Cantiere della Memoria

Cantiere della Memoria Informazioni di contatto, mappa e indicazioni stradali, modulo di contatto, orari di apertura, servizi, valutazioni, foto, video e annunci di Cantiere della Memoria, Via libertà 119, Portovenere.
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Dalle espressioni di meraviglia all'invito ad allargare gli orizzonti il passo era stato breve: "Sarebbe bellissimo, per...
22/09/2026

Dalle espressioni di meraviglia all'invito ad allargare gli orizzonti il passo era stato breve: "Sarebbe bellissimo, per noi e per voi, avervi a Villefranche-sur-mer per Les Voiles Maralpines...." Ci disse Rita Moreilhon il 20 marzo scorso visitando il Cantiere della Memoria (prima foto), dopo aver apprezzato l'impegno dell'associazione La Nave di Carta nel concorrere alla realizzazione del paglietto da record a Velarìa e la grande l'opera di pittura di Gloria Giuliano, posta a cornice, dedicata ai nocchieri, auspicandone l'esposizione all'evento marinaro da lei promosso in Costa Azzurra.
Quando poi aveva saputo della ricerca di Leon Carassale e della mostra di pittura dedicata a Giuseppe Garibaldi marinaio, con l'opera su tela olona realizzata dagli allievi di Raffaella Gragnano, l'invito si era fatto pressante: "Avervi qui a restituire il mito di Garibaldi sarebbe splendido ...", ci aveva scritto.
Dal dire al fare c'e' stato di mezzo il mare, non come limite semmai come sprone, fonte e fine della comune passione. Di ritorno dalla Costa Azzurra, siamo felici: per l'accoglienza ricevuta, le esperienze vissute, le prospettive aperte. Che dire? Grazie, Rita per aver visto lontano e per aver fatto da veicolo alle nuove amicizie, nel solco delle prime risalenti allo scorso dicembre innescate dalle mail di Diletta Bufo col Club della Vela di Villefranche che a sua volta aveva fatto da sponda per il contatto con Rita: forza del tam tam...

Lo stand del Cantiere della Memoria - col focus su Garibaldi, le opere pittoriche su tela olona, gli antichi attrezzi dei maestri d'ascia dell'officina Carassale, le testimonianze di arte marinaresca di Salvatore Calà e Giuseppe Caruana, le opere in Tre D di Alessandro Conzo - è stato oggetto di grande interesse, da parte dei marinai (imbarcati sulle Yole di Bantry e sulle altre barche presenti al raduno) alle personalità istituzionali, tra plausi e desiderio di consolidare i rapporti. Il libro delle dediche è lì a testimoniarlo....

Non solo barche belle  da vedere e sulle quali gioire della navigazione secondo gli umori del vento ma anche incontri co...
22/09/2026

Non solo barche belle da vedere e sulle quali gioire della navigazione secondo gli umori del vento ma anche incontri con persone speciali, anche fuori dal contesto del raduno nautico, per i vicoli di Villefranche-sur-mer. Come con John Michael Vega. Ci racconta l'esperienza Leon Carassale, con corredo di immagini vere ed una evocativa frutto del ricorso all'Ia

Musica e cuori dipinti
donati col sorriso
a chi gli passa accanto

Un musicante, un'armonica e una chitarra. Ma una toccante storia da raccontare. Michael lo abbiamo conosciuto nelle vie di Villefranche-sur-Mer. Quando ci siamo avvicinati, un po' incuriositi, ha iniziato a suonare per noi. Poi ci ha donato 5 cuoricini decorati da lui stesso. Abbiamo iniziato a fargli delle domande. Michael ha un passato da attore in Messico, ma è originario di Villefranche. Ha conosciuto attori importantissimi. Stasera era lì, in un angolino che cura con amore. Sotto ad un piccolo cipresso, a ridosso della chiesa del paese. La sua casa è lì a due passi. Ma durante l'anno lui suona tutti i giorni. Quando sta male, quando piove. D'estate, d'inverno. Col caldo, col freddo; e distribuisce cuori dipinti con amore, grandi e piccoli, da sempre. Un atto semplice, generoso. Da quando suona in quell'angolino ha distribuito più 220.000 cuori. Ne fa altrettanti in forma ingrandita. Li attacca nel cipresso, che col tempo è diventato il custode del suo atto d'amore. Michael non si ferma neanche con i problemi di salute, che lo portano a coprirsi per nascondere gli apparecchi salvavita. Lui continua a suonare. Nel suo angolino. Che è diventato testimone silenzioso di un atto d'amore che dura 365 giorni l'anno. Una storia da raccontare, sperando che un giorno si parlerà del musicante delle vie di Villefranche.
Leon Carassale

