30/05/2026
Continuano le nostre avventure europee, prima testimonianza di Giulia:
Cool Jobs for a Hot Planet – Erasmus+ in Romania
Dal 26 gennaio al 4 febbraio 2026 ho partecipato al progetto Erasmus+ “Cool Jobs for a Hot Planet”, svolto a Sărata Monteoru, in Romania. È stata un’esperienza intensa, formativa e profondamente umana, condivisa con partecipanti provenienti da 18 Paesi europei.
Per raggiungere la Romania ho preso un treno, un autobus e infine un aereo fino a Bucarest. Grazie al progetto ho avuto anche l’opportunità di visitare la capitale per due giorni, scoprendo una città ricca di storia, cultura e contrasti affascinanti.
Durante il progetto abbiamo soggiornato in una struttura bellissima e accogliente, dotata di tutti i comfort: una grande sala comune dove trascorrere il tempo insieme, caffè e tè sempre disponibili, colazioni abbondanti e pranzi e cene tipiche davvero ottimi. Gli organizzatori si sono presi cura di noi in ogni dettaglio, rispettando le esigenze culturali e alimentari di tutti: vegetariani, vegani e persone con abitudini diverse. È stato un esempio concreto di inclusione, accettazione e attenzione verso il prossimo.
L’attività ha coinvolto 34 partecipanti provenienti da tutta Europa. Abbiamo affrontato temi legati all’economia circolare, all’imprenditoria sociale e alla sostenibilità attraverso un’educazione non convenzionale, pratica e collaborativa. Non si trattava delle classiche lezioni frontali, ma di giornate di studio attivo, lavori di gruppo, giochi di squadra e momenti di confronto continuo, in cui ognuno imparava qualcosa dagli altri.
All’inizio ero spaventata. Non avevo un inglese eccellente e l’idea di trascorrere due settimane in un ambiente internazionale, con solo due ragazzi italiani, mi metteva molta ansia. Però questa esperienza mi ha insegnato che la lingua non è una vera barriera quando ci si trova in un contesto aperto, accogliente e umano. L’unico limite è non voler superare se stessi. Giorno dopo giorno, quella che sembrava la sfida più grande è diventata sempre più piccola. Tra attività, giochi collaborativi, serate internazionali e persino una splendida nevicata che ci ha fatto svegliare immersi nel bianco, la lingua era diventata quasi un dettaglio.
Tra i ricordi più belli porterò sicuramente con me le serate internazionali, durante le quali ognuno ha condiviso qualcosa del proprio Paese: cibo, musica, tradizioni e storie. In particolare, la serata dedicata alla Romania è stata una bellissima sorpresa. Gli organizzatori ci hanno preparato una sorta di “aperitivo rumeno”, con degustazioni di prodotti tipici guidate dal nostro coordinatore, accompagnate da musica e balli tradizionali.
Per me, che amo ballare, è stato un momento speciale. Vedere come il ballo riesca a unire persone di culture diverse mi ha confermato ancora di più quanto possa essere uno strumento potente di connessione, comunicazione e amicizia.
Un’attività facoltativa ma davvero speciale è stata quella dell’“secret friend”. Ognuno aveva una persona da sorprendere durante il progetto con piccoli gesti anonimi: lettere lasciate sulla porta, messaggi motivazionali o piccoli pensieri. Nel mio caso, la mia amica segreta mi ha anche lasciato dei cioccolatini, un gesto semplice ma capace di rendere ogni giornata più bella. È stato sorprendente vedere come anche piccole attenzioni potessero creare legami e far sentire tutti accolti.
L’ultima sera, quando siamo andati tutti insieme a mangiare una pizza, gli amici segreti si sono finalmente rivelati. È stata una serata davvero divertente, ricca di gratitudine per l’esperienza appena passata.
Questa esperienza Erasmus non è stata soltanto un progetto formativo, ma un vero percorso di crescita personale. Mi ha insegnato ad adattarmi, a credere di più in me stessa, ad aprirmi agli altri e a guardare le differenze culturali come una ricchezza. Torno a casa con nuove amicizie, nuovi ricordi e una consapevolezza in più: uscire dalla propria zona di comfort può davvero cambiare il modo in cui si vede il mondo.