Play 4 Gaza

Play 4 Gaza

Condividi

🇵🇸⚽️UN FANTACALCIO PER GAZA⚽️🇵🇸

Partecipa anche tu a Play4Gaza e potrai contrib Le iscrizioni andranno effettuate donando direttamente dal sito Play4Gaza.

🇵🇸⚽️UN FANTACALCIO PER GAZA⚽️🇵🇸

Tra i bambini e i ragazzi che attraversano le strade della striscia di Gaza, chiusi in quel limbo di terra tra muri altissimi e navi vedetta che delimitano anche la vastità del mare, stretti tra gli occupanti israeliani e l’estremismo religioso di Hamas, si parla di calcio, di campioni sportivi e dei loro numeri. Vivere di sogni è spesso l’unico modo per superare

07/11/2024

La fantastica coreografia della curva del Paris Saint Germain in occasione della partita di Champions League contro l'Atlético Madrid

Free 🇵🇸

26/09/2024

In questi mesi abbiamo sentito dire che non è giusto che lo sport ed i suoi rappresentanti debbano rispondere e pagare per le scelte dei governi che rappresentano. A questo assunto segue spesso la critica al boicottaggio sportivo, che, secondo i detrattori, andrebbe a colpire atleti ed atlete che tutto sommato non hanno colpe. A livello generale, troviamo fuorviante e sbagliato questo ragionamento: le rappresentanze nazionali vengono da sempre usate come strumento di propaganda e legittimazione. Nel caso specifico di Israele, ci sono molteplici ulteriori ragioni per sostenere che sport e politica sono intimamente connessi. Tra queste, ricordiamo che gli atleti che rappresentano lo Stato israeliano sono ex-soldati o soldati attualmente in servizio. Non solo sportivi quindi, ma partecipi attori delle varie pratiche di colonialismo e violenza portate avanti dalle politiche dello stato di Israele.

Durante il servizio militare, molti atleti hanno interiorizzato quella che è la realtà fondante di Israele: l'idea secondo cui Israele ed i suoi cittadini sono i "buoni" mentre i palestinesi sono i "cattivi", esseri subumani da schiacciare e cancellare. Questa ideologia trova espressione nelle dichiarazioni pubbliche di molti calciatori israeliani: proclami di superiorità razziale che contribuiscono a perpetrare l'occupazione della Palestina e tutto ciò che ne deriva, genocidio incluso.

"Per te, organizzerei un taxi speciale di sola andata domani mattina direttamente a Khan Younis. A proposito, le forze dell'IDF (le forze di difesa israeliane ndr) stanno arrivando lì".
Yaniv Katan, ex calciatore del Maccabi Haifa e della nazionale israeliana, in riferimento alla scelta di Ataa Jaber, calciatore nato a Majd al-Krum, di rappresentare la Palestina, dando l'addio alla nazionale israeliana di cui era stato capitano nell'under 21.

“Qual è la ragione logica per cui 200 tonnellate di bombe non sono già state lanciate su Gaza? Tutta Gaza sostiene il terrorismo. Tutta Gaza è morta".
Shon Weissmann, attaccante della nazionale israeliana ed ex calciatore della Salernitana.

"Di fronte a questo male assoluto, Israele è un faro di forza, resilienza e speranza. In questi giorni sta resistendo fermamente contro questo male con tutte le sue forze e prevarrà. Io sto con Israele".
Daniel Peretz, portiere della nazionale israeliana e del Bayern Monaco.

"Questa volta cancelleremo Gaza definitivamente".
Tomer Yosefi, trequartista dell'Hapole Beer Sheva ed ex della nazionale under 21 israeliana

09/09/2024

FAQ: Boicottare lo Stato di Israele anche nello sport.

La nazionale di calcio italiana, in questo momento, sta affrontando quella israeliana sul campo neutro della Bozsik Aréna di Budapest, nella seconda giornata della UEFA Nations League. Le due nazionali si sfideranno nuovamente il 14 ottobre in Italia, ad Udine. Due partite che non andrebbero giocate ma boicottate, così come tutte quelle che vedono coinvolte la nazionale di calcio israeliana, alla luce di quanto sta accadendo al popolo palestinese.

