18/09/2026
Mitizzare persone e avvenimenti è sempre stato normale nella storia umana. Ricordiamoci di Laozi, nato secondo la leggenda da una madre vergine, come molti altri dèi e uomini divinizzati.
Ancora più normale quando quel che facciamo DOVREBBE avere una valenza morale.
Ma poi troviamo un giovane Wang Xiangzhai con il vizio del gioco d'azzardo.
Yang Banhou e Yang Shaohou, due giganti dello stile Yang, avevano un carattere feroce e un modo di trattare gli allievi che oggi difficilmente accetteremmo.
Parlare di Ip Man, poi, è come sparare sulla Croce Rossa: tra la dipendenza dall'oppio e la relazione extraconiugale, da cui nacque pure un figlio, non rappresenta proprio l'apice della moralità.
Eppure non mi sarei mai messo contro a nessuno di loro, né avrei mai discusso la loro grandezza sul lato marziale.
È nella natura umana non essere santi. E il fatto che qualcuno sia stato un innovatore, o una persona unica, non lo rende più vicino alla santità.
Togliere il mito da grandi persone non serve a sputare sulla tradizione: serve a umanizzarla, a capire che, nel momento in cui iniziamo a praticare, pure noi possiamo far parte di una tradizione, per quanto imperfetti ci vediamo.
E se vediamo tutto questo sporco come inaccettabile, l'unica cosa che possiamo fare è comportarci diversamente.
Non perché siamo praticanti, ma perché siamo persone.