federico_fragale

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Applicazione pratica della scienza dello sport per migliorare la qualità del movimento, dalla persona comune, allo sportivo amatoriale e agli atleti agonisti.

E’ un servizio di consulenza a distanza che viene offerto con la finalità di personalizzare e individualizzare il lavoro e seguire così l’allievo nel migliore dei modi. Allenamenti basati sull'evidenza scientifica e sulla fisiologia dell'esercizio e dell'anatomia.

Photos from federico_fragale's post 31/08/2026

🥋 MARISA FRAGALE – UNA PIONIERA QUANDO LA KICKBOXING ERA ANCORA STORIA DA SCRIVERE 🇮🇹

Quando si racconta la storia degli sport da combattimento in Italia, soprattutto quella pionieristica degli anni ’70 e ’80, ci sono nomi che non possono essere dimenticati.

E tra questi c’è sicuramente Marisa Fragale. ❤️

Sorella di Roberto Fragale, ma soprattutto atleta, artista marziale e pioniera in prima persona.

👧 Marisa entra in palestra a soli 6 anni, accompagnata da Roberto dal Maestro Franco Caselli, uno dei grandi precursori delle arti marziali a Pisa.

A soli 8 anni comincia già a esibirsi negli spettacoli: 20 minuti di musica, tecnica, movimento e armi tradizionali. ⚔️🎶

Spada, bastone, nunchaku, k**a, coltelli a farfalla e tante altre armi diventano parte delle sue esibizioni.

In un’epoca in cui la Kickboxing era ancora chiamata Karate Contact e in cui una bambina sul tatami rappresentava qualcosa di assolutamente fuori dal comune, Marisa diventa una vera pioniera. 🥋🔥

🇮🇹 Arriva anche l’attività agonistica, il titolo di Campionessa Italiana, la convocazione in Nazionale e poi il grande palcoscenico internazionale.

🌍 Londra 1991 – Campionati Mondiali WAKO

Marisa rappresenta l’Italia e prende parte sia al Light Contact sia alle Forme Musicali, ottenendo un prestigioso 5° posto. 🇮🇹👏

Ed è proprio nelle forme musicali che la sua esperienza assume un significato ancora più particolare: quelle che oggi conosciamo come Disco Forms allora praticamente non esistevano ancora.

Marisa le stava facendo nascere sul campo. 💥🎶🥋

Ma forse la cosa più bella è che la sua storia non finisce con le medaglie.

Continua attraverso l’insegnamento, la formazione dei giovani e la trasmissione di quella cultura marziale che a Pisa, insieme a Roberto Fragale, Vittorio Caselli, Stefano Giannessi e tanti altri pionieri, ha contribuito a costruire una parte importante della storia italiana degli sport da combattimento.

📜 Prima del termine “Kickboxing” conosciuto da tutti.
Prima delle grandi federazioni.
Prima dei social.
Prima che tutto diventasse facilmente accessibile.

…Continua nei commenti… 👇🏼👇🏼👇🏼

28/08/2026

🥊 DIDIER LE BORGNE – UN PONTE TRA LA PRIMA GENERAZIONE E LA MODERNA KICKBOXING 🇫🇷🇮🇹

Quando si ricostruisce la storia degli sport da combattimento in Italia, bisogna ricordare anche quegli uomini che, arrivando dall’estero, contribuirono a portare nuove conoscenze, nuovi metodi e una nuova cultura del combattimento. 🌍🥊

Tra questi c’è Didier Le Borgne, atleta e poi grande tecnico francese, protagonista della prima generazione europea della Muay Thai e della Kickboxing a contatto pieno.

🥋 La sua formazione passa attraverso importanti realtà francesi e olandesi, entrando in contatto con maestri e scuole che stavano contribuendo a costruire quella che sarebbe diventata la moderna cultura europea degli sport da combattimento.

🔥 Oltre 100 incontri tra Muay Thai, Kickboxing e altre discipline, prima di intraprendere una lunga carriera come allenatore e formatore di atleti internazionali.

Ma per la storia italiana c’è un particolare ancora più interessante…

🇮🇹 Secondo la testimonianza di Roberto Fragale, Didier Le Borgne arrivò a Pisa già nei primi anni 80, venne a Pisa per combattere in in gala al palasport con altri Francesi contro primi atleti di Stefano Giannessi (Feffe... Samuele, Capanna...)

