12/09/2026
Domenica prossima, 13 settembre, alle ore 18.00, allo stadio Maradona, si sfideranno, nell’incontro valido per la quarta giornata di campionato, Napoli e Bologna.
Per decenni, questa è stata la "partita" di Giuseppe Savoldi. Nato a Gorlago il 21 gennaio 1947, tra i centravanti più prolifici della sua generazione, Savoldi giunse a Napoli nell’estate del 1975 all’età di 28 anni.
Se l’acquisto di Jeppson per 105 milioni fece scalpore nel 1952, quello di Savoldi per 2 miliardi nel 1975 stabilì un record, risultando all'epoca la compravendita più costosa della storia del calcio professionistico.
Ma il suo passaggio in maglia azzurra sollevò anche uno scandalo e fece sfiorare un dramma. La stampa italiana ed europea accusò Napoli di sperperare soldi nel pallone mentre la città era invasa dai rifiuti. Il deputato democristiano Angelo Sanza presentò addirittura un’interrogazione parlamentare alla Camera scrivendo: «sarebbe opportuna una severa inchiesta su queste grosse disponibilità finanziarie così miseramente bruciate». Non mancarono, inoltre, manfestazioni sindacali nel capoluogo partenopeo.
Il presidente del Napoli dell’epoca, Corrado Ferlaino, precisò che, in contanti, Savoldi era costato "solo" 1400 milioni, più la cessione di Clerici e metà Rampanti al Bologna. L’acquisto del calciatore bergamasco, come detto, ebbe finanche risvolti quasi drammatici.
Dopo l’accordo tra Ferlaino e il presidente del Bologna Luciano Conti, quest’ultimo, a causa delle pressanti minacce subite dai tifosi emiliani, cercò di far saltare l’affare.
Si racconta che nell’albergo milanese "Principe di Savoia" Ferlaino costrinse Conti a tenere fede al patto preso dietro la minaccia di una pi***la.
Fatto sta che la compravendità andò a buon fine e Savoldi giunse a Napoli dopo aver disputato, dal 1968 al 1975, con la maglia del Bologna, ben 288 gare in tutte le competizioni e realizzato 129 reti, risultando miglior marcatore della Serie A nel campionato 1972-1973 con 17 reti e, per 3 volte, della Coppa Italia.
In maglia rossoblù vinse per due volte la coppa nazionale, nella stagione 1969-70 e 1973-74 e la Coppa di Lega Italo-Inglese nel 1970. Il debutto di Beppe Savoldi con la maglia del Napoli, che avvenne al San Paolo, il 5 ottobre 1975, nella gara contro il Como, fu rocambolesco.
Sul punteggio di 0-0 viene assegnato un calcio di rigore al Napoli. Sul dischetto si presenta Savoldi.
Il suo tiro viene parato.
L’arbitro fa ripetere.
Il tiro finisce sul palo.
Nei minuti finali viene concesso un altro rigore agli azzurri. Stavolta Savoldi segna e il Napoli vince per 1-0. La fantasia dei tifosi partorì per l’occasione una canzoncina: «San Gennaro dacci tre rigori che il primo Savoldi lo tira fuori, il secondo se lo fa parare e il terzo lo va a segnare».
Ben presto, però, Savoldi divenne un idolo dei tifosi azzurri che lo ribattezzarono "o maragià" e "Beppegol".
Nel primo campionato con Savoldi, il Napoli vendette 70.402 abbonamenti, record mai superato. Ma gli azzurri, purtroppo, durante la permanenza del bomber bergamasco non andarono oltre il quinto posto finale.
Attaccante potente ed elegante, Savoldi aveva senso del gol ed era un gran colpitore di testa grazie anche ad un'elevazione notevole che aveva sviluppato giocando da giovane a basket. Con la maglia del Napoli disputò quattro stagioni, dal 1975 al 1979, collezionando complessivamente 165 presenze e realizzando 77 gol.
Con il Napoli vinse anche la Coppa Italia, battendo il Verona per 4-0 nella finale del 29 giugno 1976, allo Stadio Olimpico di Roma, grazie anche ad una sua doppietta.
Durante la sua permanenza in maglia azzura, il Napoli conquistò anche la Coppa di Lega Italo-Inglese nel 1976, battendo il Southampton, vincitore della Coppa d'Inghilterra.
Nella doppia finale, i partenopei persero per 0-1 la gara d'andata al The Dell di Southampton, ribaltando tuttavia l'esito del doppio confronto grazie al netto 4-0 maturato nella sfida di ritorno al San Paolo di Napoli. Savoldi non disputò la decisiva finale di ritorno a causa di un impegno concomitante con la Nazionale italiana.
Nell’estate del 1979 tornò da capitano a Bologna dove, al termine della stagione, risultò coinvolto nello scandalo del Totonero.
Dopo uno sconto di pena concesso dalla Federcalcio, ritornò n campo per un'annata con la squadra dei suoi esordi, l'Atalanta, nel campionato di Serie B 1982-1983.
A fine torneo, diede l'addio al calcio giocato.
Savoldi, diffidente all’inizio della sua avventura a Napoli, si sciolse pian piano al calore dei tifosi partenopei ai quali rimarrà per sempre legato anche a distanza di anni dalla fine della sua avventura all’ombra del Vesuvio.
A Napoli incise due dischi: "La favola dei calciatori" e "Uè", quest’ultimo di chiara ispirazione napoletana.
Beppe Savoldi è morto nel 2026, all'età di 79 anni, dopo una lunga malattia.
L’auspicio è che domenica prossima, nella "sua partita", le squadre in campo e i tifosi sugli spalti sappiano rendergli il giusto tributo.
Carlo Maria Roberto