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Il Poeta Igniorante AMI LA TUA VITA? QUESTA È LA PAGINA CHE FA PER TE

Ma in fondo a certe notti cosa c'è?Non ce lo possiamo permettere, non lo possiamo fare, forse non lo sappiamo nemmeno co...
29/10/2026

Ma in fondo a certe notti cosa c'è?

Non ce lo possiamo permettere, non lo possiamo fare, forse non lo sappiamo nemmeno come fare ad evitare certe notti.

Notti così nere, fredde, profonde, in cui è facile sprofondare, lasciarsi andare pare l'unica soluzione così immersi in quelle tenebre, che ci nascondono tutto, che ci proibiscono di respirare, certe notti sono così, e nemmeno te lo sai spiegare il perchè.

Certe notti sembrano negarti ogni possibilità, ogni opportunità di tornare a vivere come vorresti, come meriteresti.

Certi notti sembrano davvero infinite, ma nulla lo è, se non la morte stessa, ecco perchè non lasciarsi andare, e così morire dentro, resta un gancio a cui aggrapparsi, per arrivare ad un'alba, a cui nessuna notte può proibire di esistere, e tornare.

Ed io ad un'alba così mi abbraccio, mi unisco con lei, mi fondo con i suoi colori, e la ringrazio per avermi fatto tornare ad alzare lo sguardo, per avermi fatto sentire, di nuovo, la mia fantasia parlarmi, e sentirmi dire da lei che...

"Certe notti ti fanno capire la differenza tra il nero e i colori, tra vivere e arrendersi, e che ogni uomo è libero di sceglierselo il suo futuro..."

Ed io il mio, lo so che sarà difficile, ma lo voglio simile ai colori delle mie foto, come la scoperta, certa, che in fondo a certe notti ci sarà sempre chi ama forte, più forte che può, la propria vita.

GUARDO Guardo a destra e a sinistra ...Guardo l'immigrato e industriale ...Guardo il bene e il male ...Guardo il bello e...
28/10/2026

GUARDO

Guardo a destra e a sinistra ...

Guardo l'immigrato e industriale ...

Guardo il bene e il male ...

Guardo il bello e il brutto ...

Guardo chi mi ama e chi mi odia ...

Guardo l'uomo e la donna ...

Guardo il cuore delle persone, di tutte le persone...

Guardo ...

Guardo e poi scelgo, senza costrizioni obblighi o preconcetti ...

Perché amo la mia libertà e anche la tua ...

E se il mondo che non ti piace fosse solo da guardare da un altro punto, da un'altra prospettiva, da un altro te?Visto d...
27/10/2026

E se il mondo che non ti piace fosse solo da guardare da un altro punto, da un'altra prospettiva, da un altro te?

Visto da qui...

Visto da qui mi pare più lento, più mio, ho Bob Dylan nelle orecchie, negli occhi oltre al meraviglioso paesaggio, un libro da leggere, per continuare a capire, è imparare la vita.

Passano i miei giorni, mesi, anni, ma visti da qui non mi spaventano, passano le mie emozioni, alcune meravigliose, alcune mi tolgono il fiato per il dolore che mi creano, figlie dei miei sbagli, dei miei errori, ma viste da qui riesco a vederle dentro me stesso, e capire anche loro, non le ripeterò?

Non lo so, sono un uomo, fatto di presupposte certezze, di consapevolezze mutevoli, sono fatto di slanci utili a farmi coraggio e nello stesso tempo capace di cadute che mi fanno sprofondare nell'io che non vorrei nemmeno esistesse, un io che da qui, però, mi ascolta e che con l'io che di me preferisco mi rende l'uomo che sono, e che mi ha portato fino a qui...

E domani chissà.

C'è una strada, c'è una bici, e noi?Noi siamo soli, delusi, abbandonati, e così abbiamo abbandonato anche quella bici sg...
26/10/2026

C'è una strada, c'è una bici, e noi?