La trasferta a Villefranche-sur-mer del grande dipinto dedicato a Garibaldi marinaio e di alcune opere connesse realizza...
21/09/2026

La trasferta a Villefranche-sur-mer del grande dipinto dedicato a Garibaldi marinaio e di alcune opere connesse realizzate dagli allievi di Solo Arte si è saldata alla ricostruzione testuale delle origini e dell'infanzia a Nizza (ad una manciata di chilometri dall'esposizione) di colui che sarebbe diventato l'Eroe dei due mondi. Una ricerca curata da Leon Carassale (che gia' aveva studiato e raccontato i trascorsi di Garibaldi sul territorio spezzino) e proposta nella località della Costa Azzurra attraverso pannelli ad hoc tradotti in francese (con revisione/ottimizzazione del testo a cura di Anna Mori e montaggio grafico delle immagini effettuato dal Leon con la guida di Roberto Celi).

Ecco qui il testo tradotto in italiano; a seguire le foto dei pannelli e le singole immagini utilizzate per comporre gli stessi.

L'infanzia di Garibaldi a Nizza

Giuseppe Maria Garibaldi nasce il 4 luglio 1807 a Nizza, al numero 4 di quai Lunel, in una casa affacciata sul porto vecchio. Solo 2.3 km in linea d'aria separano la calata di Villefranche sur Mer alla casa natale dell' eroe dei due mondi. Al momento della sua nascita Nizza è capoluogo del dipartimento delle alpe marittime del primo impero francese di Napoleone Bonaparte. Il padre, Domenico Garibaldi è originario di Chiavari, capitano e proprietario del tartanone "Santa Reparata" È un uomo laborioso che cerca di trasmettere al figlio rispetto e disciplina su tutti i campi. La madre, Maria Giuseppina Raimondi, anche lei originaria ligure, stavolta di un borgo del ponente, Loano, è una donna di profonda e fervente fede cattolica, figura centrale nell'infanzia di Giuseppe. Pensa però che il figlio debba intraprendere la carriera ecclesiastica. Giuseppe ha 3 fratelli. Uno più grande e due più piccoli. La madre gli affianca due precettori per avviarlo agli studi religiosi, ma Giuseppe non pare molto incline all'apprendimento. Parlerà italiano e imparerà il francese pur mantenendo quell'accento Nizzardo che non sparirà mai. Un terzo precettore, il signor Signoret gli insegna la storia dei grandi imperi e accende in lui i primi ideali di libertà. È indubbiamente un ragazzo coraggioso. Nelle sue memorie scriverà di aver salvato una donna dall'annegamento a soli 8 anni. Cresce tra le barche tirate a secco in porto. È un ragazzo atletico, agile, dal carattere generoso ma determinato. Per i Nizzardi rimarrà sempre "Peppino".

Garibaldi diventa Marinaio

È nella tortuosa costa del sud della Francia che va dalla città al confine con il regno di Sardegna, che impara a manovrare piccole imbarcazioni a vela e a remi. Incontra esperti uomini di mare insieme a giovani aspiranti marinai proprio nelle osterie di Villefranche. Nel 1814 Nizza torna sotto il controllo sabaudo. A soli 13 anni, scontento della vita scolastica, fugge via mare insieme a 3 amici, ma viene intercettato al largo di Cap Martin. Questo non basta a placarlo. Oramai ha fatto la sua scelta. Il padre acconsente al suo arruolamento e Giuseppe viene iscritto come mozzo. Nel 1824, a soli 17 anni si imbarca sul brigantino Costanza, dove inizia a farsi le ossa in giro per il mediterraneo. Nel 1832, a soli 25 anni ottiene il diploma di capitano di seconda classe della marina mercantile sabauda che segna il suo addio alla sua città natale. Le navigazioni seguenti porteranno il marinaio ad entrare in contatto con diverse realtà politiche e filosofiche che favorirono l'incontro con le idee risorgimentali. Da Le Grazie, sede del Cantiere della Memoria a Villefranche sur Mer ci sono 110 miglia nautiche, ma il legame tra queste due realtà è più che saldato nel nome di Giuseppe Garibaldi. Nel nostro comune a lui sono dedicate una scuola, una via e una batteria militare, che segnano il suo passaggio a Le Grazie, accaduto 3 volte, tra fughe e periodi di malattia. Così come navigando nel mare del sud della Francia, compresa la rada di Villefranche fece apprendistato da marinaio. Siamo figli dello stesso mare e, una volta, della stessa terra. Uniti da Garibaldi....
Omaggio di Leon Carassale in occasione delle giornate del patrimonio a Villefranche.

