Spazio Yoga Padova

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03/04/2026

Di cosa abbiamo realmente bisogno per sentirci sicure di uscire allo scoperto, di manifestare la nostra Verità?

L'espressione autentica di sé è un tema potente, fragile per alcune di noi

Ritornare al Blueprint, ovvero al risplendere libera, pienamente nel mondo indipendentemente dalle critiche e sabotaggi degli altri, è un atto assolutamente possibile e può essere sostenuto e accompagnato dalla Somatica del Femminile così come da pratiche di Yoga mirate

Nella prossima puntata del podcast ne parlerò ancora più approfonditamente 🌙





31/03/2026

Se mi guardo indietro non mi sono quasi mai sentita “vista” e questo ha fatto sì che per lungo tempo mi sentissi come se non avessi consistenza

Sempre in secondo piano, sfuocata. Quella strana che viveva mossa da idee strampalate, da figlia dei fiori.
Quella che nella vita avrebbe combinato gran poco perché troppo lontana dai canoni imposti dalla società

Magari non era effettivamente così, magari mi portavo appresso una ferita mal guarita che mi faceva vedere con occhiali distorti la realtà

A volte invece in certi litigi mi sono sentita dire che ero matta, troppo complessa, che nessuno sarebbe riuscito a capirmi davvero se non me stessa

Quella ferita, a volte, torna ancora.
Non è sparita. Ci lavoro, la ascolto e riesco a starci dentro quando si riattiva. Oggi non mi cancella più.

La differenza è che ora mi sento più meritevole e più orgogliosa di chi sono, aldilà del giudizio degli altri.
Mi guardo allo specchio e non ho nulla da recriminare.

E ho capito che non posso vivere nel riflesso dello sguardo delle altre persone. Perché ciò che vedono gli altri di me può toccarmi, ma non mi definisce davvero. Posso ascoltarlo, ma non perdermici.

Perché la consistenza che cercavo fuori, è sempre stata dentro di me e non fuori





19/03/2026

Potremo tradurlo come "aggiramento spirituale" ovvero una forma di trascendenza prematura da parte di chi cerca di elevarsi, di raggiungere "l'illuminazione" senza prima aver elaborato le proprie fragilità interiori

È stato lo psicoterapeuta John Welwood ad introdurre questa espressione, dimostrando come in realtà capiti a volte che pratiche spirituali vengano usate come meccanismo di difesa:

Si usano pratiche o credenze spirituali per evitare di affrontare ferite emotive, mascherare insicurezze o paure trasformando così la spiritualità in uno scudo contro la realtà, anziché essere strumento prezioso di comprensione, bloccando di fatto la vera evoluzione interiore

Possono essere spie di "Spiritual Bypassing" la tendenza a minimizzare emozioni o eventi che risultano complessi da "digerire" con frasi fatte del tipo: " È il karma/sono energie negative" ,
oppure la presenza di un forte distacco emotivo o la tendenza ad auto-eleggersi spiritualmente superiore alle altre persone

In realtà tutto questo lascia intravedere la tentazione di usare la spiritualità per evitare la sofferenza umana, piuttosto che attraversarla

L'aggiramento spirituale può riguardare anche maestri di Yoga, operatori olistici in generale, quindi l'invito che voglio offrire in questa occasione è di non prendere come ora colato qualunque cosa ci venga detta, ma imparare a valutare di volta in volta, stare nel proprio sentire:

Se senti "a pelle" che quella affermazione detta non ti risuona, allora significa che non fa per te

Una certa onestà intellettuale e l'integrazione delle proprie ombre possono essere soluzioni affinché la tendenza dello Spiritual Bypassing possa sciogliersi come neve al sole





Photos from Spazio Yoga Padova's post 11/03/2026

Il vero Yoga inizia quando esci dalla shala e continui la tua vita di tutti i giorni cercando di portare nella quotidianità ciò che hai sperimentato nella pratica

Yoga è come respiri in certe situazioni, come reagisci agli eventi della vita, come organizzi la tua settimana cercando di lasciare uno spazietto anche piccolo per decomprimere lo stress

Nel vero Yoga siamo sempre tutti eterni studenti, così come nella vita





03/03/2026

Un parto naturale, rispettato e felice è possibile.
E dovrebbe essere un diritto fisiologico di ogni donna. Sempre.

