11/05/2026
Molto spesso si pensa che tutti i dolori, le tensioni muscolari o i problemi che il ciclista avverte in bicicletta possano essere risolti semplicemente modificando il setting della bici.
Purtroppo non è sempre così.
Il bikefitting non è solamente “spostare una sella” o modificare una misura.
È una disciplina multifattoriale che si basa su anatomia, biomeccanica, chinesiologia, analisi del movimento e valutazione delle forze applicate al gesto pedalato.
In questa foto vediamo un ciclista amatoriale che pratica anche attività agonistica e che negli ultimi mesi soffriva costantemente di crampi nella zona interna della coscia, in particolare agli adduttori.
Nonostante una biomeccanica effettuata con strumentazione di ultima generazione, il problema non era stato realmente individuato.
Perché?
Perché il problema non era solamente il posizionamento in bici.
C’era uno squilibrio muscolare importante associato ad alterazioni dell’equilibrio posturale, della mobilità articolare e della gestione motoria del bacino e delle anche.
La biomeccanica applicata al ciclismo deve sì analizzare il mezzo meccanico, ma soprattutto comprendere il corpo che genera movimento sopra quel mezzo.
Se non si mette al centro il soggetto nella sua globalità, il rischio è quello di adattare la bici a un corpo che continua comunque a lavorare in compenso.
In questo caso la risoluzione del problema non è arrivata esclusivamente dal bike fitting, ma da un lavoro mirato di carattere posturale, muscolare e funzionale.
Dopo poco più di quattro sedute, i crampi muscolari che comparivano costantemente durante le gare sono praticamente scomparsi.
Il percorso è ancora lungo e ci sarà ancora da lavorare, ma questa era sicuramente la scelta più corretta per affrontare realmente il problema alla base.
La bici va adattata al ciclista.
Ma prima ancora bisogna capire chi è realmente il ciclista che abbiamo davanti.
Dott. Alessandro Mansueto
Chinesiologo - Biomeccanico - Performance Specialist
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