Fra le amicizie e le scoperte più affascinanti maturate  durante la missione garibaldina del Cantiere della Memoria a Vi...
21/09/2026

Fra le amicizie e le scoperte più affascinanti maturate durante la missione garibaldina del Cantiere della Memoria a Villefranche-sur-mer per il raduno di barche tradizionali 'Les Voiles Maralpines' c'è stata quella con Eric Dulière, presidente dell'associazione Anao che in Francia occupa archeologia subacquea. Lui, proprio nella rada di Villefranche-sur-mer, a 11 metri di profondità, nell'ambito di una campagna esplorativa - con scavo dei fondali - ha scoperto una chicca: una p**a di terracotta con la raffigurazione del volto di Garibaldi. La stessa ora, custodita nel museo di preistoria regionale di Mentone, è oggetto di studi; la prospettiva è quella di un'esposizione al Museo Masséna di Nizza. Qui sotto le foto del piacevole incontro con Eric del reperto storico affiorato dai fondali di Villefranche e degli articoli che hanno documentato il prezioso ritrovamento. Anche a lui, come ad altre personalità in visita allo stand-vetrina, oltre alla brochure che racconta l'attività decennale del Cantiere della Memoria, sono andati in dono la mini opera in Tre D col volto di Garibaldi realizzata da Alessandro Conzo, un numero della rivista Ria edita dalla Pro Loco delle Grazie con gli articoli di Leon Carassale e Alberto Vignali su Garibaldi (sui trascorsi nel territorio spezzino e sui mari) e il report della mostra di Solo Arte (che prosegue nel nostro museo dove sarà riallestita in giornata). Eric a sua volta ci ha fatto dono (con bella dedica comprensiva di disegno) della pubblicazione che racconta la sua attività di subacqueo a 'caccia' di storie e dell'associazione che presiede.

21/09/2026

Garibaldi e' tornato a casa... in buona compagnia

A tu per tu col mare...  attraverso la  scienza; tradizionale appuntamento di inizio autunno alla Spezia con i ricercato...
21/09/2026

A tu per tu col mare... attraverso la scienza; tradizionale appuntamento di inizio autunno alla Spezia con i ricercatori che studiano il fratello blu (sopra e sotto)per svelarne le dinamiche fondamentali per destini dell'umanità

UN SORSO DI SCIENZA - Il 25 settembre alle 20.30 ci troviamo al Pin La Spezia per parlare di scienza e di mare nella Europea delle Ricercatrici e dei Ricercatori.
Seduti attorno a un tavolo, davanti a un drink, parleremo di
▶ Tra terra e mare: le coste a rischio con Francesca Alvisi, CNR ISMAR
▶ Satelliti per il mare con Christian Bignami e Marco Polcari, INGV
▶ Condividere la scienza: citizen science e la ricerca con Marina Locritani, INGV
▶ Il Niño e il clima che verrà con Marcello Magaldi, CNR ISMAR
▶ Intelligenza Artificiale ed esplorazione marina con Simone Marini,CNR ISMAR
▶ Come nascono gli oceani con Filippo Muccini,INGV
▶ Dall’origine della vita agli oceani extraterrestri con Silvia Pagnoscin,CNR
▶ L’arte per la scienza con Nadia Repetto e Maurizio Wurtz, Artescienza

Voi portate la vostra curiosità e le domande, noi ci mettiamo il drink.
Potete prenotare a questo link
https://forms.gle/vz75JAnmv4KgwZ4Z8

C'è anche un angolo dedicato alle Blue Schools del Golfo. Da non perdere.