Noi siamo soli, delusi, abbandonati, e così abbiamo abbandonato anche quella bici sgangherata, ma capace ancora di portarci dove noi avremmo scelto.

Non potremmo mai sapere, chi ci sarà, in fondo a quella strada, non potremmo mai sapere se il futuro ci aspetterà o si scorderà di noi, di tutti, noi.

C'è una strada, c'è una bici sgangherata, e ci sono io, che nonostante tutto e tutti, faccio l'unica cosa che da sempre fare, salgo su quella bici e ritorno a pedalare, per me, per te💙

Mi chiamano tutti Pizzi Mi chiamano ragazzoNon guardano l'etáMi chiamano tutti Pizzi C'è ancora per fortunaQualcuno che ...
25/10/2026

Mi chiamano tutti Pizzi

Mi chiamano ragazzo

Non guardano l'etá

Mi chiamano tutti Pizzi

C'è ancora per fortuna

Qualcuno che mi chiama



Ognuno ha la sua storia forse migliore della mia

Ma nessuno può cambiarmi la memoria

Ognuno nasce figlio e sarà il padre che ci prova ad insegnare la vita col proprio esempio

Con quello che vuol dire costruire il futuro di altri

Trovarsi a fare il figlio e il genitore

E ho cominciato presto

Con le otto ore

Le stesse di mio padre lo stesso sudore felice

E ho avuto un po' di fretta

A mettermi con Pat

Con tutto quel futuro da gestire mai soli sempre in due

E come un lungo sonno a tratti confusi

Dentro però lo stesso risveglio che continua a trovarci uniti

Fra realtà e fantasia

Ognuno c'ha il suo nome

Il mio vero vero nome

Qua lo so solo io



Che qui, che qui intanto non si inganna più nessuno tra social e realtà

Mi chiamano tutti Pizzi

Mi chiamano ragazzo

Non guardano l'etá

Mi chiamano tutti Pizzi

C'è sempre per fortuna

Qualcuno che mi chiama



Qui tutti sanno tutto forse troppo senza capirlo

Ognuno ha la ricetta e non la tiene più per se

Ognuno sa che cosa ribaltare senza pensare ai cocci che rimarranno nella vita del prossimo che merita più rispetto

E un altro che promette altre illusioni

Più f**a e meno tasse e tu ancora che ci credi

E i panni sporchi ad incrostare al sole che altri puliranno il nostro sporcare questo mondo

La faccia come il c**o buono per l'apparenza

Il c**o nella foto sempre sorridente mi raccomando

E poi la foto sempre in rete che possa così testimoniare ogni miseria vuota ormai di qualsiasi valore

Ma si hai ragione dico cose vecchie

Che tutti già sapete

Che tutti ricordate, se volete , altro è ciò di cui avete bisogno

Restiamo pure qui come dentro un lungo sonno

In cui ci si confonde

Fra realtà e fantasia



Ognuno col suo nome

Ognuno con il suo destino

Io, per forza col mio



E qui, e qui intanto



Mi chiamano tutti Pizzi

Mi chiamano ragazzo

Non guardano l'etá

Mi chiamano tutti Pizzi

C'è ancora per fortuna

Qualcuno che mi chiama



Mi chiamano tutti Pizzi

Mi chiamano comunque

Nel caso servirà , io risponderò sempre Eccomi qua

Mi chiamano tutti Pizzi

È solamente un nome

Che ma che ogni giorno devo meritare

MI CHIAMANO TUTTI PIZZI ❤

testo rubatissimo di Luciano Ligabue riadattato dell'operaio parolaio ... il PIZZI

Burg di PufIl mio Borgo. Il nostro mondo perfetto.C’era un tempo in cui il quartiere non si chiamava ancora San Paolo, n...
24/10/2026

Burg di Puf

Il mio Borgo. Il nostro mondo perfetto.