Spesso sentiamo dire che lo sport serve a creare ponti ed a costruire pace, che gli sportivi non possono farsi carico delle colpe e degli errori dei propri Governi e che boicottare un evento o una squadra penalizza ingiustamente chi, dopo tutto, fa quello per lavoro. Per quanto crediamo nei valori di solidarietà e fratellanza che lo sport può veicolare, in questi casi si deve boicottare il match.

Perché è giusto boicottare un evento sportivo?
I governi antidemocratici e violenti utilizzano lo sport e gli eventi ad esso connessi per ripulire la propria immagine dinanzi il mondo intero: la Germania nazista di Hi**er, l’Italia fascista di Mussolini, l'Argentina del dittatore Videla, il Cile di Pinochet sono solo i casi più eclatanti di chi ha utilizzato lo sport per mostrare un'immagine del proprio Paese migliore, ripulita agli occhi dell’opinione pubblica. Lo “sportwashing” è ormai una pratica diffusissima e consolidata che negli ultimi anni si è associata solo a Stati non-occidentali, ma non è così. Anche Israele sfrutta lo sport per ripulire la sua immagine. Lo abbiamo fatto per i mondiali in Qatar (cosa che agli occhi dell’opinione pubblica sembrava più accettabile) e bisogna farlo anche con Israele!

Perché boicottate la Nazionale di calcio israeliana e chi la rappresenta?
Perché la nazionale di calcio maschile israeliana è un vero e proprio strumento della propaganda israeliana. Rappresenta il modello portato ad esempio da Tel Aviv per affermare l'apertura, l’inclusività, la democraticità e la multiculturalità della propria società (e la storia di Dia Saba che abbiamo raccontato pochi giorni fa ne è l’esempio). Uno spot di cui i calciatori - volenti o nolenti - sono i testimonial, il che comporta una responsabilità che non può essere sottaciuta. Permettere al governo di Tel Aviv di utilizzare la propria immagine e fama per normalizzare un'occupazione ed un genocidio che altrimenti verrebbero percepiti in maniera ancor più negativa dalla stragrande maggioranza delle persone equivale ad essere complici con quanto accade in Palestina.

Perché anche il mondo del calcio deve prendere posizione?
Chiunque concorre all'organizzazione e realizzazione di un evento sportivo in cui è presente anche un solo rappresentante israeliano, alimenta e sostiene questa strategia di sportwashing. Non dobbiamo commettere l’errore di pensare che il mondo del Calcio sia una bolla avulsa dalla realtà in cui, invece, è immerso. Non si può mantenere un atteggiamento fintamente equidistante o chiudere gli occhi dinanzi all'uccisione di oltre 40.000 persone di cui 16.500 bambinə ed oltre 400 tra atletə e dirigentə sportivə. Non si può fare finta di nulla quando alla popolazione civile palestinese (specialmente a bambinə) viene negato anche il diritto allo sport (che rappresenta anche una via di fuga dalla violenza quotidiana) e al benessere psicofisico dal momento che l'esercito israeliano ha letteralmente demolito qualsiasi impianto sportivo presente in Palestina e trasformato gli stadi di calcio in campi di detenzione e tortura. Nel solo periodo di svolgimento delle Olimpiadi di Parigi 2024 l'esercito di occupazione israeliano ha ucciso 5 calciatori palestinesi nel silenzio più assoluto mentre gli occhi di tutto il mondo erano proiettati su Parigi e - quindi - anche sulle imprese sportive de atletə che hanno rappresentato Israele e che hanno contribuito a proiettare un'immagine positiva del Paese.
Infine, perché quello che da tante persone viene definito doppio standard si traduce in realtà con complicità. La FIFA e la UEFA hanno impiegato 4 giorni per decidere di escludere la Russia (e Bielorussia) da qualsiasi competizione a seguito dello scoppio del conflitto in Ucraina mentre dopo 11 mesi di genocidio in Palestina ancora temporeggiano posticipando per ben tre volte di seguito una decisione che dovrebbe essere scontata.

Il 14 ottobre mobilitiamoci in corteo contro la partita di calcio tra l’Italia ed Israele!
Da attivistə ed appassionatə di calcio, crediamo in valori precisi che rispondono al nome di umanità, solidarietà e giustizia sociale. Per questo invitiamo chiunque a boicottare Israele e a manifestare il 14 Ottobre ad Udine contro la presenza di chi rappresenta uno Stato illegittimo e genocidario.