Troppo spesso il parto viene raccontato come qualcosa di traumatico, inevitabilmente doloroso, pieno di complicazioni

Quando viene sostenuto, ascoltato e preparato, il corpo di ogni donna può invece sentirsi libero di esprimere la sua potenza innata

Da qualche anno accompagno al parto anche le mamme che soffrono di questi disturbi,
come Laura, mamma del piccolo Cesare con una storia di vulvodinia e ipertono del pavimento pelvico. Una condizione che può portare paura, tensione, rigidità, e l’idea che un parto naturale sia difficile

Abbiamo iniziato a lavorare insieme dal quarto mese di gravidanza attraverso lo Yoga prenatale e allo Yoga specifico per il rilassamento del tono muscolare pelvico

Laura poi mi aveva confidato che il grande desiderio di vivere l'emozione del parto naturale, era in qualche modo ostacolato dalla paura del dolore del parto,
e così insieme abbiamo lavorato anche attraverso la Somatica del Femminile per alleggerire questo vissuto,
sostenendo e risorsificando il suo sistema nervoso, affinché potesse sentirsi abbastanza appoggiato e sicuro

Abbiamo lavorato per creare spazio e stabilire fiducia

Il suo parto naturale senza lacerazioni o episiotomie, che in caso di ipertono pelvico possono essere motivo di preoccupazione e peggioramento dello stato di salute pelvica,
dimostra che un parto naturale può essere vissuto con presenza e serenità

Quando la fisiologia viene rispettata, quando c'è una preparazione consapevole,
un lavoro corporeo fatto con rispetto, ascolto e delicatezza,
partorire il più serenamente possibile non è un miracolo, ma una grande verità
Anche in presenza di vulvodinia, anche con ipertono.

Il parto non dovrebbe essere qualcosa da “subire”, ma un’esperienza da attraversare con presenza e consapevolezza

La nascita sa essere di certo potente, ma nella sua potenza può essere integra





Photos from Spazio Yoga Padova's post 26/02/2026

Ti hanno insegnato che non sentire era meglio. Che certe tue emozioni erano esagerate. Che era meglio non lamentarsi, non arrabbiarsi, non avere paura

Alla bambina che piangeva perché altro modo non aveva per essere vista nei suoi bisogni, le si è detto di non piangere, che non era successo niente di brutto o grave..

E invece non era vero. Per quella bambina era successo tutto, solo che l'adulto al suo fianco non lo aveva capito

Quando le nostre emozioni non vengono validate né vissute, non scompaiono nel nulla.
Diventano memoria corporea influenzando gli organi, i tessuti, il corpo

Il corpo non si ammala a causa delle emozioni. Non si ammala per la paura, la rabbia, la frustrazione....

Ma potrebbe farlo invece il censurare tutto dentro di sé, senza permettersi di vivere quelle sensazioni liberamente

Sentire un' emozione non è pericoloso. È curativo e liberatorio.
Consente di ricontattare una dimensione di sé che ci completa e vivere la vita più vividamente

Il lavoro somatico in questo processo sa essere un alleato: creando uno spazio di sicurezza si concede infatti di tornare a sentire un po' alla volta, senza forzare e con gradualità

Quando un' emozione emerge non lo farà quindi in modo travolgente, poiché lo farà in un corpo che ha più risorse per sostenerla

A piccoli passi, possiamo così tornare ad integrare un vissuto.
Un pezzetto alla volta.

Se leggendo senti una risonanza, puoi scrivermi: [email protected]
e se lo vorrai, sentiremo insieme da dove partire, sia in presenza che online

(Ultimo frame da un intensivo di dello scorso anno)








23/01/2026

La più grande pandemia dei nostri tempi è
l' essere sempre pronti a criticare e giudicare gli altri. Ciò che dicono o non dicono, ciò che fanno o non fanno.

Quello che non vogliamo vedere di noi spesso ce lo ricorda la relazione con l’altro

A volte ci casco anche io, eh. Ma ogni volta mi ripeto il mantra che da lungo tempo mi accompagna:

"La mia libertà finisce dove inizia la tua”

Questa foto è di due estati fa, quando ancora il post parto e l'allattamento modellavano il mio corpo.
Può essere che qualcuna avrà pensato che avrei potuto mettere una foto migliore, più "instagrammabile" perché “mamma mia che fianchi larghi ha ...”.
Ecco. Rifletti se questi sono stati i tuoi primi pensieri.







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