16/06/2026
Nell’afa del 16 giugno 1963 va in scena sul neutro di Mantova l’ultimo atto del campionato di Serie D 1962-63, una stagione da montagne russe per i colori del Piacenza Calcio. Ci si gioca la promozione in C, dopo un avvio horror e una rimonta furibonda che però non si è concretizzata all’ultima giornata, con lo 0-0 a Barriera Genova con la Solbiatese. La squadra di 𝗜𝘃𝗮𝗻𝗼 𝗖𝗼𝗿𝗴𝗵𝗶 è così costretta a contendere la promozione proprio alla 𝗦𝗼𝗹𝗯𝗶𝗮𝘁𝗲𝘀𝗲 e al 𝗥𝗼𝘃𝗲𝗿𝗲𝘁𝗼, tutte a 43 punti, in un drammatico triangolare.
Come spesso accade in questi casi, però, il Piacenza è arrivato agli spareggi con la lingua di fuori e nella prima giornata si è messo nei pasticci, pareggiando 1-1 a Bergamo con la Solbiatese. Per questo motivo non si può sbagliare la seconda sfida contro il Rovereto, anche perchè i biancorossi dovranno poi restare inermi spettatori dell’ultima giornata, Solbiatese-Rovereto. Con una vittoria, nella peggiore delle ipotesi si andrebbe a un ulteriore spareggio ancora con la Solbiatese.
A Mantova vanno in quattromila da Piacenza, duemila scendono invece dal Trentino. Corghi conferma dieci undicesimi della squadra che ha pareggiato con la Solbiatese, e l’unica variante è data dal rientro di Belloni in mediana al posto di Nazzaro. Ben 𝘀𝗲𝘁𝘁𝗲 𝗶 𝗽𝗶𝗮𝗰𝗲𝗻𝘁𝗶𝗻𝗶 𝗶𝗻 𝗰𝗮𝗺𝗽𝗼, gli unici “forestieri” sono lecchese Anghileri, i codognesi Belloni e Gaboardi e il fidentino 𝗢𝗻𝗲𝘀𝘁𝗶, cannoniere della squadra con 16 reti. Da parte loro, i trentini di Bruno Quaresima sono avversari non di nome illustre, ma rognosi e coriacei. Già nella stagione precedente si erano piazzati terzi, nel girone C a trazione adriatica, e adesso puntano al colpo grosso per recuperare la terza serie nazionale perduta nel 1952. In campionato sono stati “suonati” (4-0) a Barriera Genova, ma è un precedente che fa poco testo.
E infatti la partita si rivela subito una pratica spinosa. Il Rovereto adotta l’attacco “a girandola” (secondo l’immagine di Sabino Laurenzano), antenato della “𝘣𝘪-𝘻𝘰𝘯𝘢” di Oronzo Canà e del “𝘤𝘢𝘴𝘪𝘯𝘰 𝘰𝘳𝘨𝘢𝘯𝘪𝘻𝘻𝘢𝘵𝘰” di Fascetti: gli uomini d’attacco cambiano continuamente posizione, mandando in tilt la difesa piacentina fatta di marcatori fortissimi sull’uomo ma in imbarazzo se costretti a giocare a zona. Tutto il primo tempo è una battaglia senza esclusione di colpi cercando il gol, un pochino meglio il Piacenza ma Onesti ha le polveri bagnate. A inizio ripresa, però, è 𝗕𝗲𝗹𝗹𝗼𝗻𝗶 con una fucilata su punizione a sbloccare il punteggio. Il più è fatto? Nemmeno per sogno. Nel giro di un quarto d’ora è il centravanti bianconero 𝗚𝘂𝗲𝗿𝗿𝗮 a prendersi il palcoscenico con una doppietta, la difesa sfarfalleggia sul primo gol e gioca alle belle statuine sul secondo. Il Piacenza sbanda, incassa anche un terzo gol misteriosamente annullato a Rigotto mentre il pubblico comincia ad andarsene sconsolato. Qualcuno finisce così per perdersi il 2-2, lo firma 𝗔𝗻𝗴𝗵𝗶𝗹𝗲𝗿𝗶 di testa a due minuti dalla fine su cross di Biggi. Un gol praticamente inutile, giusto per mitigare l’amarezza e tenere aperta una porticina di speranza. Solo un pari tra Solbiatese e Rovereto, infatti, consentirebbe al Piacenza di rientrare in gioco perchè...bisognerebbe ricominciare daccapo con la trafila degli spareggi! Ma il 3-0 dei nerazzurri lombardi, una settimana più tardi, chiuderà qualunque discorso.
𝗥𝗢𝗩𝗘𝗥𝗘𝗧𝗢-𝗣𝗜𝗔𝗖𝗘𝗡𝗭𝗔 𝟮-𝟮
𝗥𝗢𝗩𝗘𝗥𝗘𝗧𝗢: Lanza, Piccoli, Pistaffa, Taddei, Borgo, Nuvoloni, Funari, Ciaghi, Guerra, Casagrande, Rigotto. All. Quaresima.
𝗣𝗜𝗔𝗖𝗘𝗡𝗭𝗔: Tappani, Gasparini, Cesena, Belloni, Civardi, Staffieri, Anghileri, Galandini, Onesti, Biggi, Gaboardi. All. Corghi.
𝗔𝗥𝗕𝗜𝗧𝗥𝗢: Galatolo di S.Margherita Ligure.
𝗠𝗮𝗿𝗰𝗮𝘁𝗼𝗿𝗶: 48’ Belloni (P), 61’ e 74’ Guerra (R), 88’ Anghileri (P).
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