Maurizio Sarri e Pietro Savastano.

Immortali, entrambi.
Con l'arrivo di Victor Osimhen e l'età che avanza, il tempo di Ciro Mertens a Napoli sembrava finito. Ecco, sembrava.
Il destino gli ha riconsegnato le chiavi dell'attacco partenopeo con lo scopo di dimostrare di non essere "morto".

Lo ha fatto: Ciruzzo è vivo e nun mor maje.
Ha distrutto con due perle colui che lo ha inventato, proprio come il Ciro di Secondigliano.
Si è rimesso il vestito da killer, del suo amico di Secondigliano, che gli ha permesso di diventare il marcatore più prolifico della storia partenopea.

"Mo sta guerra è pure mia..." - Ciro, scegliete voi quale. 😉




Photos from Napoli unica fede - 1926's post 27/11/2021

Erano gli anni della difesa che "pisciava", dei tre tenori e del San Paolo gremito, con le curve che cantavano e saltavano senza rischiare multe.

Si gioca alle 12:30 del 3 aprile contro la Lazio.
Nessuno lo sa eppure sotto il sole di Napoli sta per andare in scena una delle partite più emozionanti di sempre.

Alle 13:00, quando tutte le mamme di Napoli preparano la tavola e si lamentano per la scarsa collaborazione, segna la Lazio: gol di Mauri che, con collaborazione della nostra difesa, fa un gol bellissimo.
Al 56' minuto arriva il raddoppio.

E qui inizia il bello.
Dopo 3 minuti Dossena riapre la partita.
Non è finita qua: questa è la scintilla che fa partire una macchina perfetta di nome Edinson Cavani.
Dopo un minuto, il numero 9 fa 2-2.

Al 67 esimo minuto, San Gennaro ci aiuta: Brocchi tira colpendo la traversa che fa ribalzare la palla prima a terra e poi fuori.
Il goal non viene dato: menomale che l'idea della goal line technology non è ancora nata!
Tutto inutile: dopo un minuto Aronica fa autogol e probabilmente causa la rottura di numerosi piatti e bicchieri nelle case partenopee.

Negli ultimi 10 minuti, quando ormai sono circa le 14:00, succede di tutto.
Al 81' minuto va Cavani dal dischetto e firma il 3-3.

Dopo 7 minuti, quando ormai i rigatoni col sugo del ragù sono pronti per essere ingeriti, si ferma Napoli.

Colpo di testa di Lucarelli, colpo di testa di Mascara e palla che arriva al Matador che non ci pensa 2 volte e colpendola dal basso la manda alle spalle di Muslera.

Il San Paolo esplode e, finalmente, mammà è cuntent perché iniziamo a mangiare il ragù che sta preparando da ore.




25/11/2021

Uno capace di far concorrenza a San Gennaro, un messia.
Più di 100 bambini, nella settimana del suo arrivo, furono battezzati con nome di Diego Armando.
Nelle elezioni europee del 17 giugno, si registrarono quasi 25 mila voti nulli: su tutte le schede c'era scritto Maradona.
Questo basta. Era un Dio.

Divenne re di Napoli il 5 luglio, quando in maglietta bianca e pantaloni di tuta si esibì al San Paolo.

Il Re di Napoli non morirà mai.

25/11/2020- 25/11/2021
Facci sapere se i santi in paradiso almeno una volta sono riusciti a rubarti la palla.

Ciao Diego.




24/11/2021

"Sti cazze 'e russe: stanne chine 'e sorde e cattiveria" diceva Salvatore Conte in Gomorra.

Non aveva torto: squadra difficile da ba***re (zero vittorie in 4 precedenti ) sia per il clima che per la ca****ma messa in campo.

Il viaggio in Russia doveva essere diverso: l'assenza dei membri più importanti della comitiva, combinata ai miracoli del portiere e alla svista dell'arbitro, ha influenzato fortemente l'esperienza in terra russa.

Non scendete dal carro. Sosteniamo i ragazzi.




23/11/2021

La sera del 22 agosto, giorno della prima giornata di campionato, ho chiuso la fantastica app di Dazn con uno stato d'animo gioioso; la mia felicità proveniva da due fattori: la vittoria del Napoli e quella del Capitano.

Quella sera, dopo l'espulsione di Osimhen, ho visto Insigne fare cose inedite: ha chiamato i compagni per nome ad uno ad uno, li ha incitati, li ha invitati a mantenere la calma, a non perdere la concentrazione. Si è voltato anche verso la Curva, alzando le braccia come a chiamare il sostegno dei tifosi.
Ho visto un Insigne carismatico, cazzuto e grintoso.

Dopo anni, caratterizzati da un rapporto tifoseria-Insigne complicato, sembrava che il popolo napoletano finalmente avesse riconosciuto Insigne come simbolo e bandiera.
All'improvviso si è innalzato il coro: "C'è solo un capitano... un capitano" e poi ancora "Insigne, Insigne!".
Mi sono emozionato, io per lui.
Ho sognato per un attimo di essere al suo posto, di giocare per la squadra che amo e di essere osannato dalla gente della mia terra.
Ho sperato di rivedere quella scena e quell'atteggiamento del capitano ogni domenica.

La storia dice altro; Lorenzo Insigne non è più quello delle prime partite.
Negli ultimi match, in particolare quello di San Siro, il capitano del Napoli ha mostrato un atteggiamento quasi svogliato e di gran lunga lontano a quello delle prime giornate di campionato.
Ha perso la vena carismatica mostrando un linguaggio del corpo stizzito.
Un comportamento che fa male a chi ama questa maglia; serve una svolta e se Luciano Spalletti decidesse di farlo accomodare in panchina per una partita non mi troverebbe in disaccordo.

La speranza è che Lorenzo torni ad essere il guerriero delle prime giornate.
Napoli ha bisogno di te.




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