Scienza Insieme INGV Istituto Nazionale di Geofisica e Vulcanologia Fondazione Acqua dell'Elba ISMAR

Partecipiamo al dolore dei familiari per la scomparsa, ad 85 anni,   del contrammiraglio (di origini lucchesi ma spezzin...
20/09/2026

Partecipiamo al dolore dei familiari per la scomparsa, ad 85 anni, del contrammiraglio (di origini lucchesi ma spezzino di adozione) Gianfranco Fialdini, caro amico e fonte qualificata delle ricerche del Cantiere della Memoria, col suo grande bagaglio di conoscenze in campo nautico; ne abbiamo apprezzato la competenza tecnica e in campo velico oltreché narrativo, a tu per tu col vento ma anche nella restituzione scritta di regate importanti e pagine di storia marinara sul Secolo XIX, la Nazione, Vela e Motore, Nautica e nelle pubblicazioni dell'associazione nazionale marinai d'Italia.
Con particolare affetto lo ricordiamo per non aver avuto esitazioni a consegnarci, tre anni fa, la memoria del suo comando - nei primi anni Settanta - della nave militare Men che, all'epoca della guerra fredda, navigava sotto le mentite spoglie di yacht da diporto (col nome Rigel) per svolgere invece attività di spionaggio: era stata infatti concepita per marcare a distanza le navi sovietiche e per intercettare le onde radio di quelle che usavano i radar per trasmettere messaggi in codice ad altre unità dell'Urss. Suo ambito di azione era il Mar Egeo Orientale. In quel contesto Fialdini (allora tenente di vascello) nel 1974 ottenne l’elogio solenne – dall'ora numero uno della Marina Gino Giorgi – per la scoperta della pratica dell’incrociatore Moskva di comunicare con le unità della flotta sovietica a mezzo radar.
I fotogrammi dei suoi ricordi - che concorsero ad un nostro articolo sulla rivista Nautica - non avevano nulla da invidiare ai film di 007. "La dotazione finanziaria per le crociere prevedeva risorse finalizzate a invitare turiste straniere da imbarcare per brevi navigazioni e lunghe soste nei porti greci così da dare apparenza di vacanza alla missione segreta” ci aveva svelato l'ex comandante.
Crollati il muro di Berlino e il regime sovietico, la missione della nave cessò. Alla fine degli anni Novanta, divenne yacht presidenziale, col nome Argo (vedi foto); cio' fino alla dismissione per un nuovo corso: vendita all'asta, ristrutturazione per tornare a solcare il mare per diporto. I lavori sono in corso, diretti dall'architetto Francesco Foppiano che, per la nuova configurazione della nave acquistata dall'industriale Giovanni Arvedi, ha fatto anche tesoro dei ricordi di Fialdini (conoscitore della vecchia compartimentazione dall'unità con spazi dedicati e blindati per la custodia e gestione degli apparati-spia). Fra le varie iniziative veliche promosse nel golfo della Spezia, nei primi anni 2000, la regata della solidarietà 'Cento vele' a sostegno del Sorriso Francescano. A lui sono andati vari riconoscimenti, oltre il solenne elogio: dalla medaglia di lunga navigazione, alla nomina di socio onorario dell'associazione lucchesi nel mondo. Lascia la moglie Lamberta, le figlie Francesca e Marzia e le adorate nipoti Nausicaa e Dafne. Martedì alle 15 i funerali nella cripta di Cristo Re, con gli onori militari. Buon vento, ammiraglio, verso l'ultimo approdo.

Non solo Yole di Bantry ma anche barche tradizionali di varie specie e taglia a Les Voiles Maralpines, in particolare i ...
20/09/2026

Non solo Yole di Bantry ma anche barche tradizionali di varie specie e taglia a Les Voiles Maralpines, in particolare i gozzi francesi (pointus) che a Villefranche, per effetto del riconoscimento certificato del loro valore storico, godono di trattamenti di favore: moli dedicati nel porto comunale, tariffe d'ormeggio scontate, luoghi deputati per le manutenzioni fai da te o comunque sconti fiscali per i lavori da affidare a terzi, con un solo l'obbligo: il mantenimento in ottima forma, pena la perdita dei benefici. Della serie: un esempio di impegno culturale e di lungimiranza per salvare piccoli/grandi tesori del patrimonio marittimo. Ed eccoli qui i 'pointus' all'ormeggio e in navigazione durante la parata.