Mentre loro sono liberi di giocare a calcio, in Palestina si muore...

07/09/2024



Proprio da quando la FIFA ha rinviato il voto sullla messa al bando di Israele dal calcio internazionale, i brutali attacchi israeliani contro lo sport palestinese e il popolo palestinese sono solo aumentati.

Lunedì scorso, un attacco aereo israeliano sul campo profughi di Jabalia a Gaza ha ucciso il calciatore palestinese Mohammed Al-Baaz.

Mohammad è tra più di 297 calciatori palestinesi e il quarto giocatore della squadra di Premier League Ahli Gaza FC ad essere ucciso dal genocidio israeliano a Gaza, insieme a oltre 40.000 palestinesi.

Durante il suo violento attacco contro i palestinesi nella Cisgiordania occupata questa settimana, Israele ha distrutto lo stadio di calcio municipale di Jenin, come ha distrutto o danneggiato tutte le strutture sportive a Gaza.

L'ultimo vergognoso rinvio della FIFA permette a Israele di giocare nelle partite della UEFA Nations League, a partire da oggi con il Belgio.

Il precedente vergognoso rinvio della FIFA ha permesso a Israele di competere nelle partite olimpiche di calcio.

La FIFA pensa di poter tranquillamente continuare a coprire l'Israele genocida. Dimostriamole che si sbaglia!

Oggi chiedi durante la partita FIFA/UEFA : https://tinyurl.com/mr3zxhzb

Non smetteremo di chiedere che Israele sia espulso dalla FIFA e dallo sport internazionale.

Non permetteremo che la partecipazione di Israele alle partite della Nations League passi in silenzio.

È tempo di protestare pacificamente contro le partite della UEFA e della FIFA, ovunque si svolgano, finché la FIFA non cesserà di consentire il genocidio e l'apartheid di Israele.

Resta sintonizzato per ulteriori informazioni sulle partite della Nations League contro Belgio, Francia e Italia.

IL 14 OTTOBRE A UDINE PROTESTIAMO CONTRO LA PARTITA ITALIA-ISRAELE!

16/08/2024

È sistemico!
I sionisti rodono dentro quando un palestinese si emancipa attraverso lo sport diventando esempio per i più giovani… d’altronde rosicano anche quando nascono i bambini, loro target preferito. Odiano, odiano tanto… un odio viscido, viscerale, difficile da spiegare, disumano, disgustoso… nella piena convinzione di sentirsi esseri superiori, “il popolo eletto da Dio”, a cui tutto il resto del mondo deve inchinarsi, in quanto schiavo del Sion. Ed insegnano a farlo usando i vari governi d’occidente, le veline dei mass media e con lo spirito religioso delle brave pecorelle…

Finirà!
Dal fiume al mare la Palestina sarà libera!
L’umanità verrà liberata dal cancro sionista

Shadi Abu al-Araj, Shabab Khan Younis FC, Khan Younis, Gaza, 14 luglio 2024;
Hazem Al-Ghalban, Al-Ittihad, Khan Younis, Gaza, 23 luglio 2024;
Muhammad Ramzi Abu Shakyan, Hilal Gaza, 23 luglio 2024;
Fawzi Al-Nagla, Al-Salah Club, Deir al-Balah, Gaza, 27 luglio 2024;
Mohamed Hussein Al-Sulibi, Shabab Al-Zawaida Club, Deir al-Balah, Gaza, 7 agosto 2024.

Sono questi i nomi e cognomi dei cinque calciatori palestinesi uccisi da Israele durante la Tregua Olimpica nonché durante lo svolgimento delle Olimpiadi di Parigi 2024, appena terminate.
Morti che portano a quasi 400 il conto degli atleti palestinesi uccisi dall'esercito israeliano in 10 mesi e a 40.000 quello delle morti totali.
Il tutto grazie alla complicità delle Istituzioni politiche e sportive occidentali che anziché prendere provvedimenti ed isolare Israele , lo sostengono e lo difendono provando a normalizzare la questione.