Nel 1982, Stefano Giannessi ando in Francia a Clermon Ferrant, dove conobbe Le Borgne che era un atleta nella Palestra Kurosaki di Patrik Brizon.

Stefano Giannessi fonda il Kurosaki dojo a Pisa.. poi apre assieme a Roberto Fragale il gym club di via Che Guevara e iniziano ad organizzare gala serial con i francesi.

Il maestro di Didier Le Borgne fu Patrick Brizon, conosciuto come “Le Samouraï de Clermont-Ferrand”. 🇫🇷

“…Brizon è considerato uno dei tre pionieri della Muay Thai in Francia, insieme a Roger Paschy e Gilles Belloni. 🥊

📍 Nel 1974, a Clermont-Ferrand, apre il Kurozaki Dojo, diventando il punto di riferimento per una generazione di combattenti.

Tra i suoi allievi troviamo nomi importanti come Adel Ferreira, Didier Le Borgne, Daniel Dessalces, Patrick Sandouly e Gérard Dimier.

Purtroppo, Patrick Brizon muore prematuramente nel 1982, a soli 31 anni. 🕊️

Dopo la sua scomparsa, alcuni dei suoi allievi — Gérard Dimier, Jocelyn Faye e Didier Le Borgne — raccolgono la sua eredità e continuano il lavoro del Kurozaki Dojo, ribattezzandolo Brizon Gym, in sua memoria.

🥋 Successivamente, Gérard Dimier apre il Brizon Gym a Riom, a circa 15 km da Clermont-Ferrand, mantenendo vivo il nome e lo spirito del suo maestro.

Ed è proprio qui che si ricostruisce una parte importante della storia:

Patrick Brizon → Didier Le Borgne / Gérard Dimier → Brizon Gym di Riom

Una linea di trasmissione fatta di maestri, allievi, disciplina e memoria. 🔥

Perché nelle arti marziali non si trasmettono soltanto tecniche.

Si trasmette un’eredità…”

Nel 1986 invitato proprio da Roberto Fragale e Stefano Giannessi, fu invitato a tenere uno stage di Muay Thai al Gym Club in via che guevara.. e in quella occasione RINALDO Rinaldi inizio' la sua conoscenza con la Muay Thai... poi successivamente si reco' in Olanda per seguire il filone olandese.... per apprendere tecnica e contatti important con I loro promoter

Ancora un altro grande personaggio di quei tempi pionieristici che porta la sua esperienza a Pisa.

Un episodio che oggi può sembrare quasi normale, ma che in quegli anni aveva un significato enorme.

Erano gli anni in cui in Italia si stava passando dal Karate Contact al Full Contact, e pochi pionieri cercavano di capire cosa stesse succedendo nel resto d’Europa. 🌍

Pisa, Fragale, Giannessi e altri pionieri italiani guardavano oltre i confini nazionali, cercando il confronto con le realtà più avanzate.

🥊 E Le Borgne fu uno di quei collegamenti.

Non soltanto un avversario o un campione straniero, ma un ponte tecnico e culturale verso quella scuola europea che avrebbe contribuito alla nascita della Kickboxing moderna.

Negli anni successivi il rapporto continuò anche attraverso stage e momenti di formazione tecnica, creando uno scambio di esperienze che oggi possiamo leggere come una parte importante della storia dei nostri sport da combattimento.

📜 Questa è la storia dei pionieri.

Prima delle grandi federazioni, prima del K-1, prima della Kickboxing moderna come la conosciamo oggi, c’erano uomini che viaggiavano, combattevano, organizzavano galà e soprattutto cercavano di imparare.

🇮🇹 Fragale – Giannessi – Pisa
🇫🇷 Didier Le Borgne
🥋 Karate Contact → Full Contact → Kickboxing/Muay Thai

Una storia fatta di incontri, scambi e persone che hanno contribuito a costruire ciò che oggi diamo per scontato.

🙏 Ricordare questi nomi significa rispettare la memoria del nostro movimento.

🥊🇮🇹🇫🇷

Photos from federico_fragale's post 22/08/2026

🥊🇮🇹 QUANDO LA KICKBOXING IN ITALIA ERA ANCORA DA INVENTARE

Prima dei grandi palazzetti, prima dei campioni diventati famosi, prima di YouTube e dei social… c’erano pochi pionieri che cercavano di capire quale sarebbe stato il futuro delle arti marziali. 🥋🔥

Era la metà degli anni ’70 e in Italia il termine “Kickboxing” praticamente non esisteva ancora nel significato che conosciamo oggi.