Il nome identificativo 'Laissa anàche' deriva dal dialetto di origine ligure che si parlava  a Villafranca all'epoca del...
20/09/2026

Il nome identificativo 'Laissa anàche' deriva dal dialetto di origine ligure che si parlava a Villafranca all'epoca dell'appartenenza al Regno di Savoia (durata tre secoli, prima della cessione alla Francia nel 1860): sta a significare: "lascia perdere, prenditela comoda". E' quello della Yole di Bantry gestita dall'omonima associazione di Villefranche sur mer che ha organizzato il raduno 'Les voiles Maralpines' a cui il Cantiere della Memoria è stato invitato, complice Garibaldi (che nacque a pochi chilometri da qui, a Nizza, nel 1807). Si tratta di una copia della lancia di rappresentanza della flotta francese in epoca napoleonica, il cui originale è conservato presso il National Museum di Dublino; li arrivò' in buono stato di conservazione dopo le cure di cui godette in seguito alla spiaggiamento, nel 1796, nella baia di Bantry a causa di una tempesta durante il tentativo di tre fregate e 15mila francesi di liberate l'Irlanda dagli Inglesi.
L’obiettivo della meritoria associazione di Villefranche non è stato solo quella della ricostruzione di un’unità storica, ma anche di fare rivivere le abilità marinaresche di un tempo. Propulsa da dieci remi e da tre vele, la «yole» richiede un equipaggio che abbia buona dimestichezza sia con il remo, sia con la vela.
Sono circa 100 Yole di Bantry costruite dal 1986 ad oggi in tutto il mondo; molti paesi ne hanno una, alcuni tre, gestite da associazioni in rete. Le più attive sono in Irlanda, Francia, USA, UK, Danimarca, Paesi Baschi, Canada. In italia esiste una sola Yole di Bantry, Crêuza de Mä, costruita nel 2004 a Genova, gestita dall'associazione Atlantic Challenge. All'evento nautico di Villefranche sur mer sono presenti quattro esemplari, 'Laissa anàche' che qui ha casa e altre tre provenienti da Sète (una) e (le altre) dalla Bretagna. Un bel vedere (dopo quello ammirato a Sète nell'aprile scorso, vedi prima foto) che vi proponiamo qui attraverso gli scatti effettuati a Villefranche, in parte realizzati dal mare a bordo di un gozzo armato a vela latina, 'Le vagabon', messoci a disposizione dall'organizzazione diretta da Rita Moreilhon per effettuare un reportage filmato; grazie ai puri e rudi amici marinai per la bella esperienza fattaci di vivere ... un salto nel tempo all'insegna dei valori della marineria, che non conosce confini, in un mare amico e carico di storia.

L'esperienza del Cantiere della Memoria  a Villefranche-sur-mer  per il raduno di barche tradizionali Les  Voiles de Mar...
20/09/2026

L'esperienza del Cantiere della Memoria a Villefranche-sur-mer per il raduno di barche tradizionali Les Voiles de Maralpines si sta rivelando un'occasione di crescita, consolidamento e nascita di nuove amicizie, riconoscimento del valore dell'attività svolta e del valore delle opere in vetrina. Il primo risultato è stata la concessione di due stand espositivi oltre a quello inizialmente messo a disposizione così da favorire l'allestimento emozionale; obiettivo: raccontare Giuseppe Garibaldi - tra opere di pittura della scuola di pittura Solo arte di Raffaela Gragnano, ricerca di Leon Carassale su nascita e crescita a Nizza di colui che sarebbe poi diventato l'Eroe dei due mondi, numeri di Ria che ne ripercorrono i suoi trascorsi nel golfo della Spezia - e gli altri due ambiti di attività culturale, per la valorizzazione dell'arte marinaresca e dei maestri d'ascia, nell'alveo dell'attività della Nave di Carta; a rappresentarli, il dipinto di Gloria Giuliano dedicato ai nocchieri, il quadro di nodi e i paglietti realizzati di Salvatore Cala', i decori a cura di Giuseppe Caruana, reperti di costruzioni navali dell'Officina Carassale e attrezzi del mestiere, fra i quali alcuni ultimi freschi di donazione da parte di Ivano Tonelli appartenuti al mitico nonno palombaro Diano, insieme a marmotta e maglio di Pietro Ricci. Ecco qui alcune foto della vetrina allestita insieme a Leon e Fabio Carassale. Grazie a loro e a tutti coloro che hanno concorso a questa esperienza, a cominciare da Rita Moreilhon, presidente dell'associazione Une Yole di Villefranche sulla plancia dell'organizzazione.

Indirizzo

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Le Grazie
19022

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+393405579811

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