12/07/2026
La lezione di scherma è un dialogo tra due anime che, al tintinnio delle lame, si raccontano una storia che dura: a volte un battito d'ali, altre.... decenni.
Vincenzo Cordova
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Mi presento: sono Vincenzo Cordova, Istruttore Nazionale di Scherma, ho deciso di aprire questa pagina per buttare giù i miei pensieri di questo bellissimo mestiere che è il maestro di scherma...spero di darvi alcuni spunti di riflessione.
12/07/2026
La lezione di scherma è un dialogo tra due anime che, al tintinnio delle lame, si raccontano una storia che dura: a volte un battito d'ali, altre.... decenni.
Vincenzo Cordova
31/03/2026
In pedana, come tra i banchi di scuola, c’è chi si nasconde nell'ultima fila per evitare l’appello e chi alza la mano per proporsi. Il maestro sceglierà sempre il 'volontario', perché chi chiede la lezione non sta solo cercando di imparare un colpo, sta comunicando il desiderio di essere protagonista del proprio successo. La scherma è uno sport d'iniziativa: se non hai il coraggio di chiedere una lezione, difficilmente avrai il coraggio di portare la stoccata decisiva.
06/03/2026
La mia visione sul rapporto tra Maestro e Allievo
Quando un allievo mi sceglie come maestro, non mi importa se sia il meno dotato tecnicamente o il più "difficile". Dal momento in cui iniziamo il nostro percorso, per me lui diventa il miglior allievo possibile. Non desidererò mai avere al suo posto atleti più prestanti provenienti da altre sale, e lo stesso deve valere per lui: non dovrebbe mai desiderare maestri più "di moda", perché nel momento della lezione io devo essere per lui il miglior maestro di sempre.
Perché questo approccio è fondamentale?
La risposta è semplice: se io per primo non credo che il mio allievo possa diventare, con il tempo e l’impegno, un atleta di alto livello, le mie lezioni mancheranno di qualità e visione. Di riflesso, se l’atleta non è pienamente convinto della mia professionalità e della mia dedizione, non riuscirà mai ad apprendere con la necessaria profondità.
Alla base della scherma, e della vita, devono esserci sempre rispetto e fiducia reciproca. Se viene meno questo pilastro, cambiare maestro non è solo un'opzione, è un obbligo.
06/01/2026
Caro Sensei ho un dilemma da esporti:
Quando si prende una decisione, si è sempre esposti al giudizio altrui perché i risultati sono visibili e misurabili. Al contrario, non decidere sembra non comportare rischi, ma in cuor tuo sai che l'inerzia porterà inevitabilmente alla sconfitta. Nasce quindi il dilemma del maestro: combattere per ciò che si ritiene giusto per il bene dell'allievo — rischiando il conflitto con i genitori che non ne condividono la visione — o lasciar perdere, sapendo però che quel bocciolo non fiorirà mai?
Caro Apprendista quello che descrivi è il conflitto tra l'etica della responsabilità (agire per il bene futuro) e la sicurezza della zona di comfort (evitare il conflitto immediato).
Esistono due visioni nel cammino per il cammino del tuo allievo: la visione del Maestro e la visione del Genitore
Spesso il conflitto nasce da una differenza di prospettiva temporale:
Il Genitore spesso agisce per proteggere il figlio dal dolore presente (fatica, stress, fallimento momentaneo).
Il Maestro agisce per preparare l'allievo al dolore futuro, dotandolo degli strumenti per superarlo.
Un vero maestro non è chi evita i conflitti, ma chi accetta di essere il "bersaglio" momentaneo pur di permettere all'allievo di fiorire. Se non agisci, diventi complice della sconfitta che avevi previsto.
Il rischio del giudizio è il prezzo da pagare per il potere di cambiare una vita. Come diceva un vecchio adagio: "C'è un solo modo per evitare le critiche: non fare nulla, non dire nulla, non essere nulla.
Tu che tipo di maestro scegli di essere?
Cit l'istruttore 🤺 dai ❤️❤️
03/12/2025
Imparare Nuove Cose:
Dialogo tra Maestro e Allieva
Allieva: Maestro, perché insisti nel farmi fare questa cosa? Non vedi? Non ne sono capace! Non sono brava, non me la sento mia, non sono abbastanza...
Maestro: Cara Allieva, vedi... non è mai facile imparare cose nuove. Noi per natura amiamo stare nella nostra zona comfort, amiamo la routine e odiamo tutto ciò che ci costringe ad attivare i sensi, i muscoli e il cervello affinché tutto si coordini alla perfezione e tutto funzioni... Ma c'è un trucco che puoi usare.
Allieva: Che trucco, Maestro?
Maestro: Usa il presente per la tua ribellione!