Si parlava di Karate Contact e di Full Contact: un modo nuovo e rivoluzionario di concepire il combattimento, nel quale le tecniche del karate venivano portate verso un confronto più diretto e sportivo.

👊 ENNIO FALSONI: UNO DEI GRANDI PROTAGONISTI

Tra gli uomini che intuirono le potenzialità di questa nuova disciplina ci fu Ennio Falsoni.

Falsoni entrò nel movimento WAKO nel 1977, anno della fondazione dell’organizzazione da parte di Georg Brückner, e nel 1984 ne assunse la presidenza. Sotto la sua guida la WAKO avrebbe avuto una straordinaria espansione internazionale. 🌍🥊 (WAKO⁠)

Ma per capire davvero quegli anni bisogna tornare in Toscana…

🌲 IL CIOCCO, 1977

Nel luglio del 1977, la Tenuta Il Ciocco, in Toscana, ospitò uno degli appuntamenti destinati a rimanere nella memoria del movimento italiano: uno stage con una vera leggenda americana.
…contiuna nei commenti… 👇🏼👇🏼👇🏼

22/08/2026

🥋 DAL KARATE CONTACT ALLA KICKBOXING MODERNA: LA STORIA DI DONATO MILANO 🇮🇹

Nella nostra rubrica dedicata ai pionieri e ai grandi protagonisti che hanno costruito la storia degli sport da combattimento in Italia, dopo aver raccontato i pionieri del Karate Contact, arriva il momento di parlare di un uomo che ha attraversato personalmente alcune delle fasi più importanti di questa evoluzione:

🥊 il Maestro Donato Milano.

Ma per capire davvero la storia di Milano bisogna tornare indietro nel tempo.

🥋 LA RADICE: JEAN PAUL PACE

Donato Milano ha raccontato di essere entrato nel mondo federale nel 1979, come atleta e allievo del Maestro Jean Paul Pace.

Ed è proprio qui che troviamo una delle radici della nostra storia.

Negli anni ’70 Jean Paul Pace fu tra i protagonisti della diffusione in Italia di una nuova concezione del combattimento: il Karate Contact, una strada che rompeva gli schemi del karate tradizionale introducendo una dimensione agonistica sempre più orientata al contatto.

Nel 1974, durante uno stage a Porto Recanati, Pace presentò questa nuova realtà a una generazione di karateka italiani.

Tra coloro che raccolsero quella sfida ci furono protagonisti destinati a lasciare un segno profondo nella storia italiana: Roberto Fragale, Giandomenico Bellettini e altri pionieri.

Da quella generazione nascerà una trasformazione epocale:

🥋 Karate → 🥊 Karate Contact → Full Contact → Kickboxing

E Donato Milano sarà uno degli uomini destinati ad attraversare personalmente queste fasi.

🥊 PRIMA IL COMBATTENTE, POI IL TECNICO

Prima della presidenza c’è stato il ring.

Milano ha disputato 68 incontri di Full Contact, con 65 vittorie, 57 delle quali prima del limite.

Numeri che raccontano la durezza e il livello di quella prima generazione di combattenti italiani.

Poi arriva il passaggio fondamentale:

➡️ l’atleta diventa tecnico.

Per circa 16 anni, dal 1996 al 2012, Donato Milano ricopre ruoli tecnici nella Nazionale Italiana di Full Contact, contribuendo alla crescita internazionale del movimento e alla formazione di generazioni di campioni.

📈 FALSONI, FRAGALE E LA SVOLTA ELETTORALE

Per comprendere la successiva presidenza Milano bisogna però raccontare anche ciò che avvenne all’interno della Federazione.

Ennio Falsoni, figura storica della Kickboxing italiana e internazionale, aveva guidato la Federazione per molti anni, contribuendo in maniera determinante alla sua crescita e al suo peso internazionale.

Ma a un certo punto il movimento entra in una nuova fase.

Roberto Fragale si candida alla presidenza sfidando Falsoni, portando nel proprio programma una forte spinta al rinnovamento e, in particolare, una grande attenzione alla formazione dei tecnici e alla costruzione di una vera Scuola Nazionale di Formazione.

Falsoni vince quella competizione elettorale.

Ma il confronto non finisce con il voto.

