11/06/2026
[ IL CHINESIOLOGO ]
Bambini. Atleti. Anziani. Persone con patologie neurologiche. Persone con dolore cronico. Persone che vogliono semplicemente stare meglio.
Mentre qualcuno continua a discutere di chi dovrebbe occuparsi dell'esercizio fisico,
noi continuiamo a migliorare la vita delle persone.
Questa è la chinesiologia.
17/05/2026
BONAZ DOG - Ep. 2
[ Il caso di chi sa tutto... tranne allenarsi ]
Una delle derive più frequenti nell’allenamento oggi è la sovraesposizione a concetti avanzati senza una reale padronanza dei fondamentali.
Respirazione, sistema nervoso, HRV, recovery: sono tutti elementi rilevanti ma diventano marginali se il soggetto non è in grado di esprimere un controllo motorio adeguato nei pattern di base.
Nel movimento si vede tutto.
Quando durante l’esecuzione compaiono perdita di controllo, compensi evidenti, scarsa coordinazione tra i segmenti corporei, difficoltà nella gestione del carico, il problema non è la mancanza di strumenti avanzati. È un deficit di controllo, organizzazione del movimento e capacità di adattamento allo stimolo. L’adattamento è specifico.
Il corpo non si modifica in base a ciò che “conosciamo” ma in base a ciò che eseguiamo con qualità, continuità e progressione.
L’efficacia dell’allenamento non dipende dalla quantità di strumenti utilizzati, ma dalla qualità con cui vengono applicati.
La differenza non la fa “sapere di più”, ma saper eseguire meglio ciò che è essenziale.
17/04/2026
BONAZ DOG - ep.1
[ Il caso della fatica ingannevole ]
L’High Intensity Interval Training è una metodica di allenamento che prevede l’alternanza tra fasi ad alta intensità e recupero.
È uno strumento estremamente versatile e adattabile che può essere utilizzato con finalità diverse: miglioramento della capacità aerobica, anaerobica, metabolica.
Tuttavia, perché sia realmente efficace, richiede una condizione fondamentale: la capacità di esprimere intensità elevata.
In soggetti decondizionati la fatica percepita è spesso elevata anche a carichi di lavoro moderati.
Questo porta a una distorsione dell’interpretazione:
→ elevata percezione di sforzo ≠ alta intensità reale
In questi casi ciò che viene eseguito non è HIIT ma uno sforzo submassimale vissuto come massimale, con un’efficacia limitata e spesso poco specifica.
Perché l’HIIT sia realmente tale, è necessario costruire una base di:
• capacità aerobica
• forza
• coordinazione
• tolleranza allo sforzo
Solo su queste basi è possibile raggiungere e sostenere intensità realmente elevate, mantenendo qualità esecutiva e coerenza con l’obiettivo dell’allenamento.
L’HIIT non è semplice sudore e cuore in gola.
È saper produrre e gestire l'intensità desiderata.
E tu, hai mai fatto HIIT?
Pensi di averlo fatto nelle condizioni giuste?
Fammelo sapere nei commenti.
16/04/2026
BONAZ DOG - ep.1
[ Il caso della fatica ingannevole ]
L’High Intensity Interval Training è una metodica di allenamento che prevede l’alternanza tra fasi ad alta intensità e recupero.
È uno strumento estremamente versatile e adattabile che può essere utilizzato con finalità diverse: miglioramento della capacità aerobica, anaerobica, metabolica.
Tuttavia, perché sia realmente efficace, richiede una condizione fondamentale: la capacità di esprimere intensità elevata.
In soggetti decondizionati la fatica percepita è spesso elevata anche a carichi di lavoro moderati.
Questo porta a una distorsione dell’interpretazione:
→ elevata percezione di sforzo ≠ alta intensità reale
In questi casi ciò che viene eseguito non è HIIT ma uno sforzo submassimale vissuto come massimale, con un’efficacia limitata e spesso poco specifica.
Perché l’HIIT sia realmente tale, è necessario costruire una base di:
• capacità aerobica
• forza
• coordinazione
• tolleranza allo sforzo
Solo su queste basi è possibile raggiungere e sostenere intensità realmente elevate, mantenendo qualità esecutiva e coerenza con l’obiettivo dell’allenamento.
L’HIIT non è semplice sudore e cuore in gola.
È saper produrre e gestire l'intensità desiderata.