C’era un tempo in cui il quartiere non si chiamava ancora San Paolo, né Quartiere Ovest.

Era semplicemente al Burg di Puf.

Perché lì, in quel fazzoletto di Novara, le famiglie si erano fatte le case a forza di debiti, di sogni, di mani callose e speranze testarde.

Case tutte in fila, ordinate come i pensieri di chi ha poco ma ci tiene.

Ora è via Generali, ma per noi resta la via di casa.

Gente meravigliosa, meravigliosamente normale.
Un po’ chiusa, sì, ma quale novarese vero non lo è?

Gente che la domenica si metteva la giacca buona per andare alla messa alla Pelegrina o alla Madona dal Busc,
e poi tornava a casa con i pasticcini da purtà a cà,
che la domenica senza dolce non è domenica.

C’era il Leon d’Oro, l’osteria delle bocce e delle chiacchiere,
c’era il Vegè, la butega dove la spesa era anche scusa per due parole,
c’era il Luison, amis da tutti,
e c’era lui, al Giacomino, Don Giacomo,
con la soca e la bicicleta nera,
sempre pronto a un abbraccio, a un sorriso, a una benedizione sussurrata tra i denti.

E poi le processioni, con i bambini vestiti da angioletti e le nonne con il rosario stretto tra le dita.
Le Feste dell’Unità, con le salamelle, le risate, e le tombole gridate al microfono.
Le Feste dell’Amicizia, che erano un modo per dire: “Siamo ancora qui, insieme.”
E l’edicola del Sem, dove si comprava il giornale, le figurine, e un po’ di mondo.

Era un quartiere, sì.
Ma per noi era il centro esatto del nostro mondo perfetto.
Un angolo di città che ci ha insegnato a credere nella comunità,
a onorare la fatica,
a difendere la gentilezza.

E oggi, che il tempo corre e le insegne cambiano,
abbiamo un dovere: portare tutto questo nel futuro.
Non per nostalgia, ma per gratitudine.
Perché chi ha avuto il privilegio di crescere alla Pellegrina
sa che ogni sorriso, ogni stretta di mano, ogni “ciao” detto piano
è un’eredità da custodire.

Noi siamo quelli del Burg di Puf.
Quelli che hanno fatto casa coi debiti e col cuore.
Quelli che sanno che la vera ricchezza è la memoria condivisa.

E finché ci sarà qualcuno a raccontarla,
il nostro Borgo non morirà mai.

IMMAGINAServe immaginare per comprendere Immagino che sia mia madre che non ha pane per i miei fratelli, perché mio padr...
23/10/2026

IMMAGINA

Serve immaginare per comprendere

Immagino che sia mia madre che non ha pane per i miei fratelli, perché mio padre ha perso lavoro e speranze e ora è la sul tetto con la bottiglia in mano.

Serve immaginare per comprendere

Immagino sia mio amico quell'uomo umiliato perché ama chi non dovrebbe e domani smetterà perché teste d'uovo l'hanno convinto col bastone e lui ora non ride più sulla via del ritorno sanguinando, con al fianco l'amica paura che non lo abbandona più.

Serve immaginare per comprendere

Immagino che quel cuore puro, quel bambino sia il mio nipotino, col quale tu ora stai giocando cuore di cane, tornerà e mi troverà per fargli capire che c'è ancora un abbraccio d'amore vero nel mondo che lo ha sputato perché così fragile da spaventare.

Serve immaginare per comprendere.

Immagino mille donne come quella che io amo da sempre, che hanno smesso di respirare per non far rumore e svegliare il porco che gli dorme accanto, ma domani senza rumore chiuderanno l'ultima porta alle loro spalle, per aprire la prima che porta in un mondo nuovo, in una vita nuova , armate di un sorriso che disarma e consola.