Ecco allora spiegata la presenza della delegazione israeliana alle Olimpiadi di Parigi 2024 nonostante la richiesta arrivata da più parti di escluderla per ciò che il governo di Tel Aviv sta facendo in Palestina;
Ecco perché all'interno della stessa delegazione vi erano tranquillamente - ed anzi fieramente - atleti ed atlete israeliane che hanno sostenuto, w sostengono, attivamente il genocidio del popolo palestinese;

Ecco perché la richiesta avanzata - mesi fa - dalla PFA (Federazione Calcistica Palestinese) di escludere l'omologa israeliana da ogni competizione fino a quando non ci sarà il cessate il fuoco permanente giace ancora sulla scrivania della FIFA, in attesa di una decisione rimandata già due volte;
Ecco perché le autorità israeliane possono tenere in stato di fermo temporaneo il Presidente della PFA e del Comitato Olimpico Palestinese, Jibril Rajoub, di ritorno da Parigi, senza alcun motivo e senza che nessuno batta ciglio, come vero e proprio atto intimidatorio nei confronti di chi sta portando avanti un incredibile lavoro di richiesta di giustizia, a nome di centinaia di migliaia di palestinesi.
Ecco perché la Nazionale israeliana ed i suoi club possono giocare liberamente nei territori occupati della Cisgiordania mentre alla nazionale palestinese viene impedito di giocare le proprie partite casalinghe nella propria Nazione;

Ecco perché Israele, che siede dalla parte sbagliata della storia, ha potuto infrangere la Tregua Olimpica, violare qualsiasi legge del Diritto Internazionale, macchiarsi di indicibili crimini contro l'umanità, senza alcuna ripercussione.

Quello che in tantə chiamano "doppio standard" altro non è che "complicità" ed è ciò che sta permettendo ad Israele di portare avanti il genocidio del popolo palestinese, reso accettabile e "normale" anche attraverso lo sport - da sempre strumento ideale per ripulire l'immagine di governi criminali e che andrebbero cancellati dalla storia.

24/07/2024

Il sostegno e la solidarietà con la Palestina irrompe anche alle blindatissime Olimpiadi di Parigi in occasione dell'esordio della nazionale di calcio maschile di Israele a cui, nonostante la violentissima operazione militare che Tel Aviv sta conducendo nei territori palestinesi da nove mesi a questa parte, è concesso di partecipare ai Giochi Olimpici.
Il tutto, nonostante la violazione della tregua olimpica, dei più basilari principi del diritto internazionale e nonostante la violazione anche degli stessi principi inclusi nella Carta dei Giochi Olimpici.

05/07/2024

"La scena calcistica e sportiva palestinese è stata severamente danneggiata o interamente distrutta". Così la PFA, la federcalcio della Palestina, ha presentato ieri i suoi argomenti per le sanzioni contro Israele alla commissione indipendente della FIFA. La commissione è stata istituita a maggio dal presidente Infantino per valutare la possibilità di sanzioni contro la IFA, la fedrcalcio israeliana, richieste dalla PFA e dalla confederazione asiatica AFC: il 20 luglio si terrà un Congresso straordinaria della FIFA per affrontare la questione.

La PFA riporta che 231 calciatori palestinesi sono stati uccisi nei bombardamenti, tra cui 66 bambini delle giovanili; 41 stadi nella Striscia di Gaza e 7 in Cisgiordania sono stati danneggiati, e lo stadio Yarmouk è stato trasformato in un campo di concentramento e prigionia. Oltre alle violenze e alle devastazioni subite, il comunicato stampa cita anche le parole del calciatore israeliano Shon Weissman (negli ultimi mesi alla Salernitana in Serie A), che aveva invocato bombardamenti ancora più duri su Gaza. La federazione palestinese chiede la sospensione di quella israeliana dal calcio internazionale, con l'impossibilità per i club e le selezioni dell'IFA di prendere parte ai tornei all'estero: questa decisione potrebbe toccare anche l'Italia, che tra settembre e ottobre affronterà due volte Israele nella Nations League.

19/06/2024

Il Campobasso è campione d'Italia nella serie D.
E festeggia così.

Vuoi che la tua azienda sia il Palestra più quotato a Padua?

Clicca qui per richiedere la tua inserzione sponsorizzata.

Ubicazione

Indirizzo


Padova, Padova PD
Padua
35127