Allieva: ???
Maestro: Sì, usa le formule: "per adesso", "ora", "al momento"...
(L'Allieva prova la formula)
Allieva: Non ci riesco ora, non mi riesce per adesso, non sono brava al momento.
Maestro: Esatto! E poi... fatto questo esercizio... datti una speranza!
Allieva: Che vuoi dire, Maestro?
Maestro: Concediti una speranza aggiungendo la frase: "... ma ci sto lavorando!"
Allieva: Maestro, non ci avevo mai pensato...
Maestro: Brava! E ora rafforza la tua speranza con un pizzico di ottimismo... completa la frase con: "... e sono sicura che tutto andrà bene!"
La Lezione
Maestro: Quindi, cara Allieva, ripeti insieme a me:
"Maestro, l'esercizio che stiamo provando non mi riesce al momento, ma ci sto lavorando e sono sicura che tutto andrà bene!"
Maestro: Brava! E ora rimettiamoci al lavoro... in guardia!
03/12/2025
Caro Maestro,
Una volta dissi: "La lezione di scherma è un dialogo tra due anime che, al tintinnio di due lame, si parlano senza proferire parola; un dialogo che dura a volte un battito d'ali e a volte anni..."
Sono trascorsi lustri da quando te ne sei andato, eppure quel dialogo non si è mai interrotto.
Grazie per la lezione
Omaggio al Maestro Bicchi
♥️♥️
01/12/2025
Caro diario, ho sempre creduto che l'inizio di un percorso agonistico sia strettamente legato alla creazione di un legame solido tra allievo e maestro. Questa relazione deve basarsi su fiducia e rispetto reciproco. Dopotutto, la lezione stessa è un atto d'amore del maestro che si espone – permettendo metaforicamente di essere "colpito" – affinché l'allievo possa apprendere non solo la tecnica, ma la vera vita in pedana.
Ogni trionfo in pedana è la punta di un iceberg, la cui base sommersa è il sacrificio silenzioso del Maestro di scherma: raro è colui che si consuma nella stessa fatica agonistica dell'allievo, traendone come unico e sublime compenso la gioia effimera della vittoria altrui.
Genitore, se trovi un simile tesoro di dedizione, sappi di essere fortunato e custodiscilo.
18/11/2025
Dialoghi Maestro Genitori... riflessioni
Genitore al Maestro:
Caro Maestro, buongiorno. Sono qui perché ho bisogno del suo aiuto per capire una cosa cruciale: come mai mio figlio, che è un agonista, non riesce a tradurre gli allenamenti in risultati concreti in gara? Stiamo investendo tanto: porto mio figlio a fare sparring in altre palestre, ho ingaggiato un mental coach specifico per la sua preparazione psicologica, e c'è anche un preparatore atletico... Eppure i risultati non arrivano. Dove stiamo sbagliando, secondo lei?"
Maestro al Genitore:
"Capisco la sua frustrazione. È una situazione comune, ma va analizzata. La prima domanda che le faccio è questa: quante sessioni di lezione tecnica fa a settimana con il suo Maestro 'core'? (Intendo il Maestro che lo segue quotidianamente in sala)."
Genitore al Maestro:
"Una volta a settimana... Perché, è questo il punto? Mi sembrava di bilanciare bene con il resto: il preparatore, il mental, le trasferte..."
Maestro al Genitore:
"Esattamente. Il punto è questo: spesso ci si concentra sui 'servizi' esterni, dimenticando il 'Core' dell'atleta. La preparazione atletica e mentale sono fondamentali, ma sono come la benzina e le gomme; la tecnica di base, l'analisi tattica e la correzione degli errori sono il 'motore' del veicolo, e il Maestro in sala ne è il meccanico principale. Se il motore gira una sola ora a settimana, tutto il resto, per quanto costoso e mirato, farà fatica a produrre un reale salto di qualità agonistico. È necessario consolidare la base prima di arricchirla.
06/09/2025
Caro me,
siamo arrivati a 55 anni. E come le aquile americane, ci siamo trovati davanti a una scelta: continuare così, lasciandoci lentamente spegnere dalla paura del cambiamento, oppure affrontare il dolore della trasformazione per rinascere.
Abbiamo scelto di cambiare.
Non è stato facile. A volte è stato doloroso come rompere il becco contro la roccia, come fa l’aquila per poter sopravvivere. E spesso, i dubbi ci toglievano il respiro, mettendo in discussione ogni passo.
Ma oggi posso dirti che ascoltare il nostro corpo, accogliere la trasformazione, ci ha rigenerati.
Ora respiro. Ora vivo.
E anche tu sei pronto a ricominciare, con forza nuova, in un ciclo tutto da vivere.