Serce immaginare per comprendere

Immagino che sia io stesso in ginocchio a pregare un Dio che è bontà, comprensione e perdono e non ha bisogno di chi ha rosari in mano da adoperare come una spada contro l'ultimo, il migrante, l'abbandonato, un rosario in mano e poca memoria di un Vangelo che parla d'amore verso chi nessuno ama.

Serve immaginare per comprendere

Dopo il maleCi sono tempeste che arrivano senza bussare. Entrano nella vita, scompigliano i pensieri, mettono alla prova...
22/10/2026

Dopo il male

Ci sono tempeste che arrivano senza bussare. Entrano nella vita, scompigliano i pensieri, mettono alla prova la forza che credevamo di avere.

Quando le attraversi, spesso non ti accorgi nemmeno di come riesci ad andare avanti. Fai un passo dopo l'altro, a volte con coraggio, altre semplicemente per necessità. E quando il vento sembra placarsi, rimani lì a guardarti intorno, quasi incredulo di essere ancora in piedi.

Forse non saprai mai davvero come hai fatto ad attraversare quel tratto di strada. Forse non avrai nemmeno la certezza che la tempesta sia finita del tutto.

Ma una cosa la capirai.

Non si esce mai da una prova importante uguali a come si era entrati.

Ogni difficoltà lascia un segno. Ogni dolore insegna qualcosa. Ogni caduta aggiunge profondità allo sguardo.

E così, mentre la vita continua il suo cammino, ti accorgi che il vento non ti ha soltanto ferito.

Ti ha cambiato.

Ti ha reso più consapevole, più umano, forse anche più forte.

Non perché tu abbia vinto la tempesta, ma perché hai imparato ad attraversarla.

E alla fine, la persona che emerge dal vento non è quella che vi era entrata.

È una persona nuova, con qualche cicatrice in più, ma anche con una luce diversa negli occhi, la tua, di un nuovo te.

Chiamatemi Pizzi. È ciò che sono: uno di voi.Non accadrà mai, ma se un giorno diventassi Sindaco, Pizzi mi dovrete chiam...
21/10/2026

Chiamatemi Pizzi.

È ciò che sono: uno di voi.

Non accadrà mai, ma se un giorno diventassi Sindaco,
Pizzi mi dovrete chiamare.

Non accadrà mai, ma se diventassi Capo di qualcosa,
Pizzi mi dovrete chiamare.

Non accadrà mai, ma se un giorno avessi un ruolo importante,
Pizzi mi dovrete chiamare.

Perché resto quello che vedete: un uomo in mezzo alla sua gente.

Non cerco titoli, non cerco ricompense.

Cerco persone.
Cerco storie.

Cerco abbracci come quelli della foto,
perché è lì che nasce la comunità:
nel gesto semplice, nella presenza, nella cura reciproca.

Uso ciò che so fare per il popolo,
per chiunque di voi,
perché siamo parte della stessa strada,
della stessa città,
dello stesso bisogno di sentirci visti e sostenuti.

Non sarà mai un titolo a definirmi,
ma le gesta che nascono dal mio cuore
e che dono al popolo di cui faccio parte.

A voi.

A noi.

FiglioloRacconta sempre la vita, con le tue parole.Fallo quando è difficile, ti aiuterà a capire.Fallo quando tutto atto...
20/10/2026

Figliolo

Racconta sempre la vita, con le tue parole.

Fallo quando è difficile, ti aiuterà a capire.

Fallo quando tutto attorno è il vuoto, ti sentirai meno solo.

Fallo per te, per non perderti, per non sentirti inutile, usato, incapace.

Fallo per seguire i tuoi sogni, poco importa se immensi o infinitamente piccoli.

Fallo perchè sarà la tua memoria, la mia memoria.

Fallo, fallo, fallo, ma non dimenticare mai la tua storia, sei venuto dal nulla, dalla povertà, dalla fatica di vivere, ed ora sei migliore di ciò che eri.

Fallo per me.

Si padre, lo farò...

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