Donato Milano entra nel Consiglio e assume la responsabilità della Scuola Nazionale di Formazione, mentre Fragale e altri protagonisti continuano a lavorare sul fronte tecnico e formativo.

È un passaggio importante perché dimostra come, anche attraverso posizioni differenti, il movimento stesse cercando una nuova strada per professionalizzare la formazione degli insegnanti.

🏛️ DAL RITIRO DI FALSONI ALLA PRESIDENZA MILANO

Successivamente, le condizioni di salute di Ennio Falsoni lo portano a lasciare la presidenza.

Si apre così una nuova fase politica e federale.

Nel 2014, dopo una lunga e combattuta campagna elettorale, Donato Milano viene eletto Presidente Federale.

Non fu quindi una semplice successione.

Fu una vera staffetta generazionale e politica, maturata attraverso anni di confronto, esperienze tecniche e diverse visioni sul futuro della Federazione.

Falsoni aveva contribuito a costruire e consolidare il movimento.

Fragale aveva rappresentato una forte spinta al rinnovamento tecnico e formativo.

Milano, che aveva vissuto il movimento prima come atleta e poi come tecnico, raccolse quel patrimonio e lo accompagnò verso una nuova dimensione.

🏛️ IL RICONOSCIMENTO DEL CONI

Il grande passaggio arriva il 9 novembre 2015.

La FIKBMS ottiene dal CONI il riconoscimento come Disciplina Sportiva Associata effettiva.

Un momento storico.

Quello che decenni prima era nato anche attraverso le esperienze pionieristiche del Karate Contact entra definitivamente nel sistema sportivo italiano.

E il percorso istituzionale di Milano continua.

Nel gennaio 2018 viene eletto Presidente delle Discipline Sportive Associate del CONI.

Un percorso straordinario:

🥋 atleta
🥊 combattente
🎓 tecnico
🇮🇹 allenatore della Nazionale
🏛️ dirigente federale
🏅 Presidente Federale
🇮🇹 Presidente delle DSA del CONI

📚 LA FORMAZIONE: IL PONTE TRA LE GENERAZIONI

Uno degli aspetti più interessanti di questa storia è proprio la formazione.

Il progetto della Scuola Nazionale di Formazione, nato dalla necessità di modernizzare e strutturare la preparazione degli insegnanti, trova negli anni successivi una sua piena organizzazione.

In questo percorso assume un ruolo importante anche Roberto Fragale, che continua a mettere la propria esperienza al servizio della formazione.

È un esempio di come la storia dello sport non sia fatta soltanto di vittorie e sconfitte elettorali.

È fatta soprattutto di conoscenze che vengono trasmesse.

Perché una disciplina non cresce soltanto attraverso i campioni.

Cresce quando i maestri formano altri maestri. 📚🥋

🌍 DALL’ITALIA AL MONDO

Sotto la lunga presidenza di Milano, il movimento federale continua il proprio processo di crescita e modernizzazione, rafforzando anche la propria presenza internazionale attraverso la WAKO.

La struttura federale evolve fino all’attuale FEDERKOMBAT, con un movimento che comprende diverse discipline:

🥊 Kickboxing
🇹🇭 Muay Thai
🇫🇷 Savate
🥋 Shoot Boxe
🤼 Sambo
🥋 MMA

Milano entra inoltre nei vertici internazionali della WAKO, portando anche sul piano mondiale l’esperienza maturata in decenni di attività sul ring e nella gestione sportiva.

🔥 UNA STAFFETTA LUNGA CINQUANT’ANNI

Ed è forse questo il modo più corretto per leggere la storia di Donato Milano.

Non come una storia isolata.

Ma come una staffetta tra generazioni.

Jean Paul Pace e i pionieri del Karate Contact aprono una strada.

⬇️

Una generazione di combattenti trasforma quella strada nel Full Contact.

⬇️

Ennio Falsoni contribuisce a consolidare la Federazione e il movimento internazionale, portando la federazione a DSA provvisoria.

⬇️

Roberto Fragale porta avanti una forte spinta verso il rinnovamento tecnico e formativo.

⬇️

Donato Milano, prima atleta e tecnico, raccoglie quel patrimonio e lo accompagna verso una nuova dimensione istituzionale, portando la federazione a DSA effettiva.

⬇️

La Federazione arriva al riconoscimento CONI come FSN prosegue la propria evoluzione fino all’attuale FederKombat.

