Il go è un gioco da tavolo strategico per due giocatori. Di origine cinese, ampiamente diffuso in G "Nessuno sa definire le origini del go.
Il go è giocato da due giocatori che collocano alternativamente pedine (dette pietre) nere e bianche sulle intersezioni vuote di una "scacchiera" (detta goban) dotata di una griglia 19 × 19. Lo scopo del gioco è il controllo di una zona del goban maggiore di quella controllata dall'avversario; a questo scopo i giocatori cercano di disporre le proprie pietre in modo che non possano essere catturate
, ritagliandosi allo stesso tempo dei territori che l'avversario non possa invadere senza essere catturato. È infatti possibile catturare una pietra o un gruppo di pietre avversarie circondandole completamente con pietre proprie, in modo che non abbiano intersezioni libere adiacenti. Disporre le pietre vicine tra loro permette di rafforzarle a vicenda ed evitarne la cattura; d'altro canto, disporle distanti tra loro permette di creare influenza su tutto il goban. Parte della difficoltà strategica del gioco consiste nel trovare un equilibrio tra queste necessità opposte. I giocatori cercano di soddisfare contemporaneamente le esigenze offensive e difensive e scelgono tra le priorità tattiche e i loro piani strategici. Il gioco termina quando i giocatori passano consecutivamente, indicando che nessuno dei due può incrementare il proprio territorio o diminuire quello dell'avversario. Secondo la legenda, l’imperatore Yao (2357-2255 A.C.) inventò il Weiqi per illuminare la mente del figlio Dan Zhu, che non sembrava particolare dotato di intelligenza. Secondo alcuni scrittori Han il weiqi fu creato dal primo ministro di Yao, su sua richiesta. A seconda delle versioni, Dan Zhu viene descritto come id**ta, litigioso (soprattutto con i fratellastri con cui c’era rivalità per il trono) o ribelle. In alcune versioni del mito, Dan Zhu diventa un forte giocatore, talvolta anche il migliore del regno, diventando così ossessionato dal gioco da non avere tempo per altre attività, in altre p***e interesse per il gioco, e in altre ancora creò una nuova forma scacchistica, mentre cavalcava un elefante con amici. Nella maggior parte delle versioni si narra che Yao, stancatosi del comportamento di Dan Zhu, lo diseredò, e dopo avere abdicato, abbia passato il regno a Shun, un instancabile contadino, noto per le sue virtù, che era diventato prima amico di Yao, poi suo fidato consigliere. Dan Zhu si allontanerà dal regno per allearsi con la tribù primitiva di San Miao, che risiedeva lungo la riva del fiume giallo, e morì combattendo contro Yao e Shun. Tuttavia, in altre versioni si racconta che Shun abbia usurpato il regno da Dan Zhu ingannando Yao, e che dunque Dan Zhu fosse legittimato nel suo tentativo di conquistare il trono. In altre ancora si racconta che i ministri di Yao abbiano fortemente obiettato al passaggio del trono a un comune contadino, e che Yao abbia ordinato la loro esecuzione. Esiste una versione in cui non si parla di Yao, bensì di Qiao, un re mitologico del 1800 a.c.. Il resto della storia è simile: il gioco viene creato per il figlio, dal carattere non adatto a regnare, che si ribellerà al padre e morirà combattendo contro di esso. A dispetto delle varie versioni, possiamo sicuramente rilevare quanto il go fosse popolare ai tempi di Zhang, sebbene la diffusione del gioco fosse rallentata da Confucio,5 che riteneva che il go inducesse all’avidità e alla pigrizia. Alcuni antropologi non condividono questa rappresentazione: analizzando il mito da un punto di vista strutturale, secondo molti sinologi, si comprende come la leggenda di Yao sia scaturita quale spiegazione del “controllo delle inondazioni”. Nel “Registro delle grandi storie” (Shi Ji) di Sima, Yao incaricò prima Kun eppoi Gong Gong per controllare le calamità naturali derivanti da alluvioni. Sia Kun che Gong Gong fecero costruire delle dighe, le quali tuttavia furono spazzate via dalla pressione delle acque. A seguito della loro incapacità nel risolvere il problema, i due incaricati furono giustiziati. La similarità dei fati, e il fatto che in un’altra versione Kun abbia fatto nascere con un cesareo Gong Gong indica come questi condividano la stessa identità mitologica. Secondo Boltz e altri linguisti, Kun e Gong Gong sarebbero una rappresentazione simbolica delle inondazioni che Yao deve soggiogare. Questo carattere conflittuale richiama alla versione precedente della storia, e le similitudini sono accentuate anche sul piano linguistico: Yao deriva dalla parola “montagna”, e Gong Gong da “litigioso”. Esistono ancora altre versioni del mito di Yao, tuttavia quest’ultima è l’unica in cui non viene esplicitato il conflitto tra il padre e il figlio. Esistono alcune versioni in cui viene riconosciuto il valore del figlio, e reputato erroneo il comportamento del padre. Queste versioni non citano il weiqi. L’ascrizione del go a Yao si basa sullo Shi Ben [Origini della storia]9, un libro sul “Periodo dei regni combattenti”(475-221 BC). Dan Zhu potrebbe rappresentare simbolicamente la fine del Neolitico, con un re di origini celesti che porta civiltà nelle tribù cinesi. Siccome è ciò che effettivamente Shang fece, la descrizione può risultare differente a seconda se il gruppo era un vincitore o un perdente. Ciò spiega la tendenza dei cinesi stessi di cancellare una tradizione millenaria.10 Per esempio nella prefazione a Xuanxuan Qijing [Il misterioso e meraviglioso manuale del weiqi], del 1347, troviamo scritto che insegnare il weiqi a un figlio irresponsabile per aiutarlo a maturare non è una saggia decisione. Gli storici non hanno mai saputo spiegare da dove lo Shi Ben abbia attinto la leggenda. Sembra semplicemente che vi siano state raccolte e unificate le leggende dei vari stati dall’alba della storia cinese. Nelle tradizioni orali, Yao viene anche ricordato per la creazione del calendario lunare e per i contributi all’arte divinatoria e ciò induce a pensare a un collegamento tra il weiqi e le arti magiche." Da Storia del go di Marco Milone
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incontro con Marco Milone
Una conferenza focalizzata su leggende, testimonianze letterarie, indagini storiche e antropologiche caratterizzata da una attenta analisi della presenza del Go in Cina, Corea, Vietnam e Giappone, dalla prima comparsa agli anni recenti. Maggior rilevanza è data all’arrivo del gioco e alle sue evoluzioni nel paese del Sol Levante a partire dal V-VIII sec. d.C. fino ai giorni nostri. Particolare intresse è rivolto alle strategie, alla varietà di giochi nonché alle differenti scuole goistiche. Tutto questo e molto altro ancora sui giochi della tradizione asiatica il 23 e 24 Aprile presso l'Istituto Ardizzone Gioeni. STAY TUNED!
Amici goisti, come ogni martedì, vi aspettiamo domani pomeriggio in sede (Via Enrico Fermi, 8) per il nostro ultimo incontro prenatalizio, e per scambiarci gli auguri di presenza!
12/12/2015
Interessante evento di promozione dei giochi orientali, in collaborazione con Palermo Shogi Club, presso Le Magiche Occasioni!