⬇️

La nuova generazione raccoglie oggi quel patrimonio.

🇮🇹 Questa è la storia della Kickboxing italiana.

Una storia fatta di uomini, palestre, sacrifici, trasferte, combattimenti, vittorie, confronti e soprattutto di conoscenze trasmesse da una generazione all’altra.

🥋 Pace → Falsoni → Fragale → Milano → FederKombat → la nuova generazione.

Non una semplice successione di nomi.

Ma una storia di uomini che, con idee diverse e in momenti diversi, hanno contribuito a costruire la disciplina che conosciamo oggi. ❤️🥊

Photos from federico_fragale's post 22/08/2026

Oggi scegli la fatica dell’allenamento. 💪
Domani potresti non poter scegliere altre fatiche.

Il corpo va allenato, curato e mantenuto attivo finché ne abbiamo la possibilità. ❤️‍🩹

Non aspettare che sia la malattia, la debolezza o la perdita di autonomia a ricordartelo.

Prenditi cura di te. Finché puoi. 🔥

Photos from federico_fragale's post 21/08/2026

🥊 DALLA KICKBOXING PIONIERISTICA ALLA FEDERKOMBAT: LA STORIA DEL SETTORE ARBITRALE E IL CONTRIBUTO DI ROBERTO FRAGALE

Quando oggi assistiamo a un incontro di kickboxing e vediamo arbitri, giudici, regolamenti, criteri tecnici e procedure codificate, è facile dimenticare quanto tutto questo fosse lontano dalla realtà delle origini.

🇮🇹 Tra la fine degli anni ’70 e i primi anni ’80 la kickboxing italiana era ancora una disciplina pionieristica.

Il Full Contact e il Semi Contact stavano muovendo i primi passi organizzati e, insieme agli atleti e ai tecnici, anche il settore arbitrale doveva costruire le proprie fondamenta.

All’inizio mancavano una formazione omogenea e interpretazioni completamente uniformi dei regolamenti. Una prima squadra arbitrale venne costituita nell’ambito della FIAM/WAKO e, successivamente, l’ingresso di figure come Luigi Merlini e soprattutto Roberto Fragale contribuì a far compiere al settore un importante salto di qualità.

🥋 Ed è qui che entra in scena Roberto Fragale.

Pioniere pisano della disciplina, atleta della prima generazione del Full Contact italiano e componente della Nazionale nei primi grandi appuntamenti internazionali — dagli Europei di Vienna del 1977 ai Mondiali WAKO di Berlino del 1978 — Fragale non fu soltanto atleta e Maestro.

Fu anche arbitro internazionale e formatore, mettendo a disposizione del movimento italiano l’esperienza maturata sui ring e sui tatami internazionali.

…continua nei commenti 👇🏼👇🏼👇🏼

20/08/2026

🥊 È proprio nel momento della battaglia che l’atleta ha più bisogno del suo allenatore.

È lì che tutte le connessioni costruite durante mesi di preparazione vengono messe alla prova.

Quando arriva il momento della competizione, non c’è più tempo per costruire una relazione: quella relazione deve essere già stata costruita.
Se durante i mesi di preparazione non sono stati creati fiducia, comunicazione, comprensione e chiarezza dei ruoli, nel momento decisivo il fighter rischia di sentirsi solo.

E a quel punto il coach può diventare soltanto… uno spettatore di lusso.

🎯 Essere allenatore non significa semplicemente conoscere la tecnica.

Significa conoscere l’atleta.

Ogni fighter è diverso.
Ha una storia diversa, una personalità diversa, paure diverse, punti di forza diversi e necessita di stimoli differenti.

Essere coach significa imparare a “leggere” una persona quasi come si legge una ricetta. 👀

La ricetta è diversa per ogni atleta:
🥇 a qualcuno serve più fiducia;
🧠 a qualcuno serve calma;
🔥 a qualcuno serve aggressività;
🎯 a qualcuno serve disciplina;
🤝 a qualcuno serve sentirsi ascoltato;
💪 a qualcuno serve semplicemente ricordargli ciò che è già capace di fare.

Non esiste un unico ingrediente valido per tutti.

La ricerca sulla psicologia dello sport conferma quanto sia importante la qualità della relazione tra allenatore e atleta: fiducia, comunicazione, rispetto e collaborazione non sono semplicemente “belle qualità”, ma fanno parte del contesto nel quale l’atleta può esprimere al meglio le proprie capacità. (PubMed⁠)

E c’è un altro aspetto fondamentale: la fiducia in sé stessi è collegata alla prestazione sportiva, con una relazione positiva osservata anche nelle meta-analisi della letteratura. (PubMed⁠)

Nel combattimento questo diventa ancora più evidente.

Photos from federico_fragale's post 20/08/2026

Il tuo allenamento non perde valore solo perché oggi devi fare meno.

Cambiare esercizi.
Ridurre i carichi.
Rispettare i tempi del corpo.
Accettare che, per un periodo, l’obiettivo sia diverso.

Non significa mollare.
Significa avere la maturità di capire cosa serve davvero.

La riabilitazione è ancora allenamento. Solo con una missione diversa: non conquistare il massimo oggi, ma prepararti a riconquistarlo domani. 🏋️‍♂️

Perché prendersi cura della propria salute non significa rinunciare alla performance.

Significa darle la possibilità di durare nel tempo.

18/08/2026

LA PREPARAZIONE FISICA NON PUÒ ESSERE UGUALE PER TUTTI

La preparazione fisica moderna deve essere sempre più basata su evidenze scientifiche, ma soprattutto deve essere individualizzata.

Non esiste un unico metodo valido per tutti gli atleti.

Ogni atleta ha caratteristiche, esigenze, livelli di allenamento e obiettivi differenti.

E ogni disciplina sportiva ha un proprio:

🎯 MODELLO DI PRESTAZIONE

Per questo motivo, programmare la preparazione significa prima di tutto conoscere ciò che lo sport richiede.

🥊 Un atleta di Kickboxing non ha le stesse esigenze di un maratoneta.

🏋️ Un powerlifter non ha le stesse esigenze di un pugile.

⚡ Un atleta di sport da combattimento deve saper esprimere forza, potenza, velocità, capacità di ripetere azioni ad alta intensità, coordinazione e capacità di recupero.

La preparazione fisica deve quindi essere costruita intorno alle richieste specifiche dello sport e dell’atleta.



🔬 DALL’ALLENAMENTO “A SENSAZIONE” ALL’ALLENAMENTO MISURABILE

Il preparatore fisico moderno non può limitarsi a prescrivere:

❌ “3 serie da 10”

❌ “carica il 70%”

❌ “fai tutto fino a esaurimento”

senza sapere perché.

Deve invece essere in grado di valutare:

📊 carico

⚡ velocità di esecuzione

💪 forza

🚀 potenza

❤️ capacità aerobica e anaerobica

🧠 fatica neuromuscolare

🔄 recupero

📈 adattamenti nel tempo

e soprattutto la risposta individuale dell’atleta.

La programmazione diventa quindi un processo:

VALUTARE → PROGRAMMARE → MONITORARE → ADATTARE → VERIFICARE

17/08/2026

🥋🔥 JEAN-PAUL PACE – UN PIONIERE TRA I PIONIERI 🇫🇷🇮🇹

📜 Quando il Full Contact iniziò a parlare italiano

Ci sono uomini che non si limitano a praticare una disciplina.

Ci sono uomini che portano una nuova idea, la fanno conoscere e finiscono per cambiare la storia.

Jean-Paul Pace è uno di questi. 🥊🔥

Nato in Algeria nel 1949 e formatosi nella scuola francese di Karate, Pace entrò a far parte della Nazionale francese nel 1973, condividendo quel mondo con alcuni dei più importanti protagonisti europei dell’epoca, tra cui Dominique Valera. 🇫🇷🥋

Ma la sua storia sarebbe presto diventata anche italiana.

🇫🇷➡️🇮🇹 PORTO RECANATI, 1974

Uno dei momenti più importanti della storia del Full Contact italiano avvenne durante uno stage federale a Porto Recanati nel 1974.

Pace presentò una forma di combattimento allora nuova per molti karateka italiani: un Karate più dinamico, più libero, più vicino al combattimento reale.

🥊 Pugni portati con maggiore continuità
🦵 Calci dinamici
🔄 Tecniche in rotazione
🦶 Spazzate
🤼‍♂️ Proiezioni e combattimento a contatto pieno

Tra coloro che assistettero a quella dimostrazione c’erano giovani karateka destinati a diventare protagonisti della storia italiana.

Tra questi Roberto Fragale, Stefano Giannessi e Vittorio Caselli.

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